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domenica 29 giugno 2014

Smokey eyes e labbra beige con Conchiglia di Neve Cosmetics

26 comments

Ho ricevuto Conchiglia a scopo valutativa da Neve Cosmetics ma, non posso negarlo, un colore così io non lo avrei mai comprato. Viene spesso descritto come un nude ma a mio avviso questa è una descrizione impropria: un rossetto può essere definito tale quando è così somigliante al colore delle proprie labbra da essere quasi impercepibile. Conchiglia è invece un beige carne dal sottotono rosato, risulta molto più chiaro delle mie labbra che hanno una pigmentazione che varia durante la giornata da bassa a media, quindi l'effetto non è assolutamente nudo: si vede che ho qualcosa che mi sbianca la bocca e l'effetto è innaturale e sgradevole. Inoltre non ha un buon impatto sui miei denti, tende leggermente ad ingiallirli.

Come ho deciso di utilizzarla? innanzitutto ho dovuto fare in modo che risultasse  più luminosa, per ammortizzare l'effetto moribonda. Il modo migliore è usare un gloss o un balsamo labbra lucidino, così da rendere le labbra più fresche e turgide. Inoltre ciò permetterà di diluire un po' la pigmentazione di Conchiglia e di far trasparire leggermente il tono naturale delle labbra, sicuramente sembrerà meno un correttore e risulterà più portabile per tutte.

Poi va detto che non è un colore da portare con un trucco veloce, tipo un po' di mascara e via, perchè rischia di dare veramente un'aria stanca e sciupata al volto. L'ideale è controbilanciare il make up con un trucco occhi bello cupo e definito.

Il trucco che avete visto è uno smokey realizzato principalmente con un ombretto grigio opaco (Incubo di Neve Cosmetics) e un punto luce sull'angolo interno dell'occhio color avorio shimmer. Ho condito il tutto con un tripudio di glitter (Disgelo di Neve Cosmetics), trovo che abbinare l'oro ai colori freddi sia il modo più congeniale a me che porto un po' a fatica questo colore.


Nell'insieme le labbra così chiare mi penalizzano, si, ma non eccessivamente grazie agli occhi molto marcati e luminosi. Tuttavia sto nettamente meglio in questa versione, con labbra più definite (Roxo di Mac su base di matita 709 di Kiko).

Chi di voi l'ha comprata e, come me, trova le stia malissimo? Può sempre tornare utile per il layering, magari per schiarire un po' rossetti troppo scuri o per creare punti luce sulle labbra e giochi ombrè. Naturalmente non è mia intenzione dire che questo genere di colore sia tabù per tutte, ma va specificato che non è un tono democratico ma al contrario estremamente complesso, sulle più (almeno in area mediterranea) risulta troppo chiaro e l'effetto naturale auspicato è così lontano che spesso scade nel kitsch.

Ci sono però poche elette che portano i beige meravigliosamente, si tratta solitamente di ragazze dal viso etereo, che hanno un insieme di colori così morbido e delicato da non subire negativamente il pallore sulle labbra. Il look di insieme può piacere o no, ma è innegabile che Taylor Swift riesce ad ottenere con il rossetto beige un effetto naturale ed elegante, lontano anni luce da quello rozzo e slavato che purtroppo, nonostante faticosi tentativi, non riesco a scongiurare io quando indosso Conchiglia :'(

Quindi lungi da me generalizzare, niente sta realmente bene/male a tutte, semplicemente nel make up esistono colori abbastanza democratici ed altri molto complessi, destinati a valorizzare una tipologia ristretta di donne. I beige come Conchiglia, ahimè, rientrano in quest'ultima categoria.

Voi come riciclereste Conchiglia? Aspetto i vostri suggerimenti.

A presto ^__^
Continua...


venerdì 27 giugno 2014

Look estivo con Aragosta di Neve Cosmetics

22 comments
Ho notato che in molte hanno approfittato dell'offerta lancio per acquistare i nuovi Pastello Labbra di Neve Cosmetics, così ho pensato di mostrare qualche look che possa essere d'ispirazione cominciando da Aragosta.

Aragosta è un mix fra rosso, rosa e arancio, quest'ultima componente è - secondo il mio occhio - quella che prevale sulle altre quindi lo definirei di un colore spiccatamente caldo. E' una tipologia di corallo abbastanza acceso ma la sua componente bright, in realtà, risulta amplificata da un finish piuttosto metallico che riflette una luce bianchiccia. Insomma è un colore prettamente estivo. 

Quando ho provato per la prima volta Aragosta ero truccata con uno smokey grigio e l'effetto d'insieme non mi convinceva molto. Credo che un colore così brioso mal combaci con sfumature cupe o intense come quelle di uno smokey, a mio avviso dà il meglio di sé con look più chiari, freschi e colorati.

Ho pensato quindi di fare un look pin up in versione più colorata.


E' veramente semplicissimo da realizzare: sulla palpebra mobile ho applicato Quetzal di Neve schiarito da una base bianca, nella piega ho sfumato un marroncino neutro. Ho applicato l'eyeliner, una matita color burro nella rima interna e tanto mascara. Sulle guance ho sfumato il Blush Maya di Neve e ho fatto un abbondante contouring con la terra kalahari, sempre di Neve. Sulle labbra Aragosta tamponata con un po' di burro, in modo da ridurre un pochino l'effetto metallico.

Non è un look che mi valorizza ma nell'insieme l'ho trovato molto carino e sono certa che si presta bene per una passeggiata sul lungomare o una festa sulla spiaggia.

A presto ^_^
Continua...

martedì 24 giugno 2014

La mia esperienza con l'armocromia

56 comments
Amo tantissimo il colore, sarà per questo motivo che mi sono avvicinata presto all’arte sia nella sfera pratica che in quella storico/teorico, tuttavia quando si tratta del mio aspetto mi ci rapporto in modo complesso:  ci sono colori giusti, che sembrano farsi parte integrante di me, e colori sbagliati, che in conflitto con i toni naturali del mio viso  mi creano disagio. Non sono schiava della bellezza e spesso indosso quello che mi piace senza curarmi troppo di essere “perfetta”, consapevole che nella vita mai lo sarò, però i colori giusti  hanno un effetto terapeutico su di me ed è per questo che tendo sempre a preferirli.  E’ una consapevolezza che ho maturato negli anni di passaggio dall’adolescenza all’età adulta e si è poi affinata con la conoscenza dell’armocromia.

In terza media mi innamorai del maglioncino giallo girasole della mia compagna di banco: il colore era splendido (ho sempre avuto un debole per il giallo) e le stava magnificamente. Dopo un po’ di lagne e capricci convinsi mia mamma a regalarmene uno uguale e quando finalmente potetti indossarlo ebbi una cocente delusione: mi stava malissimo. Non riuscii a comprenderne il motivo: la mia compagna era castana di capelli, con occhi scuri e pelle chiara come me, perché lo stesso maglioncino ci stava in modo così diverso? All’epoca, complessata com’ero, pensai che la cosa era dovuta al fatto che la mia amica fosse più bella e raffinata di me, perciò stava bene con tutto. Sciocchezze, nessuno sta bene con tutto. A riguardare le nostre foto ho capito: lei era un caldo autunno, io un freddo inverno. Non imparai nulla da questo episodio, così nell’adolescenza tendevo ad acquistare capi arancione, verde mela o rosa bubblegum, insomma colori attraenti e alla moda che portavo a casa con gioia ma non riuscivo a sfruttare con soddisfazione, notavo sempre qualcosa di stonato e, nonostante un armadio strabordante, finivo con indossare sempre gli stessi pochi capi scuretti o, come direi adesso, in toni profondi. Così, verso l’età adulta, ho cominciato a notare che i colori come il rosso, il borgogna, il viola scuro, il blu, il verde petrolio e in particolare il nero (prima letteralmente detestato) avevano il potere di illuminarmi il viso e mettere in risalto i miei lineamenti, così me ne sono un po’ alla volta innamorata.

Quando mi sono avvicinata all’armocromia non ne capivo niente ma la disciplina, come ogni cosa che riguarda il colore, mi interessava. Ero curiosa di fare un’analisi del colore, ne ordinai una e quando ricevetti il responso – Inverno Profondo Soft – lo apprezzai: la palette era piena di colori freddi e scuri che io, pure senza conoscere l’armocromia, avevo percepito come i migliori su di me ormai da diversi anni. Questa cosa mi ha permesso di affinare il mio occhio: distinguo i borgogna a base calda e quelli a base fredda e so che questi sono i migliori per me, tendo ad evitare i blu quando sono troppo chiari e i grigi quando sono troppo “polverosi”, ho cominciato a percepire la componente berry nei rossetti e ho capito che è questo il genere che mi sta meglio, a preferire i toni più intensi piuttosto che quelli molto bright o, ancor peggio, pastello. Se riuscirò ad intraprendere un lavoro nel mondo del make up questa esperienza mi tornerà molto utile, è comodo riuscire a capire velocemente la tavolozza naturale di una cliente, questo permette di scegliere i toni migliori e in maniera veloce.
Consiglierei anche alle altre, a distanza di oltre un anno dal responso, di fare un’analisi del colore? Tutto sommato si. Sicuro, come accennavo già prima, è consigliabile per tutte le make up artist, farsi fare un’analisi del colore aiuta a conoscere meglio la disciplina e a farne buon uso quando si sceglie il make up per il viso delle clienti. Torna utile un po’ a tutte in verità, vedo bellissime donne che risultano spente a causa di make up sbagliati: ombretti arancio fluo su ragazze diafane per risaltare l’iride azzurro, labbra beige cadavere perché nude è fine o rossetto marrone su incarnati glaciali perché lo portava Cindy Crawford ai bei tempi della gioventù, a quante di voi capita di vedere questi orrori? L’armocromia aiuta chi ha scarsa consapevolezza ad aprire gli occhi, ad essere soddisfatte del proprio look e ad evitare acquisti sbagliati. Certo rimane la libertà di esprimere il proprio stile con tutti i colori che si vuole, l’armocromia non è un paletto ma offre un vantaggio: la consapevolezza di quali sono i nostri best, facendo si che ci valorizzino al massimo, e quali sono i nostri worst, non necessariamente per evitarli ma anche per  imparare a gestirli con qualche stratagemma.

Tuttavia l’Armocromia non è certo scienza, ma una sorta di concezione filosofica e, in quanto tale, presenta dei punti di forza ma anche dei limiti, sarebbe sciocco non riconoscerlo.
Il primo limite è il fatto che analizzare una persona è un processo del tutto empirico e quindi va soggetto ad errori di valutazione o, più semplicemente, a divergenze di vedute. Basta girare alcuni dei siti più importanti che trattano armocromia per notare che solo alcune delle celebrity analizzate sono fisse in una certa stagione, molte altre vengono spostate a seconda di chi le ha analizzate. Nessuna armocromista, per quanto brava, preparata e professionale, può mettere da parte il suo gusto personale e questo influisce sulle scelte, specie quando si tratta di persone a cavallo fra due stagioni e quindi non chiare da analizzare. Inoltre, quando si tratta di analisi on line, la qualità delle foto e dettagli come i capelli tinti o la pelle trattata con autoabbronzanti può alterare un po’ il resoconto dell’analisi. Quindi l’armocromia offre certezze assolute? decisamente no.
Il secondo limite sta nel fatto che i gusti personali sono inevitabilmente tanti, uno stesso look non può piacere a tutti. C’è chi dice che il giacchino corallo che indosso per la casa mi sta benissimo, meglio dei miei amati borgogna. C’è chi ha le proprie idiosincrasie verso il rossetto rosso e lo troverà eccessivo anche sulle più intense Inverno Profondo, chi al contrario lo ama a tal punto da trovarlo perfetto anche sulle più eteree delle fanciulle. Mio marito mi vede benissimo con i rossi più accesi del creato, sarà un rozzo privo di gusto? Ovviamente no! Ma poi cos’è il gusto? Non esiste solo la bellezza armocromatica, esiste anche la bellezza nei contrasti, nell’effetto sorpresa che un colore nuovo riesce a generare. Insomma si può scegliere di essere belle seguendo un’armonia di colori , o anche no.
Durante questi 18 mesi ho sperimentato molto e l’ho fatto soprattutto utilizzando i consigli del gruppo di ragazze ips che, con la guida e la supervisione dell’armocromista, hanno stilato una lista dei prodotti adatti a valorizzarci, con tanto di suggerimenti sui finish migliori e le tecniche da preferire. Cosa mi è stato consigliato? Faccio un breve elenco attenendomi esclusivamente a ciò che riguarda il make up:

  • L’eyeliner non va bene, è troppo marcato e rovina la softness. A limite meglio usarne uno tortora o grigio ma rimane un genere di prodotto troppo grafico per le soft.

  •   La matita va scelta grigia o tortora, magari anche qualcosa di sobriamente colorato come un viola fumoso o un verde petrolio scuretto. La matita nera è sconsigliata: marca troppo e appesantisce.

  • Gli ombretti devono essere opachi o satinati, tutto ciò che è perlato si nota troppo sulle soft e va evitato

  • Gli ombretti devono essere scuretti ma non poi troppo e ben sfumati con un colore più chiaro. Il nero è da evitare, anche a piccole dosi.

  • I rossetti devono essere sul berry rosato medio, i colori che abbiamo fra i consigliati sono sul genere  Craving e Captive di Mac

  • Il finish glossato per i rossetti è da evitare, anche quando sono ben pigmentati (credo sempre per via della softness)

Ho fatto il perfetto trucco da inverno profondo soft, eccolo qua:

 Beh, non mi sta bene per nulla e non sono la sola a pensarlo: per scherzo ho postato questa foto su Facebook  fingendo di doverlo indossare per un occasione in cui volevo essere perfetta e, cosa mai accaduta prima, ho raccolto un coro di dissensi: su una quarantina di persone non una ha commentato “si, stai bene”, tutte a notare che manca qualcosa e sarei stata molto meglio aggiungendo dell’eyeliner o un rossetto più intenso. In effetti la matita (Pioggia di Neve Cosmetics) è veramente troppo chiara per me, si sente moltissimo la mancanza di quella nera e il mio occhio sembra ancora più tondo, mi si notano le occhiaie e le rughette. Inoltre questo genere di tortora ho capito ormai da tempo che mi spegne moltissimo, ho bisogno di colori meno smorzati e più vivi per dare vita al mio sguardo che altrimenti risulta al quanto sonnacchioso. Sarà forse perché la mia pelle ha di natura dei sovratoni tortora/grigiati e quindi ombretti di questo tono sembrano sottolineare gli aloni in questione, apportando un’aria stanca e sfiorita al mio viso. Un ragionamento simile a quello che porta a sconsigliare i blush rosa intenso a chi soffre di couperose, insomma.
Inoltre sento l’esigenza di un punto luce shimmer, i look total opaco/satinato mi spengono molto e lo dico a malincuore perché a me sono sempre piaciuti tanto.  Per quanto riguarda il rossetto beh, voi lo sapete che Craving è mio amico ma non rappresenta per me il genere di colore che indosserei in occasione di una serata importante, lo farei solo se dovessi abbinarlo ad un trucco occhi particolarmente impegnativo ma ad un look semplice no: come vedete dalla foto è il mio mlbb perfetto, carino quando voglio essere acqua e sapone ma che aggiunge poco al mio viso, di sera praticamente nulla.


 Qui indosso un trucco molto più minimal, non armocromatico per la mia stagione in quanto troppo chiaro e poco definito, eppure sto decisamente meglio: ho sfumato un tocco di matita nera anziché Pioggia e gli ombretti sono in toni di marrone più saturi rispetto ai grigiati e fangosi tortora. Anche il rossetto (un mix fra Dark Side e On Hold di Mac) ha un croma più alto rispetto a quelli che dovrei portare. Eppure l’effetto è migliore rispetto al trucco precedente, risulto senza ombra di dubbio più giovane, più fresca e riposata, pur non essendo il mio best look. 

E poi, per la sera, veramente così sembro troppo truccata? 

 

 

Veramente questi rossetti “mi brillano come un lampione”? sarà che con i nostri occhi non ci valutiamo mai con assoluta razionalità, ma credo di non essere così cieca da non riuscire a capire quando sono sovraccarica. 


Questo invece è un esempio di trucco inverno profondo soft da sera: ombretto marrone freddo e matita verde petrolio per dare un tocco di definizione in più, sulle labbra il solito Craving. Sto senz'altro meglio rispetto alla versione da giorno vista prima (quella con pioggia), rimane però un trucco che  non mi valorizza: la matita verde non mi piace proprio e l'ombretto taupe ancora una volta mi spegne e vedo occhiaie e segni di stanchezza che normalmente non noto. Forse per un trucco sbrigativo da giorno avrebbe maggior senso, a questo punto però preferisco la versione minimal ma più "accesa" che avete visto prima. A destra un trucco da sera a modo mio, risulto senz'altro più luminosa. Specifico che la base (correttori, fondotinta, cipria e blush) sono gli stessi.

Se da bionda avevo ancora qualche dubbio ora che ho scurito i capelli ne son certa: la mia stagione mi rispecchia per quanto riguarda la dimensione fredda e profonda, ma non del tutto per la softness, soprattutto se intesa nei consigli che avrei dovuto seguire. Così mi sono posta una serie di domande:
  • Perché una soft non può usare prodotti shimmer? Capisco il non fare un trucco super metallizzato ma credo che un punto luce perlato stia bene al 90% delle persone in età compresa fra i 13 e i 50 anni. Su di me, ne sono sicura, il total mat non funziona.
  • Ma questa avversità per la matita nera come si spiega? Perché mai una ragazza con capelli, occhi e ciglia scure non dovrebbe portare la matita nera? Capisco il non fare righe grosse, ma un filo ben sfumato si mimetizza perfettamente con l’ombra delle ciglia, negarla manco fossimo diafane come svedesi è ridicolo.
  • L’armocromista recentemente spiegò che l’inverno profondo soft è separato da un filo rispetto all’inverno profondo, semplicemente i colori hanno un voltaggio più basso. Ok, il rosso fuoco non va bene, ma perché rossi cupi come Diva e Dark Side di Mac o il Rimmel 107 sono considerati “troppo”? Abbiamo una palette piena di rossi scuri e per le labbra dobbiamo limitarci a rossetti stile Craving? Senza contare che per il giorno era stato proposto un rossetto di Pupa (Miss Pupa 203) che su di me è alla pari di un Labello e ha anche un finish troppo lucido per i miei gusti (ma i glossati non erano da evitare?). Io di una cosa sola sono certa: i rossetti scuri sono quelli che mi stanno meglio.
  • I rossetti consigliati nella lista mi stanno in modo molto diverso rispetto alle altre, come faccio a ritenerla utile per le mie esigenze a questo punto? E perché se fra di noi siamo così diverse dobbiamo ritenerci accomunate?

Ero intenzionata a parlarne con l’armocromista di tutte queste mie perplessità, stavo aspettando che la mia nuova tinta di capelli si stabilizzasse per fare con lei un confronto. Prima però ho espresso, pacificamente, i miei dubbi sul forum dove fra ragazze ci si confronta riguardo la propria esperienza e, incredibilmente, sono stata attaccata in modo duro: Io non accetto la mia stagione, io “rosico” perché vorrei poter portare i fucsia e i rossi ma mi stanno male (lol), io metto in discussione la professionalità dell’armocromista, io do credito all’opinione della persone senza capire che queste perlopiù hanno cattivo gusto.
Innanzitutto io non ho messo in discussione la professionalità, sbagliare è umano (soprattutto considerando che ai tempi dell’analisi ero biondissima e questo può ingannare, inoltre le foto non erano di qualità eccellente) e mi era stato detto chiaramente che se mi fossi trovata male con la palette si sarebbe fatto un riesame in tutta tranquillità. Perché nel momento in cui ho esposto un dubbio sono stata trattata come eretica? A questo punto devo pensare che ogni perplessità viene percepita come una minaccia alla credibilità della disciplina e per questo viene repressa a forza, quindi fare un riesame del mio caso è insensato e nemmeno mi interessa più. Ma poi io cos’è che non accetto? Ogni persona  è unica e irripetibile, perciò avrà esigenze proprie che prescindono da un sistema di 16 stagioni, non ho bisogno della loro approvazione e nemmeno che mi si dica come vestirmi/truccarmi. Devo piacere a me stessa in primis, poi sono contenta di ricevere complimenti dal marito, dalla famiglia e dalle amiche, non accetto assolutamente il discorso “loro non hanno gusto”, lo trovo non solo privo di fondamento ma anche offensivo. E, in tutta onestà, non potrei mai rosicare per come portano i rossi e i fucsia certe persone, sono assolutamente soddisfatta di come stanno a me e anzi forse sono  loro che dovrebbero darsi una regolata: essere Inverno Profondo o Assoluto non significa andare in giro truccate da panda e se sei impedita pure nel maneggiare una semplice matita l’armocromia non può salvarti rendendoti fresca e raffinata. Insomma giudicano per partito preso e  l’armocromia, invece di affinare il loro occhio,  le ha annebbiato la vista con convinzioni teoriche date troppo spesso per assodate. Infine, dopo dibattiti estenuanti, hanno dovuto ammettere che il trucco in questione non mi donava, ma la colpa era mia che avevo male interpretato come deve essere un trucco da inverno profondo soft, realizzando qualcosa di troppo tenue e perciò adatto ad altre stagioni. Insomma il trucco consigliato ad altre ragazze della mia stagione (tra l'altro apprezzato con tanti complimenti) se lo faccio io sbaglio e fraintendo, non fa una piega ahsisi.

Naturalmente non tutte le ragazze seguaci dell’armocromia si comportano così, ne ho conosciute di dolcissime e molte hanno espresso solidarietà nei miei confronti, condividendo le mie perplessità. Insomma ci sono fra queste ragazze che non hanno perso il loro giudizio critico, tuttavia sono costrette a tenerselo per sé visto che alcune delle altre hanno dimostrato totale chiusura al dialogo.

Avrei tante altre cose da dire, ma ho già scritto un papiro e mi rendo conto di avervi annoiate, tuttavia siete state in tantissime a chiedermi la mia esperienza riguardo l’armocromia e mi sembrava doveroso rispondere e farlo con sincerità e accuratezza. Ripeto che tornassi indietro rifarei l’analisi e continuo a consigliarla, inoltre assolutamente non contesto il valore professionale di chi mi ha analizzata (per me rimane la migliore in Italia), se persino i dottori possono sbagliare diagnosi come ci si può aspettare accuratezza e infallibilità di giudizio in un ambito del genere? Semplicemente va evitato di farsi troppo influenzare da persone che considerano il giudizio di un’armocromista come il Verbo e sono pronte a disprezzare qualsiasi cosa si allontani – anche solo di poco – dalla tua palette e dai loro consigli. Fatevi pure analizzare, ma non perdete il gusto di giocare con il vostro look e soprattutto continuate a ragionare con la vostra testa.

Continua...

sabato 21 giugno 2014

Novità in casa Neve: Pastello labbra Aragosta e Conchiglia, terra Kalahari

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Neve cosmetics ha lanciato delle interessanti novità per questa estate: l'ampliamento della linea di Pastello labbra con un nude e un corallo e l'aggiunta di una Terra solare del tutto opaca, dal finish HD.

vi mostro subito gli swatches:


Kalahari viene così descritta da Neve:

Kalahari: la pelle bronzea ed opacizzata non è un miraggio!
Quando l’estate arriva trova l’incarnato ancora pallido e spento, e l’aumento delle temperature non fa che evidenziare lucidità e pori dilatati.
Per questo è nata Kalahari.
Una cipria HD o un bronzer minerale? ENTRAMBI.
La nuova creazione minerale Neve Cosmetics infatti ha due funzioni: dona un colorito sano e nel contempo minimizza i pori regalando un finish liscio, omogeneo e perfettamente opaco.
L’ispirazione alla sua origine è il clima caldo ma deliziosamente asciutto e ventilato del Kalahari, il maestoso deserto fossile sudafricano dalla bellezza senza tempo.

Il segreto della cipria Kalahari sono i suoi preziosi ingredienti minerali e vegani: vellutata mica, silica dalle proprietà seboassorbenti ed uniformanti, e pigmenti minerali che accentuano l’abbronzatura naturale di ogni tipo di pelle.
Il risultato è un colorito sano e solare ed un incarnato perfetto in un attimo, nonostante l’afa! 
Consigli d’uso: sfumare con un pennello morbido su fronte, zigomi, mento e ponte del naso, ovvero le zone del viso che oltre ad abbronzarsi prima tendono a lucidarsi di più.

Prossimamente vi mostrerò come funge kalahari sul mio viso, intanto vi anticipo che effettivamente è del tutto opaca e ha una texture finissima e vellutata, veramente molto piacevole da usare e si sfuma benissimo. Il colore è piuttosto neutro e, al contrario di certe terre troppo aranciate, si presta magnificamente per il contouring, ho già fatto qualche prova e ne sono rimasta soddisfatta. Neve suggerisce di usarla su tutto il viso per opacizzare e dare colorito allo stesso tempo ma io non potrei: è troppo scura per la mia carnagione e rischierei un effetto "sporco" più che baciato dal sole, ma per le pelli scure o abbronzate il discorso è diverso. Un'ottima new entry in casa Neve, una terra così neutra non è semplice da trovare e tornerà utilissima a tutte le freddine come me che non trovano un prodotto buono per il contouring.



Il Pastello Labbra Aragosta è un colore ibrido: un pesca coralloso con una base arancio piuttosto spiccata. Prima di andare avanti va fatta una premessa: io ho un sottotono freddo (beige/rosato) e questo comporta che ogni volta che un prodotto labbra ha una componente calda finisce per risultare più arancio (o marrone, dipende dai casi) di quanto non lo sia su altre persone più neutre. Va da sé che su un incarnato come il mio Aragosta non è la tonalità ideale, stride un pochino e mi rendo conto che lui non valorizza me e io, a mia volta, non rendo giustizia al colore che di per sé è senz'altro carino e interessante

Ho provato ad accostarlo agli unici rossetti corallosi che avevo in casa: Lady Danger è decisamente più rosso e aranciato, inoltre più acceso e intenso, Aragosta è più tenue e rosata. Party Parrot (parente strettissimo di Impassioned) è nettamente più fucsia, quindi più freddo, intenso e acceso. L'unico rossetto che mostra una notevole somiglianza è Toying Around, che però è più rosato, Aragosta ha un tocco di arancio in più.

                                

Sopra vedete Aragosta e sotto Toying Around: quel tocco di rosa in più, sulla mano appena percepibile, sulle labbra si nota molto e li rende diversi


Insomma non è il mio best ma, facendo una buona base viso, non mi sta malaccio come colore. Il problema di questo Pastello a mio avviso è il finish un po' troppo frost (avete presente le iridescenze di Amore? in Aragosta sono simili ma più evidenti), quasi metallico, fa riflessi bianchicci che possono non piacere e se non siete amanti delle labbra perlate conviene tenere presente questo fattore. Io personalmente l'avrei preferito di gran lunga se fosse stato del tutto opaco.


E' ancora presto per parlare della qualità di questi prodotti, al momento mi pare che Aragosta abbia un'ottima tenuta e non sbavi. Quello che mi turba è il fatto che, come si nota anche dal close up labbra, tende a seccare un po' le labbra e ad evidenziare pellicine, pieghette e vari inestetismi che nemmeno immaginavo di avere -.-'' 
Il problema si riduce molto utilizzando un po' di balsamo labbra come base o aggiungendo un tocco di gloss come top.


Conchiglia è invece nude vero e proprio, molto più chiaro del tono naturale delle mie labbra, non ho nulla in casa con cui poterlo paragonare. Inizialmente ammetto che mi ha fatto un po' paura come colore, non sono abituata a vedermi le labbra così pallide e non credo mi stiano benissimo, però con un tocco di gloss come top l'effetto cadavere è scongiurato e nell'insieme il look è particolare. La cosa simpatica di questa matita è che, a dispetto delle aspettative di tutti, non tende al pesca ma al rosa pallido, insomma torna utile a tutte le ragazze freddine come me che vogliono un rossetto per creare un look edgy. Probabilmente in futuro sperimenterò Conchiglia abbinata ad un super smokey glitterato. 
Mi sembra meno secca e più confortevole di Aragosta.

Ho ricevuto gratuitamente questi prodotti dall'azienda a scopo valutativo, saranno disponibili all'acquisto a partire dal 25 giugno 2014 su www.nevecosmetics.it e in selezionate bioprofumerie.

Voi cosa ne pensate, siete curiose di queste novità?

A presto ^_^




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mercoledì 18 giugno 2014

Reinterpretazione del make up anni 60

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Oggi vi propongo una personale interpretazione di un tipo di make up assai diffuso a cavallo fra gli anni sessanta e settanta: il cut crease nero con le ciglia inferiori fortemente marcate, da abbinare a labbra nude.  Un look che rese iconica la celebre modella Twiggy, musa della Swinging London che continua ad affascinare e ad ispirare anche le nuove generazioni.



Fare questo trucco non è stato semplice, per niente. Twiggy si disegnava da sola le cigliette inferiori con una matita e non si curava del fatto che fossero poco precise o asimmetriche, io invece soffro all'idea di portare un trucco irregolare e sono stata davanti allo specchio finchè non mi è sembrato sufficientemente preciso. Poi le classiche ciglia disegnate a linee sottili sul mio occhio a palla e non proprio teso (l'età purtroppo avanza -__-) sembravano zampette di ragno schiacciato al suolo e l'effetto era bruttissimo, ho dovuto perciò trovare un'alternativa.



Per realizzarlo ho innanzitutto uniformato la palpebra mobile con un colore pastello, spesso veniva usato il celeste ma io ho preferito il lilla (della palette D'Antoinette di Lime Crime), poi ho fatto un onda con la matita nera poco più in alto del mio crease naturale. Ho applicato l'eyeliner lungo il bordo superiore delle ciglia e poi lungo il bordo inferiore ho disegnato delle finte ciglia sagomandole ad ala di pipistrello, per essere più precisa mi sono aiutata con il bordo di un pezzetto di carta usandolo come un righello, spostandolo per ogni finta ciglia. Il pennello usato è un 0.0 acquistato in un negozio di Belle Arti, l'eyeliner è il Chromaline Black Black di Mac.


Ho completato il look con il mio nude (Unlimited di Mac) + un filo di gloss trasparente, e usando un tono rosa nuetro sulle guance (Cubic di Mac)

Spero prossimamente di riuscire a farne uno ancora più sixty, magari aiutandomi con delle vere ciglia finte.

A presto ^_^
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sabato 14 giugno 2014

Trucco oro - verde con Aurum di Nabla Cosmetics

31 comments
Aurum di Nabla Cosmetics è a mio avviso il migliore fra gli ombretti Solaris che ho ricevuto: pigmentato, setoso, luminoso, tiene perfettamente tutto il giorno nonostante il caldo. Anche il colore è molto bello e abbastanza particolare ma, sfortunatamente, non lo trovo ideale per il mio viso: Nabla lo descrive come un oro freddo, quasi del tutto privo di giallo, invece a me sembra un oro giallo con l'aggiunta di una patina verde oliva. D'altro canto mi rendo conto che un oro non può essere privo di componente gialla, però a mio avviso l'unico modo per renderlo neutro (freddo è impossibile) è l'aggiunta di un tocco di argento che lo renda vicino al platino, Aurum è quindi ancora troppo caldo per il mio incarnato.

Siccome, nonostante ciò, è un ombretto bellissimo e avevo troppa voglia di provarlo, ho deciso di abbinarlo ad un color ottanio, in modo da richiamare la patina verde di Aurum ma allo stesso tempo smorzandone il calore, dato che l'ottanio è una tipologia fredda di verde.


L'ombretto verde ottanio di cui parlo è il 338 di Inglot, l'ho applicato nella piega sfumandolo verso l'esterno. Sulla palpebra mobile Aurum e per completare una riga bold di eyeliner. Sulle labbra Deeply Adored di Mac.

E' un look strong che mi ricorda vagamente Cleopatra, allo stesso tempo è molto luminoso e lo trovo simpatico per un'occasione particolare durante queste sere d'estate.

Sarebbe simpatico accostare Aurum con Extravirgin, sulle ragazze dorate verrebbe un trucco fantastico! Se fra le mie cose scovo un verde oliva luminoso magari provo a fare un abbinamento di questo tipo, non sarà il massimo su di me però ho voglia di provarci :D

Voi come abbinereste Aurum?
A presto ^_^
Continua...


giovedì 12 giugno 2014

TAG 10 random facts: Beauty edition

46 comments
Tempo fa sono stata taggata dalle amiche Cookiesmakeup ed Axelle per ciarlare, come proposto da The 1000th blog, su dieci fatti a caso che caratterizzano il nostro modo di vivere il beauty. Ok, sono pronta a rispondere :D

1 HO INIZIATO A TRUCCARMI A 13 ANNI,
Lo spiegai tempo fa a Misato, alle medie avevo in classe delle compagne che si sentivano fighe ad andare in giro con le labbra bordate di marrone scuro. Una volta provarono a metterla anche a me e quando io rifiutai dicendo che mi sembrava volgaruccia mi derisero, affermarono che io ero troppo mentalmente bambina per capire come deve truccarsi una donna. 
 
Il giorno dopo mi alzai un'ora prima e andai a scuola con uno smokey eyes oro e marrone, rimasero scioccate e non aprirono più bocca povere stelle XD
Però il mio fu solo un gesto dimostrativo, da allora iniziai si a truccarmi ma poco alla volta: kajal e correttore, poi aggiunsi dopo qualche mese il mascara. Insomma piccoli passi, com'è giusto che sia.

2 MI SONO TRUCCATA DI GRIGIO E MARRONE PER 10 ANNI
Eh si, ho usato quasi esclusivamente i neutri nella mia vita, salvo qualche volta alternare con un viola. Mia mamma mi aveva insegnato che solo i colori neutri sono eleganti e che non dovevo colorarmi la faccia come una bambina che gioca con il beauty. Però io rimanevo incantata dai trucchi colorati che vedevo in televisione e sulle riviste, così mi procurai una palettina colorata e provai a truccarmi di verde e di blu: risultati tutt'altro che entusiasmanti, mi convinsi che la mamma aveva ragione.
Probabilmente mi mancavano gli ombretti buoni e un po' di esercizio, adesso con il blu e il verde ci faccio trucchi soddisfacenti (ma anche con quasi tutti gli altri colori, in verità) e anche la mamma si è ricreduta.

3 IL ROSSETTO PER ME ERA UN TABU'
All'età di 16 anni ebbi l'ardire di comprarmi un rossetto fucsia in un periodo in cui andavano di moda solo marroncini. Le solite compagne cretine ebbero da dire che sembravo Barbie, Moira Orfei, una battona ecc ecc, tanto che me ne convinsi anch'io e da allora cominciai ad usare solo rossetti sul genere sheer e di color cappuccino -.-''
Del colore ne avevo proprio paura, finchè scoprii che i rossi freddi in realtà mi stavano bene e da lì alla rossettite è stato un attimo u.u

4 LA MATITA LA USO SOLO NERA
Ho molte matite colorate ma le uso solo per fare delle basi, la matita colorata usata come eyeliner o nella rima interna sui miei occhi non mi piace proprio, specie se sono perlate. Questo vale anche per gli eyeliner.

5 A VOLTE MI TRUCCO ANCORA CON GLI APPLICATORI IN SPUGNA
ebbene si, lo confesso: quando i pennelli sono sporchi o mi scoccia andarli a prendere li uso ancora e riesco anche a sfumare u.u
 6 ARMOCROMIA SI, MA CON RELAX
Qualche anno fa mi sono avvicinata alla filosofia dell'armocromia ma ultimamente me ne sono in parte distaccata: sono convinta che sia valida come linea guida generica ma vedo troppe persone che la vivono come una scienza esatta e hanno perso la capacità di osservare e apprezzare un look se non rispetta "la Palette", o al contrario di vederlo con occhio critico se pur "armocromatico". L'armocromia dovrebbe affinare il nostro occhio, invece per molte è diventato un triste velo dal quale osservare una realtà filtrata da convinzioni che non sono ne infallibili ne universali. Forse un giorno vi racconterò meglio la mia esperienza.

7 GLITTER ADDICT
Non lo avrei mai detto nella mia vita, ma sono diventata una fan dei glitter e li uso ogni volta che voglio sentirmi faiga. Sono comunque sostenitrice dello shimmer in generale (anche se da sfumare con toni opachi), qualche anno fa impazzivo per gli ombretti opachi e ho provato spesso a realizzare look total matte ma con scarsi risultati, mi spengono molto. Per me il punto luce perlato è fondamentale.

8 IL MIO TRUCCO QUOTIDIANO E' NOIOSO E BANALE
Chi mi segue è abituato a vedermi con look coloratissimi e articolati, ma spesso io mi scoccio da morire di truccarmi e mi limito a kayal, mascara, correttore, blush e un rossetto random. La sera aggiungo un ombretto scuro, solitamente nero, grigio o marrone. Quando sono in viaggio poi dimentico del tutto il mio beauty e spesso vado in giro struccata, in vacanza ci sono talmente tante cose da fare che mi pare di perder tempo davanti allo specchio e sono più contenta di portare pochissimi prodotti.

 9 ODIO LA NAIL ART
Il massimo della trasgressione che concepisco sulle mie unghie sono i glitterini effetto confetti. Disegnini no, giammai u.u
 
10 MI SONO ISCRITTA AD UN'ACCADEMIA PROFESSIONALE DI MAKE UP
Di preciso alla Romeur Accademy, inizierò ad ottobre. Sono eccitata e terrorizzata allo stesso tempo, questo corso mi è costato un rene ma dopo essermi laureata in una materia disprezzata dallo Stato (la storia dell'arte) ho deciso di cercarmi una nuova via, questa scuola rappresenta per me una speranza ma ho anche tanta paura di fallire. Ebbene si, fra un anno o poco più sarò Make up artist, almeno sulla carta u.u



Non taggo nessuna perchè in realtà vi taggo tutte. Intanto fra i commenti ditemi un po' di fatti vostri, sono curiosa come una scimmia XD

A presto ^_^





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martedì 10 giugno 2014

It's a colourful world: piccola guida per un make up dai toni vividi

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In occasione della parata del Gay Pride, ho voluto realizzare un trucco molto colorato che comunicasse gioia, spontaneità e libertà di espressione e dell'essere se stessi.

Per realizzarlo ho usato un blu e un rosso dell palette 96 colori di Zoeva, l'arancio e il verde della palette Acid di Sleek e il giallo  della palette Tropicalia di Shiseido. Sulle guance ho sfumato Maya di Neve Cosmetics e per le labbra ho scelto Toying Around di Mac

Dato che in questi giorni me l'hanno chiesto in moltissime, adesso faccio una breve lista degli accorgimenti che uso per ottenere colori vivi e brillanti

1 OMBRETTI DI QUALITA' ALMENO DECENTE
Non per forza servono prodotti costosi, come vedete ho utilizzato quasi esclusivamente ombretti low cost per realizzare questo trucco, semplicemente bisogna prendere atto di una cosa: se gli ombretti sono molto farinosi, complessi da sfumare, grigiastri o scarsi nella pigmentazione non ci uscirà un trucco decente.

2 UN OTTIMO PRIMER PER OMBRETTI
Non è vero che un primer vale l'altro, alcuni pompano i colori molto meglio di altri. Io uso il Primer Potion di Urban Decay nella versione Eden.

3 COSTRUIRE UNA BASE BIANCA
Applicare una matita o un matitone bianco su tutta la palpebra permette di far risultare i colori molto più luminosi e accesi. Questo è un passaggio fondamentale, forse più degli altri due.

4 USARE I PENNELLI GIUSTI
Per ottenere il massimo della pigmentazione da un colore è necessario usare pennelli dalle setole molto fitte e compatte, in modo da trasferire il colore in maniera netta ed uniforme. Inoltre, per ottenere un lavoro più preciso e pulito, è preferibile che i pennelli siano di dimensioni piuttosto minute. Gli ideali sono quelli come il 231 o il 214 di Mac, o anche il London Surface di Neve Cosmetics. Usando invece un pennello a setole più larghe il pigmento si diffonderebbe e non sarebbe possibile trasferirlo in maniera carica e netta sulla palpebra, questi sono pennelli adatti ad un passaggio successivo, ovvero la sfumatura.

5 A VOLTE CI VOGLIONO PIU' PASSATE
Eh si, non siate parche nelle dosi, qualche volta una seconda o anche una terza passata aiuta. Le passate successive è meglio applicarle con tocchi picchiettati anzichè trascinati, magari esercitando una leggera pressione in modo che il colore si attacchi alla palpebra ben bene.

6 A VOLTE I COLORI RENDONO MEGLIO BAGNATI
Specie se sono metallici e duochrome.


Naturalmente è un trucco un po' estroso, adatto più per occasioni divertenti e giocose come quella a cui dovevo presentarmi, però è stato molto apprezzato: ho perso il conto di quante ragazze mi hanno fermata per farmi i complimenti e chiedermi cosa avevo usato e come replicarlo. A dimostrazione che i soliti commenti sulla "non portabilità" (purtroppo immancabili -__-), sono assolutamente inopportuni e legati ad una concezione ottusa e bigotta del make up.

A presto ^_^
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domenica 8 giugno 2014

Anteprima Collezione Solaris di Nabla: Swatches e prime impressioni

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Sono stata contattata da Nabla Cosmetics per testare in anteprima parte della nuova collezione di ombretti, Solaris, ispirata ai riflessi delle giornate d'estate.
Innanzitutto ringrazio l'azienda per aver ascoltato le mie esigenze e per averle intrepretate alla perfezione: ho ricevuto proprio gli ombretti che mi interessavano e che ritengo più adatti al mio viso. Questo per me è un fattore importante perchè quando ricevo dalle aziende tipologie di colori troppo lontane dalla mia confort zone sono sempre in imbarazzo, non riesco ad essere  oggettiva nelle valutazioni e nemmeno a testarne a fondo le potenzialità. Chiusa questa parentesi, vediamo ora cosa c'era nel mio pacco:


5 ombretti in formato refill più una palette magnetica per contenerli. La palette è deliziosa, leggera ma compatta, adoro il fatto che, diversamente dalle Sephora, sia dotata di un lato trasparente che permette di vedere i colori contenuti.

Gli ombretto che ho ricevuto sono:


ENTROPY: l'azienda lo descrive come un malva su base taupe, in verità a me sembra un marroncino dal riflesso rosa caldo. Nell'insieme secondo me risulta neutro-caldo, sicuramente più adatto alle ragazze dal sottotono giallino, ma che tutto sommato riesce ad armonizzarsi bene su un po' tutte le carnagioni. Molto scrivente e setoso al tatto, la vera meraviglia di questo ombretto e il suo finish estremamente luminoso e raffinato, tipo effetto seta.


Per chiarire meglio ciò di cui parlavo, ho messo a confronto Entropy con un vero tortora (Dior, dala Earth Reflection) e si vede chiaramente la sua componente leggermente caldiccia. La cosa buffa di questa foto è che il Dior sembra satinato e invece vi assicuro che è bello perlatino, semplicemente sfigura in confronto alla luminosità di Entropy       

CATTLEYA: viene descritto come un viola orchidea con la satinatura bluastra e direi che non ci sono dubbi, anche il mio occhio lo vede così. Inoltre Nabla parla di una texture delicata e in effetti ho notato anch'io questa particolarità: la polvere è compatta ma molto sottile, quindi non rilascia subito uno strato di colore del tutto pieno ma solo dopo due passate generose o tre più leggere. Credo sia stato ideato così affinchè possa essere modultato con facilità, in maniera da renderlo semplice da portare  anche per chi generalmente non è abituato ad indossare tonalità così intense e rosate sugli occhi. E' il colore più trendy della collezione, adatto a tutte coloro che desiderano qualcosa di originale per l'estate. Trovo che gli ombretti sul magenta/orchidea facciano un meraviglioso contrasto con l'iride chiaro, ma questa è solo un'opinione personale.
 


Quando ho visto Cattleya mi è subito venuto da pensare a Stars and Rockets di Mac. In realtà non si somigliano poi molto, si nota bene dallo swatch che il Nabla è più scuro e più rossastro. La vera differenza sta però nel finish: Stars and Rockets ha una componente duochrome molto accentuata che lo rende un po' diverso a seconda delle luci e dei toni che gli vengono accostati (lo avete mai provato su una base nera? Diventa azzurro), invece Cattleya mantiene immutata la sua sfumatura senza tuttavia risultare piatto, i riflessi azzurrini ci sono e si vedono. Altro ombretto sullo stesso genere di colore è Kimono di Neve Cosmetics ma, come si nota dalla foto, quest'ultimo è più scuro e meno ricco di riflessi, inoltre è molto polveroso e non ha la finitura lucente del Nabla.

ZOE: come dice l'azienda, si tratta di un verde acqua pastello con riflessi duochrome dorati. Non so come descrivere questo ombretto perchè io sono estremamente di parte: adoro i duochrome e quando hanno una base trasparentina come Zoe impazzisco letteralmente, la mia fantasia comincia subito a pensare a mille accostamenti e a come tirar fuori ogni volta nuovi giochi di riflessi. Insomma vale la pena averlo, c'è tanto da divertirsi.

                              
Il confronto con Peyote di Neve era scontato, la somiglianza è innegabile ma presentano alcune differenze: Peyote è più trasparentino e ha una componente dorata più spiccata, Zoe è più corposo e coprente, inoltre è più freddo e meno dorato, lo considererei un verde vero e proprio.

AURUM: viene descritto come un oro freddo, quasi privo di giallo. In realtà non lo trovo così freddo e soprattutto non mi pare quasi privo di giallo, d'altro canto come potrebbe essere? Un oro senza giallo non è oro, al massimo diventa platino XD. Io lo descriverei come un oro antico, velato da una notevole patina verde oliva. Il finish, la texture e la qualità di questo ombretto sono paragonabili ad Entropy: estremamente pigmentato, setoso e luminoso.  Il colore comunque, aldilà di come possa venir definito, è veramente bellissimo e secondo me estremamente elegante e versatile, perfetto su tutte le carnagioni ma incantevole come illuminante per gli occhi scuri.


Dato che è un tipo di colore che mi garba da sempre, ero già in possesso di ombretti somiglianti: Vintage Gold di Mac è simile ma un po' più scuro, il 419 di Inglot ha una base più marrone che dorata.

MADREPERLA: è un beige con accentuato duochrome rosa e satinatura verde, ideato per simulare i riflessi delle conchiglie. Il nome è azzeccatissimo e sono riusciti perfettamente a creare l'effetto cangiante della madreperla. E' qualcosa di spettacolare, in assoluto il mio preferito fra i cinque, non avevo mai visto un ombretto di questo colore. Come si vede dalla foto, Madreperla è molto chiaro, quasi un color carne, e ha una base trasparentina ideata appositamente per creare giochi di riflessi luminosi sia assoluto sia su basi colorate. Non ho swatches comparativi, nessuno dei miei ombretti è paragonabile a lui. Ad occhio e croce credo possa avere dei punti in comune con Unicorno di Neve Cosmetics, ma Madreperla ha una texture più sottile e un gioco di riflessi molto più forte e cangiante.

Al momento le mie impressioni sono molto buone, i colori sono molto ricercati e la resa sembra ottima. In questi giorni realizzerò alcuni make up con questi ombretti in modo da mostrarveli in azione e offrirvi qualche spunto per utilizzarli. Inoltre vi terrò aggiornate sulle mie impressioni riguardo la sfumabilità, la tenuta e in generale tutti quegli elementi che costituiscono la qualità di un prodotto.

La collezione Solaris sarà disponibile all'acquisto a partire dal 9 giugno 2014, in esclusiva su www.nablacosmetics.com

Ci aggiorniamo prossimamente ;)

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venerdì 6 giugno 2014

Most Played di Maggio

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Eccoci all'appuntamento mensile con il Most Played Team di Golden Vi0let (qui il blog e qui il canale), un'occasione per discutere insieme sui prodotti che abbiamo usato di più durante il mese.Durante Maggio ho avuto svariate new entry, alcune fantastiche altre un po' deludenti. Vediamole nel dettaglio:
MAC, VOLCANIC ASH EXFOLIATOR: ho fatto una pazzia e l'ho comprato, ma non me ne pento u.u 
Estremamente efficace e piacevole da usare, ne basta veramente poco per ottenere subito una pelle liscissima. Mai più senza.

REAL TECNIQUE, SILICONE LINER BRUSH: si tratta di un pennello da eyeliner con la punta in silicone, bella solida ma allo stesso tempo flessibile.  Ero troppo curiosa di provarlo, mi dava l'idea di poter essere utilizzato come un pennino e ottenerci linee sottili e definite. No, macchè. La punta è come se asciugasse la cremosità dell'eyeliner, il prodotto rimane attaccato al pennello e si trasferisce a fatica sulla palpebra, di conseguenza vengono fuori linee striate e imprecise. Devo sperimentare con qualche altra tipologia di eyeliner, al momento però lo boccio alla grande.

DIEGO DALLA PALMA, ROSSETTO 111: gentile regalo di Irene, si tratta di un fucsia intenso, freddo ma non troppo, luminoso ma non accesissimo, cremoso e leggermente lucido. Un colore bellissimo, buona anche la tenuta ma, come tutti i rossetti cremosini, lo preferisco con il supporto di una matita.

URBAN DECAY, MATITA LABBRA "ANARCHY": mi sono resa conto di non possedere una matita labbra fucsia acceso veramente valida, così, nonostante io mediamente spenda poco in matite labbra, mi sono concessa questo piccolo lusso. Ho fatto benissimo! Scorrevole ma precisa, non secca le labbra ma è a lunghissima tenuta, migliora la durata anche dei rossetti più sfigati. Ultimamente l'ho messa sotto Lickable di Mac e dopo aver fatto un lungo, grosso e grasso pranzo greco le mie labbra erano ancora tinte di fucsia, miracolo! Ne sono così entusiasta che acquisterò anche la 69, ovvero la rossa.

NEVE COSMETICS, OMBRETTO "PEYOTE": un colore estremamente versatile e luminoso, unico nel suo genere. Usato da assoluto e asciutto è un illuminante grazioso e delicato, usato bagnato si carica di riflessi cangianti super metallici. Sulle basi colorate poi è magia, ogni volta tira fuori una luce diversa. L'ombretto Neve più bello di sempre, ne sono entusiasta.

KIKO, SMALTO 495: è una sorta di berry scuro perlato, lo trovo elegantissimo. Inoltre si stende bene, si asciuga rapidamente e ha un'ottima tenuta.

NEVE COSMETICS, PENNELLO GREEN DETAIL: avevo sempre ignorato questo genere di pennelli a lingua di gatto molto minuti, mi sembravano utili giusto per le labbra e di pennelli mirati a questo scopo ne ho già uno e mi basta. Poi un giorno ho visto che Regina in Neverland ne usa uno molto simile per  le sfumature precise, realizzando qui capolavori che tutte noi conosciamo bene. Mi sono convinta così a comprare questo di Neve e ne sono stra contenta, è davvero uno strumento fondamentale per lavorare le basi di matita o semplicemente per aggiungere dettagli definiti con l'ombretto. Ve lo consiglio.

SUGARPILL, PIGMENTO "HELLATRONICS": si tratta di un blu elettrico che fa parte della linea Elettro cute, ovvero ombretti in polvere libera dai toni fluo, a base opaca ma arricchiti da glitterini argento. ho fatto vari esperimenti e non mi convince: la pigmentazione è ottima ma svolazza molto e si sfuma a fatica. Voglio sperimentare ancora un po' prima di esprimermi meglio ma per ora non sono contenta di questo prodotto.

NARS, ROSSETTO "VESUVIO": graditissimo regalo di compleanno da parte di Axelle, Camilla e Vanessa, si tratta di un rosso neutro della linea Pure Matte. Già il nome è tanto ammmore, ma il rossetto è un gioiellino: un rosso neutro/freddo, luminoso ma allo stesso tempo discreto ed elegante, un colore con il quale non si sbaglia mai. Ha una forte somiglianza con il 608 di Kiko ma, rispetto a quest'ultimo, Vesuvio è leggermente più luminoso e trovo che l'effetto sia ancora  più bello.  L'effetto totalmente opaco, che di solito non amo, in questo caso non mi disturba ma devo dire che mi piace molto anche aggiungendoci un tocco di lucentezza con il balsamo labbra.

NEVE COSMETICS, BLUSH "MAYA": Mi è stato inviato dall'azienda gratuitamente insieme ad altri prodottini, fra tutti questo è stato quello che ho apprezzato di più. E' un rosa biscotto che tende leggermente al pesca con dei bei riflessi perlescenti, dona alle guance un effetto glow discreto ma luminoso e un colorito baciata dal sole fresco e naturale. Non avrei mai creduto di riuscire ad apprezzare un colore del genere, invece lo sto usando tanto.

LIME CRIME, PALETTE D'ANTOINETTE: dato che avevo pochissimi ombretti pastello e di qualità non proprio soddisfacente, dopo lunghi tentennamenti ho deciso di fare questo acquisto. Ne sono contentissima: colori super scriventi e semplici da sfumare, ottima anche la tenuta. Mai visti degli ombretti pastello di qualità così! Veramente eccezionali.

Per oggi è tutto, a presto ^_^
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giovedì 5 giugno 2014

Ignoranza e idiozie varie fra i giudizi sul make up.

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Oggi mi tocca fare un discorso che, in tutta onestà, ma avrei pensato di dover affrontare su questo blog, in quanto fra appassionate di make up mi pareva un'offesa all'intelligenza di chi legge. Ero stata ingenua e ottimista, ahimè, per cui mi ritrovo ora a fare una filippica sulla “portabilità” (o non portabilità) di un make up.
Mi sento un po' Capitan Ovvio nel dire che al mondo non esiste solo un concetto “classico” di bellezza, ma centinaia di stili diversi in cui calarsi liberamente ed esprimere un’idea del bello ogni volta nuova e diversa.  Eppure parole che a me, e sicuro alla maggior parte di voi, sembrano scontate in realtà non lo sono, ogni volta che una blogger/vlogger  osa sperimentare qualcosa di artistico deve giustificarsi dinanzi ad un coro indignato di “non è portabile”. Un caso molto recente è quello della bravissima youtuber svizzera Julia Graf che l'ha vista vittima, dopo aver realizzato un’interpretazione molto colorata del trucco arabo, di così tante critiche da sentir l'esigenza di controbattere con un video in cui si dichiara avvilita dal fatto che in tanti non comprendono il valore artistico del make up, un tipo di mentalità che ha portato alla progressiva morte della creatività su youtube. Come darle torto? Si vedono infinite variazioni sul tema trucco nude labbra rosse, smokey eyes e labbra nude, qualche tutorial sui make up da red carpet e gira e rigira tutto è uguale, nessuno si mette in gioco e raramente si vede qualcosa di nuovo.


Come già avrete notato, io non faccio mai trucchi particolarmente creativi perchè, pur trovandoli bellissimi, mi sembrano complessi e non mi sento abbastanza brava per cimentarmici. Però, qualche giorno fa, mi sono lasciata ispirare da tutti questi make up in stile Maleficient che si vedono in giro e ho voluto divertirmi a farne un'interpretazione mia. Questo make up, che per me rappresentava solo un gioco creativo, è stato preso un po' troppo sul serio da qualcuno che ha espresso pareri decisamente fuori luogo, riporto alcuni dei punti salienti della discussione (frasi realmente scritte e con assoluta convinzione) perchè secondo me riassumono bene la mentalità IGNORANTE  e prevenuta di certe persone nei riguardi del make up.

"Non è portabile, è normale che se esci truccata così la gente ti guarda e ti critica, mica ti dicono che stai bene!"

Il concetto di portabilità di un trucco mi sta molto sulle scatole: cosa significa portabile? In verità nulla, non è che se io esco truccata da bambola assassina mi multano o mi arrestano, quindi tutto è portabile. E' un concetto che non mi piace perchè sembra implicitamente voler inibire la libertà espressiva delle persone e imporre un solo tipo di gusto. Eppure  le oscillazioni del gusto sono state numerose e repentine nell'arco della storia, tutt'ora è possibile riscontrare ideali di bellezza molto diversi fra loro girando per il mondo. Quando sono stata a Tokyo ho notato che lì la maggior parte delle donne si trucca davvero poco: curano la base, mettono il mascara, un po' di gloss e qualche volta una riga sottile di eyeliner. Eppure queste donne, così sobrie e soft, girano in mezzo ad altre che fanno a gara a chi cura il proprio aspetto in modo più estroso: Kawaii style, Baby Metal, Gothic Lolita, Ganguro, Cosplayers incallite, senza contare chi cerca i look all'ultima moda e di tendenza contrapponendosi ad altre che si vestono e si truccano ancora come le geisha di un tempo. Tutto questo è normale: nessuno guarda, nessuno ridacchia, nessuno giudica, semplicemente sono immerse in una varietà di gusti e di stili che è uno SPETTACOLO PER GLI OCCHI. Certo negli ambienti professionali sono molto più sobri e devono rispettare regole rigide, ma nel tempo libero tutto è ammesso. Quindi quello che per alcuni non è portabile per altri è pane quotidiano. Ti giudicano e ti criticano? Certo non a Tokyo, magari in un paese bacchettone come l'Italia qualcuno lo fa ma sticazzi.

Kawaii girls in giro per Harajuku

"Si ma non mi piace! è proprio pesantuccio"
Evidentemente quel mezzo neurone che si ritrovano in testa è troppo pigro per rifilettere su come dovrebbe essere un make up ispirato ad una strega cattiva. E' chiaro come il sole che si tratta di un look fiabesco, potevo mai farlo con un rossetto beige e un filo di eyeliner? Inoltre assolutamente non comprendo questa relazione fra il potrei uscirci = bello e il non ci uscirei = brutto. Preferirei appendere nel mio salotto un modesto quadretto floreale piuttosto che la Giuditta e Oloferne Caravaggio, in quanto si tratta di un'opera troppo cupa per una stanza di casa mia. Questo però non mi impedisce di riconosce la meraviglia di quel quadro e di ritenerlo uno dei più straordinari della storia.  Accetto un non mi piace solo se accompagnato da motivazioni tecniche o stilistiche, non se motivato dalla portabilità.

"Certo che ognuno è libero, però sarebbe proprio maleducato e inopportuno presentarsi ad un matrimonio conciate come la strega di Aurora"

Ho scritto da qualche parte "trucco per invitata ad un matrimonio"? Io sono la prima a prediligere la semplicità durante le cerimonie e so bene che ogni look si presta meglio ad una certa occasione piuttosto che ad un'altra, sta poi al proprio giudizio scegliere quello giusto, se una decide di andar truccata da Maleficient al matrimonio della cugina non è certo un problema mio e non posso preoccuparmi di come i miei make up vengano equivocati. Tuttavia ritengo che una persona possa essere elegantissima e bella anche con un look sopra le righe, mentre si può essere trash e pacchiane anche abbigliati in modo classico. Quando facevo la somelier per cerimonie ho visto cose che voi umani...certa gente dovrebbe esaminare un po' se stessa prima di criticare gli altri.

Ci dice che questa non sia una forma di eleganza?

"Ok ma allora dimmi, che senso ha un trucco così? Noi ragazze normali cerchiamo ispirazioni utili, non cose che sono solo tecnicamente belle"

Ah, quindi le ragazze normali ad Halloween e a Carnevale non vanno anche loro a caccia di idee fantasiose? Uhm...allora tutte quelle fanciulle che ho visto mascherarsi dovevano essere matte, non certo normali...
E poi basta con questa convinzione che il make up esista solo per valorizzare il viso! Quelli che, con  un mal celato disprezzo, vengono definiti trucchi non portabili in realtà hanno un'importanza fondamentale nell'ambito della moda, del cinema, del teatro, dello sport e in generale in tutto il mondo dello spettacolo e delle arti visive. Il mio make up da Maleficient potrebbe ispirare un fotografo per un nuovo shooting,  un truccatore teatrale che vuole caratterizzare un certo personaggio,  un'atleta di nuoto sincronizzato in cerca di un look accattivante, una cantante punk che vuole fare scena durante la prossima esibizione e tante altre cose ancora. Un trucco importabile è inutile non per tutti quindi: il mondo non gira solo intorno a te, amica bacchettona.

Un esempio di utilizzo del make up artistico nel mondo dello sport...

della moda...

della musica...

del cinema...

del teatro...

della fotografia...


"Io ho solo espresso la mia opinione."

Se esprimere la propria opinione significa disprezzare il lavoro degli altri sulla base della propria ignoranza  è meglio tacere. Forse prima di difendere le proprie opinioni bisognerebbe essere aperti agli input che ci vengono dall'esterno: allargare il proprio sguardo, osservare, ascoltare, pensare e infine imparare qualcosa di nuovo. Ma no, a quanto pare è una cosa troppo complessa e impegnativa.


Ovviamente capisco i gusti personali, io stessa a volte vedo sul web make up che non indosserei perchè non adatti al mio viso o pesanti per i miei standard ed è normale che anche quelli che realizzo io non possano andare incontro alle esigenze di tutti, però ciò che non è adatto per me o per te magari lo sarà per qualcun'altro, o basterà qualche modifica per creare qualcosa di simile ma allo stesso tempo nuovo, più leggero e affine alle necessità di tutti i giorni. In ogni caso non vado sulle pagine delle persone a dire "ehi, io non mi agghinderei mai come fai tu", perchè il rispetto per lo stile degli altri vale molto di più della propria misera opinione. E' come sei io passassi da La Favola Russa e le dicessi "io non mi farei mai i capelli verdi", lei avrebbe tutte le ragioni per farmi notare che non gliene frega un piffero (scherzo Fede! amo la tua chioma *__*)

Insomma basta, la chiudo qui. Perdonate lo sfogo ma quando ci vuole ci vuole e sono certa che anche molte di voi sono stanche di queste critiche sterili, di queste persone che si dichiarano appassionate di make up ma allo stesso tempo hanno così tanto disprezzo per il colore e la creatività.
Quanto ci hanno stufato da uno a dieci? -___-

A presto ;)

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