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domenica 10 dicembre 2017

L'Inverno Profondo: caratteristiche della stagione e suggerimenti

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Dopo aver parlato di che cos'è l'armocromia e come funziona il sistema di analisi (per chi se lo fosse perso, potete recuperare tutto qui e poi qui), oggi entriamo nello specifico e iniziamo a parlare più dettagliatamente di ogni singola stagione, a cominciare dall'Inverno Profondo. Perchè proprio dall'IP? perchè è la stagione più diffusa in Italia, che va di poco a precedere l'Inverno Profondo Soft (che può essere compreso solo dopo aver spiegato le caratteristiche dell'IP) e a staccarsi un pochino da Autunno Profondo, Autunno Soft Profondo ed Estate Soft Profonda. Tutte le altre stagioni, ovvero le assolute, le chiare e le brillanti, sono poco comuni se non del tutto rare. Ciò naturalmente non è dovuto al caso, ma al fatto che in determinate aree geografiche esiste una maggiore presenza di determinati tratti somatici e di colori: in Gran Bretagna non esiste olive e ci sono molte più bionde e rosse naturali che da noi, ragione per cui hanno un numero elevato di Primavere; al contrario nei paesi asiatici, dove hanno tutte occhi e capelli corvini trovare Estati e Primavere è letteralmente impossibile, mentre - in virtù dei forti contrasti - è possibile trovare senza troppa difficoltà le Inverno Brillanti, altrove assolutamente rare se non assenti. Ciò lo dico per sfatare anch'io, come già fanno la maggior parte delle armocromiste più conosciute, un luogo comune che circola tutt'oggi, ovvero che l'armocromia trascenda dai colori di occhi, capelli e pelle, che anche una biondissima nordica possa essere IP così come una bruna mediterranea essere primavera. Ciò è del tutto falso, poiché l'Armocromia non è una magia, non è un mistero da cui si viene a capo osservando reazioni enigmatiche che solo pochi eletti sanno leggere, l'analisi non è l'oracolo della sibilla. L'Analisi si basa su uno studio preciso, ovvero secoli di sviluppo della teoria del colore, di come questi si caratterizzano ed interagiscono fra loro, negare ciò significa sminuire la serietà della disciplina, significa rendere tutto soggettivo in base al gusto personale di chi analizza. Questo d'altro canto non dà autorevolezza a quei test che in base al colore dell'iride, alla sfumatura dei capelli e al tono superficiale della pelle ti dicono che stagione sei, perchè attraverso i propri colori si identificano un range di stagioni accomunate dalla medesima dominante, non una singola stagione: una rossa naturale facilmente capirà di essere calda, ma solo con l'analisi potrà sapere se è un Autunno o una Primavera, e quale categoria delle due macro stagioni.

LE CARATTERISTICHE DI UN INVERNO PROFONDO

Nel caso dell'Inverno Profondo, la dominante è senza alcun dubbio la PROFONDITA'. Non importa che la pelle sia chiara o scura, quello è un carattere del tutto ininfluente, ciò che conta che è il viso sia circondato da colori scuri che gli danno rilievo, contrasto, dei contorni molto ombreggiati che danno quindi, per l'appunto, una sensazione di profondità ai tratti: capelli da castano medio a neri, occhi che variano fra il nero, il marrone e il verde pino, ciglia e sopracciglia scure e definite. Nessuna IP ha i capelli biondi o gli occhi chiari.

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Anne Hataway e Kim Kardashian sono molto diverse come incarnato, una è estremamente chiara l'altra molto scura e olivastra. Ma entrambe sono profonde in ugual modo.

Seconda caratteristica della stagione è la temperatura neutro fredda che emana dall'insieme dei suoi colori. Questo aspetto non sempre è immediato da cogliere poiché fra neutro calde e neutro fredde a volte la differenza è davvero di un soffio e, soprattutto ad impatto visivo, solo un occhio attento coglie reali differenze fra un inverno ed un autunno perchè i caratteri più evidenti, ovvero il colorito, l'iride e il tono dei capelli, sembrano simili del tutto e solo con l'analisi vengono fuori delle differenze che, per quanto sottili rimangono sostanziali. No, guardarsi le vene non funziona. Il problema della temperatura diventa particolarmente insidioso nel caso delle ragazze di pelle medio scura e olivastra: la pelle scura è carica di un pigmento della pelle che nasce di per sé come giallo, quindi risulta sempre più gialla/arancio rispetto ad un incarnato chiaro e per questo possiamo erroneamente scambiare come calda una persona che in realtà è fredda. A ciò va aggiunto che in Italia la maggior parte delle persone ha una patina blu che su basi gialle diventa il famoso Olive, che pare smorzare il calore e dare un aspetto più freddo alla pelle. Quindi guardi il giallo e pensi all'autunno, poi noti all'olive e pensi all'inverno...come si viene a capo? Osservando la reazione della pelle con i colori chiave: oro e argento, beige e grigio, verde e blu, marrone e nero, crema e bianco. L'Inverno ha una serie di colori in comune con l'Autunno, ma l'Autunno brillerà più con con un verde pino che con un blu reale, e viceversa.

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Keira è molto neutra, sicuramente riesce ad indossare alcuni colori autunnali piuttosto bene ma innegabilmente con i toni freddi, da Inverno Profondo, risulta più fresca e luminosa. Decisamente meglio il bianco del panna su di lei.

Terza caratteristica fondamentale è il croma alto. L'Inverno Profondo non è solo toni cupi e scuri, tutt'altro. L'inverno profondo è caratterizzato innanzitutto da un elevato contrasto, il che vuol dire  che nella palette troveremo toni anche molto vivaci, e che i colori scuri sono una componente importantissima della palette ma da soli non bastano, hanno sempre bisogno di essere abbinati a colori accesi o a pietre e metalli luminosi per valorizzare la  figura a dovere. Il nero, ad esempio, è il colore top per le Inverno Profondo ma l'ideale è portarlo sempre abbinato a forte contrasto, quindi accostato a tessuti o fantasie bianche. Inoltre attenzione che i colori molto scuri, in quanto molto distaccati dalla tinta pura, perdono croma e non sempre sono l'ideale per le IP, che hanno comunque bisogno di una certa vivacità, i colori devono essere "anneriti" ma comunque pieni e vibranti.

Questi sono i 10 colori top per Inverno Profondo: Nero, Rosso intenso, Bianco, Blu reale, Verde ottanio, Blu notte, Prugna/vinaccia, Verde teal scuro, Rosso magenta, Viola vibrante. Naturalmente tutto ciò che è opposto a queste categorie cromatiche è assolutamente out per IP: i marroni, gli ocra, i verdi oliva, gli arancioni. Ma anche i colori troppo pastello come i rosa cipria, i carta da zucchero e i verdini salvia.


CONSIGLI SULL'ABBIGLIAMENTO
Da quanto detto prima, emerge dunque una palette piuttosto variegata ma che nel complesso è caratterizzata da contrasti fra colori scuri e colori accesi, mantenendo quindi una certa drammaticità nell'aspetto. L'abbigliamento IP quindi rispecchia l'aspetto di chi lo indossa: sempre vibrante, teatrale, passionale. Mai troppo morbido, mai delicato, le IP con toni troppo tenui o troppo smorzati si offusca. Con colori come i carta da zucchero, i cipria o i cammello, da sempre sinonimo di raffinatezza e classica femminilità, non riesce ad essere elegante ma sembra come in vestaglia, sciatta, e anche il viso risulta più stanco e meno luminoso.

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Selena Gomez Risulta molto pallida e spenta con i toni caldi, chiari e soft come l'oro anticato della foto a sinistra. In nero brilla letteralmente 

In secondo luogo va tenuto presente che l'IP, come tutti gli inverni, ha una temperatura tendenzialmente fredda. Le più freddine noteranno facilmente come un rosso con una punta più scarlatta getta un'ombra grigia al viso, o come un borgogna a base più marrone che violacea può spegnere l'incarnato. Tuttavia, come abbiamo già spiegato, tante IP dai sovratoni più gialli risultano effettivamente molto neutre e difficilmente possono portare con facilità i toni più freddi dell'inverno, come quelli dell'Inverno Assoluto, tipo il fucsia e il cobalto, ma possono pescare alcuni toni leggermente più autunnali senza risultarne effettivamente penalizzate, l'importante è non eccedere: nella palette IP ci sono alcuni marroni caffè, qualche avorio, dei borgogna senza base magenta, dei verdi pino, ma non ci saranno mai i marroni cioccolato, gli ocra, i verdi oliva, i rossi corallo e i cammello, perchè anche le IP più neutre risultano come ingiallite da queste tonalità.

          
Salma Hayek ha un incarnato decisamente giallo che può trarre in inganno, in quanto può essere scambiato per il calore di un'autunno. Ma con i toni autunnali il viso sembra come macchiato, le linee d'espressione più marcate e nell'insieme appare sciatta e invecchiata. Nella foto a destra indossa un bel teal scuro da IP e le lava il viso, risulta decisamente più fresca.


L'abbinamento bianco è nero è il top assoluto per IP. Bello anche se abbinato ad un terzo colore per rendere il tutto più brioso.


Nella palette IP ci sono colori scuri ma carichi di energia, come il blu notte e le sfumature dei frutti di bosco. Se sono in tessuti lucenti o arricchiti da pietre ancora meglio.

Fashion Agony: Look of the Day: Royal Blue            

E infine c'è anche una rosa di toni decisamente accesi, come il blu reale, il verde smeraldo e il rosso puro

IL TRUCCO IDEALE PER LE IP

La creatrice del metodo di analisi del colore, Carol Jackson, era una consulente dell'immagine e tuttavia nei suoi libri sull'armocromia si è soffermata molto sull'aspetto trucco, a mio avviso anche troppo. Troppo in primis perchè le sue conoscenze non le permettevano di approfondire il discorso make up, poi perchè l'armocromia dovrebbe limitarsi ad indirizzare genericamente in quanto la scelta del make up varia in base a diversi fattori: i lineamenti, l'età, lo stile di vita, la propria manualità. Io stessa adesso mi limiterò a fare un discorso generico e a cercare di sfatare alcuni falsi miti. Inoltre c'è da considerare che Carol era molto condizionata dalla moda del suo tempo, ovvero quella dei primi anni 80: trucchi molto elaborati da abbinare a capelli cotonati, gioielli sfaccettati, bluse dalle spalle gonfie abbinate a gonne a palloncino. Una moda molto diversa da quella attuale, che è molto più minimalista. Ciò vuol dire che se Carol consigliava per le IA un trucco azzurro da abbinare a labbra fucsia, o per le IP lo smokey nerissimo da abbinare alle labbra rosso fiammeggiante, lo faceva mantenendo una certa coerenza con il suo tempo, mentre oggi gli stessi consigli sono meno applicabili.  Tuttavia da allora sono nati grandi fraintendimenti che sono andati via via degenerando, perchè oggi non solo si danno consigli specifici su cosa debbano indossare le IP ma si fanno anche liste di prodotti che chiaramente non potranno funzionare su tutte, indifferentemente da quanto un'IP sia scura di pelle o neutra di sottotono, anzi addirittura si fanno dei tutorial di trucco armocromatico usando modelle che non sono della stagione a cui lo stesso sarebbe destinato. Ma che utilità ha tutto questo? E consigliare uno smokey nero senza pensare a chi ha l'occhio infossato, o ricoperto, o non ha più una pelle giovanissima è assai azzardato, perchè si rischia di incupirsi invece di valorizzarsi, specie se abbinato a labbra molto accese, cosa che oggi è considerata pesante e in nessun ambito elegante si vedono trucchi del genere. Tutto ciò condito spesso da frasi del tipo "le IP sembrano malate se non caricano il trucco tanto", che oltre ad essere estremamente mortificante per una donna (che ha ragione di sentirsi bella anche struccata) significa anche portarla ad avere critiche sul posto di lavoro in quanto inadeguate, ad avere difficoltà nel replicare bene un trucco difficile, spesso al giustamente non piacersi e al non piacere in quanto eccessivamente cariche. No, non è questo lo scopo dell'armocromia.

Quello che è senz'altro vero, è che le IP sono fra tutte quelle che hanno un aspetto complessivo più opulento e per questo hanno più ampie possibilità di caricare il trucco. Ciò che non deve mai mancare nel beauty di una donna IP sono sicuramente una serie di prodotti per contornare l'occhio di nero: kajal, eyeliner, mascara ultra black. Per quanto riguarda gli ombretti, sicuramente avere un quad di neutri è la base essenziale da cui partire (un avorio bright, un nero, un marrone scuro e uno medio) e andranno utilizzati nella maniera più adatta al tipo di occhio. Chi ha un occhio che permette di spaziare e desidera giocare con il colore, il blu notte e il verde petrolio funzionano molto bene sulle IP. Per quanto riguarda i grigi, essi spesso si fondono male sugli incarnati più scuri e giallastri perciò vanno usati con attenzione, rendono meglio sulle carnagioni chiare e particolarmente fredde.


Innanzitutto, tornando a quanto detto poco prima, non è assolutamente vero che per le IP è necessario un truccone sempre e comunque. L'armocromia in realtà ci insegna che quando l'abbigliamento è nei colori giusti e i capelli rispettano le proprie naturali caratteristiche il trucco è solo quel tocco in più che serve a renderci più belle ma con pochi prodotti e in poco tempo. Julianna Margulies, una bellissima IP di lato freddo, ci dimostra che indossando i colori giusti non serve poi molto altro: Per un look più semplice basta matita nera, mascara in abbondanza e un tocco di colore alle labbra, che richiama il tono naturale scurendole e ravvivandole un po'. Per la sera un trucco simile, con una leggera ombreggiatura sugli occhi e un bel rosso carminio sulle labbra.


Anche Anne Hataway ci mostra un trucco che può essere una buona idea per il giorno: matita sfumata nera e labbra rosa malva un po' glossy. Quando al mattino si va di fretta, si esce di casa con abiti molto casual/sportivi e magari si va a lavoro dove si suda, ci si sporca o viene richiesto un certo low profile, un trucco elaborato va evitato e questa soluzione valorizza bene tutte.


Ma è anche vero che le IP quando caricano di più danno il meglio di sè. Quindi se l'occasione lo permette via libera ad occhi intensi, caricati di kajal nero nella rima interna e poi contornato tutto intorno all'occhio amalgamandolo alle sfumature. Anche questo è un trucco semplice da realizzare e non richiede molti prodotti, se non appunto una buona matita nera e qualche ombretto nero e marrone per fissarla.


Una versione più intensa è questa indossata da Lana Parilla, dove occhi decisi sono accompagnati da intense labbra color melograno. Se il trucco è piuttosto bilanciato, ovvero non ci sono accenti marcati, si possono portare sia occhi che labbra intense senza troppi problemi, questa è una delle caratteristiche note delle IP


Altrimenti, se l'occhio ha una forma e una dimensione che lo permette, via libera a smokey nerissimi ma in questo caso il vostro sguardo dovrà essere il punto focale del vostro viso e tutto dovrà essere decisamente minimal. Quindi si a labbra nude, scelte a tono con il vostro incarnato e il colore delle vostre labbra, e facendo molta attenzione che l'effetto sia fresco, un po' lucido, altrimenti invecchia. Difficilmente troverete già in commercio un nude perfetto, l'ideale è munirsi innanzitutto di una matita labbra che riprenda il tono delle vostre labbra o poco più scura, e poi con un rossetto carne lucido, non troppo coprente, a poco a poco lo andate a stendere con il pennellino fino ad ottenere il punto di chiarezza desiderato.


Il tocco di colore, se scuro e ben inserito nel contesto del make up, può funzionare molto bene. L'ideale è il blu notte, che fa un perfetto contrasto con gli occhi marroni che hanno la maggior parte delle IP, ma anche un blu petrolio può essere un'ottima scelta.


Se la scelta ricade sul rossetto rosso, agli occhi basterà una sottile riga di eyeliner o matite e kajal morbidamente sfumate. Non serve molto altro, se non una dose generosa di mascara.


Anche la gamma dei rossetti scuri è molto bella sulle IP e dona un aspetto elegante ma sobrio in molte occasioni, anche quelle meno formali. Sulle carnagioni chiare risultano un po' più evidenti e dal fascino vagamente noir, sulle carnagioni scure si fondono in maniera più naturale, ma sono belli e consigliabili in entrambi i casi. Ciò che va ricordato è che i rossetti scuri per le IP sono i rossi sangue/vino fino ad arrivare ai borgogna/prugna. I cosiddetti rouge noir, cioè i melanzana e i rossi quasi neri non sono armocromatici e le IP in particolar modo devono starne in guardia: un colore molto molto scuro diventa eccessivamente cupo, perde il croma elevato di cui ha bisogno un'IP, e finisce con il risultare tutt'altro che valorizzante. A questo discorso fanno eccezione le donne di pelle nera e le IP di lato cupo, di cui parleremo dopo.

Per questioni correttive il rossetto forte sulle IP non è sempre l'idea migliore. Un viso piccolo e minuto, con occhi e labbra molto grandi risulta spesso pesante perchè va a creare un effetto horror vacui, ovvero va a rimepire eccessivamente uno spazio esiguo. E' il motivo per il quale alcune dive famose, pur essendo IP, non utilizzano quasi mai rossetti forti e preferiscono caricare gli occhi piuttosto che definire le labbra

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Un esempio famoso è quello di Kim Kardashian, che sui suoi tratti il rossetto rosso risulta un po' appariscente. Altro esempio è quello di Penelope Cruz, che sta senz'altro molto bene con le labbra rosse ma con labbra più naturali (salvo quando le schiarisce eccessivamente) risulta molto più fresca. Insomma bisogna fare attenzione ad ogni dettaglio, perchè il trucco teatrale suggerito per le IP può essere magnifico o, ahimè, fare effetto "sciura"se non viene gestito bene.

Immagini tratte dal sito Urban Decay. 1 rossetto molto scuro, adatto alle IP lato cupo o alle ragazze di pelle nera 2 rossetto scuro intermedio, adatto a tutte le IP e in molte occasioni 3 il rosso classico, ideale per la sera e tutte le volte in cui ci si prepara al top 4 il rossetto naturale, per tutte le occasioni 5 il nude, da abbinare esclusivamente a smokey molto carichi.

COSA FARE AI CAPELLI?
Nulla. IP, nella maggioranza dei casi ha una fisionomia cromatica ben precisa, non a caso sono fra tutte quelle più facilmente distinguibili anche da chi non è esperto di armocromia. Ogni cambiamento irrompe brutalmente in questa armonia cromatica e porta a dei peggioramenti invece che a dei miglioramenti: schiarendo si perde croma e forza nei contrasti; riscaldando il viso s'ingiallisce e s'invecchia; con il rosso esce fuori la patina olive e si risulta verdastre, poco sane; con il nero ci si appesantisce troppo. Quindi le IP, diversamente da alcune altre stagioni che vedremo in futuro, ha possibilità di variare con i capelli quasi nulle, soprattutto per chi nasce già molto scura sia di pelle che di chioma. In alcuni casi possono funzionare delle maschere colorate che scuriscono di mezzo tono il proprio colore di base, mentre qualche leggera schiaritura sulle lunghezze, mantenendo sempre un tono cenere, può dare luce alle IP che hanno superato i 50. Tutto il resto lo ritengo decisamente non consigliabile.

LA SCELTA DEGLI ACCESSORI

Gli accessori nei colori giusti posizionati vicino al viso aiutano a recuperare abiti non armocromaticamente perfetti come questi in foto

Scegliere gioielli, sciarpe e cappelli nei toni giusti ha un'importanza fondamentale poichè questi, stando a diretto contatto con il viso, svolgono un ruolo chiave nel look complessivo. In una palette IP ci sono molti colori, compresi dei rosa, degli azzurri e dei gialli che chiaramente non rappresentano i colori migliori ma sono ottimi per accenti, come la fantasia di un vestitino o un sottogiacca che dà vivacità ad un completo. Questi stesso colori non sono però adatti ad essere usati per grosse porzioni (immagino ad esempio un giaccone) o troppo vicini al viso, perciò è importante che gli accessori siano scelti nei colori top che abbiamo già visto nella tabella: bianco, nero, blu notte, blu reale, rosso, vinaccia, prugna, viola, verde petrolio, verde smeraldo. Un accessorio scelto nei colori top,oltre ad essere utile a creare i contrasti di cui le IP hanno bisogno, sono estremamente utili a recuperare capi non armocromatici. Un esempio: hai un bellissimo e costosissimo cappotto color cammello, ovvero un tono nemico alle inverno, mica lo butti? Lo abbini ad uno sciarpone nero con cappellino coordinato. Per quanto riguarda la scelta dei gioielli, è più indicato l'argento rispetto all'oro (anche se le più neutre potranno farne comunque un moderato uso), mentre è del tutto sconsigliato il rame e l'oro rosa. Per IP sono ideali i metalli, mentre sono da evitare i gioielli in legno e tessuto in quanto troppo soft, abbinati a pietre scure e piene oppure scintillanti nei colori top della palette.

TROVARE LA PROPRIA POSIZIONE NELLA STAGIONE
In questi anni in cui mi sono occupata di armocromia, mi sono resa conto che a volte dire ad una cliente di che stagione è, senza aggiungere molto altro, è poco utile perchè facilmente la persona andrà in confusione e finirà col fare scelte non buone o a demoralizzarsi, abbandonando l'idea di imparare a riconoscere i propri colori. Ciò è dovuto in gran parte ai falsi miti di cui parlavamo ma non soltanto, c'è anche da sottolineare che per molte persone l'armocromia è una cosa totalmente nuova e hanno bisogno di essere seguite prima di arrivare a capire innanzitutto come funziona e poi com'è la sua stagione e in che modo ci rientra. A questo ho posto rimedio con il gruppo Armocromia e Trucco Correttivo che vi ho già più volte nominato. Ciò che rimane è il fatto che riconosco come  utopico pensare che l'immensità del genere umano calzi alla perfezione in 16 categorie definite, ognuno di noi è caratterizzato da un insieme di sfumature che ci rende un po' diverso dagli altri. A ciò naturalmente non c'è una soluzione totale e definitiva, anche ampliare il sistema a 20 o 24 stagioni a mio avviso non pone una soluzione al problema perchè salteranno fuori sempre casi a sé, che si collocano in maniera diversa e il sistema si appesantisce e si complica inutilmente. La mia soluzione è quella di individuare semplicemente in che lato ci si colloca, verso quale stagione sorella ci si affaccia. L'Inverno Profondo, nel mio sistema, si dirama in questa maniera:

Lato Soft: Individua le IP che hanno un leggero tocco di contrasto in meno e hanno bisogno di scartare i colori più brillanti della palette e di fare abbinamenti meno forti. Un esempio famoso di lato soft è Keira Knightley.

Lato Cupo: Sono le più profonde, le più gotiche. Coloro che hanno bisogno dei colori più scuri della palette poichè quelli più brillanti spesso risultano un po' chiari. Un personaggio famoso di lato cupo è Cheryl Burke

Lato Intenso: Intenso indica una predisposizione maggiore ai colori vivaci, e infatti chi si colloca in questo lato ha affinità con la stagione Inverno Brillante. Le IP di lato intenso sono più comuni nei paesi asiatici, dove il contrasto fra occhi-pelle-capelli è molto elevato, ma se ne trovano varie anche fra le donne con la pelle d'ebano, che con i colori delicati risultano spente ma con i colori scuri non ottengono abbastanza contrasto. Un esempio è Lupita Nyong'o.

Lato Freddo: sono coloro che reggono meno calore e hanno bisogno di scartare tutte le tonalità più neutre della palette. Facilmente sono caratterizzate da un incarnato piuttosto rosato o avorio velato di blu, e per questo traggono vantaggio da colori più spiccatamente freddi. Una nota attrice IP lato freddo è Anne Hataway.

Lato Neutro
: le più neutre, dall'incarnato giallino che facilmente viene scambiato per autunnale. Difatti faranno un utilizzo più limitato dei toni spiccatamente freddi e li sostituiranno con colori a cavallo con l'autunno. Un esempio di IP lato neutro è Kendall Jenner

E questo è quanto. Aspetti più dettagliati li chiarirò in post futuri, al momento potete intanto fare qualsiasi domanda e cercherò di rispondervi in maniera chiara ed esaustiva.

A presto ^_^







Continua...


venerdì 24 novembre 2017

Il trucco a lunga tenuta: alcuni suggerimenti.

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Quando si parla di make up la più grande preoccupazione di tutti, sia di chi trucca che di chi viene truccato (o fa da sè), è che il trucco abbia una buona tenuta. Nulla è più brutto di ritrovarsi in giro colata, a macchie o a croste, senza poter far molto per rimediare. L'effetto è decisamente sciatto e crea notevole disagio, specie in quelle occasioni in cui è importante presentarsi in ordine. La situazione più complessa è quella delle spose: il trucco deve rimanere intatto e di buona resa fotografica durante una giornata lunga e impegnativa, che il più delle volte si svolge nella stagione calda. Ma in generale anche nella vita di tutti i giorni molte donne si ritrovano con il trucco sfatto nel giro di poche ore e per questo, ormai rassegnate, vi rinunciano del tutto.
La scarsa durata di un trucco è dovuta a molteplici fattori, spesso combinati fra loro: Prodotti non idonei all'esigenza, prodotti scadenti, applicazione non ottimale, skincare errata, caldo eccessivo, pelle estremamente grassa o secca, lacrimazione abbondante. Alcuni di questi problemi sono facilmente risolvibili, ad esempio una consulenza professionale può aiutarvi a capire quali sono i prodotti adatti al vostro caso e come sostituire ciò che avete con acquisti di qualità, imparando inoltre le tecniche giuste per massimizzarne la resa. Altri invece richiedono tempo e continuità, perchè una giusta skincare porta frutti dopo almeno un mese di attenzioni costanti e la cura della pelle problematica può necessitare anche di molti mesi prima di arrivare a vedere cambiamenti sostanziali. Per quel che riguarda invece questioni riguardo il caldo e il sudore la soluzione non c'è, e quando mi si dice "cerco un fondotinta che non si lucida" molte volte si confonde davvero la lucidità con la sudorazione e questa ahimè non dipende ne dal fondotinta ne dall'applicazione. Da ciò vuol dire che per far durare a lungo il make up non basta acquistare un prodotto con la dicitura "a lunga tenuta", serve che funzionino bene tutta la serie di elementi già citati.

LA SKINCARE E' ESSENZIALE
Applicare una crema idratante prima di truccarsi è un suggerimento noto a tutte. Perchè lo si fa? per evitare che la pelle durante il giorno tenti di assorbire la componente grassa del fondotinta, causando un effetto secco e disomogeneo. Inoltre su una pelle secca i cosmetici si stendono male, lasciando chiazze e crepe decisamente antiestetiche destinate a rendersi più evidenti con il passare delle ore. Anche le pelli grasse hanno bisogno di idratazione, spesso una pelle apparentemente untuosa non è altro che una pelle sensibile e trascurata, che reagisce producendo più sebo e lucidandosi. Naturalmente prima del trucco si sceglierà una crema da giorno, che risulta più leggera e di facile assorbimento, relativa al tipo di pelle, ma è assolutamente importante badare alle componenti dei prodotti che andrete ad applicare sul viso: una crema a base molto grassa rischia di separarsi dal fondotinta se questo è a base acquosa, di conseguenza il trucco tenderà a colare e ad aprirsi rapidamente. Idem con alcuni fondotinta Long Lasting, che per far presa sulla pelle è necessario che questa sia piuttosto asciutta. In tal caso è importante applicare solo creme gel, molto leggere e acquose e aspettare circa 15 minuti prima di procedere con la stesura del fondotinta. Invece i fondotinta meno acquosi si legano meravigliosamente anche a creme più grasse, che sono una manna dal cielo per chi ha la pelle sottile e disidratata. Inoltre è importante che la pelle venga regolarmente esfoliata, perchè le odiose pellicine spesso non insorgono per colpa del fondotinta ma a causa di una skincare poco curata. Infine è molto importante anche fare attenzione a non sensibilizzare troppo la pelle, perchè le pelli sensibilizzate si arrossano, si surriscaldano (causando lo scioglimento dei prodotti) e tendono a tirare fuori una dose eccessiva di sebo. Anche esposizioni solari poco attente possono causare rossori e lucidità, l'ideale è sfiammare una pelle con impacchi di gel d'aloe e fare abbondanti vaporizzazioni di acqua termale sia prima che dopo il make up ma attenzione: una pelel molto sensibilizzata non si cura in un giorno e se avete in previsione un'occasione importante è bene a fare attenzione a qualsiasi cosa che possa causare i rossori, la soluzione migliore è quindi quella di prevenire.

LA QUALITA' FA LA DIFFERENZA.
Non voglio farne una questione di marche ma più del reale valore del singolo prodotto. Oggi abbiamo la fortuna di vivere in un'epoca dove la tecnologia è avanzata al punto da permetterci di comprare cose buone non troppo care, tuttavia è inutile prendersi in giro ed è più saggio riconoscere che su alcune cose conviene investire un po' di più. Le problematiche più diffuse sono la carenza di pigmento e le paste troppo cerose e quindi poco stabili: un ombretto che ha poco pigmento è più facile che sbiadisca prima, una matita troppo cerosa si scioglie e tende ad aprirsi, idem un correttore o un fondotinta che hanno uno scarso dosaggio di aggreganti. Insomma una buona formulazione ha un costo ed è facile che una matita da 1€ possa non essere la migliore per una palpebra già grassa, ed utilizzando un prodotto con più pigmento e più aggreganti (quindi che ha un costo di produzione maggiore) la resa migliora in maniera sostanziale. Durante le lezioni di self make up di gruppo, dove ogni persona porta i suoi prodotti, ho più volte fatto notare quanto migliori la tenuta cambiando il prodotto e tutte, gradualmente, hanno sostituito i loro vecchi trucchi facendo acquisti più mirati e hanno ottenuto grosse soddisfazioni.

PRODOTTI SPECIFICI PER OGNI ESIGENZA.
Oggi vanno molto di moda i rossetti liquidi opachi, quelli che che spesso vengono definiti "tinte" anche se non sono realmente tali, perchè in tante ne apprezzano l'effetto e anche la tenuta. In verità su di me nessuno di questi rossetti, di nessuna marca, ha davvero una tenuta buona perchè sulle mie labbra tendenzialmente secche si spaccano, si segnano e si sgretolano, sia al centro del labbro che lungo i bordi. Succede a me e a molte delle clienti con cui ho lavorato, mentre magari rossetti cremosi mi si asciugano e rimangono morbidi ma stabili. Ho raccontato questo per dimostrare che a volte anche ciò che viene definito come long lasting a volte può durare poco se inadatto alle caratteristiche di chi lo indossa, spesso chi ha paura di lucidarsi usa fondotinta troppo asciutti e di conseguenza questi si scrostano. Anche chi ha occhi molto umidi farà bene ad evitare di continuare ad utilizzare il kajal ma farà meglio a trovare matite waterproof se non dei gel eyeliner, che possono di solito essere usati tranquillamente anche nella rima interna. Insomma se nel vostro trucco qualcosa non funziona interrogatevi su che tipo di esigenza avete, spesso non sono i prodotti ad essere scadenti ma sbagliate le scelte in quanto fatte senza consapevolezza.

CONOSCERE I METODI E I PASSAGGI
Una volta che vi siete presi cura della vostra pelle e avete comprato prodotti di qualità e tipologia adeguata, ciò che dovete fare e munirvi di strumenti che vi aiuteranno a fissare il trucco e imparare a gestirli nella modalità giusta.

Quando si truccano gli occhi è di importanza fondamentale assicurarsi che le palpebre non siano unticce prima di procedere con il trucco e in caso eliminare il sebo passando un po' di acqua micellare, poi è necessario munirsi di un buon primer, che va applicato fino al sopracciglio e anche un po' lungo la rima inferiore se questa verrà truccata. Per far si che il trucco risulti intenso e a lungo, io di solito procedo a questo punto con una base grassa utilizzando o ombretti in crema long lasting o matite, a patto però che siano di una pasta bella asciutta altrimenti si rischia di compromettere la tenuta dell'ombretto invece che prolungarla. Una volta fatto ciò, passo all'applicazione degli ombretti. Ritengo sia molto importante esercitare una certa pressione sulla palpebra, specie nei punti di massima intensità, perchè applicando l'ombretto con movimenti delicati fa si che questo rimanga superficiale e sbiadisca prima, mentre pressando la polvere aderisce alla base creando un tutt'uno. Quando si applicano prodotti molto glitterati utilizzare una colla specifica è fondamentale, se invece si tratta semplicemente di ombretti perlescenti un po' polverosi consiglio, dopo aver già realizzato le sfumature, di picchiettarli con il pennello inumidito con uno spray alla glicerina (sul genere Fix + di Mac, per intenderci). Infine vaporizzare abbondantemente uno spray fissante. Per quanto riguarda zone molto soggette all'umidità come infracigliare e rima congiuntivale, non utilizzo mai i classici kajal perchè già so che sulla maggior parte delle persone tendono a colare, quindi do preferenza a delle buone matite waterproof o eyeliner, quest'ultimi in particolare mi danno assoluta tranquillità poichè mi assicurano durata anche sui soggetti più complessi.

Per quanto riguarda il trucco del viso, un buon primer può essere senz'altro utile a migliorare la tenuta del trucco ma è importante che venga scelto in relazione al tipo di pelle e al tipo di fondotinta, poichè i primer a base siliconica spesso non interagiscono bene con i fondotinta a base d'acqua e i primer leviganti spesso offrono l'effetto contrario se la pelle è inspessita e disidratata. Molte volte preferisco usare come primer semplicemente uno spray a base di acqua e glicerina, che ha la proprietà di far presa con i cosmetici senza però interferire troppo con essi. Riguardo l'applicazione del fondotinta, ognuno sceglierà lo strumento più adatto alla texture del prodotto, ma anche in questo caso esercitare pressione è molto utile: utilizzare una spugnetta in lattice, magari leggermente inumidita di fissante, e picchiettare il fondotinta dopo averlo applicato aiuta molto a migliorarne la tenuta. Per quanto riguarda invece il copri occhiaie, ritengo che l'applicazione migliore sia quella fatta con i polpastrelli, poichè il calore delle dita permettono di lavorare bene il prodotto con la pelle ed evitare che rimanga in superficie. Proprio un'applicazione troppo superficiale è spesso la causa di un contorno occhi sciolto nei solchi. Infine il tutto va incipriato, praticamente sempre. Lo specifico perchè molte donne non la usano, ne ignorano l'utilità, mentre per la cipria è un passaggio fondamentale a fissare il tutto e anche ad evitare che sulla pelle umida il fard e la terra si stendano a chiazze. Io non sono amante delle basi molto incipriate, anzi direi che preferisco di gran lunga un pizzico di lucidità diffusa, che è cosa naturale e conferisce freschezza e giovinezza alla pelle, piuttosto che un effetto spento e polveroso. Tuttavia in estate, specie sulle pelli effettivamente grasse, applico spesso la cipria con il piumino, che permette di compattare meglio le polveri con le creme, inoltre sulle pelli più untuose e impure applicare un velo di cipria anche prima della stesura del fondotinta ne migliora molto la tenuta e massimizza la coprenza. Spesso, specie su chi ha un contorno occhi particolarmente complesso, utilizzo la tecnica del fissaggio a base di talco, quello che oggi viene comunemente definito "Baking": sopra strati cremosi ancora umidi, applico in grandi quantità del talco o una cipria a base di talco e la lascio lì, ad amalgamarsi con la pelle, per circa 10 o 15 minuti dopo i quali spolvero via tutto. L'effetto è estremamente levigato e la tenuta è eccellente anche nelle giornate più afose. Infine 3 o 4 vaporizzate di fissante aiutano a far legare il tutto e anche a prevenire la lucidità.

Infine, per quel che riguarda le labbra, il discorso è abbastanza soggettivo. Io di solito, per realizzare un trucco da sfoggiare durante un evento lungo e importante, preferisco che le mie clienti portino uno dei loro rossetti preferiti, in primis perchè possono portarlo in borsetta e ritoccarlo e poi perchè so per certa che quello avrà una buona tenuta su di loro. Purtroppo l'esperienza mi ha insegnato che ciò che è ottimo su una persona magari su un'altra sbava o secca. Sicuramente anche qui rispettare dei passaggi è buona norma:
- scrub labbra
- matita da applicare sia di contorno che di riempimento
- rossetto, da stendere bene strofinandosi più volte le labbra
- stringere una velina fra le labbra e sopra di questa spolverare un po' di cipra
- aggiungere un altro pochino di rossetto
Questo gioco di strati e pressioni permetterà al rossetto di resistere decisamente più a lungo.







Risultati immagini per l'oreal eyeliner gel
Non tutte sanno che l'eyeliner in gel può essere usato nella rima interna e assicura una tenuta da record. Questo di L'Oreal è di buona qualità ed è dotato di un ottimo pennellino.
Risultati immagini per mac fix plus
Il Fix + di Mac è uno spray a base di aqua, glicerina e sali minerali. Permette di rimuovere gli eccessi di polvere e di far si che il tutto si compatti alla base ma è ottimo anche da usare come primer. Utilissimo per bagnare ombretti glitterati.
Risultati immagini per urban decay de slick
Questo invece, a differenza del Fix +, è un vero e proprio fissatore, da utilizzare alla fine del trucco per renderlo a prova di sudore e sfregamenti.
Risultati immagini per smashbox lid primer
I Photo Finish Lid Primer di Smashbox permettono un'ottima tenuta e sono disponibili in più clorazioni.

Risultati immagini per clinique clarifying lotion 3
Le Clarifying Lotion di Clinique sono utilissime a rimuovere delicatamente le cellule morte dal viso, che spesso danno al fondotinta un aspetto sgradevolmente disomogeneo e crepato.
Risultati immagini per energie de vie
L'Energie de Vie di Lancome è una crema viso molto leggera, di facile assorbimento, che lascia però la pelle molto morbida e facilita la stesura del fondotinta. Consigliatissima.
Risultati immagini per avene acqua termale
L'acqua termale è utilissima a lenire la pelle aggredita dai raggi solari, dagli agenti esterni e dalle temperature. Vaporizzarne abbondantemente prima del trucco aiuta molto a preparare la pelle in maniera ottimale.
Risultati immagini per charlotte tilbury bedroom black
Il mio rapporto con le matite waterproof non è dei migliori, spesso scrivono poco o hanno un tratto gessoso. Quando scrivono bene però tendono facilmente a sgretolarsi sugli zigomi. Questa di Charlotte Tilbury è invece eccellente, vale il suo costo un po' elevato.
Immagine correlata
La cipria di Mac prep + prime può essere utilizzata anche sotto il fondotinta, un'idea per chi ha la pelle molto grassa.
Insomma pur dovendo ammettere che esistono davvero casi complessi, di pelli che in nessun modo permettono al trucco di resistere più a lungo di un'ora o due, nella grande maggioranza dei casi si tratta solo di curarsi di più, trovare il prodotto giusto e applicarlo nella maniera ottimale.

Spero che il post vi possa essere utile, a presto ^_^                                         
                                         

Continua...

mercoledì 25 ottobre 2017

Le stagioni dell'armocromia.

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Recentemente ho spiegato, anche se a grandi linee perchè il discorso è molto lungo e complesso, che cos'è l'Armocromia e su cosa si basa realmente. Oggi cerchiamo insieme di capire un po' più nel dettaglio come funziona il sistema più conosciuto, quello a 16 sottostagioni, e come si distinguono le stagioni l'una dall'altra.
Innanzitutto chiariamo che usare i nomi delle stagioni per definire i macro gruppi cromatici è puramente di comodo. Ho provato a capire chi e dove ha parlato per la prima volta di persone Inverno o Primavera ma non sono ancora riuscita a darmi una risposta, lo stesso Itten nomina le categorie in modo  affrettato, come se l'argomento dovesse essere già noto al lettore. Carol Jackson, a sua volta, riprende l'argomento mantenendo i nomi delle stagioni rifacendosi a quanto letto da Itten ma ad essere onesti la tavolozza cromatica di una stagione dipende molto dalle condizioni metereologiche, dall'area geografica, dalle tradizioni...Io se penso all'Inverno non mi vengono in mente solo colori freddi ma anche l'oro, il verde pino e il rosso caldo del Natale; l'Autunno per me non ha i colori ricchi e infuocati come in certi paesaggi americani perchè nella città in cui sono cresciuta gli alberi perdono tutte le loro foglie nell'arco di un giorno o due, piuttosto ha i colori delle prime nebbie, delle lunghe giornate di pioggia e lo identifico con il grigio; la primavera per me ha i toni del bianco e del rosa che vedo sugli alberi in fiore, perciò la percepisco come fredda; L'estate per me è luce oro riflessa dalla sabbia, dai campi di grano e girasole, dalle colline verdeggianti...
Insomma si, prendete queste definizioni solo come nomi che identificano quattro gruppi cromatici suddivisibili, a due a due, per caratteristiche opposte:  freddi scuri (Inverno), freddi chiari (Estate), caldi scuri (Autunno), caldi chiari (Primavera), smorzati (Estate e Autunno), saturi (Inverno e Primavera). Ciò può essere sintetizzato visivamente con questo schema:



Se noi osserviamo le quattro figure di questo schema ci accorgiamo che queste, nonostante non siano altro che confusi colpi di mouse fatti con il pennello virtuale di un programma di grafica, risultano armoniche. Ognuno ha i suoi gusti e naturalmente può preferire una combinazione piuttosto che l'altra, ma indubbiamente tutte e quattro risultano bilanciate. Ciò è dovuto al fatto che i colori, apparentemente messi a caso, in realtà sono abbinati per analogia di profondità, croma e temperatura e per questo nel complesso creano armonia e contrasti gradevoli, bilanciati. Ognuno di questi riquadri rappresenta le quattro stagioni armocromatiche così come erano state inizialmente pensate:

AUTUNNO
Toni caldi, ricchi, densi, pastosi, e avvolgenti. E' una stagione che raccoglie colori vibranti come il rosso pomodoro, il verde vescica, l'arancio zucca, o profondi come il marrone caffè, il verde pino e il borgogna, o delicati come il beige, il cipria a base calda e il verde oliva. Insomma racchiude in se una certa vivacità attenuata da un velo di morbidezza, una luce color oro antico che smorza i contrasti e crea un filtro tonale. Le persone definite Autunno sono, a grandi linee, quelle caratterizzate da capelli dalle sfumature calde (dorate o rosse), gli occhi screziati di ambra e di oro e la pelle caratterizzata da un tono mielato.

INVERNO
I colori dell'inverno rispecchiano un certo ideale che si ha della stagione: freddi, drammatici, vividi e profondi. Abbiamo i toni glaciali del blu e del bianco, quelli squillanti del magenta e del verde smeraldo, e poi le nuance scure come il nero e il prugna. Era quindi considerata una stagione caratterizzata da colori e abbinamenti che non passano inosservati, perchè a differenza dell'autunno non ha quel velo tonale che lo addolcisce ma è dominato colori puri messi a forte contrasto con colori scuri. Le persone definite Inverno, secondo un criterio astratto, hanno i capelli scuri (dal castano cenere scuro fino al nero), gli occhi scuri o di un azzurro freddo e intenso e la pelle caratterizzata da un sottotono blu che la rende in superficie rosea o olivastra.

PRIMAVERA
La Primavera, stagione dei germogli, dei boccioli e dei prati inondati dai primi tiepidi raggi di sole, è connotata da colori chiari: delicati, luminosi, caldi, tendenzialmente pastello come il giallino, il pesca, il panna e il verde acqua, ma anche non privi di brio e vivacità come il corallo, l'arancio e il verde mela. I colori sono puri, non velati come quelli autunnali, per questo risultano piuttosto brillanti ma allo stesso tempo è una stagione che, a differenza dell'Inverno, risulta come addolcita dal basso contrasto. Lo stereotipo della donna primavera ha capelli chiari con riflessi caldi (biondo dorato o rossi), occhi verdi o azzurri screziati d'oro e la pelle diafana dal sottotono caldo.

ESTATE
L'estate, un po' come la primavera, è una stagione piuttosto chiara ma a differenza di questa i colori sono freddini e leggermente attenuati come da una fresca e umida nebbiolina, sono colori che complessivamente trasmettono relax, tranquillità e pacatezza. Le tonalità tipiche sono tutta la gamma dei blu delicati (ne troppo scuri ne troppo brillanti), i grigi, i rosa, i violetti e i verdi a base blu. La persona che incarna l'aspetto tipo di un' Estate di solito ha capelli biondi o castano chiaro con riflesso cenere, occhi celesti o verde acqua, incarnato chiaro dal sottotono bluastro.


Le consulenti dell'immagine ancora oggi utilizzano questo sistema a quattro stagioni perchè, essendo molto generico, permette loro di creare palette personalizzate e studiare il caso specifico della cliente offrendo consigli ad hoc. E in effetti così il sistema senza il sostegno di una consulenza più minuziosa rimane sin troppo generico. Ad esempio non tutte le Autunno portano bene sia colori ricchi che delicati; molte Inverno non sono poi realmente gelide e alcune hanno anche una carica di drammaticità meno spiccata; Le Estati, pur rimanendo non molto profonde, non per forza sono eteree e alcune hanno bisogno di scurire il loro guardaroba. Questi sono solo una parte delle osservazioni che hanno portato alla nascita di sistemi più ampi e precisi, prima quello a 12 e poi a 16 stagioni, che è sinteticamente descritto nella tabella a seguire.


Quindi in sostanza cosa significa questa tabella? che le quattro stagioni sono diventate dei macro gruppi che contengono ciascuno quattro micro gruppi che si distinguono per dominanti: ogni macro gruppo ha una stagione assoluta (quindi caldissima o freddissima), una stagione a croma più alto, una a croma basso, una profonda e l'altra chiara.

INVERNO
Inverno profondo: La dominante di questa stagione è la profondità, ed è contornata da colori ricchi e intensi: alcuni saranno molto scuri, altri invece brillanti ma leggermente scuriti da un tocco di nero da abbinare insieme per creare vibranti contrasti. Le dominanti secondarie sono il croma piuttosto alto, che permette all’IP di mantenere un aspetto d’insieme vivace, e una temperatura neutro fredda, ovvero la possibilità di gestire colori freddi stemperati da un’impercettibile nota di calore.

Inverno Profondo Soft: Simile all’Inverno Profondo, ha sempre la profondità come dominante ma con il croma un po’ più basso, colori sono meno accesi e attenuati da un tocco di grigio scuro o di nero. I colori dell’IPS sono quindi piuttosto vicini a quelli IP ma risultano leggermente velati e quindi le tinte più sature risultano meno squillanti e i contrasti più moderati.

Inverno Assoluto: Vengono classificate come inverno assoluto le persone con una dominante assolutamente fredda, poichè non reggono alcuna traccia di calore: le IA a contatto con colori anche solo tiepidi risultano stanche e invecchiate. Inoltre le persone IA sono connotate da un croma molto alto che le rende valorizzate al massimo con colori limpidi e vivaci.

Inverno Brillante
: Le inverno brillante sono caratterizzate da una tavolozza gioiello: Occhi chiari e scintillanti, carnagione luminosissima, capelli in colori freddi e intensi. La loro dominante è quindi il croma elevato, che viene esaltato utilizzando colori accesi e a forte contrasto.


PRIMAVERA
Primavera Brillante: come per l'Inverno Brillane, anche qui siamo di fronte ad una tavolozza gioiello ma tendenzialmente calda e leggermente più chiara. Anche qui la dominante è quindi il croma elevato.

Primavera Assoluta: la dominante di questa stagione è il calore assoluto, le PA risultano pallide e ingrigite a contatto con colori freddi. La dominante secondaria è il croma molto elevato, che fa in modo sia valorizzata al top con colori piuttosto chiari ma vivaci e limpidi.

Primavera Chiara:  La dominante qui è la bassa profondità, quindi il valore chiaro. Come le altre Primavere viste fino ad ora, anche le PC indossano colori vivaci ma più delicati e acquerellati, stemperati da un tocco di bianco/panna.

Primavera Chiara Soft: Anche qui la dominante è il valore chiaro, ma la PCS rispetto alle altre Primavere ha un tocco mielato che rende i toni meno limpidi, più morbidi e attenuati.



ESTATE
Estate Chiara: stagione sorella alla Primavera Chiara, con la quale condivide un croma medio alto e la dominante, ovvero la profondità bassa. I colori sono quindi vivaci ma comunque resi più tenui dalla componente bianca che li accomuna.

Estate Assoluta: l'EA è la stagione più fredda fra le estati, quindi la sua dominante e la temperatura totalmente fredda. Come per le Inverno Assoluto, le Estati assolute risultano molto penalizzate dai colori che presentano una componente calda, anche poco accennata, ma a differenza di queste hanno meno croma, meno contrasto e meno profondità.

Estate Soft Profonda: la dominante di questa stagione è la spiccata componente soft, che smorza sia i colori che i contrasti con un velo di grigio. Condivide una serie di colori con l'Inverno Profondo Soft ma nel complesso è una stagione più chiara e meno drammatica.

Estate Soft Chara: sorella di Estate Soft Profonda, condivide la stessa dominante ma si differenzia per un valore più chiaro ed etereo.




AUTUNNO
Autunno Profondo: L'AP è il corrispettivo neutro caldo dell'Inverno Profondo. La sua dominante quindi è la profondità elevata, affiancata ad un certo livello di croma e di contrasto. I colori risultano sempre intensi, ricchi e vibranti ma appena attenuati da un tocco marrone scuro che li scurisce e li scalda

Autunno Soft Profondo: l'ASP è la terza delle quattro stagioni soft dell'armocromia. E' paragonabile all'Estate Soft Profonda, in quanto condivide con essa la dominante, ovvero la desaturazione (soft) dei colori, e la seconda caratteristica ovvero la profondità di grado medio. La differenza è nella temperatura, in quanto i colori, pur rimanendo piuttosto neutri, sono tutti scaldati da una velatura dorata.

Autunno Soft Chiaro:
la quarta stagione soft è simile all'Autunno Soft Profondo in quando ne condivide la dominante (soft) e la temperatura, ma i colori sono tutti leggermente più chiari.

Autunno Assoluto: l'AA è la stagione assoluta dell'autunno, per cui la sua dominante è la temperatura totalmente calda. Rispetto alla Primavera Assoluta presenta un tocco di profondità in più e risulta valorizzata con colori leggermente meno brillanti.


Ora voi vi starete domandando: come capisco a quale stagione appartengo? Solo con l'analisi.

Noi possiamo dire che, a grandi linee:
- una persona con occhi scuri nel 99% dei casi appartiene ad una stagione profonda o soft profonda
- le bionde chiare naturali, salvo forse eccezioni che ancora non ho incontrato nella mia vita, non sono mai Inverno.
- le rosse naturali sono sempre calde
- le olivastre sono sempre neutre

Per il resto una regola non c'è ed è impossibile darvi risposte senza aver fatto l'analisi.

Molte a grandi linee riescono a capire la propria macrostagione, ho conosciuto donne con un'ottima consapevolezza di sè. Ma spesso invece si incontrano difficoltà, perchè spesso le donne si vedono bene con i colori che sono abituate ad indossare da sempre, o con quelli che vanno di moda al momento. O ancora sono tratte in confusione da alcune caratteristiche che possono sembrare similari: gli occhi azzurri di un'Estate Assoluta possono spesso erroneamente far pensare ad un Inverno Brillante, fra more a sovratono giallo non sempre è facile distinguere un Inverno da un Autunno e in generale anche le stagioni chiare possono rivelarsi estremamente neutre. Inoltre anche chi individua la stagione giusta è facile che non la interpreti bene: ho visto donne Inverno Profondo truccate troppo cariche, o Estati Soft troppo ingrigite, o Autunno Profondo che utilizzano toni eccessivamente caldi, o Primavere Chiare che non capiscono che, per quanto siano eteree, hanno bisogno di dare definizione al loro trucco. Per questo l'autoanalisi a mio avviso non è consigliabile, vi suggerisco piuttosto di entrare nel mio gruppo, Armocromia e Trucco Correttivo, e chiedere una consulenza gratuita come indicato dal Regolamento.

Le descrizioni che ho fatto di ogni stagione vi aiuteranno a capire le caratteristiche principali, a entrare nell'ottica del sistema. Tuttavia è innegabile che dietro ogni singola stagione c'è un mondo più complesso, e seppure tutte sono fra loro "sorelle", nel senso che sono collegate fra loro da caratteristiche che determinano la condivisione di una grossa parte dei colori nelle loro palette, sono caratterizzate da differenze importanti che meritano di essere studiate e approfondite. Inoltre ritengo che l'armocromia, soprattutto alla luce del fatto che oggi non esistono più solo 4 stagioni ma molte di più a seconda del sistema utilizzato, vada rivista rispetto a come era stata definita alle sue origini, ovvero negli anni 80, quando ancora era una novità e molto influenzata dalla moda del tempo. Oggi l'armocromia è una disciplina più ampia e che si basa su un concetto di semplicità, sia come impatto visivo sia come realizzazione e gestione del look che prima era poco considerato. Ma questo lo approfondiremo in futuro.
Il prossimo post sarà dedicato alle Inverno, non perdetevelo ;)

A presto ^_^
Continua...