Chi lavora in un campo che ha a che fare con la bellezza sa bene quanto siano determinanti i capelli in un look. Il trucco meglio realizzato e l’abito più bello sfigurano se i capelli non sono ben acconciati, se il taglio non è quello giusto, se il colore non è ben scelto, al contempo una bellissima chioma subito fa diva ed eleganza, anche se il resto è molto minimal.

Per chi si occupa di Armocromia è lo stesso: il potere del tono dei capelli è più forte di quello di trucco e abiti. Purtroppo però è un discorso estremamente complesso da affrontare poiché comporta un numero di limitazioni maggiore: per ogni stagione esiste una palette con un’ampia scelta di colori per i vestiti, per i capelli invece il colore migliore di solito è uno solo o al massimo un paio di altre sfumature non troppo distanti fra loro. E mentre con il trucco si può “trasgredire” in libertà, perché con una passata di struccante si è pronte subito a ricominciare, con le tinte, le decolorazioni e gli henné tornare al punto di partenza può essere estremamente lungo e complesso, in alcuni casi a scapito della salute del capello.

Questo sembra una brutta punizione, a maggior ragione se si considera che dietro il tingersi i capelli vi sono enormi implicazioni psicologiche: spesso una donna per lasciarsi alle spalle un periodo negativo inizia un nuovo percorso cambiando il colore ai propri capelli; chi non è contenta del proprio aspetto finisce a volte per ispirarsi a modelli di bellezza diametralmente opposti al proprio; le più giovani, spesso un po’ insicure, hanno paura di sembrare “anonime” e cercano di “spiccare” dalla massa usando colori decisi come il biondo chiaro, il nero e il rosso intenso. Insomma si entra in un campo sensibile, le persone spesso vogliono sentirsi dire che stanno bene e una risposta negativa genera nei migliori dei casi un po’ di delusione, in altri addirittura polemiche e rabbia. Insomma, anche usando tatto spesso si urta contro una certa suscettibilità ma d’altro canto chi chiede una consulenza armocromatica sarebbe il caso lo facesse aperto a nuovi suggerimenti e valutando con serenità eventuali cambiamenti, perché una consulenza non sincera è priva di utilità alcuna.

Tingersi i capelli in Armocromia: Lo Scopo Dell’Armocromia

L’immagine patinata di una diva spesso può essere fuorviante per chi cerca ispirazioni per il proprio look. Da un’immagine non è immediato capire cosa c’è dietro, ovvero le attenzioni dei migliori professionisti e un grosso dispiego di soldi ed energie per ottenere una cura maniacale del proprio look che è parte integrante del lavoro di chi fa spettacolo. Ma nonostante i migliori mezzi e una gran bellezza di partenza assai difficile da intaccare, alcuni look risultano comunque tutt’altro che riusciti. Lo scopo dell’armocromia è quello di fare scelte mirate e consapevoli, che permettano di avere una chioma in armonia con i colori naturali, il che vuol dire che non comporterà lo sforzo di dover essere sempre perfettamente curate, in “tiro” e ben costruite come le dive sopra menzionate, ma di essere belle già con outfit semplici e poco trucco, il tutto con poco impatto sul capello e nel rispetto della sua salute. Il colore migliore è sempre in linea con la nostra tavolozza naturale, il che vuol dire che il nostro colore di base deve essere il punto di partenza fondamentale: una mora mediterranea risulterà innaturale e spenta tinta di rosso, una bionda tinta di nero avrà sempre un aspetto un po’ gotico e anche le castane se schiariscono troppo ci perdono un po’, rischiando di portare una chioma che risulta “slavata” rispetto a contrasti del suo viso. Tuttavia è spesso possibile fare cambiamenti che migliorano non poco l’aspetto del capello e in generale l’insieme della persona.

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INVERNO: PRESERVARE CONTRASTO E PROFONDITA’

Le Inverno, rispetto alle altre stagioni, sono decisamente quelle che hanno meno possibilità di cambiare il proprio look perché molto ben caratterizzate nel contrasto e nella profondità, quindi passare al biondo o al rosso oltre che risultare molto innaturale appare piuttosto penalizzante: il viso perde di forza, di intensità e di luminosità. D’altro canto anche scurire molto è pericoloso, un nero su una castana può risultare pesante e gettare sul viso una patina grigia che invecchia. Una castana può schiarire a sfumature o scurire la massa leggermente, le Inverno Profondo staranno bene facilmente anche con un castano un po’ più scuro, le Inverno Profondo Soft sono invece quelle che più facilmente riescono a portare bene colpi di sole e balayage sul chiaro, ma senza schiarire troppo.

Se per le Inverno Profondo cambiare colore ai propri capelli è complesso, per le Inverno Assoluto lo è ancora di più. Può essere profondamente antiestetico il capello schiarito su chi brilla di contrasto. Ancor più deleterio del biondo è il rosso, che va enormemente a contrasto con la gelida tavolozza di chi è fredda assoluta. Spesso le Inverno Assoluto e le Inverno Brillante stanno bene se scuriscono un pochino, quelle che partono da una base molto scura possono sperimentare il nero ma attenzione! Meglio procedere per gradi perché nulla è garantito.

Tingersi i capelli in Armocromia: PRIMAVERE SCHIARIRE E SCALDARE

Per le primavere esistono varie possibilità ma a mio avviso è possibile riassumerle tutte nello schiarire e illuminare la chioma con bagni di colore dorati o in alcuni casi anche ramati.

Non tutte le Primavere Chiare e Soft sono biondissime e dorate, magari lo erano da bambine ma poi crescendo un po’ si sono scurite. Quando l’incarnato è più diafano e trasparente il rosso può risultare molto naturale anche se di natura si parte bionde, specie sulle Primavere Brillanti.

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Il rosso, in tonalità morbide e naturali come il ramato e l’irlandese, è un’ottima scelta anche per le Primavere Assolute, che di solito partono già da sfumature naturali tendenzialmente rossicce e accentuandole acquistano brillantezza, vivacità, brio e freschezza. Se fino ad ora avevamo visto come schiarire sia tendenzialmente positivo, per le Primavere Assolute invece non sempre è una buona idea anzi di solito lo sconsiglierei.

Il vero imperativo per una Primavera è non scurire la chioma. Anche un castano può appesantire e rendere il viso meno luminoso.

ESTATE: DELICATE E FRESCHE COME UNA BREZZA

La macrostagione estate, così come quella Autunno, a differenza di quelle già esaminate presenta una vasta gamma di tipologie di capelli, che partono dal castano scuro fino al biondo chiarissimo, quindi si possono dare consigli precisi solo basandosi sul soggetto in esame e come questo si colloca nella sua stagione. L’unica indicazione generale è quella di ricercare sempre colori che risultano lievi, delicati e dal riflesso tendenzialmente freddo, che “risciaqua” il viso dalle patine conferendogli un tono roseo e vellutato come quello di un petalo.

Alcune Estati Soft Profonde e quasi tutte le Estati Assolute sono invece molto più caratterizzate rispetto agli esempi visti prima e perciò, un po’ come le Inverno, hanno bisogno di mantenere viva la profondità e un pizzico di contrasto per ottenere luminosità. Anche le Estati Assolute fanno bene quindi a preservare il contrasto. E’ possibile schiarire con risultati discreti solo se si fa attenzione a mantenere un colore molto freddo, un biondo con riflessi sabbia/perla. Il rosso è il più grande tabù.

Per quanto riguarda invece le Estati Chiare e Soft Chiare vale il discorso visto prima per le primavere: mai scurire. Via libera quindi a sfumati, colpi di sole e anche schiariture complete di tutta la massa (ovviamente con criterio e buon gusto), evitare invece l’effetto parrucca con i colori scuri come il nero, il bruno ma anche il castano se la base di partenza è già bionda.

AUTUNNO: SFACCETTARE, ARRICCHIRE, IMPREZIOSIRE.

Anche nella macrostagione Autunno la varietà è tanta da rendere impossibile dare consigli generici.

Una pelle chiara e pesca si adatta bene ai cambiamenti (ovviamente senza sforare nell’eccesso), mentre chi risponde più ad un canone mediterraneo dovrà fare i conti con un’incarnato più scuro che non permette di schiarire troppo tutta la massa e anche il rosso risulta innaturale perché andrà a creare un contrasto con la sfumatura verde dell’incarnato. Non tutte le Autunno portano bene il rosso o i riflessi rossi. Le Autunno, rispetto alle Inverno e alle Estati, hanno maggiore necessità di arricchire la capigliatura di riflessi, renderla più tridimensionale, ma per fare questo bastano bagni di colore e maschere glossy che conferiscono giochi di luce cioccolato, bronzo e oro, oppure lavorare con colpi di sole sfumati, non c’è bisogno di spingersi verso il rosso, ovvero un tipo di colore molto lontano dal fototipo medio italiano.

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Per le Autunno Profondo è bene non schiarire troppo il proprio colore di partenza, poichè questo penalizzerebbe i naturali contrasti del viso. Un balayage come quello in alto, giocato tono su tono, può essere un’idea per variare senza sbiadire il viso. In alcuni casi invece può essere consigliabile scurire: mentre le Inverno Profondo sono sempre more, le Autunno Profondo capita che nascano con capelli biondo scuro e una tinta color cioccolato può dare un risalto al viso eccezionale. Se invece si è opulenti e roventi come i fiammeggianti alberi di ottobre, via libera per il rosso.

Principi Generali

Di solito madre natura non sbaglia, il proprio colore di partenza – relazionandolo poi alla propria stagione e al colore di occhi e incarnato – ci dà indicazioni molto chiare. Questo non vuole affatto dire che il colore naturale secondo l’armocromia non vada toccato ma che bisogna valutare i singoli casi perché alcuni possono spaziare abbastanza, altri molto meno. Alcuni hanno davvero bisogno di fare un po’ di modifiche alla chioma, altre faranno bene a non toccarla.

Naturalmente ognuno poi sceglierà in base al suo gusto e al suo stile, ma è certo che chi vuole seguire l’armocromia farà bene a seguire queste nozioni perché non serve a nulla comprare fard e rossetti in stagione o abbigliamento nei toni della palette se poi i capelli non sono concordi. Chi ha deciso di portare una tinta lontana dai suoi colori dovrà necessariamente bilanciare tutto ciò che indossa in base a questo più che alla sua stagione di partenza: ad esempio una ragazza biondissima che si tinge di nero dovrà intensificare il trucco anche se di una stagione chiara. E in ogni caso i cambiamenti vanno ponderati anche in base a questioni schiettamente pratiche: il mio capello regge l’impatto di una decolorazione o ne comprometto la salute? Ho la costanza e la disponibilità economica per occuparmi della manutenzione del nuovo colore? Conosco un parrucchiere veramente bravo, che sia davvero capace di fare esattamente ciò che gli chiedo e con un effetto sano e naturale?

Nulla è più brutto di un capello trasandato, sfibrato o in colori riusciti male. Sono solo capelli e in ogni caso ricresceranno, ma riparare ad un danno ai capelli costa tempo e denaro. Prima di fare qualsiasi cosa è bene riflettere.