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venerdì 17 luglio 2015

Strobing: cos'è, come si realizza e come portarlo

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Tutte ne parlano, è l'argomento make up del momento: lo strobing, questo sconosciuto.

Si tratta di una base mirata principalmente a creare un'effetto molto naturale, la pelle deve sembrare quasi struccata e come perlata da un velo leggerissimo di sudore. In alcuni casi l'effetto è veramente acqua e sapone, in altri invece si punta ad ottenere un effetto bagnato più evidente o ad aggiungere dei punti luce piuttosto shimmer.

Non è una novità, circa due anni fa mi mostrò Michele Magnani delle immagini di make up realizzati con questa tecnica spiegandomi che ormai le basi molto coprenti non vanno più di moda, le foto più belle sono quelle in cui si può apprezzare la grana della pelle e ogni suo singolo poro, le donne più conturbanti quelle che hanno dei lineamenti inusuali: un naso importante, un mento lungo, una dentatura irregolare... E il make up non deve essere portato per essere perfette ma vissuto come un accessorio, qualcosa che ti fa sentire speciale.

Come si ottiene l'effetto strobo?
Con prodotti esclusivamente cremosi, dal finish luminoso. I passaggi sono pochi e piuttosto semplici:

- Per prima cosa idrato il viso, di solito lo faccio utilizzando la Strobe Cream di Mac, una crema che conferisce morbidezza immediata alla pelle e, in virtù della sua leggera perlescenza, lascia un effetto luminoso ma naturale, senza odiosi glitterini.

- Poi applico il fondotinta. La scelta e l'applicazione qui sono d'importanza cruciale: se il fondo è di quelli opacizzanti non va per niente bene. Ne serve uno che sia piuttosto morbido e idratante. L'ideale per me è il Face and Body di Mac, ma in verità torna utile solo quando la modella ha già una pelle praticamente perfetta perchè la coprenza è molto bassa. In verità questo fondotinta risulta più coprente da persona a persona, ho notato che più la pelle e secca più risulta efficace a dare un effetto omogeneo, altrimenti uso miscelarlo con un goccio di fondo più coprente, come lo studio fix fluid di Mac. Ovviamente va fatta molta attenzione a non eccedere, la base deve risultare naturalissima e se vi sembra eccessivamente coprente tamponate con una spugnetta bagnata. Naturale si, ma occhiaie no grazie! completo l'opera con un po'di correttore cremoso.

- Ci vuole un po' di contouring. Eh si, lo strobing non è una tecnica di soli chiari! certo, si basa principalmente sulla lucentezza della pelle e i bagliori dei punti luce, ma un minimo di sculpting ci vuole, ovviamente da realizzarsi esclusivamente con cremosi. Io utilizzo il Dermacolor 11 di Kryolan miscelato abbondantemente con il Face and Body, ma ora desidero tantissimissmo la Lowlight sculpting perfector di Becca, che permette un risultato super naturale e leggero. Anche il fard deve essere cremoso e ben sfumato, i punti luce da realizzare con creme perlescenti apposite (una ottima è il Colour Base Pearl di Mac) o miscelando del pigmento shimmer ma setoso (senza glitter) con una crema. I punti luce vanno picchiettati li dove sul viso la luce batte naturalmente: lunetta zigomo-orbicolare, angolo interno dell'occhio, punta del naso, mento, arco di cupido. Ah, manco a dirlo, la cipria non serve. Al massimo un pochino sulla fronte, ma solo se ne avete una di quelle cotte che opacizzano poco.

- Il resto del trucco deve essere minimal, lo strobing nasce per ottenere look diafani e cozza da morire con make up elaborati: invece di sembrare una ninfa bagnata dalla rugiada rischierete di ottenere l'effetto lercio del sebo e del sudore. NO! Semplicemente definite in modo morbido le sopracciglia, applicate il mascara con un effetto pulito e pettinato, volendo potete aggiungere poca matita marrone sfumata e un tocco di ombretto champagne luminoso. Sulle labbra avete varie opzioni: un rossetto stile mlbb/nude, che esalti il colore delle labbra senza definirle troppo, o un gloss molto sheer o infine giocare di contrasti con labbra bold e opache.





Per accentuare l'effetto diafano, spesso durante le sfilate si utilizzano mascara bianchi o in colori pastello, come il rosa e il celeste, e schiariscono le sopracciglia.

Quindi strobing si o strobing no?
Come sempre nella vita, non esiste una risposte netta e vanno valutati i casi. Certamente va specificato che, come tutte le cose nate in ambito fashion, va preso con le molle: la moda lancia dei trend che presi assoluti sono fini a se stessi, è la moda che alimenta la sua arte e i suoi mood creativi, non contempla la fruibilità da parte della gente "comune". Questi trend però vengono riadattati al gusto e alle esigenze, generando quella che è la moda popolare. Quindi lo strobing nudo e crudo lo ritengo inadatto, specie con questo caldo: tutto si scioglierebbe in poco tempo, fino a creare un unica accozzaglia lucidona. Giocare con i punti luce, alternandoli a zone ben tamponate di cipria, invece può essere un'idea carina ma solo se siete giovanissime e avete una pelle estremamente compatta: niente pori dilatati, niente rughette, niente segni o cicatrici di alcun tipo.

Spero il post possa aver chiarito un po' le idee su questa tecnica, a presto ^_^
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sabato 11 luglio 2015

Prepararsi per uno shooting: consigli ed esperienze personali.

4 comments

Ogni volta che esco di casa per lavorare ad un servizio fotografico parto con un valigione che pesa tonnellate. Io, che avevo un bicipite inesistente, da che faccio la truccatrice mi è venuto un lieve muscoletto a furia di portare il trolley in giro. Ecco, truccare fa bene al corpo e allo spirito :D
E ogni volta che la sollevo mi stupisco di come pesi la mia valigia, a volte mi viene quasi il sospetto che si sia ficcata dentro la mia Camilla Blanche, poi però ci rifletto e mi rendo conto che ogni volta serve veramente tanta roba, perchè bisogna essere sempre pronti a tutto.

Naturalmente, a seconda del tipo di progetto, ogni volta seleziono prodotti diversi, ma spesso sul set si verificano imprevisti: un parrucchiere che non può più venire, una seconda modella da truccare che spunta all'intrasatto, un fotografo che all'improvviso vuole stravolgere il trucco beauty con un tocco fluo, o munirsi di idee alternative perchè ancora vi è confusione sul look che verrà scelto.

Cosa porto con me?



SKINCARE E ACCESSORI
E' sempre bene preparare la pelle prima di truccarla e munirsi di prodotti per struccarla, spesso le modelle si presentano già truccate o hanno esigenza di venir struccate prima di andar via.
Indispensabili sono le salviette struccanti imbevute, utilissime quando si va di fretta. Però, solitamente, tendo a preferire il latte detergente per struccare in quanto le salviette spesso pizzicano un po', elimino poi i residui con un'acqua di rose, che viene sempre molto apprezzata per la freschezza e il profumo. Uso l'acqua di rose anche quando arrivano già struccate, perchè chiude i pori ed elimina eccessi di sebo e sudore. Porto con me anche dell'acqua micellare, per eliminare il trucco più resistente senza dover strofinare e causare rossori. Infine applico una crema idratante leggera e aspetto qualche minuto in modo che si assorba, ne porto una di quelle adatte per pelli miste perchè quelle più corpose non sono adatte per la base trucco. Porto con me sempre dell'acqua termale per eliminare gli eccessi di cipria, la vaporizzo sul viso e la tampono con una velina, ma è utile anche per bagnare gli ombretti. Una crema corpo, torna utile, è antiestetico vedere in foto la ruvidità delle ginocchia, se è una crema bella densa ancora meglio, l'effetto leggermente lucido sul corpo è molto apprezzato.
Non possono mancare dischetti di cotone, forbicine, limesmalti e solvente. Naturalmente evito di portare tanti colori, mi basta un rosa cipria, un bianco lattiginoso, un rosso e un borgogna scuro. Come solvente uso il Remover Gentle di Kiko, che è delicato e lascia un adorabile profumo di uva fragola sulle dita.
Infine ricordate di portare un deodorante, spesso, specie con questo caldo, arrivano persone sudate che sentono l'esigenza di darsi una rinfrescata ed è utile pure alla truccatrice: lavorando a stretto contatto con la gente è bene che la presenza non risulti sgradevole.

PARRUCCO
Il makeup artist deve attrezzarsi anche come acconciatore, ahimè, e saper fare almeno qualcosa di semplice come dei boccoli, una treccia a spina di pesce, una coda ben tirata o uno chignon. Non sempre è richiesto, ma io porto almeno gli essenziali sempre perchè mi è capitato che servissero anche se non mi era stato comunicato: forcine, becchi di cicogna, una piastra (di quelle adatte sia per lisciare sia per i boccoli), un pettine a coda, una spazzola, degli elastici, un mollettone e una lacca.


Alcuni dei miei prodotti essenziali e la mia palette di rossetti in fase di assemblaggio

MAKE UP
Per quanto riguarda i prodotti della base li avete già visti qui, li porto sempre tutti perchè scelgo cosa usare in base in base allo stato della pelle della modella. Riguardo gli ombretti porto sempre con me la mia palette di neutri Mac, un mix di ombretti neve e kryolan attaccatti in una palette Neve, una palettona di coloratissimi Inglot, la Naked 2 di Urban Decay e una selezione di pigmenti shimmer per i trucchi più scenici. Molti mi chiedono "ma perchè ti porti questi colori accesi? non ti serviranno mai", invece si, mi sono serviti spesso. Poi varie tipologie di eyeliner (tutti neri), matite (tutte nere e marroni), 3 matite per sopracciglia, il primer e il mascara. Per le labbra, fortunatamente, ho fatto una palette unica in cui ho sciolto una ventina di rossetti, quasi tutti sul genere nude/mlbb + 3 rossi, due borgogna e un paio di fucsia, inoltre ho i lipmix di mac per creare al momento qualche colore più particolare. Naturalmente primer labbra, una decina di matite e 3 gloss: trasparente, pesca e malva.

Simone, Francesca Testasecca ed io
Simone, Cristina De Pin ed io
Queste foto mostrano un recente shooting per la rivista Dipiù, io e il mio collega Simone Ferraioli siamo stati mandati da Antonio Ciaramella - Timeless Beauty ad occuparci rispettivamente di trucco e parrucco per la soubrette Cristina De Pin e per Miss Italia 2010 Francesca Testasecca.
E' stata un'esperienza molto piacevole in quanto ho lavorato con persone molto cordiali e professionali. Sul trucco mi è stata data un'ampia libertà di scelta, gli unici vincoli erano fare attenzione a non creare un look troppo elaborato, "da sera", e lasciare le labbra piuttosto naturali.
Per Cristina ho scelto un look sobrio e sofisticato, realizzato con un make up beauty correttivo, quindi appositamente studiato per i suoi lineamenti: occhi con leggera ombreggiatura marrone caffè, mirata ad ingrandire e ad allungare l'occhio, guance rosa antico e labbra rosa del deserto, ovvero Velvet teddy di Mac. Per Francesca ho invece preferito un look più romantico: un tenue smokey viola prugna (Fig 1 di Mac) sfumato in rosa malva perlescente, due colori che creano un bel contrasto con il verde acqua dei suoi occhi. Sulle labbra la matita Whirl di Mac ravvivata da un tono rosato trasparente, ovvero Angel di Mac. Siccome c'era un caldo torrido, ho scelto per entrambe il fondotinta HD di Make up Forever, poichè risulta leggero sulla pelle e ha un discreto potere opacizzante, oltre ad essere perfetto per la resa fotografica.




In shooting come questi, dove il trucco è piuttosto basic e non di lunga realizzazione (come può essere invece un trucco fantasy o teatrale), la sola (e grande) difficoltà è quella di capire subito non solo come dare risalto al viso della modella ma anche riuscire ad analizzare un po' il suo gusto, il suo carattere, in modo da creare un look che non sia solo valorizzante ma anche in linea con l'identità di chi lo indossa, facendola sentire a suo agio oltre che bella. In questa occasione sono certa di esserci riuscita, Francesca, Cristina e tutto lo staff sono stati contentissimi del lavoro che svolto, cosa che mi incoraggia molto a combattere le mie insicurezze e ad andare avanti in questo percorso di mua che ho appena iniziato.
Prossimamente vi parlerò invece di come mi preparo per lavori di stampo creativo.

A presto  ^_^
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venerdì 10 luglio 2015

Collezione Butterfly Valley di Nabla Cosmetics

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Nabla Cosmetics ha presentato una nuova collezione, la Butterfly Valley, che prende ispirazione dal mondo delle fate. E' composta da 10 pezzi, 8 ombretti e due rossetti. Vi mostro i prodotti che ho ricevuto dall'azienda a scopo valutativo:


Lilac wonder e Pegasus su base nera

LILAC WONDER: è un viola ciclamino con riflesso cangiante in indaco/azzuro, ricorda molto Stars and Rockets di Mac. E' un ombretto che nasce appositamente per arricchire di riflessi una base colorata da altri ombretti o matite, perciò non ha una grande coprenza, usato da solo va costruito o bagnato per ottenere un colore pieno.

BABYLON: è un verde petrolio shimmer, pensavo di avere toni simili a casa e invece non ne avevo. E' piuttosto scuro e intenso, si presta magnificamente per uno smokey o abbinato ad un punto luce.

PEGASUS: è un doratino/shampagne con duochrome lilla. Avevo grandi aspettative per quest'ombretto, che speravo somigliasse ad Oro Lilla di Neve, e invece ne sono rimasta un po' delusa: la componente duochrome non si nota molto, anzi su basi colorate sparisce del tutto. Insomma sembra un normale ombretto champagne.

MOONRISE: grigio scuro violaceo. La componente viola non si nota moltissimo ma basta per dare brio alla base grigia e ne viene fuori un tono bellissimo. Abbinato ad un ombretto nero è perfetto per lo smokey.


Il rossetto che ho ricevuto è il Diva Crime Beverly, un rosso con una punta di lampone. Luminoso ma senza essere troppo brillante, intenso senza essere scuro, lamponoso ma neutro abbastanza da poter armonizzare anche su incarnati dal sottotono caldo. Ha una bella scorrevolezza e un colore pieno e opaco.


Questo trucco l'ho realizzato usando lilac wonder, assoluto e su base di matita nera. Sulle labbra Beverly.

Fra i prodotti che ho ricevuto mi sono piaciuti molto il rossetto Beverly e l'ombretto Moonrise, presto acquisterò anche il rossetto Balkis (non per me, lo scioglierò nella mia palette da lavoro) e gli ombretti Peach velvet (utilissimo per dare luminosità alle sfumature) e Wild Side. Invece credo che si poteva fare di meglio con pegasus, in quanto poco duochrome, e con Lilac Wonder, in quanto meno intenso rispetto a suoi simili come Stars and Rockets di Mac o Stregatto di Neve Cosmetics.

A voi cosa piace di questa collezione?
A presto ^_^
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domenica 5 luglio 2015

Gothic doll make up

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Un pomeriggio non avevo nulla da fare e ho cominciato a truccarmi facendo cose a caso. Ne è uscito un look semplice, veloce e adatto a tutte le occasioni *credici*


In realtà ero partita semplicemente col provare a fare un trucco che ingrandisse gli occhi, magari un po' teatrale ma ancora portabile per la popolazione media. Però poi mi sono lasciata prendere molto la mano e ho deciso di trasformarlo in un trucco bambola, una bambola non proprio rassicurante e per questo la definirò in modo molto mainstream come "gotica"


Non è complesso ed elaborato come sembra, in realtà ho impiegato circa mezz'ora. Per prima cosa ho sfumato un matitone bianco su tutta la zona oculare (Milk di Nyx) e poi con un eyeliner in crema (Chromaline black black di Mac) ho colorato di nero tutta la palpebra mobile e mi sono allungat a verso l'esterno creando una sagoma ad onda. Ho lasciato uno spazio bianco e poi con una matita nera ho creato un'ombreggiatura, sia sulla palpebra fissa sia sotto la rima inferiore dell'occhio, un'ombreggiatura non propriamente grafica ma ben definita. Con la palette Electric di Urban Decay ho poi creato un chiaro scuro fra il viola e il fucsia, andando verso il sopracciglio e lo zigomo. Dato che mi sembrava poco, ho deciso che andavano applicate delle ciglia finte, ma solo sotto perchè non volevo esagerare, in fondo la sobrietà qui è di casa. E giusto una ritoccatina alle sopracciglia.
Ho sfumato marrone freddo e fard creando guance a pomello (Taupe di Nyx e Azalea Blossom di Mac) e ho applicato sulle labbra prima la matita Vino di Mac (strabordando come se non vi fosse domani) e poi il rossetto Hang up di Mac.

Poi mi sono fatta due codini, mi sono messo un gonnellone di tulle nero e sono andata ad Harajuku per fare shopping sulla Takeshita Dori, dove tutto è normalità.

Il senso di questo trucco? non so, magari se siete fotografi/stylist/truccatori/modelle potreste prenderne spunto per un editoriale, o sfoggiarlo ad halloween/carnevale. O farci shopping sulla Takeshita, of course. Ah, magari anche alle Drag queen può piacere, io e loro abbiamo lo stesso gusto in fatto di make up <3

A presto ^_^
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venerdì 3 luglio 2015

Iscriversi ad una scuola trucco: si, no, perché.

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Carla Belloni, docente di Romeur Academy
Come promesso, vi parlerò della mia esperienza come studentessa di make up, ovvero il percorso che ho affrontato per diventare make up artist. So bene che è un argomento che interessa a molte, chi sogna di diventare mua è sempre combattuto su che strada scegliere e ci si pone una serie di domande di non facile risposta. Inizio quindi sciogliendo alcuni dubbi fondamentali, basandomi su cosa mi viene chiesto più spesso al riguardo.

Vale la pena frequentare una scuola o posso lavorare anche da autodidatta?
Non è d'obbligo essere diplomate come truccatrice. Il discorso sarebbe lungo e complesso, ma riassumo dicendo che per la legge italiana si può essere assunti come mua senza essere dotati di alcun titolo. Mentre esercitare in proprio non è regolamentato, ne per chi ha il titolo ne per chi non lo ha.
Però frequentare un corso è necessario. Inutile tirare in ballo affermazioni del tipo "Pat McGrath è autodidatta", perchè i tempi oggi sono totalmente cambiati: quello del makeup artist non è più un lavoro di nicchia, ogni anno l'Italia sforna migliaia di truccatori diplomati ed è normale che durante un colloquio venga chiesto "che scuola hai frequentato?", immaginerete che rispondendo "nessuna, sono autodidatta" si perdono 10 punti e si lascia spazio ai concorrenti. Anzi, in verità alcune grandi aziende come Mac o Kiko ormai, da qualche tempo, nemmeno fanno colloqui a chi è sprovvisto di attestato. Senza contare che le commissioni prestigiose (set di cinema e foto importanti, sfilate di alta moda, tv ecc) sono nelle mani dei docenti delle accademie più famose, e sono questi che indirizzano i ragazzi più dotati al lavoro. Chi è fuori da questo circolo difficilmente avrà modo di accedere a questi incarichi.
Questa è la motivazione che riguarda gli aspetti più formali, ma in verità mi fa sorridere che qualcuno si senta così bravo da pensare di poter fare a meno di studiare. Certo esistono straordinari talenti innati, non lo metto in dubbio, ma si tratta di un caso su mille e per tutti gli altri ci vuole studio e serio esercizio. Di solito chi afferma "ma io ho già una buona mano" non sa cosa voglia dire truccare per mestiere e farlo bene, se ne renderà conto solo dopo aver frequentato un'accademia ;)
Insomma è fuori discussione che il titolo, se davvero volete fare questo mestiere, abbia un'importanza determinante e mi fa rabbia che alcuni personaggi, molto famosi fra appassionate e non, sostengano invece che per imparare a truccare bastano i tutorial di youtube, evidentemente quando una fa soldi a palate fra tv, pubblicità e partnership col Tubo dimentica completamente cosa significa essere una truccatrice...
Certo, diventiamo truccatori con i tutorial...
Sono utili anche i corsi brevi o è meglio puntare direttamente a quelli lunghi (e costosi)?
Dipende quanto brevi. Inutile prenderci in giro: nessuno esce truccatore da un corso che dura tre o cinque lezioni. Frequentare un corso del genere è una grande perdita di soldi e tempo perchè in così poche ore è impossibile che vengano spiegati tutti i concetti da imparare e non vi è nemmeno il tempo per sviluppare una manualità. Un corso che dura così poco può essere utile se si tratta di un master specifico, tipo aerografo, pelli senescenti o camouflage, ma non quando si pretende di spiegare tutto ciò che riguarda anche solo il beauty. Diciamo che un corso utile dura almeno 120 ore e costa circa 2000€, ovviamente non sarà mai un corso completo e offrirà poco tempo alle esercitazioni ma lo ritengo comunque formativo, anche se solo chi ha già una forte predisposizione naturale sarà pronto ad affrontare il mondo del lavoro dopo questo genere di corso, le altre dovranno esercitarsi per un periodo da sole. L'ideale sono i corsi regionali, da almeno 500 ore, che offrono un'infarinatura di tutte le discipline e ampia possibilità di esercitarsi, così che anche chi inizialmente aveva più difficoltà arriva poi ad ottenere risultati di qualità. Infine, mi spiace sottolinearlo ma una scuola che offre tanto costa tanto, una scuola che costa poco offre poco, è una regola universale.

Come riconosco una scuola valida?
Prima di iscriversi bisogna informarsi tanto. Non troverete mai un coro di recensioni positive, ogni allievo ha un impatto personale con la scuola ed è ovvio che chi non è riuscito ad ottenere ciò che sperava tenderà a lamentarsi, anche quando magari la responsabilità non è della scuola. Dovete informarvi soprattutto su altri aspetti: offrono un kit? E se si, da cosa è composto? Più prodotti ci sono nel kit e meno ne avrete da comprare, e badate che siano di un marchio prestigioso. Ci sono opportunità di stage durante l'anno? Gli stage offrono modo di misurarsi subito con il mondo del lavoro, è un'occasione per fare pratica ed esperienza di un'importanza cruciale: più ne fate e più vi ritroverete preparati a fine corso, se non ne fate vi ritroverete mua sulla carta ma con ancora tanta strada da fare. Se poi gli stage offrono modo di lavorare con la tv, l'alta moda o il cinema è chiaro che daranno una marcia in più anche al vostro curriculum. Vi è la possibilità di fotografare in modo professionale i propri lavori, al fine di creare un portfolio? Anche questo è un aspetto importantissimo. Una  volta uscite dalla scuola voi vi presenterete ai clienti e alle aziende attraverso le foto dei vostri lavori, se non le avete è difficile che veniate prese in considerazione. Certo potete scattare foto amatoriali ma nulla valorizza il trucco come le luci e l'obiettivo di un fotografo professionista. Avere un book di alto livello è un biglietto da visita che potrà darvi grande risalto. Offrono la possibilità di ottenere sconti studenti? Sembra una sciocchezza ma non lo è, dovrete comprare molti prodotti per ampliare il vostro kit e con una Student Card di Mac potrete acquistare prodotti di alta qualità a prezzi piuttosto democratici.
Infine, io guarderei le pagine fb delle accademie per vedere i lavori migliori degli studenti ed esaminare se vengono realizzate cose di qualità. Esempio: non mi iscriverei mai ad una scuola dove vengono mostrati con orgoglio trucchi sposa con ombretto bianco perla, riga di eyeliner lunga un metro e ciglia finte a nastro, poichè ciò mi farebbe pensare che chi insegna ha scarsa conoscenza delle regole del trucco fotografico e della sobria eleganza che un abito nuziale richiede.

E' un investimento buono per il futuro o le opportunità di lavoro sono poche?
Come succede per quasi tutti i rami di studio in questo periodo di crisi, non vi è garanzia di lavorare con tale costanza da potersi mantenere. Certo il mercato della bellezza è in espansione, ma la concorrenza è tanta e perciò può essere un buon investimento se avete volontà, capacità e se sarete bravi nel vendere la vostra professione. Va comunque tenuto presente che prima di diventare truccatrici professioniste va fatto un certo periodo di gavetta, ovvero lavorare gratis. Questo non significa che se arriva la sposa o la ragazza che vuole essere truccata per una festa voi dobbiate farlo gratis, assolutamente no! e nemmeno se un fotografo a caso deve fare un ritratto di famiglia. Ricordate l'importanza del portfolio e degli stage che ho menzionato prima? Ecco, il senso è quello. Si lavora in TFC/TFP (Time for curriculum/portfolio) per maturare esperienza con grandi nomi del settore o per ottenere fotografie di alta qualità, per realizzare progetti in collaborazione con fotografi, stylist e modelle che lavorano anche loro solo allo scopo di ottenere del materiale che mostri al mondo la loro bravura. Ovviamente tutto ha una fine, quando avrete abbastanza materiale e un curriculum degno di nota potrete dire basta a questa gavetta, ma non aspettatevi di guadagnare subito e mettete in preventivo un tempo di formazione ed esercizio anche dopo esservi diplomate.

Ho la stoffa per diventare truccatrice o forse sono solo un'appassionata?
Ah, e chi lo può dire! Durante l'anno accademico ho visto persone imbranatissime arrivare a fare belle cose, altre che sembravano brave fare pochi e lenti progressi. Nel make up una predisposizione naturale conta, è inutile negarlo, e chi ce l'ha può volare molto in alto, questo però è vero sulla carta e la realtà qualche volta è un po' diversa. E anche la passione da sola non basta. Ho visto grandi collezioniste di trucchi, sempre informate sulle nuove uscite in profumeria, fare molta fatica a seguire il lato tecnico del make up, o a fare cose diverse da quelle che a loro piace fare. Altre ancora hanno difficoltà ad instaurare un clima di stima e fiducia con docenti e clienti in quanto sono caratterialmente timide e insicure, non lavorano sui loro blocchi e finiscono per venir penalizzate.
Insomma bisogna partire dal presupposto che il magico mondo del make up non è tutto gioie e rossetti, è un lavoro vero e proprio e in quanto tale ha le sue noie. Sapete quanto è entusiasmante fare la base sulla pelle acneica? O dover truccare una donna anziana evitando che crepi tutto? Cercare di convincere una sposa che il trucco arabic non è adatto al suo abito e al suo occhio infossato e cadente? Fare in un giorno 10 trucchi nude/invisibili per i book delle modelle? Alzarsi alle 6 del mattino per uno shooting uomo? Inoltre tenete presente che il trucco è creatività, innovazione, per cui dovrete fare sempre ricerche, informarvi ed essere in grado di reinterpretare in modo personale i trend del momento. Essere capace di fare anche una caratterizzazione teatrale, una riproduzione filologica di un trucco d'epoca, una ferita o un'ustione, costruirsi una calotta, dipingere sul viso e passare ore a disegnare decine di Face Chart, nella speranza di creare un progetto originale ed accattivante. Ovvio che fuori dall'accademia tenderete poi a scegliere solo ciò che è nelle vostre corde, ma un professionista deve avere una buona infarinatura di tutto ed essere pronto a qualsiasi richiesta.

Solo chi mostra la capacità di dare il mille per mille sarà considerato un vero make up artist e premiato, gli altri saranno persone con un attestato fra le mani, magari ottenuto presso scuole importanti, ma incapaci di metterlo a frutto. In tanti sceglieranno poi di fare altro nella vita.

Ho scritto un papiro e perciò mi fermo qui. La prossima volta entrerò nello specifico e parlerò della mia esperienza personale e dell'accademia in cui ho studiato, la Romeur Academy. Intanto se avete delle domande o delle perplessità ne possiamo parlare nei commenti ;)

A presto ^_^

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