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lunedì 16 marzo 2015

Temperatura, saturazione e profondità: tre aspetti fondamentali di un rossetto

14 comments
Da molto tempo ricevo domande riguardo gli aggettivi che uso nel descrivere i colori: come riconosci se è caldo o freddo? Profondo equivale a forte? Saturo è scuro? Ho provato a spiegarmi sinteticamente ma mi sono accorta che finivo con l'essere un po' troppo sommaria e generare ulteriore confusione in persone poco avvezze all'argomento e all'osservazione dei colori. Soffice Lavanda ha recentemente esposto l'argomento parlando della sua esperienza con un approccio empirico verso il colore, io oggi cercherò di illustrarvi il lato "tecnico" della questione sperando di renderlo semplice e di leggera lettura.

Prima però voglio specificare che questo non è un post di armocromia. Tutti sanno che io mi sono avvicinata alla disciplina ma mi sono accorta che chi mi segue poco non ha capito che me ne sono anche distaccata: condivido il fatto che la teoria del colore venga applicata anche al viso umano e non solo agli oggetti inanimati, ma trovo utopico voler categorizzare la varietà delle persone in 16 categorie perchè ci saranno innumerevoli vie di mezzo che non riusciranno mai ad essere soddisfatte da una palette preimpostata di 66 colori. Tuttavia c'è chi è troppo coinvolto da questo piccolo mondo ed è cieco dinanzi a certe falle, finisce per vedere l'armocromista come una divinità: infallibile, detentrice di un potere che gli permette di arrivare a verità assoluta e di apprendere una disciplina unica e rivoluzionaria. Eppure i miei docenti di make up, che mai hanno sentito parlare di armocromia, hanno illustrato concetti riguardo "i colori personali della cliente" che sono basati sulla temperatura, la profondità e la saturazione proprio come quelli armocromatici. Coincidenze? Io non credo XD

La verità è che l'armocromia non ha inventato nulla, tutto è legato alla teoria del colore (in particolare a quella dei contrasti di Itten e il sistema Munsell) ed è basandomi su questa che oggi scrivo l'articolo che state leggendo. Descriverla tutta sarebbe troppo lungo, basta dare una rinfrescata ad alcuni concetti ovvi ma ai quali spesso tendiamo a non pensare.

Innanzitutto va ricordato che il colore non è un un elemento proprio delle cose ma il modo in cui l'occhio umano percepisce le radiazioni elettromagnetiche di lunghezze d'onda emesse da queste alla luce. Così a seconda di come gli oggetti sono accostati fra loro o dal tipo di luminosità a cui sono esposti noi li percepiamo di un colore un po' diverso. A tutte sarà capitato di notare quanto cambia il colore di un rossetto a seconda di chi lo porta e dall'ora del giorno in cui lo si indossa, questo fenomeno è dovuto proprio al fatto che un cosmetico, come tutti gli oggetti in natura, muta il suo colore a seconda degli elementi che pesano sulla nostra percezione. Imparare a manipolare la percezione permette di ottenere un make up valorizzante a seconda dei colori correnti della persona.

I colori primari sono tre: magenta, giallo e ciano. Mescolando due colori primari si ottengono colori complementari: arancio, viola, verde.  Questi che ho elencato sono tutti colori puri, pieni e saturi, in quanto non contengono tracce di bianco, nero e grigio. I colori a massima saturazione sono quelli più forti e accesi di tutti.

Se io aggiungo del nero ad un colore inizio a desaturarlo, più ne aggiungo e più tolgo brillantezza. Un magenta con una punta di nero diventa amaranto, ovvero un rosso più scuro e più cupo. Un colore puro con l'aggiunta di nero diventa quindi più profondo ma meno acceso.

Anche mescolando del bianco ad un colore primario in un certo senso desaturo: il magenta diventa rosa, si schiarisce. Il colore diventa pastello ma - attenzione - non attenuato, mantiene alta la brillantezza ma si diluisce e perde profondità.

Se invece utilizzo del grigio ottengo, a seconda del dosaggio, il massimo livello di desaturazione: il magenta diventa un prugna attenuato o un malva più o meno scuro a seconda di quanto è chiaro il grigio utilizzato. I colori grigiati sono vengono perciò definiti desaturati  e perdono molta brillantezza, risultano morbidi e cipriati.

Nell'ambito dei rossetti il magenta è da considerarsi una sorta di fucsia intenso, quindi un colore freddo che può diventare freddissimo aggiungendo ciano e ottenendo così le varie tonalità di viola (da Flat out fabulous ad Heroine di Mac), il rosso invece con il nero o il ciano diventa un violaceo più neutro e meno brillante (sul genere Diva). Se al magenta aggiungiamo invece del giallo il colore comincia a scaldarsi, con poco giallo si ottengono rossi a base comunque fredda come il rosso lampone (tipo M.A.C Red) o un po' più neutro il carminio (come Russian Red), man mano si arriva poi a gradazioni di rosso più aranciate che vanno dal pomodoro fino ad arrivare allo scarlatto (Lady Danger) o tonalità attenuate da un po' di marrone (il marrone è arancio + nero) come il rosso mattone (tipo Dare you o Viva Glam I). Con il bianco un magenta passa dal fucsia al rosa, con il giallo dal corallo all'arancio.



Quindi riassumendo un colore profondo è una tonalità pura che contiene almeno un po' di nero, in alcuni casi può risultare scuro ma comunque intenso. Un colore attenuato può essere più o meno profondo (a seconda del grado di scurezza) ma sempre poco vibrante e piuttosto delicato. Un colore pastello è acceso, luminoso ma poco o nulla profondo e può arrivare ad essere anche molto chiaro. Il colore saturo per eccellenza è quello che si avvicina di più alla purezza dei primari. Un colore primario diventa più caldo con l'aggiunta del giallo, più freddo con il ciano o se desaturato con il bianco, il nero e il grigio.

Anche il viso umano, essendo costituito da elementi pigmentati (pelle, occhi, capelli), può essere caldo o freddo, acceso o delicato, scuro o chiaro. Vediamo adesso alcune delle principali categorie di rosso e di fucsia per capire un po' meglio le cose dette fino ad ora:

Rosso profondo caldo vs freddo: Viva Glam 1 e Runaway Red
Rossi chiari vs rossi scuri: On hold e Deeply Adored
Rosso acceso vs rosso meno saturi: Ruby Woo e Kiko 608

In questa foto ho messo a coppie rossetti opposti come temperatura, saturazione e profondità. Osservarli può esservi utile a concretizzare concetti che sembravano solo astratti e soprattutto è un valido modo per notare il potere che hanno i colori nel modificarsi l'uno con l'altro una volta accostati.

On hold, che è un rosso chiaro, rispetto a Deeply adored, che è un rosso scuro e intenso, sembra un pallido rosellino, non è più rosso.  Questo fenomeno Johannes Itten lo identificò come contrasto di chiaroscuro: un colore scuro inserito in un contesto chiaro risulta ancora più scuro e crea drammaticità, è un effetto che si può facilmente verificare anche sul viso: su di me che sono molto profonda On hold si schiarisce mentre su ragazze più diafane risulta un bel rosso fragola luminoso. Al contrario Deeply Adored, che su di me è un rosso intenso, può risultare un po' retrò.

Il Kiko 608 è un bel rosso, leggermente attenuato ma comunque vivo e luminoso, eppure non si direbbe da questa foto: rispetto a Ruby woo (il rosso più acceso del creato), la nota grigia si nota così tanto da sembrare un color melograno. Ciò fu classificato da Itten come Contrasto di Qualità: i colori insaturi risultano spenti se affiancati da colori saturi. Ciò si può verificare anche sulle persone se queste indossano colori bold senza una tavolozza naturale particolarmente satura, così la brillantezza del rossetto getta una luce grigia al viso.


Fucsia freddo vs fucsia caldo: Show Orchid e Party Parrot
Fucsia scuro vs fucsia chiaro: Ultramarine pink e Mousse framboise
Fucsia acceso vs fucsia meno saturo: Candy Yum Yum e Inglot 419

Stesso fenomeno avviene confrontando opposte tipologie di fucsia (come quelli nella foto in alto), in particolare nella prima coppia vediamo il Contrasto di freddo e caldo che fa sembrare Party Parrot praticamente arancio. Ciò avviene anche sul viso: un rossetto troppo freddo tira fuori il giallo dalla pelle, uno troppo caldo il grigio e il ciano.
Se in profumeria iniziate a swatchare insieme le varie tonalità di scuri o di nude noterete che anche questi possono essere classificati così come ho fatto per i rossi e i fucsia.

Questo mio discorso non vuole limitare la libertà di scegliere il proprio make up, oggi giorno le donne scelgono frequentemente di liberarsi dall'obbligo di essere "perfette" e puntano a mettere in mostra aspetti della propria identità piuttosto che valorizzarsi secondo i canoni del gusto corrente. L'ombretto ed il rossetto smettono di essere make up e diventano accessorio, qualcosa che sottolineando il look comunica un lato della persona che lo indossa. Anche questa è una forma di bellezza.
Se invece vogliamo valorizzare il viso in senso classico queste nozioni fondamentali di teoria del colore vanno tenute presenti. Secondo le regole del trucco beauty correttivo il make up non deve creare contrasti, tutto ciò che contrasta appesantisce, invecchia e ingrigisce. Per contrasto, a livello cromatico, si intendono tonalità che stridono con i colori personali. Si tende, per grandi linee, ad identificare persone intense che riescono a portare colori forti (la gamma dei profondi) senza creare contrasto e che al contrario risultano slavate da tinte troppo tenui. E invece persone che sono tanto diafane che hanno bisogno di colori pastello per evitare il contrasto. O ancora chi ha bisogno di tinte vivaci per evitare che la pelle risulti spenta e chi al contrario con tanto colore perde eleganza e luminosità.


Qui vediamo l'effetto di un rossetto troppo scuro e desaturato (foto a destra) su un viso naturalmente luminoso come quello di Rose McGowan: A sinistra, nonostante porti un rossetto praticamente fluo, appare fresca e luminosa, a destra no. Può scegliere un rossetto del genere solo se ha voglia di apparire un po' retrò o vagamente goth, non per valorizzarsi.



C'è chi invece, al contrario, con colori troppo accesi perde luminosità e morbidezza nei tratti.


O ancora, donne che hanno bisogno di colori scuri e corposi per mettere in mostra la loro bellezza, e farebbero meglio ad evitare ciò che è troppo pastello.


Perchè mortificare una favolosa carnagione dorata con colori troppo freddi (foto a sinistra) rischiando di apparire gialle? Evitare il contrasto caldo/freddo permette un aspetto molto più sano ed elegante.


E' un discorso ovviamente molto generico che non risponde alla domanda "sono bionda, ho gli occhi verdi, che rossetto compro?" ma che vuole spronarvi ad osservare bene i colori dei cosmetici, quelli del vostro viso e metterli a confronto per capire come si trasformano e che effetto hanno sull'incarnato. Perchè non tutto può starci bene, nessuna donna è un camaleonte e se si possono fare acquisti consapevoli diventa anche più semplice evitare un accumulo di prodotti che rischia di fare ragnatele in un cassetto. Non posso nemmeno indicarvi dei colori stanno bene su tutte perchè effettivamente non esistono, diciamo che i colori pastello (ovvero desaturati in bianco) mal combaciano con l'incarnato mediterraneo e armonizzano con tipologie di volti più comuni nei paesi anglosassoni. Solo una piccola fetta della popolazione riesce a portare bene colori a massima saturazione, quindi i rossi e i rosati stemperati da un tocco di grigio, nero o marrone sono da considerarsi i colori un po' più democratici fra le donne del nostro paese. Ma questo è solo un discorso astratto, concretamente ogni donna è diversa e dovrà imparare da sola qual è il suo punto di profondità, di saturazione e di calore.



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14 commenti :

  1. Questo è davvero un post interessante. Ce ne fossero di blogger competenti come te! Complimenti.

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  2. Questo è uno dei post più interessanti e scritti bene che io abbia mai letto.
    Per me è un periodo cosmeticamente strano ,non mi vedo più con colori che uso da sempre e me ne sono fatta un cruccio per un bel pó, arrivando spesso a rinunciare a truccarmi in modo completo (lasciando da parte i roissetti o limitandomi a base e mascara) ,ma col tempo forse ho capito che è inutile farsene una fissa,forse siamo noi che cambiamo,forse sono periodi della vita in cui mutiamo dentro e non ci riconosciamo fuori,e che quello che prima ci dava sicurezze non è che un limite.
    Questo post invece mi ha tolto tanti dubbi sulle tante differenze che ci sono e che spesso non riesco a capire bene☺
    Davvero complimenti Annalisa,bravissima come sempre!

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  3. Post completissimo e chiarissimo da leggere con carta e penna alla mano! Complimenti
    Ci ho capito qualcosa di più, grazie! :*

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  4. Molto interessante :) complimenti!

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  5. Post molto interessante ed utile Annalisa, lo salvo nelle note per utilizzarlo come linea guida!
    Peccato che non siamo donne "camaleonte"...sarebbe divertente riuscire a portare qualsiasi colore!

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  6. Adoro questo post, lo condivido subito su Fb. Un po' di chiarezza non guasta mai.

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  7. Io praticamente in materia sono totalmente ignorante (lo ammetto), ma con questo post mi hai stravolta... wow! Cioè leggendoti ho capito cose che in anni non sono riuscita a fissare U_U cioè a grandi linee sì, ma ora mi è tutto molto più chiaro! Grazie mille

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  8. Ho condiviso l'articolo sulla mia pagina, l'ho trovato veramente utile e se dovessi cimentarmi nella produzione di rossetti, qui avrei sicuramente un sacco di dritte utilissime. Veramente grazie mille per il post!

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  9. post utilissimo, e già lo sai.
    Un paio degli esempi che hai scelto son roba raccapricciante da guardare, eppure specie JLo l'ho vista additare come buon look anche da persone che fanno belle cose e mi chiedo come mai...

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  10. Ciao, davvero un bel post. Penso di capire meglio come mai alcuni rossetti mi invecchiano e non mi donano affatto. Devo rassegnarmi che i rossetti troppo scuri (cioè con del marrone o del nero all'interno) cozzano troppo con la mia carnagione e i miei colori delicati...

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  11. Hai fatto davvero un gran bel lavoro, complimenti! Me lo sono salvato, così potrò attingerci facilmente in futuro :)

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  12. Interessantissimo post, me lo sono salvato tra i preferiti di Bloglovin' per rileggerlo e rileggerlo in modo da imparare al meglio :)

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  13. Mi piacciono moltissimo questi post perchè, oltre a chiarire molti dubbi, aprono la mente a molte ragazze. Mi piacerebbe molto avvicinarmi all'armocromia, ma nel modo in cui hai fatto tu (o Camilla), senza pretese con una mente aperta e pronta ad imparare, come d'altronde bisognerebbe fare con ogni disciplina o teoria. Poi lavorando con programmi di design ed illustrazione ho a che fare con i colori praticamente ogni giorno, per cui sono ancora più curiosa :D

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  14. ancora nn lo avevo letto questo *-* stupendo!

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