Blog dedicato alla bellezza. Consigli, tutorial e novità dal mondo del Make Up.

Seguimi su FB

Follow Follow on Feedly

Contatti

Per contatti e
collaborazioni
scrivete a:
makeuppleasure@gmail.com
Android app on Google Play


sabato 12 dicembre 2015

Ombretti neutri: istruzioni per l'uso.

10 comments

Il trucco in marrone, e nelle sue declinazioni, è quello che realizzo nel 99% dei casi in cui vengo chiamata da un cliente per truccare. Noi appassionate di trucco amiamo sbizzarrirci, basta sfogliare l'hashtag Makeup su Instagram per ammirare la bravura e la creatività di persone che amano giocare con il colore, però per un truccatore la realtà è un po' diversa. A volte ci ritroviamo a collaborare per progetti molto stimolanti dove il colore fa da padrone, ma di solito ciò che è richiesto è ben altro: nella moda ora è tutto minimal, la modella deve sembrare struccata; nella televisione (un po' a seconda della fascia oraria) è richiesto un effetto abbastanza naturale, perchè si ha paura che il colore catturi troppo l'attenzione in camera; le donne che vogliono sentirsi belle hanno paura che il colore le sovrasti. Insomma gira e  rigira, utilizzo sempre gli stessi ombretti, ovvero i neutri. Ho  qualche tonalità di "emergenza" nel caso mi venga chiesto del colore, ovvero un verde scuro, un blu, un violetto, un azzurro e un teal, ma non porto altro con me, salvo non mi vengano anticipate reference specifiche. Sicuramente c'è una  paura eccessiva, in molti casi si possono fare cose colorate comunque valorizzanti e fini, basta scegliere la tinta giusta per la persona e applicarla con la tecnica più adatta ai suoi lineamenti, ma è anche vero che con i neutri si va sul sicuro perchè valorizzano chiunque e con semplicità: non tutte le donne sono appassionate di trucco e la percezione di sè molto truccate le infastidisce, e in effetti a me capita spesso di incontrare donne che, solo con un minimo accenno di colore, subito risultano sgargianti.

Perchè il marrone, invece, risulta sempre naturale? perchè la pelle umana va dal beige al marrone, perciò è ovvio che usando queste tonalità si vanno a creare chiaroscuri che noi non percepiamo come colore ma come ombra. Tuttavia è assolutamente errato pensare che basta un qualsiasi marrone per truccarsi bene. oppure che se ti compri la Naked 1, o tutte e tre, allora hai tutto il range di neutri per valorizzarti. Il marrone va scelto con estrema cura, ponderato a seconda dell'incarnato (se chiaro o scuro), del sottotono (se freddo o caldo) e del colore dell'iride, senza tralasciare il fatto che spesso non va usato assoluto ma con tonalità di transizione di cui vi parlerò dopo. Sento spesso donne che dicono "ma il marrone mi spegne, mi incupisce", in particolare ieri me n'è capitata una e guardando le sue foto mi sono accorta che era vero, risultava molto spenta ma la colpa non era del marrone in sè ma del tono sbagliato: lei ha un incarnato scuro, olivastro e dal sottotono caldo, aveva usato la Naked Basic che è fredda e aveva ottenuto una sfumatura fredda, fangosa, che le dava un'aria livida. Ancora oggi circola la convinzione che certe palette possano essere versatili su tutte e invece no, dovete cercare il VOSTRO marrone e io, in quanto truccatrice, ho dovuto studiarmi una gamma che potesse adattarsi su qualsiasi tipo di cliente.


Io porto con me principalmente tre palette: la Naked2,  una Nabla di refill e una Mac di Refill. La Naked 2 è una palette che non mi piace molto perchè i satinati spolverano (e sono quasi tutti satinati) e i colori li trovo poco versatili: freddi, desaturati, smorti, stanno bene a poche. La porto con me perchè in compenso Foxy, Bootycall e Blackout sono stupendi. Della palette Nabla uso spesso Mimesis e Wild side, ogni tanto anche Narciso sulle ragazze chiare, Caramel sulle ragazze molto scure e olivastre e Petra per riscaldare le sfumature, gli altri (che sarebbero Entropy, Sandy, Pegasus, Daphne2, Clementine, Monnrise e Water dream) mi tornano utili meno di frequente ma è bene averli con me. La palette che uso di più, e della quale non riuscirei proprio a fare a meno, è quella con ombretti Mac. Perchè  li preferisco a tutti gli altri? perchè sono molto modulabili, si sfumano alla perfezione senza fare macchie (come accade a volte con ombretti un po' troppo scriventi) e senza sbiadire troppo (come mi succede puntualmente con alcuni dei soft matte di Nabla), inoltre sono estremamente stabili e quindi non spolverano per nulla. La mia palette ha due scomparti, da un lato c'è un mix di cose fra colorati e satinati, dall'altro una divisione in tre fasce: Marroni violacei, Marroni caldi e Marroni freddi.

Nella fascia marroni violacei ho piazzato (da destra verso sinistra): Embark (marrone molto scuro con sottotono melanzana), Deep Damson (borgogna), Blackberry (marrone medio violaceo), Heaux (Rosa cipria scuro) e Quarry (cipria grigiato). Questi li utilizzo sfumati fra loro per realizzare un trucco completo. Sulle spose, che spesso chiedono una componente rosa più accentuata, a volte aggiungo piccoli tocchi di Fig 1 (viola uva) per rendere più vibranti le ombre e un tocco di Sushi Flower (rosa corallo) per dare un tocco rosato ma non eccessivamente freddo. Fra questi uso un po' di meno Quarry perchè è molto grigiastro, lo uso solo come colore intermedio per sfumare lo smokey blu o verde, perchè è meno freddo di un grigio puro (che io come colore non uso praticamente mai) e quindi non spegne lo sguardo. Per mia esperienza personale, dico che questi colori stanno veramente bene solo su chi ha l'occhio verde acqua, poichè ne risalta moltissimo la trasparenza e il colore. Inoltre tutti (tranne forse Deep Damson) stanno bene solo su sottotoni neutro freddi, in quanto tendono a diventare grigiastri sulle più calde e a risultare spenti. Insomma possono essere magnifici quanto completamente inadatti, non stanno bene a tutti e, nonostante molte clienti li puntano guardando la mia palette, io mi ritrovo spesso a sconsigliarli



Nella fascia dei caldi invece ho: Folie (marrone scuro ambrato), Swiss Chocolate (marrone medio ambrato), Rule (arancio puro), Somoa Silk (giallo banana) e Orb (carne a base pesca).  Questi sono colori che uso tantissimo perchè il 70% delle italiane ha sottotono giallo e una metà di queste pure spiccatamente caldo. Folie è l'unico marrone che rende bene sulle ragazze di colore a sottotono caldo, perchè rimane più o meno marrone mentre altri diventano grigini se non addirittura violacei. L'arancione, per quanto a qualcuna potrà sembrare assurdo in una palette di neutri, in realtà è utilissimo da sfumare con i marroni perchè dà luminosità allo sguardo ed è ottimo a ravvivare incarnati olivastri e spenti, a far emergere un occhio molto infossato e a dare risalto all'iride azzurro. 

Nella fascia dei freddi ho Carbon (un nero stinto), Showstopper (un marrone scurissimo limited edition), Espresso (marrone freddino a base verde), Wedge (marroncino nocciola a base fredda), Blank Type (avorio chiaro). Carbon è un nero che serve solo ed esclusivamente a scurire, mi piace perchè non spolvera per nulla ed è estremamente facile controllarlo ed evitare di metterne troppo, quindi per i trucchi neutri torna molto utile ma se dovete fare uno smokey no, c'è di meglio. Showstopper è identico a Camelot di Nabla, ma è molto più saturo e intenso, la qualità è migliore. Espresso è il marrone freddo per eccellenza, è a base verde e non tortora, questi significa che si adatta benissimo ai sottotoni freddi ma senza spegnere il viso perchè è privo di componente grigia, idem Wedge che è concettualmente lo stesso tipo di tono ma più chiaro.


Tralasciando un attimo gli ombretti, vi mostro altre cosine che io utilizzo per un trucco completo: Il Fluidline Deep Dark Brunette e l'eyeliner in gel di mac, che uso oltre che come eyeliner anche per la rima interna. Il mascara Ultra teck di Kiko rimane per me uno dei migliori in assoluto, perchè pettina, allunga e infoltisce ma con estrema pulizia, in un trucco professionale i grumi sono il male assoluto! Come matite occhi uso Ebony e Feline per i tratti neri, Coffee per un marrone che rimane però intenso. Bordouxline è un prugna che uso in abbinato al trucco violaceo. Ho anche un paio di matite satinate, per dare allo sguardo un effetto umido e languido, ovvero Teddy (marrone con riflessi bronzo) e Prunella (melanzana scuro con riflesso malva)


Queste invece sono le basi trucco, che io ritengo assolutamente necessarie a garantire una resa omogenea e a lunga tenuta. Il primer occhi di Inglot è ceroso e schiarisce un po' la palepebra, è ottimo sulle pelli mature perchè non secca e al contrario dà un effetto leggermente levigante. Su pelli giovani preferisco i Paint Pot di Mac, che sono più secchi ma garantiscono una tenuta migliore, io ho Soft Ochre (per le pelli chiare), Layin' Low (per le pelli scure) e Quite Natural (per lo smokey correttivo). il Long Lasting stick di Kiko che vedete è quello nero, ottimo come base per lo smokey perchè si sfuma meglio di un ombretto in crema e garantisce una tenuta maggiore rispetto ad un matitone.


Per questa ragazza ho scelto un trucco tutto in toni caldi, per dare luminosità al suo sottotono giallo/olivastro. Sugli occhi ho sfumato con il marrone l'arancio in modo da dare prominenza al suo occhio infossato e, come vedete, l'arancio non lo si percepisce come colore ma è solo una sfumatura che dà freschezza e morbidezza allo sguardo.

Anche questa ragazza ha l'occhio infossato, ma per il servizio fotografico abbiamo voluto giocare on i freddi per dare ulteriore drammaticità al suo sguardo, in linea con la sua personalità grintosa e perfettamente adatti al suo sottotono avorio freddo.

Per occhi verdi come questi, le gradazioni di marrone violaceo sono perfette, specie se sfumate in rosa.

Quindi, in sintesi, serve avere tanti marroni ad un truccatore ma per chi trucca solo se stessa ne bastano veramente pochi: uno scuro per le ombre, uno medio per la sfumatura. A questi, volendo, si possono aggiungere un satinato chiaro per creare punti luce iridescenti sulla palpebra mobile, uno scuro per dare un po' di tridimensionalità allo smokey e, se lo ritenete adatto, un colorato chiaro come l'arancio, il pesca, il rosa, o il giallo banana per dare una sfumatura di colore impercepibile al tutto.
Quindi io credo che vale la pena spendere un pochino di più per avere quei 5 o 6 colori neutri scelti uno ad uno singolarmente, magari da attaccare ad una palette magnetica, piuttosto che investire soldi in palette di neutri pre assemblate dove su 10/12 colori solo alcuni si rivelano adatti allo scopo di valorizzarsi. Ancora più sprecato è comprarne tante di queste palette, per poi ritrovarsi ad avere tutti i toni che ci servono ma sparpagliati qua e là, in una disposizione scomoda e ingombrante, dispersi in una marea di cose inutili.
Certo capisco che trovare i marroni giusti non è immediato, ma basta analizzare un po' sé stesse per capire su cosa puntare per ottenere i risultati migliori. Intanto, quando vi trovate in profumeria a swatcharli su mano, badate ad un dettaglio: se l'ombretto sembra tirare fuori tanto arancio/rosso allora è troppo caldo, se invece vi diventa grigiastro e fangoso è troppo freddo o troppo desaturato, se non vira in nessun modo e rimane di un bel marrone che pare neutro allora la tonalità è probabilmente adatta al vostro incarnato.

A presto ^_^

Continua...


venerdì 4 dicembre 2015

Make up millerighe

9 comments
Quando si parla di trucco anni 60 si pensa spesso a twiggy o alla classica riga di eyeliner con la coda, invece in realtà si tendeva molto a sperimentare con le linee grafiche in generale, qualsiasi gioco geometrico, anche quello più audace e bizzarro, era interessante ai fini di creare look che rispecchiassero le tendenze optical di quegli anni.

Così, in un momento in cui non avevo nulla da fare, ho voluto inventarmi un trucco stile optical millerighe, che simula l'effetto di ciglia da bambola


Ho per prima cosa utilizzato una primer che mi schiarisse la palpebra e l'ho rinforzato con un ombretto opaco avorio (Blanc Type di Mac), nella piega ho sfumato un po' di grigio a base tortora (Copperplate di Mac) e poi utilizzando un eyeliner in gel (Chromaline di Mac) e un pennello da pittura ho tracciato circa nove righe: una nella piega, quattro sulla palpebra e quattro lungo la rima inferiore, che si raccordano fra loro in un unico fascio. Sulle guance un fard rosato e sulle labbra un gioco ombrè realizzato con la matita Whirl e il rossetto Kinda Sexy di Mac.


Le righe sono tutte raccordate in una affinché, anche ad occhio chiuso, il trucco risulti armonico e pulito. Nell'insieme l'effetto è bizzarro ma spiritoso e carino, a mio avviso portabile per una sabato sera soprattutto se abbinato ad un outfit in tema.
Ci vuole un po' di calma, non è un trucco velocissimo perchè bisognerà soprattutto fare attenzione alla simmetria fra i due occhi, io non nego che uno ho dovuto struccarlo e ricominciare, per questo prendetevi un bel po' di tempo ma senza temere, richiede pazienza, un buon pennello ma non è particolarmente difficile.

Mai provato ad uscire con un trucco così? a presto ^_^
Continua...

giovedì 26 novembre 2015

"Make Up - 100 anni allo specchio" di Antonio Ciaramella: una piccola recensione

4 comments


Il 900 è stato un secolo ricco di cambiamenti radicali: cambia la società e quindi cambiano i bisogni. Le nuove esigenze fanno maturare di volta in volta un diverso ideale di bellezza sul quale viene modellato un nuovo concetto di stile. Le oscillazioni del gusto sono state quindi repentine e numerose, imparare a conoscerle ci aiuta a mantenere una memoria storica, a comprendere certe dinamiche del nostro passato e di come queste hanno determinato il nostro presente e influiranno ancora sul nostro futuro.

Purtroppo questa memoria storica sembra essersi un po' persa se prendiamo in esame ciò che circola riguardo il trucco d'epoca: non c'è una ricerca filologica delle tecniche e dei prodotti che venivano utilizzati, ma dalle immagini si tende a percepire un stile che viene interpretato con un punto di vista moderno. Lo stile diventa stilema, lo stilema si trasforma man mano in una serie di caratteristiche che diventano iconiche per noi moderni, ma che nei fatti tradiscono la loro vera origine e smettono di parlarci della loro storia.

Insomma, a me scoccia passare per la bacchettona criticona che arriva e giudica i lavori altrui, perchè magari è anche simpatico ogni tanto fare una reinterpretazione in chiave fantasy di un trucco d'epoca, o fare qualcosa di moderno che lo ricordi, quindi taccio. Il più delle volte, però,  vedo cose che si spacciano per tutorial d'epoca e invece propinano falsi storici e io me ne infastidisco.
Antonio Ciaramella, make up artist specializzato in trucco teatrale, cinamtografico e televisivo, docente presso la Romeur Academy e capo truccatore di Miss Italia, ha lavorato come un bravo topino da biblioteca e ha raccolto tutti i documenti che attestano la nascita delle mode, i progressi delle tecnologie, l'arrivo sul mercato di nuovi prodotti e le immagini che rivelano come tutto questo veniva tramutato in bellezza, attraverso il trucco e l'acconciatura. Si tratta quindi di un lungo lavoro mirato a tracciare un affresco sulla storia della bellezza e del costume che fa riferimento a dati reali, e non ai cliché che sono arrivati ai giorni nostri. Da questi studi è nato il libro di cui oggi vi parlo ma anche un grande archivio on line - Timeless Beauty - continuamente aggiornato con nuovi studi e nuovi documenti.



Il libro espone per ogni decennio il quadro storico nel quale si contestualizzano le novità nel campo della bellezza, per poi arrivare ad esempi visivi attraverso immagini delle star del momento, delle campagne pubblicitarie e di prodotti originali dell'epoca. Il tutto è poi corredato da schede tecniche, dove vengono descritte le correzioni volumetriche usate al tempo (quello che noi oggi definiamo trucco correttivo) e la scelta cromatica del trucco in base ai colori correnti della cliente. in modo da realizzare qualcosa che sia armonizzante e rispecchi realmente il gusto dell'epoca. Si parte da inizio 900 fino ad arrivare ai giorni nostri, con face chart da stampare per esercitarsi.




Leggendo questo libro scoprirete cose molto interessanti che, probabilmente, vi stupiranno: Siete sicure che il look iconico degli anni 20 fosse smokey eyes e rossetto scuro? in realtà era molto più leggero e i rossetti scuri non esistevano. Il cinema muto ci ha mostrato un certo tipo make up e quello è diventato per noi iconico dell'inizio secolo, ma siamo certe che il trucco dello spettacolo corrispondesse a quello delle donne comuni? no, e ci sono tanti retroscena riguardo il trucco cinematografico, studiato ad hoc per poter arrivare al pubblico in tempi in cui le pellicole erano di scarsa qualità e la mimica doveva sopperire alla mancanza del suono. E il contouring non è affatto un'invenzione attuale, scoprirete che in realtà già dagli anni 30, con la nascita della figura del truccatore, veniva studiato come applicare i chiari e gli scuri con le creme, in modo da valorizzare il volto. E lo sapete che l'eyeliner viene lanciato sul mercato solo negli anni 60? Siete curiose di scoprire tutti i segreti del trucco di Marilyn Monroe? Mi fermo qui, il resto lo scoprirete sfogliando le pagine di Make up - 100 anni allo specchio.



Le Face Chart del libro, stampate e spennellate da me ^_^

E' un libro che io suggerisco un po' a tutti: è perfetto per chi ama il make up, ma è anche istruttivo per chi ama la storia, è una chicca per le appassionate del vintage, è utilissimo per i truccatori ma in generale per tutti coloro che lavorano nel mondo della bellezza e del costume. Insomma da avere in libreria e sfogliare più e più volte.

E voi, avete qualche curiosità riguardo il trucco dei decenni passati?
A presto ^_^
Continua...

mercoledì 18 novembre 2015

Il tocco rosso

6 comments
Eccoci ad un nuovo appuntamento con la serie sui rossetti marroni. Nei post precedenti abbiamo viso un rossetto marrone molto scuro, piuttosto audace e che non passa inosservato, e uno invece caldo e rossiccio, elegante e sensuale. Oggi invece ve ne mostro uno a base fredda. Eh si, non tutti i marroni sono caldi. Il marrone in verità è un colore neutro, poichè si crea con l'arancio (caldo) e il nero (freddo), se aggiungiamo del grigio ne esce fuori una sorta di tortora che appartiene sempre alla famiglia dei marroni ma sul versante freddo.

Il rossetto che ho scelto per oggi è Verve di Mac, un marroncino con una componente malva. Questo rossetto io lo trovo un po' ostico, poichè sugli incarnati caldi risulta grigio mentre spesso su quelli freddo (come il mio) sin troppo marrone. Eppure la sua bellezza è proprio in questo, un tono morbidamente desaturato che riesce ad essere elegante, ma solo se abbinato al trucco giusto. L'ho utilizzato molto sulle ragazze di pelle nera e mulatta, su di loro risulta un perfetto nude, sulle caucasiche rende bene su chi porta bene i colori cipriati e solo ed esclusivamente in abbinato ad un trucco occhi importante, meglio se molto colorato.


La mia idea è stata quella di realizzare uno smokey colorato ma molto spento e desaturato come il rossetto, ravvivato però da un tocco di pazzia.
Ho applicato sulla palpebra mobile e lungo la rima inferiore un ombretto verde pino, ovvero Bottle Green di Mac (che in verità non è tanto bottiglia come verde, secondo me) e l'ho sfumato nella piega con un grigio a base viola, ovvero Quarry di Mac. Nella rima interna ho applicato una matita rossa per labbra, ovvero la 308 di kiko. Sulle labbra, naturalmente, Verve di Mac, abbinato alla matita 304 di Kiko.

Nell'insieme il trucco è elegante in virtù dell'armonia di toni grigi e della morbidezza delle sfumature, ma allo stesso tempo e anche insolito e accattivante per quel tocco vivo di rosso lì dove non te lo aspetti. Ed è interessante anche perchè il rosso è complementare del verde, fa un contrasto che dà completezza cromatica all'insieme e fa si che non risulti piatto. La rima rossa, abbinata ad un trucco così scuro e definito lungo le ciglia, non dà effetto malata ma fa subito moda, senza risultare eccessivo.

Avete un rossetto marrone da vedere abbinato?
A presto ^_^
Continua...

lunedì 16 novembre 2015

Haul Beautyloox.it

2 comments

Giorni fa ho avuto l'opportunità di fare un ordine sul sito Beautyloox.it, che mi ha gentilmente offerto un buono da spendere per poter testare il loro servizio.
Si tratta di un sito che si occupa della vendita di profumi on line, e di fatti ha una vastissima scelta di profumi per tutte le tasche: si parte da fragranze molto economiche fino ad arrivare ai profumi griffati delle marche più blasonate. Ma non solo, vi è anche una vasta scelta di prodotti Make up di marche sia drug store sia più lussuose e un assortimento di accessori, prodotti per l'igiene, capelli e skincare. Il sito è interessante perchè spedisce entro 4 giorni lavorativi e i prezzi sono convenienti, in particolare lì dove si incontra una delle numerose offerte che vengono proposte a rotazione. 



I prodotti che io ho scelto sono il profumo Moschino Cheap & Chic e l'eyeliner Pupa Vamp n°300.

Il Profumo Cheap&Chic è uno dei "sempre verdi" della profumeria: ha ormai circa 20 anni ma è sempre amato e sempre attuale. Riconoscibile per la sua boccetta a forma di Olivia, questa è la versione "original" dalla quale poi sono nate molte varianti.

Note di Testa:
 bergamotto, legno di rosa selvatica, violetta , yuzu , petit-grain

Note di Cuore:
ninfea, peonia, fiori d'acqua ,rosa ,ciclamino, muschio,ambra grigia

Note di Fondo:
 vaniglia , iris, orchidea bianca , legno di sandalo

E' quindi una fragranza floreale, che nell'insieme risulta fresca e gentile. Io percepisco in particolare il bergamotto e la violetta (un mix eccezionale per me che amo gli agrumati e le violette!) ma sento anche una certa profondità che sicuramente è stata determinata dal fondo speziato, che dà carattere senza però appesantire. Quella che ne viene fuori è una percezione di femminilità estremamente sensuale (lo ritengo abbastanza erotico come profumo) ma senza essere aggressivo, mantiene una certa dolcezza. L'ho scelto perchè è stato uno dei primi profumi che ho usato durante la mia adolescenza, ero troppo poraccia per comprarmelo ma mi ero procurata un mare di campioncini XD, e una parte nostalgica di me desiderava averne finalmente uno tutto per sé. Ma, nostalgie a parte, lo ritengo comunque un ottimo profumo anche per il 2015, anche perchè oltre ad essere piacevole e ancora moderno ha un'ottima persistenza.



Ho scelto poi un prodotto di make up, ovvero l'eyeliner Pupa che ho citato prima. Era da un bel po' che desideravo un eyeliner blu navy opaco, così ho colto l'occasione di provare questo che mi sembrava un punto di blu veramente molto carino: scuro ma non al punto da sembrare nero, con quella leggera nota di cupezza che non lo rende troppo vistoso. E' dotato di un'applicatore in feltro molto sottile e preciso, il prodotto si stende bene e lascia un bel tratto calligrafico e compatto.

Insomma è uno store on line che tratta prodotti interessanti, vale la pena tenerlo d'occhio che magari è possibile cogliere qualche offerta per i regali di natale :)

A presto ^_^
Continua...

giovedì 12 novembre 2015

Trucco Occhi Verdi

14 comments
Il trucco per occhi verdi è stato uno degli assilli della mia vita. Mia mamma da piccola mi diceva sempre che io ero castana con gli occhi castani, ma mentiva. Verso l’adolescenza, quando ho iniziato a truccarmi, mi sono guardata meglio allo specchio e ho notato per la prima volta che i miei occhi sono verde bosco con una screziatura al centro color giallo/arancio. Come potevo fare affinchè lo notassero anche gli altri? I primi esperimenti furono infelici poiché, col cervellino di una quattordicenne, pensai che un verde bosco poteva richiamare l’iride e metterlo in mostra, ovviamente non funziona così e a confronto il mio occhio sembrava ancora più marrone.
Poi, ormai da adulta, ho letto che utilizzando la tecnica dei complementari era possibile mettere in mostra una sfumatura dell’iride e quindi renderlo più acceso, più luminoso, più cristallino. Il complementare del verde è il rosso o, a seconda del tipo di verde, il magenta, per cui bisognava che io utilizzassi colori di ombretto a base rossa o magenta: borgogna, prugna, malva, viola caldo.

Ruota dei colori complementari
C’ho provato tante volte e con risultati sempre molto scadenti: questo genere di colori sul mio incarnato non rendono, risultano troppo caldi o troppo lividi, ogni volta che provo ad indossarli mi rendo conto di sembrare stanca, malata. Riesco ad ottenere risultati accettabili solo dopo aver fatto una base molto coprente e ad intensificare molto la rima con il nero, ma rimane sempre il fatto che non mi vedo valorizzata al top, anzi. Questo è un discorso che mi ricorda di farvi notare che gli occhi non sono un elemento a sé stante ma uno dei componenti che stabilisce la fisionomia del nostro viso, il trucco va fatto tenendo presente tutto il viso e non una singola parte, altrimenti il risultato può essere poco valorizzante. Esempio: dare una leggera sfumatura di arancio ad un trucco marrone intensifica l’iride azzurro, ma cosa accade se la donna in questione ha un sottotono fortemente bluastro? Che l’iride spicca, ma la pelle s’ingrigisce. Quindi c’è da fare attenzione.

Quello che non mi spiegavo era il fatto che l’ombretto borgogna non mi sta male solo a viso intero, ma anche preso in close up occhio: non noto che il mio iride risulti più luminoso, ma anzi diventa cupo e spento. Forse la componente verde si vedrà un po’ di più rispetto a quando uso un verde o un marrone, ma non al punto da dargli effettivamente risalto e anzi trovo che nell’insieme il mio occhio risulti meno trasparente. Da quando sono truccatrice il borgogna lo uso spesso perché è richiestissimo dalle clienti, e mi sono ritrovata ad osservare lo stesso fenomeno anche su altre donne con l’iride molto simile al mio: poco risalto al verde, occhio cupo e spento.
Perché??

Scoraggiata, ho abbandonato gli ombretti rossicci/borgognosi per l’uso personale e, per le poche volte che concedo alle mie palpebre un po’ di colore, do preferenza al blu o all’indaco, che pare mi valorizzino l’occhio e la pelle molto di più. E perché accade questo fenomeno? Non lo sapevo fino a che, guardando l’ultima puntata di X Factor, ho notato come Eleonora stesse bene con lo smokey blu e allo stesso tempo ho notato per la prima volta che i suoi occhi erano verdi e splendevano come due fari.



La natura dell’essere umano è complessa. La pelle, i capelli e l’iride, non sono composti da un unico colore ma da diversi pigmenti che si fondono fra loro: la pelle ha sovratono, patina e sottotono, i capelli hanno riflessi, l’occhio ha una stratificazione di trasparenze. Queste sfumature si rivelano in modo sorprendente e non si palesano facilmente a prima vista. Ho quindi capito che il mio occhio, come quello di Eleonora se pur più scuro, è verde ma con una forte base gialla e ocra. Quali sono i complementari del giallo e dell’ocra? L’indaco e il blu. Ecco svelato l’arcano. Ecco perché il mio occhio risulta più luminoso, e anche più verde, quando utilizzo questi due colori.
Quello che vi propongo oggi è quindi un trucco per occhi verdi a base Hazel come i miei. Insomma se avete l’occhio verde acqua o verde teal, quindi a base blu, sono certa che gli amici borgogna e prugnosi funzionano a meraviglia su di voi (testato e dimostrato su molte mie clienti) ma se avete l’occhio come il mio provate a fare questo esperimento e fatemi sapere.


Si tratta di un trucco minimal, realizzato esclusivamente con due prodotti, che risulta d’impatto senza essere pesante. Ho per prima cosa applicato il matitone di Maybelline Master Smoky nel colore Navy Smoky lungo le due rime dell’occhio, poi l’ho sfumato fino a renderlo trasparente ai bordi. All’attaccatura delle ciglia e nella rima interna ho usato un kajal, in modo da dare intensità all’occhio con il nero e il tocco di colore con il blu. Mascara per completare.  Dato che il trucco occhi è semplice, credo per la sera un bel rossetto intenso ci stia, rigorosamente a base blu: questo è Eugenie di Mac. Eh si, anche il rossetto aiuta a mettere in risalto l’iride, qui ho voluto renderlo sa sera con un colore intenso, ma per il giorno avrei potuto usare un rosa.

Insomma questa è la mia proposta di trucco per occhi verdi Hazel, per occhi verdi che tendono al blu invece non la consiglio e suggerisco di orientarsi verso ombretti quanto meno sui violacei. Quel che è certo è che le regole nascono con un senso ben preciso ed è utile conoscerle e farne uso, ma prima di applicarle da “manuale” è bene osservare con cura ogni piccolo dettaglio del nostro viso, perché a volte ci sfuggono piccole cose che fanno grandi differenze.


E voi, che rapporto avete con il colore dei vostri occhi? Come provate a valorizzarlo?
A presto ^_^
Continua...


sabato 7 novembre 2015

Contouring di Kim Kardashian: yes we can.

3 comments


La storia del contouring alla Kardashian è ancora un po' incompresa ai più.
Innanzitutto chiariamo che stiamo parlando della scoperta dell'acqua calda: il contouring in crema nasce negli anni 30, quindi nulla di nuovo sul viso di Kim, nessuna opera rivoluzionaria. E non si può parlare nemmeno di un trucco poi così pesante, dato in realtà la stratificazione di prodotti è sempre esistita nel mondo dello spettacolo (basta pensare ai ceroni che si usavano fino a qualche anno fa) e tutte le celebrity si mostrano con una base molto strutturata, basta vedere qualche foto paparazzata di vip come Cameron Diaz o Katy Perry per rendersene conto.
Come spiegai parlandone tempo fa, la tecnica del contouring and highilighting, ovvero dei chiaro scuri, si basa sul principio di creare zone d'ombra con marroni freddi allo scopo di creare rientranze, e punti luce con avorio caldi per creare sporgenze. Perché i freddi arretrano e restringono, i caldi avanzano e dilatano. Quindi l'unica novità, anche se pure questo è tutt'altro che inedito, sta nel fatto che Kim propone un contouring che non è realmente correttivo, in primis perché fa poco per accorciare il suo viso lungo, ma soprattutto perché il suo contouring è realizzato principalmente con caldi.



L'intenzione non è il correttivo, ma semplicemente creare un gioco di tridimensionalità che conferisce alla pelle un finish effetto "Photoshop", ovvero di levigata perfezione e morbida lucentezza.

Come si fa? semplicemente si usano diversi fondotinta e li si sfuma fra loro. L'ideale è applicare una base molto leggera usando una tonalità affine a quella dell'incarnato, va bene anche qualcosa sul genere Face & Body se la pelle è molto compatta ed omogenea, altrimenti meglio un fondo leggermente più coprente. Dopo aver steso questa base, si applicano zone d'ombra con un fondotinta molto più scuro, circa 4 toni, e zone di luce con un fondo più chiaro di almeno due toni. Bastano pennellate sommarie, poi si sfuma tutto insieme.


Kim schiarisce lungo il naso e il centro della fronte e del mento. Schiarisce poi la parte centrale del viso con una sorta di grande V: zona sottoculare che sale verso le tempie e scende fino al labbro superiore. Mette in luce la parte centrale del viso, la zona T, perchè è quella che conferisce più espressività al volto e perciò dà maggiore magnetismo ai suoi occhi mediterranei.
Una volta sfumato con cura tutto, si fissa con la cipria e si saturano i chiaroscuri utilizzando polveri gialline per i punti luce e terre per gli scuri. Mi raccomando che le terre non siano troppo calde, ok che è un contouring caldo ma le chiazze arancioni non le vogliamo u.u


Ho realizzato un trucco alla Kardashian per gioco, utilizzando i fondotinta Studiofix Fluid di Mac, i correttori della palette Medium di Mac e saturato con polveri come la Banana Powder, Harmony, Definitive e la Les Beiges di Chanel. Gli occhi sono sfumati con Espresso e Tan di Mac, ho completato con eyeliner, kajal e ciglia finte. Sulle labbra la matita Etcetera di Mac con un tocco di gloss pesca molto sheer.

Diciamo che è un trucco che ha i suoi pro e i suoi contro. Se fatto bene (e Kim a volte lo porta fatto bene, altre volte esagera) l'effetto è molto bello e nemmeno troppo pesante, in quanto si vanno a sfumare fondotinta fluidi su una base molto leggera, quindi non c'è uno strato di prodotto così pesante. Certo non lo consiglierei mai per il giorno, perchè la luce del sole è impetuosa è metterebbe subito in mostra il pittoricismo di questo genere di make up, rendendolo troppo teatrale. Ma di sera perchè no?
C'è pure da dire che non funziona su tutte mentre su Kim è ottimo. Esempio: perchè su Kim rende molto e su di me non va per nulla bene? perchè, come dicevo prima, questo gioco di tridimensionalità non è correttivo. Lei ha un viso lungo e perciò scolpirlo di caldi che dilatano l'aiuta a non allungarlo ulteriormente, nonostante i punti luce siano tutti posizionati in senso verticale. Poi, come tutte le more olivastre, ha una pigmentazione della pelle così elevata che facilmente tende ad ingrigire con l'uso del fondotinta, già un caldo scuro risulta freddo, figuriamoci un taupe correttivo! Invece io, avendo un viso largo, ho bisogno di una correzione reale e fredda, inoltre sul mio incarnato pallido e cianotico qualsiasi fondotinta scuro e caldo mi diventa arancio,

In parole povere: è un tipo di contouring che, così come lo porta lei, può star bene solo a determinate tipologie di viso, tant'è che Veronica, la mia modella per il trucco Kardashian style, ha numerosi elementi in comune con Kim: pelle scura e olivastra, viso lungo e persino il taglio degli occhi, poichè un trucco così carico di eyeliner, kajal e sfumature iridescenti rende al massimo solo su occhi intensi e dal taglio un po' mediorientale. Tutte le altre dovranno un po' riadattarlo, magari usando un tono più freddo per le ombre e dando un senso più correttivo alle sfumature.

Avete mai provato il contouring in crema? non è semplice, ci vuole tempo per la manualità e un certo studio dei prodotti più idonei, perchè è facile ingrigire o, al contrario, diventare arancio come un Umpa Lumpa. O ancora eccedere in prodotto e diventare una maschera. Tuttavia, se fatto bene e con i prodotti giusti, è un potentissimo strumento per valorizzare il proprio viso.

A presto ^_^
Continua...

giovedì 5 novembre 2015

I miei prodotti preferiti Kiko

23 comments

Di Kiko se ne parla spesso malissimo, mi riferisco a ciò che si racconta qua in Italia perchè all'estero sembra riscuotere una stima assai superiore. Alcune storie sono ridicole e facilmente smentibili: i prodotti non sono testati, non hanno l'inci sulle confezioni, contengono sostanze nocive ecc. Tutte cavolate. Poi ci sono critiche riguardo la performance dei prodotti e la politica di vendita generale che hanno innegabilmente un fondamento di verità.
Cosa ne penso io? che non è un marchio professionale perchè non ha una qualità costante e punta soprattutto a far gola alle appassionate più che ai truccatori, presenta così ha una gamma di prodotti con alti e bassi: alcuni ottimi, quindi utilizzabili anche da professionisti, altri dignitosi e quindi carini per un self make up non troppo impegnativo, infine alcuni a mio avviso insensati e scadenti.

Cosa non mi piace di Kiko? ovviamente ci sono una serie di prodotti da me considerati flop di cui parlerò alla fine di questo post, ma soprattutto quello che non mi piace è il fatto che, nonostante l'azienda abbia fatto soldi a palate, continui ad essere molto altalenante nella qualità. Quando ho conosciuto il marchio, ovvero circa 6 anni fa, i prodotti validi erano davvero pochi ed era giustificato snobbarlo come marchio low cost per "ragazzine", basta pensare alla vecchia gamma di rossetti: poco pigmentati, poco duraturi, disidratavano le labbra. Poi sono stati inseriti i velvet e i luscious, che hanno rappresentato una svolta epocale, un miglioramento notevole sia della qualità sia delle nuances. Nonostante i miglioramenti di questi anni i nuovi rossetti Glossamer non sono all'altezza del prezzo (9€), bel packaging ma qualità mediamente piuttosto scadente, in quanto eccessivamente morbidi e sbrodolosi. E anche le limited edition sono ogni anno un po' più care, ma cosa propongono di nuovo? quasi nulla, le solite matite glitterate, palette in combo ormai ultra ripetitive, rossetti che sembrano ogni volta gli stessi.
Cosa mi piace di Kiko? il fatto che, nonostante quest'ultime considerazioni, abbia in gamma ancora una serie di ottimi prodotti a prezzi abbordabili, al punto che li uso quotidianamente per lavoro e non sento l'esigenza di sostituirli con quelli di un marchio più costoso.

Ecco quindi i miei prodotti Kiko preferiti


MASCARA ULTRA TECK
Pettina e incurva le ciglia come nessun'altro, inoltre è stratificabile ed è possibile conferire anche un certo volume senza appesantire. Ormai è il mio mascara preferito da anni, non lo sostituisco più e anzi ogni volta che lo trovo in offerta faccio scorta.


WATER EYESHADOW
Premetto che non sono tutti eccellenti e il prezzo (9€) è altino, ma questi ombretti ad ondina vengono spesso messi in offerta e conviene approfittarne: texture soffice, alta pigmentazione, riflessi metallici che non passano inosservati. Ottimi anche da bagnare. Il numero 200, un color platino, è il mio preferito.


MAT FLUID
E' una novità ma già fra i best seller del marchio, si tratta di un fluido che opacizza la pelle ma senza seccarla, anzi la rende morbida e vellutata. Lo trovo un ottimo primer, in quanto migliora la resa del trucco e la grana della pelle. Per 12€ conviene dargli una chance.


PRECISION MAKE UP BLENDER
Avete presente la celebre Beauty Blender? questa è uguale e costa solo 7€. Io ormai raramente applico il fondotinta con i pennelli, una spugnetta morbida come questa permette un'applicazione molto più naturale e omogenea, penetrando nella pelle senza segnare pori o sollevare pellicine. Per chi usa fondotinta molto pastosi, tipo Studiofix o Dermablend è veramente un must.

LONG LASTING STICK EYESHADOW N°20 "NERO"
Ne ho vari di questi stick e ammetto che li trovo carini ma non eccellenti, per far si che durino è necessario metterci un primer e fissarlo con ombretti o cipria. Questo nero no, funziona molto meglio degli altri ed è una base per lo smokey eccellente, in quanto dura a lungo, si sfuma bene ed è modulabile.


TEMPERAMATITE
Il top, questo vi serve.



UNLIMITED GLOSS
Io non porto i gloss ma per lavoro ogni tanto li uso, specie quando chiedono che le labbra abbiano un effetto fresco e poco truccato. I colori che uso sono o dei beige che schiariscono poco le labbra, da abbinare allo smokey, oppure sono toni del pesca o del malva che danno un colorito leggero e naturale alle labbra. Mi piacciono questi gloss perchè costano pochissimo (solo 3.50€) e hanno una buona tenuta, non necessitano di essere ritoccati di continuo o di venir contornati da una matita barriera. Inoltre il fatto che sia in tubetto è molto comodo e igienico sia per chi ci lavora sia per chi ha timore di sporcare l'applicatore con matite o rossetti.


SUPER COLOUR EYELINER N°107
Questi eyeliner non sono tutti eccellenti, c'era l'oro che era ottimo e l'hanno abolito (ma perchè??), fra i miei preferiti rimane questo strepitoso blu elettrico, super preciso e a lunga durata. E' rarissimo trovare un prodotto blu elettrico di questa qualità, ogni volta che ammiro il suo tratto pieno e calligrafico quasi mi commuovo :')


PRECISION LIP PENCIL
Beh, che dire se non che...AMO. Avete presente la precisione delle matite Mac? queste sono uguali. Mi era preso il panico perchè erano esaurite ovunque e una commessa idiota mi aveva detto che erano ormai fuori produzione e sostituite dalle nuovissime Creamy che "sono molto meglio" (certo, come no.), per fortuna non è stato così. Grazie Kiko, grazie! E se anzi ampliassero la gamma ne sarei ancora più felice.



EYE BASE
E' un primer che funzionae costa poco (7€). Ma, come tutti i primer che puntano a migliorare la tenuta dell'ombretto e ad esaltarne il colore, "attacca" molto le polveri e sfumare può risultare difficoltoso. Va incipriato prima di procere, quanto meno sulle aree in cui l'ombretto deve essere più morbido e graduale.


PRECISION EYEBROW PENCIL

Ottime, hanno davvero un bel tratto preciso ma scorrevole al punto giusto. Peccato ci siano solo 4 colori, io li porterei almeno a 6.

Ora veniamo a cosa non mi piace. Innanzitutto i correttori e, anche se si parla bene dell'Universal Fit, a me non piacciono nemmeno i fondotinta, ne come texture ne come tonalità. Tranne le Precision, il resto delle matite labbra non mi piacciono: o troppo morbide, o poco durature, o troppo gessose. I rossetti Unlimited si screpolano in modo indecoroso, i Glossimer sbavano. Gli ombretti mono, sia Infinity che quelli classici, li trovo mediocri e i pigmenti non sono pigmenti ma inutili ombretti in polvere libera. Odio che gli ombretti in crema, come anche quelli in stick, siano quasi tutti perlescenti. Mancano matite colorate dalla mina precisa, i kajal sono eccessivamente morbidi e anche poco durevoli, le long lasting hanno la mina grossa e sono tutte perlescenti. I pennelli, beh,  non sono particolarmente cari ma valgono ancora meno di quel che costano...

Insomma non sarà il top assoluto, ma qualcosa di valido c'è, basta guardarsi intorno con spirito critico e osservatore. Non consiglierei mai ad un truccatore di farsi per intero il su kit da Kiko, ci mancherebbe altro! ma forse sarebbe il caso di togliersi a volte la puzza sotto al naso e rendersi conto che, almeno qualche volta, esistono prodotti performanti anche a buon mercato, e questo non sminuisce la professionalità del truccatore ne la qualità del make up.

Ditemi, quali sono i vostri top e flop Kiko? A presto ^_^
Continua...

martedì 3 novembre 2015

Hot Coppering

5 comments
Parlando di rossetti marroni o marronati, oggi vi propongo una tonalità meno audace di quella della l'altra volta e un look che, nel suo insieme, risulta più semplice da realizzare e da sfruttare.
Nulla di trascendentale oggi, la tecnica che ho utilizzato è piuttosto banale e sicuramente alla portata di chiunque, a fare scena sono solo la luminosità dell'ombretto rame e il rosso ruggine delle labbra, molto intenso e particolare.


Per prima cosa ho realizzato una sfumatura nella piega e nell'angolo esterno utilizzando varie gradazioni di marrone, applicandole a partire da quelle chiare fino ad intensificarle con quelle più scure: ho cominciato da Caramel di Nabla per poi sfumarlo in Espresso di Mac, fino ad intensificare i punti di maggiore ombra con un nero opaco. Sulla palpebra mobile ho applicato il pigmento Copper Sparkle con un pennello bagnato, facendo modo che partisse carico e intenso nell'angolo interno e andasse a stemperarsi verso i 3/4 della palpebra. Con un Kajal nero o definito la rima interna e la rima ciliare superiore, ma con un tratto quasi impercettibile. Sulle labbra ho applicato non un rossetto ma una matita labbra, ovvero la Auburn di Mac, un rosso ruggine scuro, che è più morbida rispetto alla media delle matite Mac e per questo rende bene anche come un vero e proprio rossetto.

Amo l'elegante stile anni 90 di Auburn, è bellissima da sola ma io la utilizzo anche per rossetti come Viva Glam 1 (seppur leggermente più scura) o Dubonnet. Consigliatissima per tutte coloro che hanno un sottotono spiccatamente caldo ma anche per chi, semplicemente, cerca un rossetto perfetto per l'autunno che sia differente dai soliti prugna e borgogna, belli ma un po' visti e stravisti per chi ama cambiare e sperimentare.

A presto ^_^

Continua...

martedì 27 ottobre 2015

Fissazioni truccose: Autunno 2015

9 comments

Dato che non riesco con continuità a parlare dei preferiti ogni mese, spero di riuscire almeno stagionalmente a parlarvi delle mie nuove fisse, quelle cose che ora come ora Maipiùsenza, poi magari fra un mese già le uso molto meno, chi lo sa XD
Insomma giusto una selezione, perchè ad elencare ogni volta tutti i prodotti che uso di più sarebbe lungo e ripetitivo, davvero. Sperò di dare giusto qualche spunto che sia un po' utile un po' no, occasione per ispirarsi a nuovi acquisti o semplicemente per curiosare fra le mie cose.

I miei rossetti autunnali



Ammetto di portare rossetti definiti "autunnali" tutto l'anno, sono quelli che mi donano di più, però ce ne sono alcuni che veramente trovo rendano meglio col finire dell'estate. Amo l'autunno perchè mi da modo di indossare i colori che amo di più in tutte le sue sfumature e al massimo delle loro potenzialità. Il mio ultimo acquisto è Antique Velvet, un marrone scurissimo  (di sera sembra quasi nero) che io trovo veramente FIGO, e mai avrei creduto di usare un simile aggettivo per un rossetto marrone. Lo abbino alla matita Chestnut di Mac, che è identica. Altro mega scurone, ma sul versante violaceo, è Insitigator, un rossetto color melanzana assai bello, peccato che tenda facilmente a sbiadire. E' in coppia fissa con la matita Nightmoth, dato che sono due gocce c'acqua. Fashion Revival è invece più chiaro dei primi due, è una sorta di fucsia scuro scuro o, se preferite, lo definirei anche un prugna con uno spiccato sottotono fucsia. Al momento lo porto accoppiandolo alla matita Nightingale, che si adatta bene ma la trovo leggermente chiara per poterla definire perfetta per lui. Infine D for Danger, che non è propriamente un rossetto scuro ma più una sorta di rosso lampone intenso, io lo porto con la matita 308 di kiko che mi pare fondersi completamente. Come avrete notato sono tutti e quattro opachi echi mi segue da tempo sa che i rossetti opachi non li amavo fino a qualche tempo fa. Ora mi sono accorta che la ragione era dovuta al fatto che, più dei lucidi, mettevano in risalto le asimmetrie e le irregolarità delle mie labbra. Da quando ho imparato a correggerne la forma con la matita mi sono riappacificata con i matte e anzi ora tendo proprio a preferirli, dato che i lucidi (pur adorandoli ancora) non permettono il preciso lavoro correttivo di cui ho bisogno.

Beauty blender e amici piumini


Qui si tratta di strumenti di lavoro, perchè a dirla tutta concentro veramente poche attenzioni alla mia base ed evito di sporcare tanta roba quando metto il fondotinta. Ma per le clienti ovviamente ho tutt'altre attenzioni. La mia attuale necessita è quella di applicare il fondotinta in modo veloce ed omogeneo, evitare che si generino macchie, addensamenti di prodotto e di andare a segnare pori e pellicine. Con le spugne sul genere Beauty Blender (quelle che vedete in foto sono di kiko, la prima è al quanto logora) riesco ad ottenere tale risultato. La inumidisco e poi picchietto il fondotinta in velocità, stratificando con tranquillità qualora fosse necessario. Viene un effetto naturale anche usando fondi molto pesanti e fa si che si leghino alal pelle senza creare segni. Insomma molto meglio di qualsiasi pennello. Altra necessità sono i piumini, che mi permettono di compattare bene la cipria sul viso, in modo da fissare a fondo la base e far in modo che lucidi meno. Su alcune persone è proprio una necessità, consiglio a tutte le ragazze con la pelle grassa di comprarsene uno e di sostituirlo al pennello.

Il mio Zuca

Per chi trucca di mestiere Zuca è una necessità. Io per mesi mi sono "arrangiata" con un normale trolley da viaggio, nel quale riponevo i trucchi dividendoli in pochette. Il metodo funzionava ma durante il viaggio i prodotti tendevano a muoversi e a danneggiarsi, In Zuca tutto è riposto in modo più ordinato e compatto. Inoltre è ottimo come sedile, quando le location sono all'aperto è utilissimo avere modo di farci sedere la modella da truccare. L'unico problema è che per le mie flaccide membra è molto pesante e la mia schiena ha cominciato ribellarsi...come farò? T__T

Studio fix + Face and body

Non si possono comprare dozzine di fondotinta per coprire ogni esigenza: è dispendioso, faticoso da portare in giro e spesso anche vano, perchè un prodotto che viene venduto per un certo tipo di pelle non è detto che mantenga ciò che promette. Certo mi piace sperimentare e ogni tanto provo nuovi fondotinta, in particolare che possano darmi buoni risultati sulle pelli mature, ma per il resto, almeno attualmente, credo di aver trovato una combo universale (o quasi), ovvero quella fra Studio Fix Fluid e Face and Body. Studio Fix Fluid è un fondotinta ad alta coprenza, molto denso e piuttosto asciutto (anche se non propriamente secco), rende benissimo sia sulle pelli normali sia sulle pelle grasse e acneiche, in quanto è sebodrenante e riesce a coprire anche gli inestetismi più ostici. Face and Body è invece esattamente il contrario: Estremamente fluido, quasi acquoso, dalla coprenza leggerissima e ultra idratante, rende bene su pelli secche che hanno bisogno solo di uniformare un po' l'incarnato. Mescolandoli fra loro riesco ad avere, a seconda del dosaggio, più o meno idratazione, più o meno coprenza, riesco quindi a crearmi ogni volta un nuovo fondotinta che si adatti all'esigenza.

Soft Ochre e Layn' Low

Fino a qualche tempo fa mi bastava un primer per migliorare la resa di un ombretto, ora invece voglio un prodotto che renda la palpebra più omogenea e luminosa, in modo da dare più valore al mio lavoro di sfumature e da coprire il colorito livido che spesso caratterizza le palpebre. Soft ochre è una salvezza, ma sugli incarnati scuri e caldi spesso sbianca troppo o addirittura ingrigisce, e così l'ho affiancato al fratellino Layn'low, che invece è perfetto sulle carnagioni scure. A volte li mischio fra loro per ottenere un colore intermedio.

Smalto nero
Se una si veste sempre tutta di nero, perchè il lavoro lo esige, le passa anche la voglia di comprare abiti colorati. E lo smalto si adegua alla divisa. Per fortuna che il nero mi sta bene, cerco di vederne il lato positivo.

Mac, pennelli 231 e 211

Uno è un pennello sintetico da ombretto, probabilmente nasce per quelli in crema, l'altro è un pennello per realizzare righe grafiche di eyeliner. Come forse avrete intuito dal colore che ha assunto il 231, io in realtà li ho comprati entrambi per le labbra: il 231 è perfetto per applicare il rossetto, il 211 è ottimo per delineare i bordi. Mai più senza.

Avete provato qualcuno di questi prodotti?
A presto ^_^
Continua...

venerdì 23 ottobre 2015

Soft red

13 comments

Avevo voglia di fare un trucco rosso da un bel po' di tempo, anzi in verità ho sempre voglia di fare trucchi rossi: è un colore che mi ispira da morire, sia perchè mi affascina il suo potere espressivo sia perchè, nella sua adorabile complessità, rappresenta per me ogni volta una piccola sfida.
L'idea era quella di creare un look vagamente vampirico non troppo accattivante, ma abbastanza soft e in un certo senso quasi romantico.




E' nient'altro che uno smokey melanzana (Mimesis di Nabla), sfumato in marroni caldi nella piega (Petra e Caramel di Nabla) con una rima inferiore rossa creata con matita e ombretto (Cherry di Mac + Red carpet di Neve). La rima superiore è definita con poca matita nera sfumata, ho completato il trucco occhi con una passata di mascara nero. Per le labbra ho provato a fare uno strano effetto ombrè: grigio fuori (matita Stone di Mac) dentro rosso freddo (Beverly di Nabla).

Ho notato che ho difficoltà a fotografare tutti i colori che appartengono alla gamma dei rossi, specie quando si tratta di polveri, per questo il trucco non risulta intenso come lo era dal vivo. La foto lo ha slavato un po' e, purtroppo, ha perso gran parte della sua bellezza.

Per chi non ha paura del rosso può essere un trucco figo alternativo da sfoggiare la sera, perchè in fondo trovo abbia una sua eleganza. Tutte le altre potranno sfruttarlo per Halloween, che è ormai alle porte ;)

A presto ^_^


Continua...


mercoledì 21 ottobre 2015

Scegliere un truccatore: come e perchè.

16 comments
Da quando ho iniziato questo mestiere mi sono accorta che non è facile conquistarsi la fiducia delle persone.  Ciò è dovuto a molteplici cause, in primis alla scarsa conoscenza del lavoro del make up artist e da cosa bisognerebbe sapere prima di decidere di affidare il proprio viso ad uno di questi. Dalla scarsa conoscenza derivano poi delusioni più o meno scottanti, risultati insoddisfacenti che portano ad affermare poi frasi del tipo “ma è meglio se mi faccio truccare da un’amica brava che lo fa gratis” o “ i truccatori pretendono troppo e sono dei ladri”. Questo sarà un piccolo manuale di sopravvivenza per tutte coloro che cercano un make up artist per qualsiasi evento della loro vita, qualsiasi occasione in cui vogliono vedersi belle belle in modo assurdo [cit.]

COSA DEVO FARE PRIMA DI INGAGGIARE UN TRUCCATORE?


PRIMA PREMESSA: L’ESTETISTA NON E’ UNA TRUCCATRICE
Io so come si fa una ceretta, ma sono sicura che se provassi a farne una combinerei qualche disastro. Perché non è una mia competenza, non ho la pratica per farlo. Nelle scuole di estetica fanno tantissime ore di pratica e teoria su tutto ciò che riguarda i trattamenti per il corpo e per il viso, ma fanno poche ore di trucco e hanno scarse occasioni per sviluppare manualità. Inoltre chi insegna trucco nelle scuole di estetica di solito, a sua volta, è estetista e non truccatore. E il più delle volte, anche se non lo ammetterà mai, l’estetista è consapevole di avere altro genere di competenze: usa il make up per racimolare soldi in più e può permettersi prezzi stacciati. Naturalmente questo è un discorso che fa un po’ di tutt’erba un fascio, nel senso che sto generalizzando e sono tenuta a menzionare il fatto che alcune estetiste hanno completato la loro formazione con corsi di trucco o se ne sono appassionate così tanto da decidere di aggiornarsi di continuo, di portare quella piccolissima formazione sul trucco iniziale ad un livello elevato. Ma non è questa la media generale, dunque quando sento frasi del tipo “io non pago una truccatrice perché una volta l’estetista del mio paese mi ha truccata male”, ho ben ragione di infuriarmi.

VALE DAVVERO LA PENA AFFIDARSI AD UN DILETTANTE?
Prendiamo come esempio una sposa: migliaia di euro spese in abito, bomboniere, fotografo e ristorante, che senso ha risparmiare una banconota sul trucco? Deve essere tutto perfetto e poi proprio il trucco, che viene immortalato sulle foto e va a valorizzare la bellezza, può essere fatto approssimativamente? Un sacco di donne si sono pentite della loro scelta dopo aver riguardato le foto del loro matrimonio, potessero tornare indietro spenderebbero volentieri quel gruzzoletto in più per vedersi belle quando mostrano il loro album ad amici e parenti. C’è un’enorme differenza fra il trucco carino che l’amica fa a se stessa ed un trucco professionale, anche perché truccare gli altri è immensamente più difficile e senza determinate nozioni tecniche e pratiche l’effetto può essere mediocre se non disastroso. Il discorso in parte vale anche per le truccatrici che si improvvisano tali ma senza alcun studio alle spalle: alcune sono realmente capaci e degne di poter essere definite make up artist seppure senza titolo, ma nella maggioranza dei casi non è così.


In particolare alle giovani modelle in cerca di portfolio, consiglio di affidarsi a chi ha studiato la tecnica del trucco fotografico, altrimenti fra un trucco figo ed uno volgarotto ci passa proprio un soffio

AVERE UN ATTESTATO NON E' SEMPRE SINONIMO DI PROFESSIONALITA'
Arrivata a questo punto, però, sarei disonesta se vi dicessi che, dopo aver scartato estitiste e truccatori amatoriali, con i mua diplomate andate sul sicuro. Ovviamente non è così. Per diventare mua basta iscriversi ad una scuola trucco, pagare la retta, fare presenza alle lezioni e sostenere l'esame finale. Stop.  Non è detto che alla fine di questo percorso si esca realmente preparati, perchè c'è chi lo segue con scarso impegno e passione oppure ostacolato da una predisposizione naturale molto carente, capita qualche volta che escano dalle scuole mua dalle capacità non superiori a quelle di un'estetista o di un'autodidatta. Soprattutto accade che alcuni truccatori, con la difficoltà nel trovare guadagni frequenti, decidono di fare un altro lavoro e cominciano a truccare sempre più di rado, fino a perdere la manualità e a smettere di aggiornarsi. Un truccatore con attestato, se bravo, ha una conoscenza delle tecniche che fa nettamente la differenza, dovete però accertarvi che abbia fatto realmente tesoro della preparazione che una buona scuola offre ai propri allievi.


CHIEDETE DEL PORTFOLIO
Ma se le estetiste non sono truccatrici, le autodidatte improvvisano e quelle con attestato non offrono garanzie, come ci si orienta? Sicuramente alle spose conviene fare delle prove trucco, visto che queste sono comprese nel pacchetto, ma a chi serve un trucco sera per un'occasione meno importante può risultare dispendioso chiedere delle prove trucco fino a trovare la persona giusta. Quindi va visionato il portfolio. Dai lavori realizzati si capiscono tante cose, in particolare badate che ci sia varietà nei look proposti: chi fa sempre lo stesso genere di trucco probabilmente farà fatica ad adattarsi a richieste differenti e tende a fare il trucco che gli viene congeniale piuttosto che puntare a valorizzare il viso della persona specifica che sta truccando. Manco a dirlo, chi non ha portfolio non va preso in considerazione.


Un trucco come questo presenta bene il portfolio: base compatta e tridimensionale, grana della pelle naturale, sfumature pulite e morbide, scelta cromatica armoniosa

INFORMATEVI SUI PRODOTTI CHE USA
Non date i vostri soldi a chi usa prodotti di bassa qualità. Con questo non voglio dire che se la truccatrice in questione usa le salviettine struccanti del Maury's o il mascara di Kiko sia da ritenere poco professionale, il bravo truccatore sperimenta tante cose perchè sa bene che anche nel mercato del low cost  qualche volta si trovano prodotti molto validi, ma è altrettanto vero che i prodotti professionali nella stragrande maggioranza dei casi hanno tutt'altra resa. Quindi se i fondotinta sono Astra, gli ombretti Essence, le matite Neve, i rossetti del cinese allora beh, nell'insieme si va a costituire un kit di bassissimo livello e voi per i vostri eventi dovete esigere il meglio, altrimenti tanto vale truccarsi da sole. Chi non offre il meglio non è un vero professionista.


I prodotti del mio kit non sono tutti high brand, ho trovato un po' di cosine economiche che apprezzo moltissimo, tuttavia mi mantengo sempre su uno standard professionale e di fascia medio alta
L'IGIENE NON E' UN OPTIONAL
Per evitare inutili allarmismi, specifico che con il trucco non ci si contagia nessun malanno grave: i rischi sono congiuntiviti, micosi ed herpes, ovvero malattie visibili alle quali solitamente si corre subito ai ripari isolando l'area di contagio. Tuttavia questa non è affatto una ragione per fare a meno dell'igiene. I rossetti vanno prelevati di spatola e applicati di pennello, anche mascara ed eyeliner richiedono un applicatore a parte, non quello dotato dalla confezione, che sia monouso o disinfettabile. Badate che le matite vengano temperate ad ogni utilizzo, che tutti gli strumenti siano perfettamente puliti e che fard e ombretti non siano ossidati e impolverati. Verificate che anche la truccatrice curi la propria igiene personale, sembra una cosa scontata eppure non lo è: capelli puliti, mani curate, abiti di bucato, un po' di deodorante...

Detto ciò, voglio specificare una cosa importante che molte dimenticano: se i risultati sono scadenti non è sempre colpa della truccatrice, a volte la causa sta in qualche modo nel comportamento della cliente



COME DEVO RAPPORTARMI CON UN TRUCCATORE?

I MIRACOLI LI FA SOLO DIO
Ci sono cose che mi vengono spesso richieste ma alle quali assolutamente non è possibile porre rimedio con il make up. Una volta per tutte, diciamolo: dell'acne posso camuffare la discromia ma non la superficie della pelle segnata; non posso lisciare le rughe; è impossibile nascondere le borse; non si può eliminare la gobba del naso, su una pelle poco curata il trucco rende male; il contouring migliora ma non snatura i lineamenti. Basta esaminare le cose con buon senso e diventa facile capire cosa si può modificare del proprio viso e cosa no, senza farne una colpa al povero truccatore di turno. Ci vuole davvero santa pazienza a sopportare una cliente che ti rimprovera di non avergli cambiato i connotati...

NON SEMPRE IL WEB E' UNA BUONA FONTE D'ISPIRAZIONE
Molti trucchi che si vedono su Instagram sono belli in close up ma a viso intero fanno altro effetto. O sembrano belli perchè le luci e la posa gli danno valore ma in un contesto di vita ordinaria risulterebbero pesanti e poco fini. O ancora, sono perfetti sul viso della modella ma magari completamente inadatti su un viso diverso. Esempio: se una donna con occhio cadente e ricoperto da piega palpebrale mi chiederà il trucco iconico di Audrey Hapburn io cercherò di dissuaderla, perchè l'effetto su di lei non sarà lo stesso anzi non la valorizzerà affatto. Se una signora matura mi chiederà l'eyeliner grafico io posso anche farglielo, ma dovrà accontentarsi di una riga grinzosa che le appesantisce l'occhio. Se mi si chiede un trucco alla Kardashian bisognerà aspettarsi un mascherone, perchè ciò che appare naturale in fotografia dal vivo è molto più pesante. Chi ha pori dilatati non può aspettarsi di risultare diafana con lo strobing.



Il mio blog è pieno di lavori estrosi, ma non dimentico mai di contestualizzarli. Non li consiglierei ad una sposa, o ad una laureanda o per qualsiasi contesto che esuli dall'ambiente creativo.
AFFIDATEVI ALL'ESPERTO
Capisco il voler cercare fonte d'ispirazioni, è giusto farlo ma poi bisogna anche lasciare che il truccatore le reinterpreti per adattarle al vostro viso. Anzi non bisogna stupirsi se qualche volta il trucco scelto viene del tutto sconsigliato, in fondo il mua ha studiato la teoria e la pratica per valorizzare un viso mentre la cliente, nella maggior parte dei casi, al massimo ha visto qualche tutorial su youtube. Non solo non è cortese mettere in discussione le competenze di un professionista ma spesso risulta davvero stupido, parlando alle cieca si dicono boiate inaudite. Poi è chiaro che chi paga ha diritto a scegliere il proprio look, anche  se questo è del tutto inadatto, perciò se una cliente olivastra mi chiede il rossetto rosa baby io provo a dissuaderla una volta, due, poi l'assecondo. Basta non vada dicendo in giro che l'ho truccata io XD

SIATE PAZIENTI

Un trucco professionale richiede tempo, fatto bene ci vuole un'ora e se è particolarmente strutturato anche di più. Anche un trucco effetto "acqua e sapone", in realtà necessita di molti passaggi da eseguire con minuzia perciò è importante non dar fretta e avere pazienza. Inoltre evitate di chiacchierare troppo, di alzarvi spesso dalla sedia e di stare a guardare il cellulare tutto il tempo, sono tutte cose che minano la riuscita di un buon lavoro.


Belli i face painting, vero? ma sappiate che per farne uno così ci vogliono un paio d'ore...
IL LAVORO SI PAGA.
Il truccatore è una figura professionale che ha investito molto denaro nella sua preparazione e usa prodotti costosi che si consumano rapidamente. Insomma deve rientrare nei costi. E, come tutti i professionisti, offre servizi, consigli, mette a disposizione il suo tempo e le sue competenze. Un trucco non può costare 10€, se costa così poco significa che è fatto con prodotti scadenti da una persona che non ha fatto del make up il suo mestiere ed è ovvio che campa di altro, e se campa di altro molto probabilmente non ha mai approfondito veramente il make up. E a questo punto tanto vale arrangiarsi da sè.

E questo è quanto. Spero di non essere stata noiosa, ma sentivo l'esigenza di gettar luce su un mondo che ai più è del tutto sconosciuto, ed è a causa di questa scarsa conoscenza che si generano situazioni in cui il cliente rimane deluso o il professionista ingiustamente penalizzato. Imparare a capire meglio certi meccanismi può facilitare le cose per tutti.

A presto ^_^
Continua...

domenica 18 ottobre 2015

Chocolate Make up: labbra scure ed occhi glitterati

8 comments
Uno dei trend dell'autunno 2015 è il rossetto marrone, in tutte le sfumature: ruggine, mattone, granata, fino ad arrivare a tonalità un po' estreme come il tortora e il cioccolato. Da oggi inizierò a proporvi una serie di look in marrone, che possano essere d'ispirazione per chi ha voglia di creare look con un colore labbra che ormai non si vedeva più tanto in giro dagli anni 90.

Il trucco di oggi è tutto in monocromo, vivacizzato da giochi di sfumature e contrasti fra i diversi finish dei prodotti.


Ho per prima cosa fatto uno smokey eyes usando del nero, del marrone scuro e dei nocciola, tutto opachi. Per creare un effetto drammatico sono salita quasi al sopracciglio con la sfumatura e ho calcato molto la rima inferiore. Ho lasciato chiaro solo l'angolo interno, utilizzando un pigmento champagne con riflessi rosati (Vanilla di Mac). Una volta fatto ciò, ho applicato una colla sulla palpebra mobile e poi vi ho attaccato dei glitter marroni (i numero 18 di Cinecittà make up). Tanto kajal nella rima interna, mascara e sopracciglia definite nette con un brow gel (deep dark brunette di Mac) completano il trucco occhi. Per le guance, dato che non ci facciamo mancare niente, ho fatto una sfumatura a mezzaluna stile anni 80, utilizzando l'ombretto marrone con cui ho sfumato gli occhi più un po' del far Breezy di Mac.
Sulle labbra un marrone opaco e scurissimo: Antique Velvet di Mac, contornato dalla matita Chestnut.

Sicuramente è un trucco mooolto importante, adatto per un editoriale e meno indicato per la vita di tutti i giorni. Però eliminando la mezzaluna sulle guance e contenendo la sfumatura dell'ombretto in margini più stretti diventa un perfetto trucco da sera autunnale, nemmeno particolarmente complesso da realizzare.

Cosa vorreste vedere nel prossimo look al cioccolato? A presto ^_^
Continua...

venerdì 9 ottobre 2015

Brow Divine di Nabla Cosmetics: swatch e prime impressioni

4 comments


Oggi vi parlo di un prodotto che è sulla bocca di tutte: Brow Divine, le nuove matite epr sopracciglia di Nabla Cosmetics.
Lo so, sono una pessima blogger perchè mi sono presa tantissimo tempo prima di decidermi a scrivere le mie prime impressioni, però avevo una serie di perplessità e nel timore di dire sciocchezze ho preferito aspettare un po'.

Parliamo innanzitutto del packaging: stupendo. Pulito, lineare ed elegante, ma soprattutto estremamente comodo. La mina è ultrasottile ma resistente, non tende a spezzarsi, ed è comodamente retraibile. Io amo le matite per sopracciglia automatiche, le trovo molto più pratiche e precise di quelle temperabili. All'estremità vi è un secondo tappo che nasconde uno scovolino, utile sia a pettinare i peli sia a dare una leggera sfumatura al prodotto.

Vediamo ora gli swatch:


VENUS: è la più chiara delle cinque, si presta bene per le bionde ma anche per chi è castana con sopracciglia chiare e rade. Fra i prodotti per sopracciglia in mio possesso ha una certa somiglianza con Fling di Mac, ma in realtà quest'ultima è nettamente più fredda. Dopo questa osservazione concludo affermando che Venus si presta meglio a tonalità mielate di capello piuttosto che a quelli cenere.

URANUS: questa è invece la più scura delle cinque. Ho provato a paragonarla a Spiked di Mac, ma Uranus è più scura e fredda. Inizialmente ero perplessa dal colore di questa matita, dato che è davvero tanto tanto scura, poi mi sono resa conto che ha un tratto molto leggero e poco scrivente, il che permette di creare ombre piuttosto delicate nel caso si vogliano riempire buchetti su ragazze more. Tuttavia non la trovo ideale per la ricostruzione della sagoma del sopracciglio, senz'altro per il colore molto scuro ma non solo, dopo vi spiegherò meglio cosa intendo.

NEPTUNE: è forse fra tutte quella che riterrei più versatile: ne chiara ne scura, piuttosto fredda ma non eccessivamente grigia.  Adattabile sia sulle bionde che tendono al castano sia alle castane scure ma non troppo. Immediatamente ho riconosciuto in lei una familiarità con la matita che uso di più a lavoro, ovvero Lingering di Mac. Sono quasi identiche, la differenza sta nel fatto che lingering ha un tratto più deciso e risulta perciò più scura.

 MERCURY: fra BrowDivine è l'unica destinata a chi ha capelli ramati o che tendono al rosso. Però, ad essere onesta, io non la trovo rossiccia ma piuttosto molto dorata, giallastra. Magari si presta bene su chi ha un colore di capelli che tende al caldo, tipo un castano caramello, ma sulle vere rosse non la trovo indicata.

JUPITER: è un marrone scuro neutro adatto per chi ha i capelli castano scuro. Somiglia a Spiked di Mac in modo impressionante, ma meno fredda.



In un primo momento avevo individuato Jupiter come colore adatto a me, ma poi mi sono accorta che risultava troppo "marrone" e quindi innaturale. Allora mi sono orientata su Neptune ma neppure questa mi ha soddisfatta perchè manca dell'intensità giusta per ricostruire il mio sopracciglio che, ahimè, è piuttosto sfigatello. Ho trovato la soluzione ottimale creando prima una base con Neptune e poi aggiungendo piccoli tratteggi con Uranus. Il risultato lo vedete nelle foto sopra.

Cosa ne penso di queste matite? beh, non sono male ma non ne sono entusiasta, almeno al momento. Ottimo il packaging ma il tratto è un po' gessoso, poco intenso e non ben sfumabile, è perfetto per fare piccoli ritocchi su sopracciglia già folte e ben curate, ma quando si ha a che fare con sopracciglia come le mie, che richiedono un lavoro di ricostruzione più attento, mi serve una matita più cerosa, scorrevole, intensa e sfumabile. Quindi diciamo che potreste trovarvi molto o poco bene a seconda delle esigenze che avete, non mi sento assolutamente di bocciarle ma sicuro non sono super versatili. Inoltre la tenuta è buona ma non eccellente, a fine giornata noto che si sono sbiadite un po'.
Credo che continuerò ad acquistare le automatiche di Mac, mi costano meno e ne sono più soddisfatta.

Voi le avete già provate? a presto ^_^


Continua...