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mercoledì 9 agosto 2017

Armocromia: cos'è e come usufruirne nel modo giusto

3 comments
L'armocromia è uno strumento che permette alle persone di scegliere i colori giusti per valorizzarsi: abbigliamento, trucco, accessori, tinte capelli, manicure. E' un concetto teorico di cui si parla molto oggi ma che affonda le sue origini nel secolo scorso. L’armocromia si basa su un concetto scientifico, ovvero le leggi della fisica che determinano le qualità di un colore. Semplificando, come definiamo le qualità di un colore? in base alla percentuale di nero o di bianco stabiliamo quanto è scuro o chiaro un colore (quindi, in armocromia, la profondità del colore), in base al quantitativo di grigio o di complementare si definisce se un colore è puro o smorzato (quindi un croma soft o brillante), a seconda della dose di giallo o di blu presente nella nuance si può affermare se essa è tendenzialmente più fredda o più calda (quindi la temperatura del colore).




Essendo ogni essere umano composto da colori, anch’esso ha una tavolozza che può essere caratterizzata da una dominante profonda piuttosto che chiara, brillante piuttosto che soft, calda piuttosto che fredda. Di conseguenza chi ha profondità risulta slavato se indossa colori pastello, viceversa chi ne ha poca si ritrova appesantito da colori troppo scuri e contrastati. Se il soggetto è caratterizzato da colori vividi e intensi apparirà spento con toni molto smorzati, al contrario chi è caratterizzato da un tonalismo morbido risulterà sovrastato da toni molto vivaci. Un colore caldo su un incarnato freddo - o viceversa - getta una patina grigia sul viso. Quando circa sette anni fa scoprii l'armocromia tutto ciò mi sembrò subito ovvio, chiaro, lampante. Mi chiesi come avevo fatto a non pensarci prima, visto che avevo tante volte avuto esperienza di come alcuni toni mi stessero così bene da farmi apparire fresca e raffinata anche con capi semplici e poco trucco, e altri invece così male da non riuscire a recuperarli neppure con mille attenzioni. Il primo ricordo risale agli anni delle medie: mi innamorai di un maglioncino giallo girasole visto addosso alla mia compagna di banco, le stava così bene che convinsi mia mamma a comprarmene uno uguale. Nonostante lei come colori in apparenza era la mia fotocopia (entrambe castane con pelle chiara e occhi scuri), su di me il maglioncino stava veramente male: apparivo pallida, cianotica e mi si notavano di più le occhiaie e i capillari che ho sul viso. All'epoca la mia insicurezza, tipica di una bambina che si affaccia ormai all'età adulta, mi portò a pensare che la causa stava nel fatto che lei fosse bella e io brutta. Mentre semplicemente quel punto di giallo caldo mai avrebbe potuto star bene ad un Inverno Profondo molto freddo come me, mentre su di lei Autunno Profondo era tutt'altra storia. Non eravamo simili come poteva sembrare. Negli anni ho fatto svariati acquisti errati seguendo le mode: l'arancione, il verde militare e il marrone che andavano tanto di moda durante gli ultimi anni 90 mi facevano apparire stanca e invecchiata, con i beige sembravo nuda, con i toni delicati diventavo scialba, sono arrivata man mano, a suon di acquisti lasciati a far muffa, a selezionare pochi colori nel mio guardaroba, in quanto gli unici con i quali mi sentivo sempre a posto: il nero, il blu, una certa dose di bianco, alcune tipologie di grigio, una certa gamma dei rossi e dei magenta, la parte più fredda dei verdi e alcuni viola. Il resto cercavo di avitarlo. Mi mancava di capirne la ragione, ma ero arrivata da sola all conclusione che non potevo indossare bene alla stessa maniera qualsiasi cosa, anzi.


CENNI STORICI
Il make up è un'invenzione recente, risale agli inizi del 900. Nei secoli antecedenti le donne già utilizzavano cosmetici per abbellire il viso, come i kohl che davano intensità allo sguardo, la polvere di riso che rendeva la pelle più chiara, uniforme e levigata, e i belletti che venivano picchiettati su labbra e guance per dare un effetto salute. Insomma esistevano prodotti di bellezza ma non il concetto di trucco come oggi lo intendiamo. Riguardo l'abbigliamento,  nei due secoli antecedenti al 900 la moda era ancora più condizionante di quanto lo è oggi e in particolare riguardo i colori non c'era libera scelta, anzi alcune tonalità erano considerate inappropriate e disdicevoli: Il nero era solo per contraddistinguere il lutto, il viola era cattivo auspicio (specie nell'ambiente teatrale), il rosso era per le donne volgari e oltre al rosso in generale lo erano tutti i colori molto accattivanti come il corallo e il magenta. La femminilità modesta, aggraziata, casta e delicata del diciannovesimo secolo si esprimeva in toni pastello o comunque delicati come il crema, il cipria, il tortora da abbinare, in inverno, a drappi in colori più scuri come il borgogna, il blu e il verde pino. Verso gli anni 30 la donna comincia gradualmente a liberarsi di questi cliché e punta ad una scelta individuale del colore, sia per quanto riguarda l'abbigliamento sia per il trucco, che proprio in quegli anni ha il suo primo boom di vendite e diventa accessibile anche alle masse. Con la nuova esigenza di una ricerca individuale del bello, a poco a poco si arriva alle prime basi dell'armocromia. Max Factor, storico make up artisti, negli anni 40 propose una serie di schede trucco che mostravano le tecniche per valorizzare per ogni forma di viso e anche i colori ideali: per la donna mora venivano suggeriti i colori forti, come i vinaccia e i rossi; per la castana le varie tonalità del lampone; per la rossa gli arancio e i corallo, per le bionde i rosa e i pesca. Queste schede ebbero enorme successo e furono molto utilizzate sia nel cinema sia nella vita quotidiana delle donne. Naturalmente qui non siamo dinanzi ad un vero e proprio approccio armocromatico in quanto le schede erano molto generiche e si basavano soprattutto sul colore dei capelli senza considerare fattori fondamentali come il sottotono della pelle. 
Il concetto di Armocromia, ovvero di combinazioni di colori comparabili alle stagioni, è molto antico e non è ben chiaro da dove sia nato. Johannes Itten, storico dell'arte, teorico e pittore del celebre Bauhaus, dopo aver passato una vita a riflettere sulla teoria dei colori e in particolare sugli accordi e i contrasti cromatici, nel 1961 pubblica il volume Arte del Colore, dove spiega (soprattutto attraverso quelli che noi oggi conosciamo come i 7 contrasti di Itten) come i colori interagiscono fra loro e in che maniera essi riescono a rendere gradevole ed efficace un dipinto all'occhio umano. In alcune pagine del suo libro usa il termine Armocromia e suddivide i colori degli esseri umani in quattro categorie fondamentali, che egli paragona alle stagioni: L'inverno, caratterizzato da colori freddi e intensi ad alto contrasto; la primavera, distinta per i suoi toni caldi, teneri e luminosi; L'estate, dalle sfumature fresche e ovattate; l'autunno, connotato da colori caldi, ricchi e opulenti. Negli anni 70 Carole Jackson, una consulente americana, approfondì il discorso di Itten nel suo saggio Color me Beauty, dove l’armocromia diventa un vero e proprio metodo per analizzare le sue clienti e offre loro una consulenza che le indirizza verso i colori che le valorizzano di più. 




L'ARMOCROMIA OGGI
Da allora l’armocromia ha preso man mano piede negli ambienti che si occupano di bellezza: da subito L'Arte del Colore diventa testo fondamentale per chi studia la teoria del colore, quindi pittori, storici dell'arte, designer, stilisti, consulenti dell'immagine, truccatori, parrucchieri e quant'altro. E anche il metodo di analisi della Jackson, seppur un po' più lentamente, va diffondendosi, diventando negli anni uno studio man mano sempre più dettagliato: da 4 le stagioni diventano 12, oggi è molto utilizzato un sistema a 16 stagioni ma esistono anche sistemi a 24 che sono ancora più precisi e complessi. Anche i metodi di analisi variano sensibilmente a seconda del sistema di riferimento: c'è chi analizza con drappi e luci specifiche in un ambiente creato ad hoc (metodo sci/art), c'è chi usa i drappi ma rileva semplicemente gli effetti che i colori generano sul viso; c'è chi analizza on line attraverso foto, c'è anche chi addirittura analizza attraverso una foto sola, che semplicemente osservando dettagli come la conformazione dell'iride, il riflesso naturale dei capelli e la trasparenza della pelle riesce a rilevare la stagione armocromatica del soggetto in esame. Non esiste un metodo più autorevole di un altro, chiunque ha ben studiato Itten e ha esercitato il suo occhio, imparando a cogliere dettagli poco evidenti eppur determinanti, entra nell'ottica armocromatica e nell'insieme si raggiungono risultati analoghi pur utilizzando metodologie differenti.

I VANTAGGI DELL'ARMOCROMIA
Innegabilmente l'armocromia è estremamente utile. Io, come accennavo introducendo il discorso, ho per anni fatto acquisti sbagliati prima di arrivare a capire che certi colori mi stavano bene mentre altri proprio no e, probabilmente, se non avessi conosciuto l'armocromia ancora oggi starei a ripetere alcuni sbagli poiché mi sarebbe mancata quella consapevolezza in più che mi fa da guida. Oggi giorno siamo tutti, nel bene e nel male, condizionati dai media, dal marketing, dagli influencer che suggeriscono a seconda del gusto e dei trend cose che sembrano dei must - sia di trucco sia di abbigliamento - ma poi passata la moda non si riesce più ad indossarli perchè non erano stati scelti su misura per noi. L'armocromia quindi permette di risparmiare denaro e anche di evitare piccoli drammi: quante hanno dovuto affrontare i danni ai capelli causati da una tinta scelta in un tono sbagliato? con la giusta consapevolezza anche tingere la propria chioma diventa meno rischioso.  Inoltre quando i capi sono dei colori giusti appaiono belli sulla persona anche se molto semplici ed economici. Il trucco risulta perfetto anche se molto minimal. Insomma i colori giusti permettono di avere un incarnato più fresco, giovane e luminoso con il minimo sforzo.

E GLI SVANTAGGI?
Teoricamente, non ce ne sono. L'armocromia non è un obbligo ma una libera scelta, che possiamo far nostra quotidianamente o a momenti alterni. Posso per tutti i giorni seguire il mio estro ma utilizzare l'armocromia se ho un colloquio, o una serata importante, o un'occasione in cui mi interessa essere al top. Inoltre anche alcuni colori "sbagliati", conoscendo un po' di stratagemmi, possono essere sfruttati e riportati a nuova vita. L'armocromia comporta una serie di inconvenienti solo viene vissuta e interpretata in modo sbagliato, adesso riporto qualche caso frequente.

DIFFIDARE DA:

1 CHI PROPONE UN'ARMOCROMIA SCIENTIFICA.
L'Armocromia, pur basandosi su concetti che hanno fondamento scientifico, non è scienza. E' una piccola, anzi piccolissima, parentesi della teoria del colore che viene utilizzata con metodi empirici, perciò esiste un margine di errore non così basso e la possibilità di opinioni divergenti. Non a caso vi sono numerosi soggetti borderline che finiscono per essere spostati da una categoria all'altra, a volte anche dalla medesima analista che rivede la sua opinione. In quanto basata su una parte della teoria dei colori, ben esposta in molti manuali e saggi  reperibili da tutti, l'armocromia non è e non sarà mai quell'arte divinatoria, nelle mani di pochi adepti speciali, che veniva decantata in alcuni forum italiani. E in quanto materia piccola ed empirica, applicabile con metodi vari e soggettivi, non è altro che uno strumento di chi opera in un campo più vasto: il consulente dell'immagine, lo stilista, il costumista, il truccatore, il parrucchiere, l'estetista e chi più ne ha più ne metta. Non a caso la materia viene studiata, in modo più o meno approfondito, in molte accademie professionali nei settori sopra citati. E invece ci si fa la guerra in modi infantili e diffamatori per portare acqua al proprio mulino in modo scorretto o incrementare un certo fanatismo: tiza che dice a caia di essere truffatrice perchè non ha la certificazione di armocromista (e perchè mai sarebbe necessaria?), o di essere ignorante perchè segue il sistema a 12 stagioni invece di quello a 16 (ognuno, come dicevo, sceglie il suo metodo),  o di fare attività non lecita perchè non iscritta all'albo (lol). Tutto ciò non significa che l'armocromia sia allora uno strumento facile per chiunque e che tutti possono analizzare, mai ho detto questo e anzi ritengo ci voglia una certa predisposizione naturale. Inoltre analizzare richiede un lungo periodo di osservazione, di pratica e di studio del COLORE e delle morfologie del viso umano, non del metodo X o Y. Non a caso l'armocromia è stata ideata da un teorico dell'arte...

2 CHI APPLICA L'ARMOCROMIA IN MODO TROPPO ORTODOSSO
L'armocromia rimane una disciplina seria solo se non la si prende troppo sul serio. L'analisi del colore torna davvero utile solo se si mantiene molto elastica e fa da supporto ad altre tipologie di analisi che nell'insieme formano un quadro estetico più ampio e completo. Più si aggiungono regole e più è probabile che queste funzionino solo sulla carta, rivelandosi inefficaci nella pratica con i singoli casi. Mi spiego meglio prendendo come esempio la stagione Autunno Soft Profondo, che tra l'altro è una delle più fraintese del sistema a 16: alle ASP io normalmente raccomando di non usare gioielli troppo carichi di pietre sfavillanti, ma da qui a suggerire solo metalli molto spazzolati se non addirittura il legno ce ne passa. Alle ASP consiglio di fare attenzione agli abbinamenti a contrasto ma io non riesco ad indicare il tono su tono come strada migliore, dato che nella mia esperienza si è rivelato penalizzante per la maggioranza dei casi e rende scontente le clienti analizzate, e invece molte suggeriscono ciò ponendolo come verità assoluta. E non perchè sei soft allora è scontato che qualsiasi accenno di colore ti imbruttisca per forza o ti faccia sembrare   una "poco di buono" (commento che fra donne del 2017 non dovrebbe proprio uscir fuori). Certi atteggiamenti oltre a condurre in errore, perchè filtrate attraverso una sola prospettiva e distaccate da una realtà che invece è a tutto tondo,  spesso portano anche le persone a non capire l'armocromia e ad allontanarsene.

3 CHI VUOLE ALLARGARE L'ARMOCROMIA SCONFINANDO IN CAMPI CHE NON GLI RIGUARDANO E NON CONOSCE.
Ce ne sono vari a mio avviso di campi che non riguardano l'armocromia ma che ogni tanto vengono tirati in ballo, quello però che viene ogni giorno preso, violentato, snaturato e presentato in una chiave deviante e disinformante è quello del make up. Libri di celebri armocromiste che suggeriscono alle Inverno il rosa perlescente come punto luce sull'arcata sopraccigliare (roba che manco negli anni 80), che consigliano il mascara grigio alle Estati (mi sento male solo a pensarci), che suggeriscono i toni di fondotinta a seconda della stagione senza sapere che il tono della pelle (e di conseguenza del fondo) non c'entra NULLA con l'essere Inverno piuttosto che Autunno. E le povere Inverno Profondo, destinate perennemente a smokey neri abbinati a labbra rosse? al non poter scegliere un nude? a dover indossare fard berry anche se hanno un tono di pelle giallo e abbronzato? Ragazze lo smokey, specie se nero o blu, non è un trucco facile da realizzare e se non si è molto pratiche escono fuori cose immonde! l'armocromia dovrebbe semplificare la vita, non complicarla. Inoltre l'abbinamento alle labbra rosse è decisamente azzardato consigliarlo così alla leggera, pochissime persone riescono a portare bene smokey nero con le labbra rosse senza risultare vistose o appesantite. L'armocromia dovrebbe essere la ricerca della raffinatezza e certe scelte spesso non risultano fini, a prescindere dalla stagione. Poi  all'estremo opposto le Primavere: per loro solo gloss e matite bronzo perlatine. Inoltre il trucco muta sulla pelle per ragioni che prescindono dall'armocromia (abbronzatura, ph, tono superficiale della pelle) e alcuni colori possono magari essere armocromaticamente perfetti in abbigliamento ma inadatti per il trucco a causa dei lineamenti del viso. Un esempio celebre: Penelope Cruz, meravigliosa Inverno Profondo, si trucca quasi sempre allo stesso modo: occhi molto calcati e labbra nude. In molti forum e gruppi di armocromia le persone hanno criticato duramente il fatto che lei, con il contrasto che ha, mortifica i suoi colori con un rossetto nude invece di esaltarli con il rosso. Nessuno comprende che la bella Penelope ha occhi grandi da definire ma un viso corto e minuto, calcando sia gli occhi che le sue carnose labbra il volto perde respiro e diventa ancora più corto e claustrofobico.  E ogni giorno vengono dati consigli di trucco che, siccome basati su un concetto armocromatico del tutto astratto, invece che abbellire imbruttiscono, e si è giunti così alla conclusione che molti truccatori odiano gli armocromisti e si sono allontanati dalla disciplina in quanto considerata poco seria.


4 CHI NON TI SEGUE E NON TI PROPONE UN PERCORSO PERSONALIZZATO
Chi analizza a pagamento non può aspettarsi che i propri clienti comprendano da subito la loro stagione. A chi non ha mai approfondito discorsi riguardo il colore l'armocromia può risultare complessa, sicuramente farà fatica ad applicarla nella sua vita. Sarebbe necessario che chi analizza desse ai suoi clienti un paio di settimane di tempo per fare delle prove (in modo da consacrare il verdetto o rimetterlo in discussione) e per rispondere alle loro domande, in modo da chiarire ogni possibile dubbio o fraintendimento. Chi analizza, dà un pdf standard e poi sparisce lasciando i clienti senza risposte è poco serio. A proposito di pdf standard aggiungo anche che un'analisi armocromatica mai dovrebbe fossilizzarsi sulle proprie stagioni e dovrebbe sempre proporre un percorso personalizzato. Innanzitutto perchè è surreale credere che l'immensa varietà del genere umano possa calzare a perfezione in 12, 16 o 24 categorie. Ogni persona è un caso a sè e alcune si trovano davvero in bilico fra diverse sfumature, solo un'analisi personalizzata potrà dare loro delle risposte credibili. Inoltre solo una consulenza personalizzata ti aiuterà a scegliere i colori in base al tuo fisico, al tuo stile, ai lineamenti del tuo viso e alle esigenze della tua vita, perchè se l'armocromia non viene applicata alla TUA persona vale poco più dei test passatempo sulle riviste rosa.
Infine attenzione alle liste di prodotti divisi per stagione: un rossetto definito IPS non è detto stia davvero bene a tutte le IPS. Giorni fa una cliente a casa mia è venuta piena di prodotti acquistati guardando una vecchia lista che girava sul web, purtroppo per lei ben pochi erano adatti alle sue esigenze.

5 CHI RACCONTA BALLE
Una nota analista, ormai anni fa, raccontava di avere delle certificazioni  e scrisse anche un piccolo manuale sull'armocromia. Si venne poi a sapere che lei non aveva certificazioni, non era iscritta a nessun albo e il suo manuale era un collage di informazioni prese da altri manuali, anche un po' male interpretate. La cosa destò immenso scalpore, molte delle sue affezionate presero le distanze da lei. La cosa mi fece un po' sorridere onestamente perchè, come ho già spiegato prima, l'armocromia non necessita titoli per essere praticata, non è affatto riconosciuta come un mestiere a sè, quindi perchè mentire? mai fidarsi dei bugiardi. E intanto la menzogna è all'ordine del giorno, ho visto in gruppi di armocromia admin spacciarsi per beauty consultant e personal shopper dopo aver acquistato un corso on line con un coupon a pochi spiccioli. Affermare con assoluta serietà di occuparsi di bellezza quando nella vita fa tutt'altro. Tutto questo non solo è ingannevole per chi si rivolge a loro ma è anche profondamente scorretto verso chi nel campo della bellezza ci lavora davvero e ha investito grossi sacrifici in soldi, in tempo e in fatica per conseguire conoscenze e risultati. Su internet in molti sono bravi a fingersi competenti appropriandosi del lavoro degli altri e senza capirlo, perciò prima di affidarvi invece di chiedere eventuali certificazioni, che possono essere fake o specchietti per allodole, informatevi sul suo conto: chi è? cosa fa nella vita? da quanto tempo lo fa? qual è il suo background? e allora avrete gli strumenti per capire se vi stanno offrendo davvero un servizio o è solo un marketing fine a sè stesso. 

QUINDI COME SOPRAVVIVERE A TUTTO CIO'?

Non aspettatevi che l'armocromia risolva tutti e subito i vostri dilemmi di natura estetica. Un abito del colore giusto può comunque essere inadatto alla vostra forma del corpo perchè ingrassa/smagrisce/sbilancia le parti. Rossetti e fard vanno provati, quindi prendete le liste molto con le molle, e la scelta degli ombretti va ponderata in base ai vostri lineamenti, al tono della pelle, alle occasioni e alla manualità. E d'altro canto sforare con colori non pienamente in stagione non significa diventare  per forza brutte o, ancora peggio, trasformarsi in clown e poco di buono come purtroppo a volte leggo in giro, significa soltanto che non si è al top o che per avere un aspetto bello e curato serve più attenzione e più fatica. Poi è chiaro che se prendo un Inverno Profondo e la tingo di biondo, la trucco di colori pastello e la vesto di beige starà malissimo, ma se la stessa Inverno Profondo decide di osare un magenta invece che uno dei suoi soliti rossi non si trasforma improvvisamente in un mostro. Insomma ci vuole elasticità e anche un certo periodo di riflessione. Vi diranno che l'armocromia vi aiuterà a riscuotere tanti complimenti e invece questo non è sempre vero perchè come io non avevo occhio nello scegliere il colore  adatto a me anche chi mi sta intorno è probabile non veda un cambiamento positivo ma noti solo che, ad esempio, prima avevo i capelli rossi, rosso = colore di capelli più figo del castano, stavo meglio rossa che castana anche se con il rosso la mia pelle olivastra era diventata verde. Insomma dovrete imparare a dare il giusto peso a ciò che vi viene detto e mantenere vivo un ottimo spirito di osservazione, anzi vi consiglio caldamente di svilupparlo autonomamente perchè solo così potrete individuare il lato specifico della vostra stagione, quello legato alla vostra individualità unica e irripetibile. Mai dare nulla per scontato, nessuna parola per oro colato prima di aver sperimentato e osservato a lungo, anzi dopo aver ricevuto un'analisi datevi tempo per testare cose e di mostrarle alla vostra armocromista, solo così potete accertarvi che non ci sia stato alcun errore (che ripeto, capita anche ai professionisti più bravi) in sede d'analisi. Insomma l'armocromia è una linea guida che apre nuove visioni e nuovi orizzonti, è un mondo che insegna ad osservare i colori e a capirli, ad ottenere consapevolezze senza chiudersi in una gabbia.

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3 commenti :

  1. Giusto ieri, in preda alla crisi esistenziale "armocromatica", che da un po' di settimane ho creduto di poter risolvere iscrivendomi in tutti i gruppi dedicati su Facebook, scorrevo i post dedicati alla mia stagione apparente, imprecavo e invocavo un blog di makeup veramente intelligente, in cui si approfondissero gli argomenti senza prendersi troppo sul serio (cosa che nella mia pur superficiale esperienza ho riscontrati assai di rado - spesso con trucco e parrucco si crede di poter sopperire ad altre carenze individuali. Niente di più sbagliato. Non mi davo pace del fatto che a parlare di make up non ci fossero voci oneste e acute, sono convinta che senza cognizione non si possa fare di questo passatempo un'arte, un mestiere, qualcosa che nel suo piccolo ci migliori la vita).
    Stamani, il miracolo.
    Ho trovato in uno di quegli stessi gruppi di cui prima il link per il post-rubrica sui sottotoni. Hurrà!
    Non solo per la teoria dei colori: mi perplime anche il fatto di essere da un anno a caccia del fondotinta perfetto, nel post che ho accennato prima mi sono sentita meno sola e scellerata nell'applicazione del mio metodo (fase 1= sgomento; fase 2= ricerca in profumeria e trattazione con le commesse; fase 3= avvilimento per l'impossibilità di avere campioni e consecutivo scambio di mail con l'azienda oppure reperimento dei campioni; fase 4= settimana/e di prova del prodotto; fase 5= resa dinanzi all'ennesimo fondo di fascia alta che non va bene).
    Post utile e interessante.
    Grazie! Da oggi hai una nuova aficionada.
    Livia

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    1. Ok, ho scoperto la correlazione tra te e il gruppo in cui ho trovato il link... Una mezza gaffe! Comunque buon lavoro, ti seguirò :)

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  2. Ciao, non ho mai commentato prima ma ho letto spesso i tuoi articoli e con vero piacere. Da poco mi sono avvicinata all'argomento "armocromia" e cerco di leggere quanto più possibile perchè, effettivamente, non è una materia facile. Tuttavia a volte, con l'idea di carpire più informazioni possibili, finisco per confondermi perchè mi ritrovo a leggerne di contrastanti. Vorrei capire a quale stagione appartengo per curiosità e perchè dopo aver iniziato un percorso, dopo tante letture, etc si deve pur approdare da qualche parte, ma mi sta risultando davvero difficile. Non conosco nessuno di persona che abbia queste conoscenze, di conseguenza non posso rivolgermi a qualcuno per risolvere l'arcano. Però penso di avere una mezza idea, in base ai risultati dei diversi accostamenti, di appartenere all'autunno. Inoltre, avendo constrasti abbastanza forti, tra pelle e capelli ad esempio, potrei ipotizzare profondo. Continuerò a seguire con piacere il tuo blog e spero che ci saranno anche altri articoli su questo tema, così da avere altre informazioni da assorbire.
    Jess

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