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venerdì 3 luglio 2015

Iscriversi ad una scuola trucco: si, no, perché.

22 comments
Carla Belloni, docente di Romeur Academy
Come promesso, vi parlerò della mia esperienza come studentessa di make up, ovvero il percorso che ho affrontato per diventare make up artist. So bene che è un argomento che interessa a molte, chi sogna di diventare mua è sempre combattuto su che strada scegliere e ci si pone una serie di domande di non facile risposta. Inizio quindi sciogliendo alcuni dubbi fondamentali, basandomi su cosa mi viene chiesto più spesso al riguardo.

Vale la pena frequentare una scuola o posso lavorare anche da autodidatta?
Non è d'obbligo essere diplomate come truccatrice. Il discorso sarebbe lungo e complesso, ma riassumo dicendo che per la legge italiana si può essere assunti come mua senza essere dotati di alcun titolo. Mentre esercitare in proprio non è regolamentato, ne per chi ha il titolo ne per chi non lo ha.
Però frequentare un corso è necessario. Inutile tirare in ballo affermazioni del tipo "Pat McGrath è autodidatta", perchè i tempi oggi sono totalmente cambiati: quello del makeup artist non è più un lavoro di nicchia, ogni anno l'Italia sforna migliaia di truccatori diplomati ed è normale che durante un colloquio venga chiesto "che scuola hai frequentato?", immaginerete che rispondendo "nessuna, sono autodidatta" si perdono 10 punti e si lascia spazio ai concorrenti. Anzi, in verità alcune grandi aziende come Mac o Kiko ormai, da qualche tempo, nemmeno fanno colloqui a chi è sprovvisto di attestato. Senza contare che le commissioni prestigiose (set di cinema e foto importanti, sfilate di alta moda, tv ecc) sono nelle mani dei docenti delle accademie più famose, e sono questi che indirizzano i ragazzi più dotati al lavoro. Chi è fuori da questo circolo difficilmente avrà modo di accedere a questi incarichi.
Questa è la motivazione che riguarda gli aspetti più formali, ma in verità mi fa sorridere che qualcuno si senta così bravo da pensare di poter fare a meno di studiare. Certo esistono straordinari talenti innati, non lo metto in dubbio, ma si tratta di un caso su mille e per tutti gli altri ci vuole studio e serio esercizio. Di solito chi afferma "ma io ho già una buona mano" non sa cosa voglia dire truccare per mestiere e farlo bene, se ne renderà conto solo dopo aver frequentato un'accademia ;)
Insomma è fuori discussione che il titolo, se davvero volete fare questo mestiere, abbia un'importanza determinante e mi fa rabbia che alcuni personaggi, molto famosi fra appassionate e non, sostengano invece che per imparare a truccare bastano i tutorial di youtube, evidentemente quando una fa soldi a palate fra tv, pubblicità e partnership col Tubo dimentica completamente cosa significa essere una truccatrice...
Certo, diventiamo truccatori con i tutorial...
Sono utili anche i corsi brevi o è meglio puntare direttamente a quelli lunghi (e costosi)?
Dipende quanto brevi. Inutile prenderci in giro: nessuno esce truccatore da un corso che dura tre o cinque lezioni. Frequentare un corso del genere è una grande perdita di soldi e tempo perchè in così poche ore è impossibile che vengano spiegati tutti i concetti da imparare e non vi è nemmeno il tempo per sviluppare una manualità. Un corso che dura così poco può essere utile se si tratta di un master specifico, tipo aerografo, pelli senescenti o camouflage, ma non quando si pretende di spiegare tutto ciò che riguarda anche solo il beauty. Diciamo che un corso utile dura almeno 120 ore e costa circa 2000€, ovviamente non sarà mai un corso completo e offrirà poco tempo alle esercitazioni ma lo ritengo comunque formativo, anche se solo chi ha già una forte predisposizione naturale sarà pronto ad affrontare il mondo del lavoro dopo questo genere di corso, le altre dovranno esercitarsi per un periodo da sole. L'ideale sono i corsi regionali, da almeno 500 ore, che offrono un'infarinatura di tutte le discipline e ampia possibilità di esercitarsi, così che anche chi inizialmente aveva più difficoltà arriva poi ad ottenere risultati di qualità. Infine, mi spiace sottolinearlo ma una scuola che offre tanto costa tanto, una scuola che costa poco offre poco, è una regola universale.

Come riconosco una scuola valida?
Prima di iscriversi bisogna informarsi tanto. Non troverete mai un coro di recensioni positive, ogni allievo ha un impatto personale con la scuola ed è ovvio che chi non è riuscito ad ottenere ciò che sperava tenderà a lamentarsi, anche quando magari la responsabilità non è della scuola. Dovete informarvi soprattutto su altri aspetti: offrono un kit? E se si, da cosa è composto? Più prodotti ci sono nel kit e meno ne avrete da comprare, e badate che siano di un marchio prestigioso. Ci sono opportunità di stage durante l'anno? Gli stage offrono modo di misurarsi subito con il mondo del lavoro, è un'occasione per fare pratica ed esperienza di un'importanza cruciale: più ne fate e più vi ritroverete preparati a fine corso, se non ne fate vi ritroverete mua sulla carta ma con ancora tanta strada da fare. Se poi gli stage offrono modo di lavorare con la tv, l'alta moda o il cinema è chiaro che daranno una marcia in più anche al vostro curriculum. Vi è la possibilità di fotografare in modo professionale i propri lavori, al fine di creare un portfolio? Anche questo è un aspetto importantissimo. Una  volta uscite dalla scuola voi vi presenterete ai clienti e alle aziende attraverso le foto dei vostri lavori, se non le avete è difficile che veniate prese in considerazione. Certo potete scattare foto amatoriali ma nulla valorizza il trucco come le luci e l'obiettivo di un fotografo professionista. Avere un book di alto livello è un biglietto da visita che potrà darvi grande risalto. Offrono la possibilità di ottenere sconti studenti? Sembra una sciocchezza ma non lo è, dovrete comprare molti prodotti per ampliare il vostro kit e con una Student Card di Mac potrete acquistare prodotti di alta qualità a prezzi piuttosto democratici.
Infine, io guarderei le pagine fb delle accademie per vedere i lavori migliori degli studenti ed esaminare se vengono realizzate cose di qualità. Esempio: non mi iscriverei mai ad una scuola dove vengono mostrati con orgoglio trucchi sposa con ombretto bianco perla, riga di eyeliner lunga un metro e ciglia finte a nastro, poichè ciò mi farebbe pensare che chi insegna ha scarsa conoscenza delle regole del trucco fotografico e della sobria eleganza che un abito nuziale richiede.

E' un investimento buono per il futuro o le opportunità di lavoro sono poche?
Come succede per quasi tutti i rami di studio in questo periodo di crisi, non vi è garanzia di lavorare con tale costanza da potersi mantenere. Certo il mercato della bellezza è in espansione, ma la concorrenza è tanta e perciò può essere un buon investimento se avete volontà, capacità e se sarete bravi nel vendere la vostra professione. Va comunque tenuto presente che prima di diventare truccatrici professioniste va fatto un certo periodo di gavetta, ovvero lavorare gratis. Questo non significa che se arriva la sposa o la ragazza che vuole essere truccata per una festa voi dobbiate farlo gratis, assolutamente no! e nemmeno se un fotografo a caso deve fare un ritratto di famiglia. Ricordate l'importanza del portfolio e degli stage che ho menzionato prima? Ecco, il senso è quello. Si lavora in TFC/TFP (Time for curriculum/portfolio) per maturare esperienza con grandi nomi del settore o per ottenere fotografie di alta qualità, per realizzare progetti in collaborazione con fotografi, stylist e modelle che lavorano anche loro solo allo scopo di ottenere del materiale che mostri al mondo la loro bravura. Ovviamente tutto ha una fine, quando avrete abbastanza materiale e un curriculum degno di nota potrete dire basta a questa gavetta, ma non aspettatevi di guadagnare subito e mettete in preventivo un tempo di formazione ed esercizio anche dopo esservi diplomate.

Ho la stoffa per diventare truccatrice o forse sono solo un'appassionata?
Ah, e chi lo può dire! Durante l'anno accademico ho visto persone imbranatissime arrivare a fare belle cose, altre che sembravano brave fare pochi e lenti progressi. Nel make up una predisposizione naturale conta, è inutile negarlo, e chi ce l'ha può volare molto in alto, questo però è vero sulla carta e la realtà qualche volta è un po' diversa. E anche la passione da sola non basta. Ho visto grandi collezioniste di trucchi, sempre informate sulle nuove uscite in profumeria, fare molta fatica a seguire il lato tecnico del make up, o a fare cose diverse da quelle che a loro piace fare. Altre ancora hanno difficoltà ad instaurare un clima di stima e fiducia con docenti e clienti in quanto sono caratterialmente timide e insicure, non lavorano sui loro blocchi e finiscono per venir penalizzate.
Insomma bisogna partire dal presupposto che il magico mondo del make up non è tutto gioie e rossetti, è un lavoro vero e proprio e in quanto tale ha le sue noie. Sapete quanto è entusiasmante fare la base sulla pelle acneica? O dover truccare una donna anziana evitando che crepi tutto? Cercare di convincere una sposa che il trucco arabic non è adatto al suo abito e al suo occhio infossato e cadente? Fare in un giorno 10 trucchi nude/invisibili per i book delle modelle? Alzarsi alle 6 del mattino per uno shooting uomo? Inoltre tenete presente che il trucco è creatività, innovazione, per cui dovrete fare sempre ricerche, informarvi ed essere in grado di reinterpretare in modo personale i trend del momento. Essere capace di fare anche una caratterizzazione teatrale, una riproduzione filologica di un trucco d'epoca, una ferita o un'ustione, costruirsi una calotta, dipingere sul viso e passare ore a disegnare decine di Face Chart, nella speranza di creare un progetto originale ed accattivante. Ovvio che fuori dall'accademia tenderete poi a scegliere solo ciò che è nelle vostre corde, ma un professionista deve avere una buona infarinatura di tutto ed essere pronto a qualsiasi richiesta.

Solo chi mostra la capacità di dare il mille per mille sarà considerato un vero make up artist e premiato, gli altri saranno persone con un attestato fra le mani, magari ottenuto presso scuole importanti, ma incapaci di metterlo a frutto. In tanti sceglieranno poi di fare altro nella vita.

Ho scritto un papiro e perciò mi fermo qui. La prossima volta entrerò nello specifico e parlerò della mia esperienza personale e dell'accademia in cui ho studiato, la Romeur Academy. Intanto se avete delle domande o delle perplessità ne possiamo parlare nei commenti ;)

A presto ^_^

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22 commenti :

  1. Beh, altro che papiro hai scritto tutto ciò che abbiamo bisogno di capire. =)
    Sei una persona splendida e mi sono sempre piaciuti i tuoi lavori anche quando non facevi ancora la scuola (?). O al meno ho saputo da qualche tempo fa! ^_^
    Dovrei perdere la paura di truccare, e dovrei veramente frequentare una scuola, perché solo così perdo la paura di sbagliare, di applicare l'eyeliner su altre persone (non che io trucchi altre persone ^^ ma qualche amiche sì), insomma...imparare di più su tutto che questo mondo trucchi ha da offrirci. =) Sono molto bloccata e lenta ^^ forse sono due cose che mi impediscono di imparare sempre di più. Pazienza ne ho poca, ma col make up ne ho da vendere. 'unico difetto più grosso che ho è la mia mente chiusa. -.-" Mi stufo subito di una cosa, e non insisto molto nel errore, quindi non imparo. =(
    Comunque diventa un MUA non è per tutti. E vedo di ragazze certificate qui in giro, che...onestamente, trucco meglio io che sono solo una povera appassionata. xD

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  2. questo è un post che mi ha fatto pensare un sacco a come l'approccio tra la passione e la realtà sia sempre diverso e a quanto si tenda a sottovalutarlo.
    Ha un approccio molto schietto, ed è un gran pregio perché non serve a niente fantasticare quando dall'altra parte hai una persona e devi truccarla... specie se lo fai per lavoro salvo casi particolari (trucco sposa e poco altro) non hai neanche fatto prove, per cui l'approccio deve essere buona la prima, non è che hai alternative.
    E troppe persone pensano ancora che truccare se stesse sia abbastanza... per non parlar del fatto che comunque se fai errori e nessuno te li fa notare come fai a capirli?

    insomma, la cosa è complessa a dir poco.

    Son curiosa della seconda parte sulla tua scuola :D

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  3. Mmmh onestamente non sono convinta. Dopo aver studiato arte e design ho capito che quando si lavora in ambiti per così dire "creativi" è scorretto parlare di vere e proprie regole. Si possono realizzare buoni lavori sia seguendo le regole classiche sia mettendole in discussione. Vale la pena fare una scuola che punta ad insegnare un mestiere "creativo" solo quando i professori sono molto aperti e indirizzano le personali inclinazioni dell'allievo senza ammazzarle. Spesso i professori tendono a condizionare molto gli allievi col loro gusto personale imponendo regole che fanno più danni che altro. Tuttavia riconosco che in un ambito complesso come il design è comunque utile frequentare un'università o una scuola perché ci sono un'infinità di cose da sapere, anche se molti professionisti lavorano comunque. Nel caso del make up perdonami, ma non credo che valga lo stesso. Soprattutto tenendo conto del fatto che in Italia siamo parecchio indietro in questo campo. Non sottovaluterei i tutorial di Youtube, delle professioniste come le Pixiwoo hanno sicuramente molto di più da trasmettere rispetto a gran parte degli insegnanti italiani, vedo moltissime mua con il loro bell'attestato ma che non sono assolutamente in grado di truccare. Personalmente se volessi lavorare col make up lascerei perdere scuole e corsi vari e mi eserciterei instancabilmente, poi aprirei un canale Youtube in inglese gestito in modo professionale, che credo possa offrire dei vantaggi non indifferenti sia come soddisfazione professionale che a livello remunerativo, e mi creerei il mio giro di clienti senza puntare per forza alle sfilate di alta moda o alla tv. Così potrei fare quello che più mi piace senza inutili pressioni, gestendo i miei tempi e avendo la possibilità di fare in parallelo anche un secondo lavoro. Tramite internet ci si può creare facilmente un nome, cito la famosa Clio make up, sicuramente non è un granché come mua, eppure grazie alla sua popolarità ha avuto comunque modo di lavorare per importanti sfilate.

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    1. Mia cara anonima, mi amareggia molto vedere persone come te che, evidentemente poco competenti della materia, parlano e sminuiscono il lavoro di un truccatore.

      Innanzitutto il lavoro del truccatore non è solo estro e creatività, ma anche regole. Tu che hai studiato arte (io sono laureata in storia dell'arte e ho fatto liceo artistico) dovresti sapere che tutti i grandi artisti, anche quelli famosi per aver sovvertito le regole, partono da un grande bagaglio culturale: tutti hanno fatto pratica osservando i grandi classici, visitando città d'arte, facendo bozze dai reperti archeologici. Non c'è creatività senza conoscenza: tutto quello che noi creiamo, sia in ambito umanistico che scientifico, è frutto di un susseguirsi di cose che sono entrate nel tempo a far parte di noi: non ci sarebbe stato Giotto senza Cimabue, ne gli impressionisti senza Constable, e addirittura ne Caravaggio senza l'arte greca. Questo significa che il vero artista, o il vero make up artist, può sovvertire le regole ma farlo solo ed esclusivamente con consapevolezza, altrimenti escono fuori le pecionate che si vedono in giro per il web. E essere creativo è una dote importante di un truccatore ma non meno della tecnica: tu sai cos’è un trucco correttivo? Lo sai che è molto richiesto ma pochi lo sanno fare? Credi sia facile? Informati. E lo sai che nella mia accademia ci sono ben 4 docenti diversi, uno che si dedica alla tecnica e gli altri tre al lato creativo? Fatti un giro sulla pagina Romeur Academy, e vedi. Hai davvero la presunzione di credere che dietro al lavoro di designer ci sia necessità di studio e pratica mentre per il truccatore no? Ribadisco, è palese che sei ignorante in materia (e non è strano, anch’io sono ignorante in tante cose) ma non mi va giù questa saccenza.

      Le Pixiwoo sono interessanti come idee, ma come si fa a pensare che guardando loro impari a truccare, ma scherzi? Salvo rarissime eccezioni truccano sempre loro stesse, non mostrano mai come si corregge un viso, mi spieghi in base allo studio delle pixiwoo, di grazia, come impari a truccare un viso maturo? O una pelle grassa/secca? O a correggere un occhio infossato? O ad individuare la forma di labbra giusta per un viso? O a fare una caratterizzazione teatrale? O a costruire una calotta? E per caso le pixiwoo ti correggono anche quando fai un errore madornale? Te lo dico per esperienza vissuta: si commettono un mare di errori truccando e solo dopo mesi di rimproveri si arriva a correggersi, anche quando si parte da una buona manualità. Te lo dico io che truccavo da autodidatta da molti anni e ora mi vergogno dei miei lavori passati. E io non mi permetterei mai di truccare una sposa per il suo gran giorno, farmi pagare e poi farle un trucco coi piedi, questa è grande scorrettezza e superficialità.
      Tu vorresti affrontare questo lavoro come una specie di part time, impegnandosi poco e completandolo con un altro lavoro magari più stabile. C’è invece chi punta più in alto e grazie a Dio alla qualità ci crede ancora. Pensi che sia normale farsi un nome attraverso il tubo? Allora ci sta pure che se Willwoosh fa l’attore (recitando da cani) chiudano le scuole di cinema perché tanto a che servono, no? Tanto oggi il nome te lo fai sul tubo…
      E prima di sputare sui make up artist italiani ti inviterei a fare una ricerca su Michele Magnani e Francesca Tolot. La prossima volta attiva il cervello prima di commentare.

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    2. Scusami ma non capisco tutta questa rabbia, davvero ingiustificata, tanto che sei arrivata a postare questo mio messaggio sulla tua pagina facebook. Non mi pare di aver insultato né sminuito nessuno, ho solo espresso il mio parere. Si parlava di un argomento per me interessante e ho voluto scrivere la mia opinione, se per te non esiste il confronto puoi disabilitare lo spazio commenti. :) Preciso che sto commentando come Anonimo è solamente perché per commentare uso sempre il mio account Disqus, che qui non è disponibile. Cara Make up Pleasure, non sto dicendo che essere mua è un lavoro inferiore e più semplice rispetto ad essere designer, semplicemente nel campo del design certe conoscenze sono fondamentali per progettare artefatti funzionali, cosa che, permettimi, non sussiste nel lavoro di mua. Non è che se sbagli qualcosa fai cascare la faccia alla tua modella, semplicemente eseguirai un make up non correttivo. Tu stessa hai citato Pat McGrath, che stando al tuo discorso dovrebbe essere uno scherzo della natura. Hai mai pensato che magari una persona potrebbe non essere sicura di spendere migliaia di euro in una scuola di make up, e magari le viene più semplice farsi una cultura sui libri e migliorare col continuo esercizio? O forse che non tutti sono interessati al make up correttivo? Che non è il solo tipo di make up esistente? Se una ragazza è appassionata ad un determinato stile, e ha la possibilità di guadagnare facendo ciò che più le piace senza trovarsi costretta a realizzare make up che non le piacciono, perché non farlo? Direi che la vera saccenza è ignorare le potenzialità nel web e considerarsi superiori sulla base di un attestato. Credi che gestire un canale youtube non richieda serietà e molto lavoro, e non dia soddisfazioni? Ciò di cui parli non è l'unico modo per fare del make up un lavoro. Non per forza ciò che va bene per te deve andare bene anche per gli altri. Vorrei farti notare che sulla pagina facebook della tua accademia sono state postate anche immagini di un make up di una ragazza che personalmente trovo molto talentuosa, e indovina un po', è autodidatta. Se hai avuto la fortuna di frequentare una scuola con degli ottimi insegnanti che ti hanno trasmesso tanto sono contenta per te, ma scendi dal tuo piedistallo e impara a rispettare le opinioni altrui.

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    3. Se tu non fossi stata la qualunquista arrogante che sei non avresti scritto un simile papiro di stronzate. Io non rispetto la tua opinione perché è carica di ignoranza e lede il mio lavoro. La libertà di parola finisce lì dove si offendono le persone, e tu hai offeso un'intera professione e avresti fatto bene a tacere.
      Nessuno è contro youtube, io lo seguo moltissimo e non dubito che sia faticoso gestire un canale, ma come fai a non capire che è diverso dall’essere truccatore? Mi paragoni un mestiere vero e proprio a quello che è solo intrattenimento. Come fai a pensare che il make up possa essere solo creatività o solo correttivo? ci sono un mare di sfaccettature che ti mancano e certo non posso riassumerti ora, proprio perché la mia professione è molto più complessa di quattro righe messe giù, e richiede studio. Ah già, ma io avevo dimenticato che tu di trucco non sai niente e tuttavia parli. E quanto è ridicolo che tu abbia citato la Mcgrath, visto che ho spiegato a chiare lettere che parliamo 1 di tempi ormai passati 2 di un caso che oggi sarebbe eccezionale, e se nella vita vuoi combinare qualcosa di buono ti dai una formazione invece di affidarti alla fortuna.
      E non si può controbattere con l'ignoranza e la stupidità, hai sollevato questioni (come quella del talento o del web) che io ho già ampiamente discusso. Crogiolati nel qualunquismo di chi pensa che ci si può improvvisare a fare le cose, è a causa di gente come te che questo paese è alla deriva e la qualità viene messa da parte a favore della spocchia e del vuoto intrattenimento.

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    4. Ciao anonimo! Scrivi che hai studiato design, ed è una bellissima cosa. Cosa hai studiato? Non è per impicciarmi nei fatti tuoi, ma è una dicitura un po' vaga. Io arrivo dal visual e mi occupo di brand identity, ti posso assicurare che discorsi come i tuoi me li sento dire - quasi - tutti i giorni in studio.
      Un logo? Lo può fare un amico gratis. Una campagna di riposizionamento? Hanno speso meno con l'agenzia che avevano prima, che poi non gli abbia portato mezzo cliente è un dettaglio. Devono gestire i social? Lo fai da casa, figurati se ti devo pure pagare. Devono impaginare un magazine? Lo fai con un programma e dafont in 5 minuti, griglia sconosciuta. Per i servizi fotografici ci rivolgiamo a truccatori professionisti, pensi che se qualcuna di noi fosse in grado di truccare pagheremmo soldi extra? Mi ammazzo di tutorial (che per quello che mi riguarda sono completamente inutili), ho avuto la fortuna di avere qualche consiglio da professionisti, ma MAI truccherei una modella per una campagna, uscirebbe una cagata pazzesca. Ti prego di non scambiare un hobby per una figura professionale, è brutto, irrispettoso e denota un'ottusità che un creativo non dovrebbe avere.
      Il trucco, come ogni altra disciplina applicata, richiede studio e pratica che un tutorial non può dare. "E' scorretto parlare di vere e proprie regole" mi da da pensare, sei seria? Se ci arriva una foto con il contouring sbagliato il poraccio che lavora in post perde ore di lavoro senza motivo. Io della ragazza appassionata a un determinato stile me ne faccio veramente poco, se chiedo un make-up per un evento il truccatore che chiamo mi deve fare un lavoro che si adatti ed integri, anche consigliandomi uno stile che non avevo preso in considerazione. Se abbiamo un evento con ballerini non posso chiamare un amatore, mi serve un make-up fatto come cristo comanda, che regga tutta la performance, sudore smorfie e roba varia, una persona che sia in grado di ritoccare in tempi brevi e che non impazzisca se le modelle sono stronze e si lamentano.
      Non pensare al trucco solo come alla sfilata o alla tizia che consiglia ragazzine, ha mille applicazioni per cui una figura professionale competente è indispensabile. Io non posso affidarmi a un amatore, se il trucco non è fatto bene buco un progetto e non lavoro più.
      E no, non puoi avere uno stile e saper fare solo quello, come un tatuatore non può saper fare solo tradizionali o io non posso ragionare in funzione di Helvetica.
      Aggiusta il tiro e pensa che se le agenzie si rivolgono a professionisti non è per fare gli splendidi, ma è perché forse servono competenze che l'amatore non acquista neanche in anni di pratica (sulla sua faccia, pensa sulle altre).

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  4. oddio ho bisogno di inserirmi per notare una cosa: non c'è disqus presente qui e questo cosa implica, il non potersi firmare?
    Di chi dovremmo rispettare l'opinione, di "Anonimo"?
    Se sei anonimo, e non sei nessuno, allora che rispetto pretendi di avere?
    Firmati e fai sapere chi sei se sei così fiero/a del tuo pensiero, che qua c'è chi ci mette la faccia e la vita ed è ridicolo che dall'altra parte non si faccia altrettanto.

    (quanto al non capire la rabbia... praticamente hai detto che chi si fa delle basi tecniche e teoriche è un fesso che butta soldi, a te piacerebbe essere chiamato/a fesso che butta soldi?
    In effetti su wikipedia ci sono tante voci sulla medicina, ora me le leggo e mi professo medico, in fondo è la potenzialità di internet che vado a sfruttare a mio favore no? XD)

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    1. No ma è inutile continuare ad infierire, si sta parlando con una persona così superficiale che non potrà mai afferrare un concetto che comporti un minimo di riflessione.

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  5. Veramente mi sembra che sia tu quella che sminuisce il lavoro altrui, ti ritieni superiore a Nikkie forse? Perché lei lavora principalmente con Youtube mentre tu lavori per la moda, la fotografia,ecc? Fino a prova contraria un canale Youtube è un lavoro a tutti gli effetti, c'è chi lo fa bene e chi lo fa male come per tutti i lavori. è un lavoro nel campo del make up esattamente come il tuo. Vorrei sottolineare che non ho insultato nessuno eppure mi sento dare dell'ignorante qualunquista, interessante. :)
    Misato non credo che tu possa uccidere qualcuno con un ombretto, forse in una sala operatoria c'è giusto qualche rischio in più.
    D'altronde di questi tempi manca giusto la scuola per diventare fruttivendoli e poi siamo al completo. Ho avuto professori riconosciuti a livello internazionale che dopo aver conseguito la laurea in architettura si sono buttati nel graphic design, questo li rende forse meno competenti?

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    1. Mi sa che non hai capito, se io chiamo la ragazza super brava coi tutorial che mi scazza il make-up per la sfilata/evento/singolo a cui devo fare personal brand, con queste persone non lavorerò mai più e finisco per stracci :D
      Questi lavori si prendono per passa parola, se io ne buco un paio ho finito di lavorare.

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    2. Penso che siamo tutti consapevoli del fatto che uscire da un'accademia trucco non implica essere buone truccatrici. Come ho sottolineato anche nel post (ma la cara anonima ha ignorato) alcune lavorano male ma per fortuna esiste uno strumento chiamato Portfolio, che abbinato al titolo di studio aiuta voi del mestiere a scegliere la truccatrice giusta.
      l'autodidatta, per quanto abbia fatto pratica, rimane carente sotto certi aspetti perché i media si dedicano moltissimo al self make up e pochisso al professionale, che sono due mondi diversi. Esempio: esistono tutorial che spiegano il trucco fotografico? No. Eppure serve e come, non se ne scappa. Basta pensare alle spose...
      e un truccatore, se vuole campare, deve essere pronto a saper fare tutto, co il circoletto di clienti è molto difficile andare avanti. Ma tanto visto che paragonano le nostre competenze a quelle necessarie ad un fruttivendolo è inutile continuare a parlarne, offende e nemmeno se ne accorge

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  6. E qui chiudo, chi vuole vedere il marcio ovunque faccia pure. Non credo di dovermi giustificare per aver espresso un'opinione con educazione, al contrario delle risposte che ho ricevuto. Così come non mi risulta di dovermi firmare con nome, cognome e magari anche biografia per postare un commento in un blog. Vallo a dire a chi grazie a Youtube ha costruito una carriera che il suo non è lavoro ma solo intrattenimento. Alla faccia del qualunquismo!

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    1. Fai bene a girare i tacchi, hai già fatto troppe figuracce qui.

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  7. Anonimo se non sei nessuno il tuo parere non ha valore.
    Se hai il coraggio delle tue idee lo dici chi sei, altrimenti fai pensare che non ti firmi perché quant'è bello sparare a zero dietro a uno schermo, protetti dietro la propria codardia.
    Che tristezza che le valuti così tanto da venirle a esporre ma così poco da dire: "sono le mie e ne vado fiero!"

    ps: Nikkietutorials ha studiato trucco e non lavora solo con Youtube, esempio sbagliato.
    Non scambierei l'autopromozione che viene dall'avere ANCHE un canale Youtube, che è una cosa normalissima e degna di rispetto, con il lavorare esclusivamente su Youtube, che è una cosa degna di rispetto pure quella, ma semplicemente diversa, anche perché molta gente che lavora solo col tubo trucca la propria faccia e basta, ed è tutto un altro mondo, un altro target e altre esigenze.

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    1. Lavora principalmente con Youtube e ha studiato make up solo in un secondo tempo. Comunque se preferisci possiamo parlare di laCindina e AliceLikeAudrey, la seconda ha studiato make up eppure è notevolmente inferiore alla prima.

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    2. Lacindina che sa fare solo circhi?
      Sei patetica. I tuoi prossimi commrnti verranno moderati, mi hai stancata.

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  8. Vorrei dire alla cara anonima di non fare confusione: dubito fortemente che Makeup Pleasure si senta migliore di Nikkie, fidati, semplicemente fanno cose diverse. YouTube è pieno di ragazze che cercano di sfondare in quel senso, ma i nomi che si sentono in giro sono sempre gli stessi, non basta la pratica e guardare altri tutorial. Inoltre, fare i tutorial sul tubo è un lavoro diverso da quello del mua, e se non te ne rendi conto è continui a rimanere sulle tue posizioni senza possibilità di dialogo, beh, mi fai un po' pena. Hanno ragione ad arrabbiarsi, sminuisci un lavoro, banalizzandolo a passatempo

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  9. Immagino questo confronto nel mio campo di lavoro: scuola d'infanzia. Non basta essere diplomate alle magistrali per essere una buona educatrice, ma non basta nemmeno l'amore per i bambjni e avere fatto l'animatrice in parrocchia qualche estate... Quel che mi ha portato a scegliere questa professione e' sicuro la passione, ma poi ho dovuto studiare per farlo seriamente. Mi sembra di aver tradotto il pensiero di Make Up Pleasure...

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  10. Ragazze....un consiglio. Ho letto tutti i vostri discorsi e sto valutando di iscrivermi ad un corso di make up. Sono di Roma ed una delle Accademie più quotate è la Simone Belli Make up Academy e a dir la verità è l'unica che mi ha convinto! Già durante il corso ci danno la possibilità di partecipare a shooting fotografici, set e tanto altro. A dir la verità questa è stata una delle cose che mi spinge verso di loro. Chi di voi la conosce? Aspetto vostri consigli.

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  11. Buon pomeriggio, dopo mille dubbi ho deciso di iscrivermi ad una scuola professionale di make up a Milano e tentare l'impresa di realizzare il mio sogno! Ma ora si apre il dubbio di QUALE SCUOLA SCEGLIERE? Milano é piena di scuole di make up, tra l'altro molte ben quotate. Io vorrei una scuola davvero valida, che mi prepari davvero e che il mio attestato venga riconosciuto come attendibile. Dunque, questa la mia selezione (conta che lavorando posso frequentare solo nel week end) - dimenticavo, ovviamente parto dal corso base di make up:

    La MBA 44 ore di lezione corso base, la MUD 84 ore, la BCM 64, la Fashion Avenue Academy 144. Poi ho trovato la MUA, ma sul sito non ci sono info sugli orari.
    Voi conoscete queste scuole? Quali di queste danno la migliore preparazione e rilasciano un attestato professionalizzante?
    Spero davvero che qualcuno di voi riesca ad aiutarmi a districarmi in questa giungla!
    Grazie in anticipo,

    Step

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  12. Ciao alla fine hai deciso a milano cosa frequentare?

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