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lunedì 21 agosto 2017

Soluzioni personalizzate di make up: Camilla

1 comment
Disse Stefano Anselmo che ogni donna nasconde 4 o 5 volti diversi, attraverso il trucco è possibile tirarli fuori e ognuno di questi mostrerà una sfaccettatura della sua morfologia, del suo sguardo, della sua essenza. Saranno trucchi diversi ma tutti comunque estetizzanti, ovvero mirati a rendere bello e armonioso il soggetto, perchè il trucco, come tutte le illusioni ottiche, può abbellire ma anche imbruttire o tirare fuori aspetti sgradevoli del viso, basta pensare al teatro: con trucchi studiati ad hoc si può invecchiare un soggetto, o indurirlo, o incattivirlo, o renderlo buffo. Anche se in grado minore, anche nel loro trucco quotidiano le donne inavvertitamente con il trucco qualche volta si induriscono i lineamenti, ed è per questo che è importante assumere la consapevolezza di cosa si sta usando e dei propri gesti.




E' un po' il caso di Camilla, che con il trucco qualche volta si indurisce un po' il viso.
Camilla è una ragazza molto bella, forse fra i visi più belli che io abbia mai truccato: labbra perfette, occhioni da gazzella, ricorda la Sophia Loren dei tempi d'oro. Tuttavia, come capita spesso con i volti molto particolari, per truccarla è necessario seguire alcune linee guida.

Camilla ha occhi grandi ed è molto mora e intensa, ragioni per cui ha bisogno di definire bene il suo sguardo. Ma allo stesso tempo il suo occhio è leggermente infossato e ha una palpebra fissa ridotta, quindi facilmente su di lei il trucco passa da troppo poco a troppo marcato. Le sue labbra sono bellissime, non hanno bisogno di correzione e rappresentano il punto forte del suo viso, ma una volta truccate di rosso sembrano togliere un po' di respiro al suo viso minuto, soprattutto se mantiene la rima inferiore truccata come nella foto.
L'obiettivo è quello di mettere in mostra la sua bellezza e i suoi punti forti ma senza indurirle lo sguardo e senza togliere aria e luminosità al suo viso

Sicuramente, come dicevo in apertura, è possibile scegliere più opzioni e quella mostrata non è assolutamente l'unica giusta, ma è quella che mi è sembrata al momento più semplice da realizzare e più vicina alla confort zone di Camilla, dato che lei ama usare il kajal e voleva che le mostrassi un trucco che potesse imparare a replicare.

Innanzitutto la base: su di lei ho utilizzato un fondotinta abbastanza coprente (Studiofix Fluid di Mac) perchè pur avendo una bellissima pelle quel giorno aveva un bel po' di rossori da nascondere, per ottenere comunque un effetto luminoso ho miscelato il fondotinta con una goccina di olio. Ho realizzato chiaroscuri in crema usando un correttore di colore chiaro al centro del viso, messo verticalmente, e un marrone freddo posizionato di lato, in modo da renderle il viso più ovale.
Gli occhi sono al quanto minimal, nel senso che ho utilizzato pochi prodotti e la tecnica impiegata è decisamente semplice: base grassa in un colore chiaro, per schiarirgli le palpebre, eyeliner applicato molto sottile e una leggera sfumatura nocciola che si allunga verso l'esterno, per rendere lo sguardo più felino. La rima inferiore è stata truccata con un Kajal nero ma ben sfumato lungo il bordo, in modo da ottenere un effetto definito ma morbido. Per impreziosire il tutto ho applicato un ombretto trasparente glitterato (Waterdream di Nabla) su tutto l'occhio.
La sopracciglia sono state depilate, schiarite e ridisegnate seguendo la forma più adatta al suo viso, quindi un po' più sottili per dare luminosità alla zona oculare e leggermente più arcuate per allungarle il viso.
Infine per le labbra ho optato per un nude naturale, ovvero un colore chiaro ma che rende le labbra fresche e rosee, in modo da conferire al suo viso maggiore morbidezza e verticalità. Camilla è un Inverno Profondo, ma ciò nonostante sta benissimo con il rossetto nude, ennesima dimostrazione che l'armocromia serve poco se non si prendono in considerazione anche altri elementi che caratterizzano la persona.

   

Questo è il risultato.
Sicuramente ci sono altre possibilità, ritengo ad esempio che le si poteva lasciare la rima inferiore chiara, non truccata, e poi metterle un bel rossetto rosso amarena. Oppure si poteva realizzare un trucco più scuro (ma non eccessivamente scuro) mantenendo però un gioco di iridescenze al centro della palpebra. O ancora scegliere del colore da applicare lungo le rime, come il verde petrolio e il blu zaffiro.

Spero l'articolo vi sia stato utile, a presto ^_^
Continua...


mercoledì 9 agosto 2017

Armocromia: cos'è e come usufruirne nel modo giusto

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L'armocromia è uno strumento che permette alle persone di scegliere i colori giusti per valorizzarsi: abbigliamento, trucco, accessori, tinte capelli, manicure. E' un concetto teorico di cui si parla molto oggi ma che affonda le sue origini nel secolo scorso. L’armocromia si basa su un concetto scientifico, ovvero le leggi della fisica che determinano le qualità di un colore. Semplificando, come definiamo le qualità di un colore? in base alla percentuale di nero o di bianco stabiliamo quanto è scuro o chiaro un colore (quindi, in armocromia, la profondità del colore), in base al quantitativo di grigio o di complementare si definisce se un colore è puro o smorzato (quindi un croma soft o brillante), a seconda della dose di giallo o di blu presente nella nuance si può affermare se essa è tendenzialmente più fredda o più calda (quindi la temperatura del colore).




Essendo ogni essere umano composto da colori, anch’esso ha una tavolozza che può essere caratterizzata da una dominante profonda piuttosto che chiara, brillante piuttosto che soft, calda piuttosto che fredda. Di conseguenza chi ha profondità risulta slavato se indossa colori pastello, viceversa chi ne ha poca si ritrova appesantito da colori troppo scuri e contrastati. Se il soggetto è caratterizzato da colori vividi e intensi apparirà spento con toni molto smorzati, al contrario chi è caratterizzato da un tonalismo morbido risulterà sovrastato da toni molto vivaci. Un colore caldo su un incarnato freddo - o viceversa - getta una patina grigia sul viso. Quando circa sette anni fa scoprii l'armocromia tutto ciò mi sembrò subito ovvio, chiaro, lampante. Mi chiesi come avevo fatto a non pensarci prima, visto che avevo tante volte avuto esperienza di come alcuni toni mi stessero così bene da farmi apparire fresca e raffinata anche con capi semplici e poco trucco, e altri invece così male da non riuscire a recuperarli neppure con mille attenzioni. Il primo ricordo risale agli anni delle medie: mi innamorai di un maglioncino giallo girasole visto addosso alla mia compagna di banco, le stava così bene che convinsi mia mamma a comprarmene uno uguale. Nonostante lei come colori in apparenza era la mia fotocopia (entrambe castane con pelle chiara e occhi scuri), su di me il maglioncino stava veramente male: apparivo pallida, cianotica e mi si notavano di più le occhiaie e i capillari che ho sul viso. All'epoca la mia insicurezza, tipica di una bambina che si affaccia ormai all'età adulta, mi portò a pensare che la causa stava nel fatto che lei fosse bella e io brutta. Mentre semplicemente quel punto di giallo caldo mai avrebbe potuto star bene ad un Inverno Profondo molto freddo come me, mentre su di lei Autunno Profondo era tutt'altra storia. Non eravamo simili come poteva sembrare. Negli anni ho fatto svariati acquisti errati seguendo le mode: l'arancione, il verde militare e il marrone che andavano tanto di moda durante gli ultimi anni 90 mi facevano apparire stanca e invecchiata, con i beige sembravo nuda, con i toni delicati diventavo scialba, sono arrivata man mano, a suon di acquisti lasciati a far muffa, a selezionare pochi colori nel mio guardaroba, in quanto gli unici con i quali mi sentivo sempre a posto: il nero, il blu, una certa dose di bianco, alcune tipologie di grigio, una certa gamma dei rossi e dei magenta, la parte più fredda dei verdi e alcuni viola. Il resto cercavo di avitarlo. Mi mancava di capirne la ragione, ma ero arrivata da sola all conclusione che non potevo indossare bene alla stessa maniera qualsiasi cosa, anzi.


CENNI STORICI
Il make up è un'invenzione recente, risale agli inizi del 900. Nei secoli antecedenti le donne già utilizzavano cosmetici per abbellire il viso, come i kohl che davano intensità allo sguardo, la polvere di riso che rendeva la pelle più chiara, uniforme e levigata, e i belletti che venivano picchiettati su labbra e guance per dare un effetto salute. Insomma esistevano prodotti di bellezza ma non il concetto di trucco come oggi lo intendiamo. Riguardo l'abbigliamento,  nei due secoli antecedenti al 900 la moda era ancora più condizionante di quanto lo è oggi e in particolare riguardo i colori non c'era libera scelta, anzi alcune tonalità erano considerate inappropriate e disdicevoli: Il nero era solo per contraddistinguere il lutto, il viola era cattivo auspicio (specie nell'ambiente teatrale), il rosso era per le donne volgari e oltre al rosso in generale lo erano tutti i colori molto accattivanti come il corallo e il magenta. La femminilità modesta, aggraziata, casta e delicata del diciannovesimo secolo si esprimeva in toni pastello o comunque delicati come il crema, il cipria, il tortora da abbinare, in inverno, a drappi in colori più scuri come il borgogna, il blu e il verde pino. Verso gli anni 30 la donna comincia gradualmente a liberarsi di questi cliché e punta ad una scelta individuale del colore, sia per quanto riguarda l'abbigliamento sia per il trucco, che proprio in quegli anni ha il suo primo boom di vendite e diventa accessibile anche alle masse. Con la nuova esigenza di una ricerca individuale del bello, a poco a poco si arriva alle prime basi dell'armocromia. Max Factor, storico make up artisti, negli anni 40 propose una serie di schede trucco che mostravano le tecniche per valorizzare per ogni forma di viso e anche i colori ideali: per la donna mora venivano suggeriti i colori forti, come i vinaccia e i rossi; per la castana le varie tonalità del lampone; per la rossa gli arancio e i corallo, per le bionde i rosa e i pesca. Queste schede ebbero enorme successo e furono molto utilizzate sia nel cinema sia nella vita quotidiana delle donne. Naturalmente qui non siamo dinanzi ad un vero e proprio approccio armocromatico in quanto le schede erano molto generiche e si basavano soprattutto sul colore dei capelli senza considerare fattori fondamentali come il sottotono della pelle. 
Il concetto di Armocromia, ovvero di combinazioni di colori comparabili alle stagioni, è molto antico e non è ben chiaro da dove sia nato. Johannes Itten, storico dell'arte, teorico e pittore del celebre Bauhaus, dopo aver passato una vita a riflettere sulla teoria dei colori e in particolare sugli accordi e i contrasti cromatici, nel 1961 pubblica il volume Arte del Colore, dove spiega (soprattutto attraverso quelli che noi oggi conosciamo come i 7 contrasti di Itten) come i colori interagiscono fra loro e in che maniera essi riescono a rendere gradevole ed efficace un dipinto all'occhio umano. In alcune pagine del suo libro usa il termine Armocromia e suddivide i colori degli esseri umani in quattro categorie fondamentali, che egli paragona alle stagioni: L'inverno, caratterizzato da colori freddi e intensi ad alto contrasto; la primavera, distinta per i suoi toni caldi, teneri e luminosi; L'estate, dalle sfumature fresche e ovattate; l'autunno, connotato da colori caldi, ricchi e opulenti. Negli anni 70 Carole Jackson, una consulente americana, approfondì il discorso di Itten nel suo saggio Color me Beauty, dove l’armocromia diventa un vero e proprio metodo per analizzare le sue clienti e offre loro una consulenza che le indirizza verso i colori che le valorizzano di più. 




L'ARMOCROMIA OGGI
Da allora l’armocromia ha preso man mano piede negli ambienti che si occupano di bellezza: da subito L'Arte del Colore diventa testo fondamentale per chi studia la teoria del colore, quindi pittori, storici dell'arte, designer, stilisti, consulenti dell'immagine, truccatori, parrucchieri e quant'altro. E anche il metodo di analisi della Jackson, seppur un po' più lentamente, va diffondendosi, diventando negli anni uno studio man mano sempre più dettagliato: da 4 le stagioni diventano 12, oggi è molto utilizzato un sistema a 16 stagioni ma esistono anche sistemi a 24 che sono ancora più precisi e complessi. Anche i metodi di analisi variano sensibilmente a seconda del sistema di riferimento: c'è chi analizza con drappi e luci specifiche in un ambiente creato ad hoc (metodo sci/art), c'è chi usa i drappi ma rileva semplicemente gli effetti che i colori generano sul viso; c'è chi analizza on line attraverso foto, c'è anche chi addirittura analizza attraverso una foto sola, che semplicemente osservando dettagli come la conformazione dell'iride, il riflesso naturale dei capelli e la trasparenza della pelle riesce a rilevare la stagione armocromatica del soggetto in esame. Non esiste un metodo più autorevole di un altro, chiunque ha ben studiato Itten e ha esercitato il suo occhio, imparando a cogliere dettagli poco evidenti eppur determinanti, entra nell'ottica armocromatica e nell'insieme si raggiungono risultati analoghi pur utilizzando metodologie differenti.

I VANTAGGI DELL'ARMOCROMIA
Innegabilmente l'armocromia è estremamente utile. Io, come accennavo introducendo il discorso, ho per anni fatto acquisti sbagliati prima di arrivare a capire che certi colori mi stavano bene mentre altri proprio no e, probabilmente, se non avessi conosciuto l'armocromia ancora oggi starei a ripetere alcuni sbagli poiché mi sarebbe mancata quella consapevolezza in più che mi fa da guida. Oggi giorno siamo tutti, nel bene e nel male, condizionati dai media, dal marketing, dagli influencer che suggeriscono a seconda del gusto e dei trend cose che sembrano dei must - sia di trucco sia di abbigliamento - ma poi passata la moda non si riesce più ad indossarli perchè non erano stati scelti su misura per noi. L'armocromia quindi permette di risparmiare denaro e anche di evitare piccoli drammi: quante hanno dovuto affrontare i danni ai capelli causati da una tinta scelta in un tono sbagliato? con la giusta consapevolezza anche tingere la propria chioma diventa meno rischioso.  Inoltre quando i capi sono dei colori giusti appaiono belli sulla persona anche se molto semplici ed economici. Il trucco risulta perfetto anche se molto minimal. Insomma i colori giusti permettono di avere un incarnato più fresco, giovane e luminoso con il minimo sforzo.

E GLI SVANTAGGI?
Teoricamente, non ce ne sono. L'armocromia non è un obbligo ma una libera scelta, che possiamo far nostra quotidianamente o a momenti alterni. Posso per tutti i giorni seguire il mio estro ma utilizzare l'armocromia se ho un colloquio, o una serata importante, o un'occasione in cui mi interessa essere al top. Inoltre anche alcuni colori "sbagliati", conoscendo un po' di stratagemmi, possono essere sfruttati e riportati a nuova vita. L'armocromia comporta una serie di inconvenienti solo viene vissuta e interpretata in modo sbagliato, adesso riporto qualche caso frequente.

DIFFIDARE DA:

1 CHI PROPONE UN'ARMOCROMIA SCIENTIFICA.
L'Armocromia, pur basandosi su concetti che hanno fondamento scientifico, non è scienza. E' una piccola, anzi piccolissima, parentesi della teoria del colore che viene utilizzata con metodi empirici, perciò esiste un margine di errore non così basso e la possibilità di opinioni divergenti. Non a caso vi sono numerosi soggetti borderline che finiscono per essere spostati da una categoria all'altra, a volte anche dalla medesima analista che rivede la sua opinione. In quanto basata su una parte della teoria dei colori, ben esposta in molti manuali e saggi  reperibili da tutti, l'armocromia non è e non sarà mai quell'arte divinatoria, nelle mani di pochi adepti speciali, che veniva decantata in alcuni forum italiani. E in quanto materia piccola ed empirica, applicabile con metodi vari e soggettivi, non è altro che uno strumento di chi opera in un campo più vasto: il consulente dell'immagine, lo stilista, il costumista, il truccatore, il parrucchiere, l'estetista e chi più ne ha più ne metta. Non a caso la materia viene studiata, in modo più o meno approfondito, in molte accademie professionali nei settori sopra citati. E invece ci si fa la guerra in modi infantili e diffamatori per portare acqua al proprio mulino in modo scorretto o incrementare un certo fanatismo: tiza che dice a caia di essere truffatrice perchè non ha la certificazione di armocromista (e perchè mai sarebbe necessaria?), o di essere ignorante perchè segue il sistema a 12 stagioni invece di quello a 16 (ognuno, come dicevo, sceglie il suo metodo),  o di fare attività non lecita perchè non iscritta all'albo (lol). Tutto ciò non significa che l'armocromia sia allora uno strumento facile per chiunque e che tutti possono analizzare, mai ho detto questo e anzi ritengo ci voglia una certa predisposizione naturale. Inoltre analizzare richiede un lungo periodo di osservazione, di pratica e di studio del COLORE e delle morfologie del viso umano, non del metodo X o Y. Non a caso l'armocromia è stata ideata da un teorico dell'arte...

2 CHI APPLICA L'ARMOCROMIA IN MODO TROPPO ORTODOSSO
L'armocromia rimane una disciplina seria solo se non la si prende troppo sul serio. L'analisi del colore torna davvero utile solo se si mantiene molto elastica e fa da supporto ad altre tipologie di analisi che nell'insieme formano un quadro estetico più ampio e completo. Più si aggiungono regole e più è probabile che queste funzionino solo sulla carta, rivelandosi inefficaci nella pratica con i singoli casi. Mi spiego meglio prendendo come esempio la stagione Autunno Soft Profondo, che tra l'altro è una delle più fraintese del sistema a 16: alle ASP io normalmente raccomando di non usare gioielli troppo carichi di pietre sfavillanti, ma da qui a suggerire solo metalli molto spazzolati se non addirittura il legno ce ne passa. Alle ASP consiglio di fare attenzione agli abbinamenti a contrasto ma io non riesco ad indicare il tono su tono come strada migliore, dato che nella mia esperienza si è rivelato penalizzante per la maggioranza dei casi e rende scontente le clienti analizzate, e invece molte suggeriscono ciò ponendolo come verità assoluta. E non perchè sei soft allora è scontato che qualsiasi accenno di colore ti imbruttisca per forza o ti faccia sembrare   una "poco di buono" (commento che fra donne del 2017 non dovrebbe proprio uscir fuori). Certi atteggiamenti oltre a condurre in errore, perchè filtrate attraverso una sola prospettiva e distaccate da una realtà che invece è a tutto tondo,  spesso portano anche le persone a non capire l'armocromia e ad allontanarsene.

3 CHI VUOLE ALLARGARE L'ARMOCROMIA SCONFINANDO IN CAMPI CHE NON GLI RIGUARDANO E NON CONOSCE.
Ce ne sono vari a mio avviso di campi che non riguardano l'armocromia ma che ogni tanto vengono tirati in ballo, quello però che viene ogni giorno preso, violentato, snaturato e presentato in una chiave deviante e disinformante è quello del make up. Libri di celebri armocromiste che suggeriscono alle Inverno il rosa perlescente come punto luce sull'arcata sopraccigliare (roba che manco negli anni 80), che consigliano il mascara grigio alle Estati (mi sento male solo a pensarci), che suggeriscono i toni di fondotinta a seconda della stagione senza sapere che il tono della pelle (e di conseguenza del fondo) non c'entra NULLA con l'essere Inverno piuttosto che Autunno. E le povere Inverno Profondo, destinate perennemente a smokey neri abbinati a labbra rosse? al non poter scegliere un nude? a dover indossare fard berry anche se hanno un tono di pelle giallo e abbronzato? Ragazze lo smokey, specie se nero o blu, non è un trucco facile da realizzare e se non si è molto pratiche escono fuori cose immonde! l'armocromia dovrebbe semplificare la vita, non complicarla. Inoltre l'abbinamento alle labbra rosse è decisamente azzardato consigliarlo così alla leggera, pochissime persone riescono a portare bene smokey nero con le labbra rosse senza risultare vistose o appesantite. L'armocromia dovrebbe essere la ricerca della raffinatezza e certe scelte spesso non risultano fini, a prescindere dalla stagione. Poi  all'estremo opposto le Primavere: per loro solo gloss e matite bronzo perlatine. Inoltre il trucco muta sulla pelle per ragioni che prescindono dall'armocromia (abbronzatura, ph, tono superficiale della pelle) e alcuni colori possono magari essere armocromaticamente perfetti in abbigliamento ma inadatti per il trucco a causa dei lineamenti del viso. Un esempio celebre: Penelope Cruz, meravigliosa Inverno Profondo, si trucca quasi sempre allo stesso modo: occhi molto calcati e labbra nude. In molti forum e gruppi di armocromia le persone hanno criticato duramente il fatto che lei, con il contrasto che ha, mortifica i suoi colori con un rossetto nude invece di esaltarli con il rosso. Nessuno comprende che la bella Penelope ha occhi grandi da definire ma un viso corto e minuto, calcando sia gli occhi che le sue carnose labbra il volto perde respiro e diventa ancora più corto e claustrofobico.  E ogni giorno vengono dati consigli di trucco che, siccome basati su un concetto armocromatico del tutto astratto, invece che abbellire imbruttiscono, e si è giunti così alla conclusione che molti truccatori odiano gli armocromisti e si sono allontanati dalla disciplina in quanto considerata poco seria.


4 CHI NON TI SEGUE E NON TI PROPONE UN PERCORSO PERSONALIZZATO
Chi analizza a pagamento non può aspettarsi che i propri clienti comprendano da subito la loro stagione. A chi non ha mai approfondito discorsi riguardo il colore l'armocromia può risultare complessa, sicuramente farà fatica ad applicarla nella sua vita. Sarebbe necessario che chi analizza desse ai suoi clienti un paio di settimane di tempo per fare delle prove (in modo da consacrare il verdetto o rimetterlo in discussione) e per rispondere alle loro domande, in modo da chiarire ogni possibile dubbio o fraintendimento. Chi analizza, dà un pdf standard e poi sparisce lasciando i clienti senza risposte è poco serio. A proposito di pdf standard aggiungo anche che un'analisi armocromatica mai dovrebbe fossilizzarsi sulle proprie stagioni e dovrebbe sempre proporre un percorso personalizzato. Innanzitutto perchè è surreale credere che l'immensa varietà del genere umano possa calzare a perfezione in 12, 16 o 24 categorie. Ogni persona è un caso a sè e alcune si trovano davvero in bilico fra diverse sfumature, solo un'analisi personalizzata potrà dare loro delle risposte credibili. Inoltre solo una consulenza personalizzata ti aiuterà a scegliere i colori in base al tuo fisico, al tuo stile, ai lineamenti del tuo viso e alle esigenze della tua vita, perchè se l'armocromia non viene applicata alla TUA persona vale poco più dei test passatempo sulle riviste rosa.
Infine attenzione alle liste di prodotti divisi per stagione: un rossetto definito IPS non è detto stia davvero bene a tutte le IPS. Giorni fa una cliente a casa mia è venuta piena di prodotti acquistati guardando una vecchia lista che girava sul web, purtroppo per lei ben pochi erano adatti alle sue esigenze.

5 CHI RACCONTA BALLE
Una nota analista, ormai anni fa, raccontava di avere delle certificazioni  e scrisse anche un piccolo manuale sull'armocromia. Si venne poi a sapere che lei non aveva certificazioni, non era iscritta a nessun albo e il suo manuale era un collage di informazioni prese da altri manuali, anche un po' male interpretate. La cosa destò immenso scalpore, molte delle sue affezionate presero le distanze da lei. La cosa mi fece un po' sorridere onestamente perchè, come ho già spiegato prima, l'armocromia non necessita titoli per essere praticata, non è affatto riconosciuta come un mestiere a sè, quindi perchè mentire? mai fidarsi dei bugiardi. E intanto la menzogna è all'ordine del giorno, ho visto in gruppi di armocromia admin spacciarsi per beauty consultant e personal shopper dopo aver acquistato un corso on line con un coupon a pochi spiccioli. Affermare con assoluta serietà di occuparsi di bellezza quando nella vita fa tutt'altro. Tutto questo non solo è ingannevole per chi si rivolge a loro ma è anche profondamente scorretto verso chi nel campo della bellezza ci lavora davvero e ha investito grossi sacrifici in soldi, in tempo e in fatica per conseguire conoscenze e risultati. Su internet in molti sono bravi a fingersi competenti appropriandosi del lavoro degli altri e senza capirlo, perciò prima di affidarvi invece di chiedere eventuali certificazioni, che possono essere fake o specchietti per allodole, informatevi sul suo conto: chi è? cosa fa nella vita? da quanto tempo lo fa? qual è il suo background? e allora avrete gli strumenti per capire se vi stanno offrendo davvero un servizio o è solo un marketing fine a sè stesso. 

QUINDI COME SOPRAVVIVERE A TUTTO CIO'?

Non aspettatevi che l'armocromia risolva tutti e subito i vostri dilemmi di natura estetica. Un abito del colore giusto può comunque essere inadatto alla vostra forma del corpo perchè ingrassa/smagrisce/sbilancia le parti. Rossetti e fard vanno provati, quindi prendete le liste molto con le molle, e la scelta degli ombretti va ponderata in base ai vostri lineamenti, al tono della pelle, alle occasioni e alla manualità. E d'altro canto sforare con colori non pienamente in stagione non significa diventare  per forza brutte o, ancora peggio, trasformarsi in clown e poco di buono come purtroppo a volte leggo in giro, significa soltanto che non si è al top o che per avere un aspetto bello e curato serve più attenzione e più fatica. Poi è chiaro che se prendo un Inverno Profondo e la tingo di biondo, la trucco di colori pastello e la vesto di beige starà malissimo, ma se la stessa Inverno Profondo decide di osare un magenta invece che uno dei suoi soliti rossi non si trasforma improvvisamente in un mostro. Insomma ci vuole elasticità e anche un certo periodo di riflessione. Vi diranno che l'armocromia vi aiuterà a riscuotere tanti complimenti e invece questo non è sempre vero perchè come io non avevo occhio nello scegliere il colore  adatto a me anche chi mi sta intorno è probabile non veda un cambiamento positivo ma noti solo che, ad esempio, prima avevo i capelli rossi, rosso = colore di capelli più figo del castano, stavo meglio rossa che castana anche se con il rosso la mia pelle olivastra era diventata verde. Insomma dovrete imparare a dare il giusto peso a ciò che vi viene detto e mantenere vivo un ottimo spirito di osservazione, anzi vi consiglio caldamente di svilupparlo autonomamente perchè solo così potrete individuare il lato specifico della vostra stagione, quello legato alla vostra individualità unica e irripetibile. Mai dare nulla per scontato, nessuna parola per oro colato prima di aver sperimentato e osservato a lungo, anzi dopo aver ricevuto un'analisi datevi tempo per testare cose e di mostrarle alla vostra armocromista, solo così potete accertarvi che non ci sia stato alcun errore (che ripeto, capita anche ai professionisti più bravi) in sede d'analisi. Insomma l'armocromia è una linea guida che apre nuove visioni e nuovi orizzonti, è un mondo che insegna ad osservare i colori e a capirli, ad ottenere consapevolezze senza chiudersi in una gabbia.

Continua...

giovedì 13 luglio 2017

Trucco pelle nera: perchè se ne parla poco?

4 comments
L'Italia è uno di quei paesi antropologicamente classificabile come caucasico/erupoide, ovvero popolato da persone che, fra altri tratti somatici vari, hanno una pigmentazione cutanea limitata (quindi piuttosto chiara e "beige"). Tuttavia ci sono anche italiani di pelle nera, questi possono essere quelli che si sono stabiliti da noi ma provengono da un paese di fascia tropicale, ragazzi che sono stati adottati o anche chi ci nasce con la pelle nera ereditando le caratteristiche di un genitore o un parente. Le donne con la pelle nera sono quindi presenti sul nostro territorio e in aumento, ragione per cui mi sembra più che giusto che anche marchi low cost come Kiko o Nyx  forniscano una gamma di fondotinta e correttori per questo tipo di incarnato. Tuttavia le problematiche legate al trucco per pelli nere in un paese dove la maggioranza delle donne è di pelle bianca rimangono numerose e non facili da risolvere senza la giusta guida e i giusti prodotti.

Recentemente c'è stato un botta e risposta fra le youtuber Loretta Grace e Clio Makeup: Loretta, in seguito ad una serie di domande riguardo la collezione di rossetti lanciata da Clio, ha spiegato con schiettezza che lei non li ha acquistati perchè ritiene che pochi o nessuno dei toni proposti sia adatto ad una carnagione nera come la sua e ha preferito lasciar perdere, anche perchè non le interessa dare sostegno con i suoi acquisti ad una persona (ovvero Clio) che non ha pensato di mostrare swatch su pelle nera o molto scura e ogni volta che ha dato consigli per il trucco non caucasico è scaduta nel luogo comune, denotando poca professionalità. Clio, dopo aver ascoltato ciò, è andata su tutte le furie e prima ha giustificato i suoi errori con il fatto che risalgono a 4 anni fa e poi facendo una lista dei suoi successi professionali, il tutto con toni verbali piuttosto aggressivi. Non entro nel merito della discussione perchè per me hanno un po' torto entrambe: Clio ai tempi di real time aveva già concluso i suoi studi alla MUD da un pezzo e, almeno sulla carta , doveva essere una truccatrice con una certa esperienza e non una novellina che parla a gusto e a sentimento. La risposta giusta sarebbe stata "Mi scuso per la leggerezza di certe affermazioni e di non aver pensato agli incarnati più scuri in questa occasione, ci faremo più attenzione alla prossima" e non una rabbiosa arrampicata sugli specchi. D'altra parte anche Loretta fa parte del grande calderone di appressapochismo, dando spesso nozioni errate (e lei non sempre usa prodotti che realmente donano al suo incarnato), ma tuttavia si pone al di sopra dei truccatori italiani (tutti? sicura di essere stata in mano a professionisti SERI??) affermando che questi sono sprovvisti di prodotti e di fare meglio da sola.

Quello che però mi interessa approfondire è il quadro generale che ne esce fuori, ovvero una scarsissima consapevolezza del fatto che l'italia è un paese multietnico e la conseguente ignoranza sul come trattare le diverse tipologie di incarnato. Una situazione che ho potuto constatare con mano in diverse circostanze: nella mia accademia non è stata dedicata nessuna lezione al make up per pelli molto scure e nere, così ogni volta che durante gli stage capitava di doverne truccare una uscivano fuori volti ingrigiti, anche in stage di un certo rilievo nazionale e generando così la disperazione della povera malcapitata di turno. Nella profumeria in cui lavoravo ogni volta che entrava una persona molto abbronzata o appunto di pelle nera non riuscivo ad accontentare le richieste: fard troppo chiari o troppo sparati, correttori tutti chiari e beige, difficoltà a trovare toni giusti per un effetto nude/mlbb. Ho faticato molto sia per acquisire delle conoscenze, visto che non mi sono state fornite dalla mia scuola, sia per costituirmi un kit, dato che non avevo una guida per scegliere i toni giusti e avevo scarsa possibilità di reperirli. 


Se per un truccatore la strada verso la buona riuscita di un trucco su pelle nera è tutta in salita, immaginate quanto possa essere complicato per chi nella vita si occupa di altro. Sarebbe giusto dare maggiore accessibilità ai prodotti adatti e alle tecniche per utilizzarli, ma in Italia le case cosmetiche ci pensano poco perchè badano a ciò che sembra si possa vendere con più successo, non a caso sono difficili da trovare anche i fondotinta molto chiari. Blogger e Vlogger attraverso i loro canali oggi hanno la possibilità di affrontare un argomento e, in virtù della loro visibilità, renderlo un tema d'interesse senza rimetterci nulla, guadagnandoci anzi una fetta di pubblico in più. Ma non tutti lo fanno e da Clio magari ci si aspettava una maggiore attenzione al riguardo: Sei una truccatrice con un canale youtube? ma mostralo ogni tanto un tutorial su una pelle nera! lanci una linea di rossetti? mettilo in linea un un marrone a base rossiccia, vedi che se lo comprano anche le persone di pelle chiara. Per ora vuoi mantenerti su pochi colori? ok, ma farli swatchare da qualche tua amica e mostarare le foto sui tuoi social non ti costa proprio nulla. Se non lo fai è perchè non ci pensi, ovvero non te ne frega un ciufolo. Oppure hai paura di trattare temi tecnici perchè sai di fare brutte figure come è già capitato in medesime occasioni. Insomma nessuna scusa, nessuna giustificazione e Loretta in questo ha ragione totalmente.





D'altro canto mi rendo conto che non è semplicissimo parlarne perchè sarebbe un po' come dire "buongiorno, oggi parliamo di come si truccano le donne di pelle bianca"...che risposte ci si aspetta? è un tema così ampio che può essere affrontato solo osservando caso per caso. Il trucco varia a seconda dei lineamenti e, a seconda dell'area di provenienza, possono essere molto diversi fra loro. Anche la pelle assolutamente varia molto: un conto è truccare Rihanna, altra cosa è truccare Alek wek. E di conseguenza un tono che risulta splendido sulla prima, può apparire pallido e grigiastro sulla seconda. Se truccare Beyoncè forse non è troppo diverso dal truccare una napoletana abbronzata, truccare Lupita Nyong'o è sicuro un altro mondo. Quindi ora farò un discorso generico che, proprio perchè non potrà mai essere esaustivo, va preso con le pinze e adattato ai casi.




LA PELLE
La pelle nera necessita attenzioni diverse già dalla skin care. Solitamente rispetto ad una pelle bianca risulta più doppia, più compatta, più soda ma anche tendenzialmente più portata a subire un ispessimento corneo e a lucidarsi. Ciò significa che è importante idratarla bene ma con prodotti poco grassi e praticare l'esfoliazione in modo regolare, Per quanto riguarda il trucco della base, quindi la scelta di primer e fondotinta, è importante orientarsi verso prodotti che abbiano una texture ricca, opacizzante ma non secca, con un leggero effetto smoother, ovvero opaco ma soffice e levigante. 


Riguardo le colorazioni dei prodotti, qui c'è il vero scoglio da superare: la pelle nera fa virare i toni, più è scura e più virano. Chi si è dilettato nelle belle arti ha constatato che dipingendo su un supporto bianco i colori risultano brillanti e molto verosimili al tono visto dal tubetto, mentre su supporti scuri i colori si incupiscono e risultano anche meno intensi, pure facendo più strati di prodotto. Lo stesso accade sull'incarnato. Il colore della pelle nera è intensamente pigmentato, può essere considerato una sorta di marrone (più o meno scuro) con una forte componente senape/ambra, questo significa che ha bisogno di prodotti altrettanto pigmentati altrimenti immediatamente risulta pallida e grigia. Quindi solo fondotinta di ottima qualità. Ancora più cruciale è la scelta dei prodotti per il contouring e l'highlighting: le ombre se sono eccessivamente fredde risultano violine e per realizzare punti luce non bastano correttori/fondotinta più chiari, sono necessari toni di giallo, senape, mattone che illuminano senza ingrigire. Spesso il contouring è incentrato più sulla realizzazione delle luci che delle ombre, anzi in realtà se l'incarnato è molto scuro le ombre vengono evitate del tutto.
Anche la pelle nera può avere un sottotono più freddo o più caldo ma a mio avviso questo, rispetto al caso della pelle bianca, influisce relativamente poco sulla scelta dei fard, anzi se la pelle è davvero molto scura decisamente nulla, perchè bisogna considerare più a come le polveri virano sulla pelle che alla temperatura che traspare dalla pelle. Per questo, per ottenere un effetto naturale che si amalgami con l'incarnato, si scelgono tonalità di terra di siena, per un effetto più deciso si possono provare i rossi scuri e, per chi ha il sottotono più freddo, qualche vinaccia virato al prugna. Colori più delicati e luminosi sulla pelle nera ingrigiscono, ma naturalmente tutto è relazionato a quanto la pelle in questione è realmente scura.
Per quanto riguarda le ciprie, è possibile usarne di colorate per fissare i punti luce (tonalità sempre del senape/cammello) oppure di trasparenti da usare su tutto il viso. Attenzione alle traslucide bianche che possono risultare sbiancanti, il viso assume un tono grigiastro polveroso terribile, meglio una traslucida colorata tipo arancio.



GLI OCCHI
La scelta del trucco occhi non ha regole, è condizionata dalla forma dell'occhio e questa cambia sensibilmente a seconda della persona. Naturalmente però anche qui incontriamo gli stessi condizionamenti visti prima,  quindi la scelta degli ombretti deve essere ponderata bene perchè non tutti i toni hanno una buona resa e anche quelli giusti vanno gestiti con precauzioni. Quando la pelle è molto scura le ombre devono essere molto intense, quindi bordature sempre nere e utilizzando matite molto pigmentate se non direttamente eyeliner in crema da sfumare velocemente. Dato che l'ingrigimento, come ormai avrete capito, è il principale errore da evitare in quanto la trappola più facile in cui cadere, bisognerà prendere precauzioni anche in questo caso: I neri vanno sempre sfumati con i terracotta e per utilizzare ombretti chiari o molto accesi è indispensabile applicare una base grassa coprente colorata. Anche il trucco occhi spesso viene realizzato di rovescio: la pelle molto molto scura risplende con il gioco dei punti luce e anche lo sguardo spesso ne trae giovamento. Quindi io consiglio fare qualche prova utilizzando prodotti in crema illuminanti (sempre nei toni dell'ocra, del senape e del terracotta) e realizzare con questi delle sfumature, da fissare poi con polveri opache ed iridescenti. Evitare i bianchi e agli avorio, attenzione anche ai toni sull'argento e ai malva: i colori chiari e freddi sono potenzialmente pericolosi.
Caratteristica molto comune sono le sopracciglia un po' sfolte, da riempire e risagomare. Attenzione ad evitare prodotti sul grigio scuro o ancor peggio neri: sulla pelle nera vanno usati comunque gel e matite di colore marrone più o meno scuro a seconda del caso, altrimenti il sopracciglio diventa grigiastro e innaturale.





LE LABBRA
Di solito chi ha la pelle nera ha labbra abbastanza regolari e dal disegno tondeggiante, poche volte si riscontrano casi di donne con il labbro superiore sottile o a barchetta come invece è molto diffuso fra le popolazioni di pelle bianca. In caso contrario, si procede con il disegno del contorno seguendo le regole base del correttivo che tengono presente la forma delle labbra stesse e più in generale le proporzioni del viso. Spesso le labbra possono presentarsi molto voluminose ma io sono contraria a tecniche mirate a ridurne le dimensioni, in quanto ritengo che sia un tratto somatico caratteristico e non un difetto, non amo l'occidentalizzazione dei tratti, al massimo, se le labbra sono davvero sproporzionate al resto del volto, si può cercare di evitare i finish lucidi a specchio e dare preferenza a toni opachi e leggermente cupi. La scelta dei colori, ancora una volta, è molto condizionata. Sicuramente non si può generalizzare e i concetti di Armocromia valgono anche per chi ha la pelle nera: alcune persone, tipo Gabrielle Union, portano bene colori forti (come i rossi e i vinaccia), altre invece, come Beyoncè, stanno nettamente meglio con toni nude delicati. Ma in linea di principio vale quanto detto fino ad ora: toni altamente pigmentati, colori intensi ma non fluo, vivaci ma profondi, niente colori pastello o grigiati. Si parte dai rossi corposi, passando per i lamponi e i mattoni, fino ad arrivare ai borgogna, ai marroni cioccolato e addirittura al nero. Come mlbb funzionano le varie tonalità di marrone medio e come nude i marroncini a base rossastra o pesca. Must have: delle matite labbra marrone scuro e marrone medio, serviranno tantissimo ad "aggiustare" i rossetti che non calzano del tutto perfetti o virano per la trasparenza.











DOVE COMPRO I PRODOTTI GIUSTI?

O presso brand nati per il mondo professionale o presso chi nasce con un approccio multietnico e ha mantenuto intatta questa filosofia anche nel nostro paese.
Da Mac troverete un'eccellente gamma di rossetti adatti alla pelle scura, da mulatta ad ebano. Penso a rossi corposi come Russian Red, Viva Glam 1 e D for Danger; a vinaccia eccellenti come Sin, Diva, Dark Side; ad ottimi MLBB come Verve, Paramount e Retro e dei bellissimi marroni cioccolato come Film Noir e Antique Velvet, da abbinare alla matita Chestnut. Mac dispone inoltre di belle palette di correttori e ottimi fondotinta sia come colorazioni sia come texture, peccato che le creme ocra illuminanti sono vendute solo nelle palette e non singolarmente. Da Kryolan invece troverete tutte le creme da contouring che potete sognare, ma vanno alleggerite bene con il loro specifico diluente in quanto molto pastose. Bellissima anche la gamma di fard e di ombretti, tutti gli ambra e gli ocra possibili li troverete lì. Molto vasta è anche la gamma di Makeup forever ma, ahimè, in italia la maggior parte dei prodotti pro è reperibile solo nella Sephora di Milano e alla Truccheria di Bologna. In tutti i Sephora troverete invece gli ottimi primer, sia liscianti, sia correttivi, sia per il controllo del sebo. Se avete la possibilità passate assolutamente da Inglot: la gamma di fondotinta è pressoché immensa e ci sono anche quelli color ebano (rarissimi!), inoltre vi è una gamma di polveri per il viso studiata appositamente per le pelli molto scure.  Un'alternativa low cost è NYX, poichè dispone di una gamma soddisfacente di prodotti per la base, anche se la qualità non sempre mi esalta. Peccato solo che la gamma di fard e rossetti punta molto a chi ama uno stile sopra le righe e pochissimo ai toni classici.

Io spero di esservi stata utile, a presto ^_^
Continua...

domenica 2 luglio 2017

Cosa serve per un trucco completo? Eccovi la lista della spesa

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Nell'ultimo articolo ho cercato di spiegare, in modo piuttosto sintetico, quali sono gli errori più frequenti dovuti non a problemi di manualità (per quelli l'unico rimedio è la pratica) ma a disinformazione e falsi miti che si tramandano da sempre o circolano attraverso i media odierni. Perchè mi trucco male? perchè mancano alcune nozioni di base. Oggi spiegherò invece quanto è determinante attrezzarsi di prodotti idonei, cosa che avevo già accennato nell'ultimo articolo ma che trovo doveroso approfondire bene.

Innanzitutto partiamo dal presupposto che per fare un buon trucco non serve ritagliarsi molto tempo, ne avere troppi prodotti, ne dover fare cose difficili. Serve fare cose mirate e complete, scelte consapevoli sostenute dal poco ma buono, compro pochi pezzi ma quelli giusti e di qualità. Il giusto da cui partire per ottenere un effetto che, nonostante la semplicità, sia completo e curato, che valorizza il viso nell'interezza. 


Ecco i quattro passaggi indispensabili


1 FARE UNA BASE COMPLETA:
Kendall Jenner Neutral Eyeshadow
Una base completa ma non particolarmente costruita, aiuta a conferire alla pelle un aspetto omogeneo ma allo stesso tempo fresco e luminoso.
                       
lista della spesa: 
- un fondotinta adatto alla vostra pelle, meglio se liquido
- un correttore adatto al vostro tipo di occhiaia
- una cipria, preferibilmente incolore
- un fard in un tono passepartout adatto al vostro incarnato
- un'ombra in polvere per fare sculpting
- Almeno 3 pennelli: da cipria, fard e fondotinta.

Senza la base un trucco non è mai completo, anzi la base da sola fa già il 50% del trucco se non di più. Anche chi è dotato di una bella pelle è comunque soggetto a piccoli rossori che una buona base annulla conferendo inoltre un tono sano e luminoso. L'abbronzatura non risolve il problema discromie, con la bella stagione vedo moltrossori, macchie solari e abbronzature disomogenee, non è vero che da abbronzati il fondotinta è inutile.
Se avete problemi con le basi marcate nessun problema, oggi in commercio ci sono fondotinta leggerissimi (penso ad un Armani Maestro, o ad un Face and Body di Mac, o ad un Air de Tint di Lancome) che fanno il loro lavoro senza lasciare sensazione di peso sulla pelle. L'importante è che il colore sia giusto e la texture adatta alla propria pelle.

Secondo step fondamentale è l'uso del correttore. Vedo troppi correttori chiari e grigini, colpa anche delle case cosmetiche che li produce, ignare del fatto che il correttore deve ripigmentare un'area livida e quindi necessita di colore, sta a voi selezionare i marchi giusti, quelli che propongono tonalità luminose e a base ben gialla o arancio a seconda che le occhiaie siano più purpuree o bluastre. 

Terzo passaggio immancabile è la cipria, per fissare e rimuovere l'eccesso di umidità del fondotinta. Ho capito che nel'immaginario comune le ciprie sono tutte uguali, perciò ho visto fondotinta costosi fissate con ciprie molto scadenti. NO! la cipria se non è di qualità rovina inevitabilmente anche il fondotinta dei miracoli. Inoltre anche le ciprie vanno scelte in base al proprio tipo di pelle: quelle più assorbenti per pelli grasse, magari da applicare pressando un piumino, e quelli più leggere e setose, che applicate con ampi movimenti di pennello assorbono poco, opacizzano il giusto senza ingessare la pelle.

Il fondotinta elimina le discromie ma tende anche ad appiattire un po' il viso, tanto che alcune donne dopo l'applicazione del fondotinta si vedono erroneamente pallide e tendono quindi a comprarne uno più scuro (con inevitabile stacco). Per risolvere questo problema basta fare un po' di sculpting con una terra (calda o fredda si deciderà in base al tipo di viso e di colorito) e dare un tocco di effetto salute usando fard in toni naturali. Se sapete sceglierlo nel colore giusto, un unico fard si abbinerà benissimo a qualsiasi tipo di trucco occhi/labbra. L'ombra tornerà utile anche a fini correttivi, ovvero per dare prominenza allo zigomo, sfinare un po' il viso, stringere una fronte larga e tanto altro.
Oggi giorno vi sono innumerevoli palette per creare ombre e luci con creme o polveri, io ne sconsiglio l'uso per chi è poco pratico e inoltre è il caso che scegliate con molta cura il tono giusto: ingrigirsi con un illuminante sbagliato è errore estremamente diffuso.

Infine serve avere qualche pennello discreto. Uno in setole sintetiche ma morbide per l'applicazione delle creme (in primis il fondotinta, poi in seguito potrà essere utile anche uno da correttore) e un paio in setole naturali (che permettono una diffusione graduale del prodotto) per le polveri della cipria, la terra e il fard.


2 CURARE LE SOPRACCIGLIA

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Lista della spesa:
- una matita per sopracciglia di colore idoneo (o un gel)
- un pettinino


Se le sopracciglia sono poco curate tutto il viso ne risente, ancor peggio se sono curate male. Negli anni 90 andavano sottilissime e oggi chi era fanciulla all'epoca ha scoperto che le sopracciglia non ricrescono e si ritrova due fili a stecco che invecchiano e bombano la palpebra fissa. Ma d'altro canto i tatuaggi scurissimi e o i gel applicati di netto come si vedono oggi non fanno che peggiorare le cose: l'effetto oltre ad essere molto innaturale indurisce i lineamenti. Le sopracciglia vanno ritoccate nella misura di quanto è necessario. Chi ha da riempire un po' basta che utilizzi una matita poco più chiara del colore del suo pelo (giusto chi ha peli molto biondi o trasparenti può scurire un po') e vada a tratteggiare in modo delicato, chi ha bisogno di ricostruire può utilizzare anche dei gel oppure ombretti bagnati con un liquido sigillante e ridisegnare le zone mancanti combinando toni più chiari e più scuri. No a prodotti scuri, no a riempimento totale, no a linee marcate. Si a riempimenti delicati, si a ricostruzioni consone alle giuste proporzioni di del sopracciglio e del viso.

3 DARE INTENSITA' ALLO SGUARDO

Estremamente semplice ma efficace. Per realizzare questo trucco serve poco tempo, pochi prodotti e anche poca manualità. Gli occhi sono delicati ma definiti con i passaggi giusti.
Lista della spesa:
- un primer incolore
- una matita a lunga tenuta nera
- una matita 
nera sfumabile 
- una matita marrone sfumabile 
- un quad di ombretti neutri: nero opaco, marrone scuro opaco, marrone medio opaco e un avorio.
- un mascara nero

- almeno 2 pennelli: un pennello minuto per dettagli e una lingua di gatto soffice per applicazione e sfumatura.

L'uomo in tutte le culture, sin dall'antichità, ha fatto utilizzo di prodotti per abbellire lo sguardo. Uno sguardo viene ritenuto bello quando è intenso, penetrante, espressivo. L'occhio risulta attraente quando vi si accende la luminosità, la trasparenza, quando risulta traslucido come un'acqua marina, un topazio o un diamante nero. L'intuito ha portato subito ad utilizzare grassi e polveri naturali di colore nero per definire e contornare l'occhio, perchè è proprio così che si accentuano i contrasti della cornea con l'iride e il bordo ciglia, e di conseguenza avviene la magia dall'intensità, la luminosità e l'espressività.
Se il 50% del trucco è dato dalla buona riuscita della base, l'altro 50% è determinato dalla giusta intensità dell'occhio, che si ottiene attraverso i seguenti passaggi: matita waterproof nera per il riempimento infracigliare, matita nera o marrone scuro per bordare l'occhio (puntando anche a correggere e a valorizzare la forma), mascara applicato bene. Già con questi tre semplici e veloci passaggi si realizza un trucco che dà completezza e abbellisce, un modo rapido di truccarsi per chi ha poco tempo, un'opzione leggera per chi ama vedersi acqua e sapone, l'opportunità di fare qualcosa di valorizzante anche se si ha ancora scarsa manualità. I passaggi di ombretto servono a nulla se lo sguardo non è intenso, l'ombretto diventa un valore aggiunto nel momento in cui scolpisce le palpebre abbellendone la forma. Per fare ciò sono sufficienti pochi ombretti: un nero opaco, un marrone scuro opaco, un marroncino nocciola opaco. Con questi già si può giocare con la tridimensionalità, per allargare la palette è possibile inserire anche un carne che aiuti a sfumare, un avorio shimmer per dare risalto alla palpebra mobile, un caffè shimmer per fare palpebre piene e intense ma luminose, un color albicocca o terracotta per scaldare le sfumature e qualche tono malva/prugna per dare un tocco di colore che risalti l'iride verde. Con il tempo, una volta comprati gli indispensabili ed esercitata la manualità, chi lo desidera può acquistare dei colori (penso magari ai blu, ai verdi e ai violetti), sempre tenendo presente i lineamenti e la tavolozza del proprio viso.

Infine ricordiamo di munirci di pennelli di qualità. Con due o tre pennelli occhi si possono realizzare trucchi semplice ma completi, acquistandoli su siti come Zoeva potrete dotarvi di strumenti di qualità eccellente a prezzi piuttosto abbordabili. La setola deve essere soffice e naturale, la forma deve essere studiata appositamente alla sua funzione.


Un quad di colori neutri permette di ottenere non solo trucchi acqua e sapone ma anche sguardi intensi e felini come questo 
4 IL GIUSTO COLORE ALLE LABBRA

Lista della spesa:
- Qualche rossetto da dividere per trucco e occasione: un nude, un mlbb, un colore sul rosso, un colore scuretto.
- un gloss di buona qualità
- matite da abbinarci

Un pop di colore sulle labbra, se scelto bene come in questo caso, dà immensa luminosità alla pelle e all'iride
I rossetti sono l'unica cosa che non manca mai. La rossettite è dialgante, lo è a tal punto che mi è venuta una certa noia verso i prodotti labbra e spero voi possiate capirmi: mi ritrovo davanti chi ha borse con 30 rossetti costosi ma nemmeno un ombretto opaco da sfumatura, nemmeno un pennello, nemmeno un correttore buono. E di questi rossetti non c'è un nude, non c'è un lucido, sono tutti opachi e bold. Spesso ci si fossilizza sul colore del rossetto più che sull'aspetto d'insieme ed è difficile far capire che se scegli un tono di rossetto abbastanza carico il trucco ci va costruito intorno, mentre se si fa una scelta molto definita per gli occhi è possibile che le labbra chiedano qualcosa di discreto. E sembra quasi indelicato dire che il viso qualche volta ha bisogno di freschezza e l'opaco molte volte, specie in tonalità chiare o cupe, spegne un po'. Anche qui bastano pochi ma giusti: il nude che non cancelli le labbra, adatto agli smokey; l'mlbb che si abbini ai tuoi colori, quando vuoi sentirti curata ma semplice; un rosso che non sovrasti, per sottolineare la femminilità con eleganza; uno scuro che non incupisca, per un look intenso ma sofisticato. Un gloss di buona qualità, o un rossetto in stick glossato trasparente, aiuta a conferire luminosità ai rossetti nude, che altrimenti possono a volte risultare troppo piatti e smorti.

Un nude che non cancella le labbra risulta armonioso e delicato

Labbra rosse e trucco occhi semplice ma ben curato, che nulla toglie alla profondità dello sguardo.
Per il resto, avrete modo e tempo di sperimentare, sbizzarrirvi e darvi anche all'acquisto di prodotti dai colori insoliti e finish particolari. Alcuni si riveleranno inadatti al vostro viso o alle vostre esigenze, altri invece potranno essere una piacevole sorpresa. Rimane il fatto che se avrete voglia di sperimentare il trend delle labbra greige (i beige grigiati) per evitare l'effetto obitorio serve che abbiate il necessario per fare occhi intensi e definiti. Se capiterà di cedere all'acquisto di un ombretto blu elettrico bisogna avere i prodotti per fare una bella base e camuffare le occhiaie, e d'altro canto i neutri da sfumatura serviranno anche a truccarsi di blu elettrico. Se vi stuzzicherà un fard molto acceso è importante avere il pennello adatto per applicarlo.

Le grandi collezioniste di make up, appassionate sperimentatrici di ogni tecnica, spero perdoneranno questo post pieno di consigli che riterranno ovvi e scontati. Eppure la mia esperienza mi ha insegnato che ricordare le regole e gli strumenti basilari non è mai inutile o banale.
Spero dunque questo post possa essere una linea guida per chi deve cominciare o per chi ha già iniziato ma senza ottenere risultati soddisfacenti.

A presto ^_^
 
Continua...