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venerdì 24 novembre 2017

Il trucco a lunga tenuta: alcuni suggerimenti.

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Quando si parla di make up la più grande preoccupazione di tutti, sia di chi trucca che di chi viene truccato (o fa da sè), è che il trucco abbia una buona tenuta. Nulla è più brutto di ritrovarsi in giro colata, a macchie o a croste, senza poter far molto per rimediare. L'effetto è decisamente sciatto e crea notevole disagio, specie in quelle occasioni in cui è importante presentarsi in ordine. La situazione più complessa è quella delle spose: il trucco deve rimanere intatto e di buona resa fotografica durante una giornata lunga e impegnativa, che il più delle volte si svolge nella stagione calda. Ma in generale anche nella vita di tutti i giorni molte donne si ritrovano con il trucco sfatto nel giro di poche ore e per questo, ormai rassegnate, vi rinunciano del tutto.
La scarsa durata di un trucco è dovuta a molteplici fattori, spesso combinati fra loro: Prodotti non idonei all'esigenza, prodotti scadenti, applicazione non ottimale, skincare errata, caldo eccessivo, pelle estremamente grassa o secca, lacrimazione abbondante. Alcuni di questi problemi sono facilmente risolvibili, ad esempio una consulenza professionale può aiutarvi a capire quali sono i prodotti adatti al vostro caso e come sostituire ciò che avete con acquisti di qualità, imparando inoltre le tecniche giuste per massimizzarne la resa. Altri invece richiedono tempo e continuità, perchè una giusta skincare porta frutti dopo almeno un mese di attenzioni costanti e la cura della pelle problematica può necessitare anche di molti mesi prima di arrivare a vedere cambiamenti sostanziali. Per quel che riguarda invece questioni riguardo il caldo e il sudore la soluzione non c'è, e quando mi si dice "cerco un fondotinta che non si lucida" molte volte si confonde davvero la lucidità con la sudorazione e questa ahimè non dipende ne dal fondotinta ne dall'applicazione. Da ciò vuol dire che per far durare a lungo il make up non basta acquistare un prodotto con la dicitura "a lunga tenuta", serve che funzionino bene tutta la serie di elementi già citati.

LA SKINCARE E' ESSENZIALE
Applicare una crema idratante prima di truccarsi è un suggerimento noto a tutte. Perchè lo si fa? per evitare che la pelle durante il giorno tenti di assorbire la componente grassa del fondotinta, causando un effetto secco e disomogeneo. Inoltre su una pelle secca i cosmetici si stendono male, lasciando chiazze e crepe decisamente antiestetiche destinate a rendersi più evidenti con il passare delle ore. Anche le pelli grasse hanno bisogno di idratazione, spesso una pelle apparentemente untuosa non è altro che una pelle sensibile e trascurata, che reagisce producendo più sebo e lucidandosi. Naturalmente prima del trucco si sceglierà una crema da giorno, che risulta più leggera e di facile assorbimento, relativa al tipo di pelle, ma è assolutamente importante badare alle componenti dei prodotti che andrete ad applicare sul viso: una crema a base molto grassa rischia di separarsi dal fondotinta se questo è a base acquosa, di conseguenza il trucco tenderà a colare e ad aprirsi rapidamente. Idem con alcuni fondotinta Long Lasting, che per far presa sulla pelle è necessario che questa sia piuttosto asciutta. In tal caso è importante applicare solo creme gel, molto leggere e acquose e aspettare circa 15 minuti prima di procedere con la stesura del fondotinta. Invece i fondotinta meno acquosi si legano meravigliosamente anche a creme più grasse, che sono una manna dal cielo per chi ha la pelle sottile e disidratata. Inoltre è importante che la pelle venga regolarmente esfoliata, perchè le odiose pellicine spesso non insorgono per colpa del fondotinta ma a causa di una skincare poco curata. Infine è molto importante anche fare attenzione a non sensibilizzare troppo la pelle, perchè le pelli sensibilizzate si arrossano, si surriscaldano (causando lo scioglimento dei prodotti) e tendono a tirare fuori una dose eccessiva di sebo. Anche esposizioni solari poco attente possono causare rossori e lucidità, l'ideale è sfiammare una pelle con impacchi di gel d'aloe e fare abbondanti vaporizzazioni di acqua termale sia prima che dopo il make up ma attenzione: una pelel molto sensibilizzata non si cura in un giorno e se avete in previsione un'occasione importante è bene a fare attenzione a qualsiasi cosa che possa causare i rossori, la soluzione migliore è quindi quella di prevenire.

LA QUALITA' FA LA DIFFERENZA.
Non voglio farne una questione di marche ma più del reale valore del singolo prodotto. Oggi abbiamo la fortuna di vivere in un'epoca dove la tecnologia è avanzata al punto da permetterci di comprare cose buone non troppo care, tuttavia è inutile prendersi in giro ed è più saggio riconoscere che su alcune cose conviene investire un po' di più. Le problematiche più diffuse sono la carenza di pigmento e le paste troppo cerose e quindi poco stabili: un ombretto che ha poco pigmento è più facile che sbiadisca prima, una matita troppo cerosa si scioglie e tende ad aprirsi, idem un correttore o un fondotinta che hanno uno scarso dosaggio di aggreganti. Insomma una buona formulazione ha un costo ed è facile che una matita da 1€ possa non essere la migliore per una palpebra già grassa, ed utilizzando un prodotto con più pigmento e più aggreganti (quindi che ha un costo di produzione maggiore) la resa migliora in maniera sostanziale. Durante le lezioni di self make up di gruppo, dove ogni persona porta i suoi prodotti, ho più volte fatto notare quanto migliori la tenuta cambiando il prodotto e tutte, gradualmente, hanno sostituito i loro vecchi trucchi facendo acquisti più mirati e hanno ottenuto grosse soddisfazioni.

PRODOTTI SPECIFICI PER OGNI ESIGENZA.
Oggi vanno molto di moda i rossetti liquidi opachi, quelli che che spesso vengono definiti "tinte" anche se non sono realmente tali, perchè in tante ne apprezzano l'effetto e anche la tenuta. In verità su di me nessuno di questi rossetti, di nessuna marca, ha davvero una tenuta buona perchè sulle mie labbra tendenzialmente secche si spaccano, si segnano e si sgretolano, sia al centro del labbro che lungo i bordi. Succede a me e a molte delle clienti con cui ho lavorato, mentre magari rossetti cremosi mi si asciugano e rimangono morbidi ma stabili. Ho raccontato questo per dimostrare che a volte anche ciò che viene definito come long lasting a volte può durare poco se inadatto alle caratteristiche di chi lo indossa, spesso chi ha paura di lucidarsi usa fondotinta troppo asciutti e di conseguenza questi si scrostano. Anche chi ha occhi molto umidi farà bene ad evitare di continuare ad utilizzare il kajal ma farà meglio a trovare matite waterproof se non dei gel eyeliner, che possono di solito essere usati tranquillamente anche nella rima interna. Insomma se nel vostro trucco qualcosa non funziona interrogatevi su che tipo di esigenza avete, spesso non sono i prodotti ad essere scadenti ma sbagliate le scelte in quanto fatte senza consapevolezza.

CONOSCERE I METODI E I PASSAGGI
Una volta che vi siete presi cura della vostra pelle e avete comprato prodotti di qualità e tipologia adeguata, ciò che dovete fare e munirvi di strumenti che vi aiuteranno a fissare il trucco e imparare a gestirli nella modalità giusta.

Quando si truccano gli occhi è di importanza fondamentale assicurarsi che le palpebre non siano unticce prima di procedere con il trucco e in caso eliminare il sebo passando un po' di acqua micellare, poi è necessario munirsi di un buon primer, che va applicato fino al sopracciglio e anche un po' lungo la rima inferiore se questa verrà truccata. Per far si che il trucco risulti intenso e a lungo, io di solito procedo a questo punto con una base grassa utilizzando o ombretti in crema long lasting o matite, a patto però che siano di una pasta bella asciutta altrimenti si rischia di compromettere la tenuta dell'ombretto invece che prolungarla. Una volta fatto ciò, passo all'applicazione degli ombretti. Ritengo sia molto importante esercitare una certa pressione sulla palpebra, specie nei punti di massima intensità, perchè applicando l'ombretto con movimenti delicati fa si che questo rimanga superficiale e sbiadisca prima, mentre pressando la polvere aderisce alla base creando un tutt'uno. Quando si applicano prodotti molto glitterati utilizzare una colla specifica è fondamentale, se invece si tratta semplicemente di ombretti perlescenti un po' polverosi consiglio, dopo aver già realizzato le sfumature, di picchiettarli con il pennello inumidito con uno spray alla glicerina (sul genere Fix + di Mac, per intenderci). Infine vaporizzare abbondantemente uno spray fissante. Per quanto riguarda zone molto soggette all'umidità come infracigliare e rima congiuntivale, non utilizzo mai i classici kajal perchè già so che sulla maggior parte delle persone tendono a colare, quindi do preferenza a delle buone matite waterproof o eyeliner, quest'ultimi in particolare mi danno assoluta tranquillità poichè mi assicurano durata anche sui soggetti più complessi.

Per quanto riguarda il trucco del viso, un buon primer può essere senz'altro utile a migliorare la tenuta del trucco ma è importante che venga scelto in relazione al tipo di pelle e al tipo di fondotinta, poichè i primer a base siliconica spesso non interagiscono bene con i fondotinta a base d'acqua e i primer leviganti spesso offrono l'effetto contrario se la pelle è inspessita e disidratata. Molte volte preferisco usare come primer semplicemente uno spray a base di acqua e glicerina, che ha la proprietà di far presa con i cosmetici senza però interferire troppo con essi. Riguardo l'applicazione del fondotinta, ognuno sceglierà lo strumento più adatto alla texture del prodotto, ma anche in questo caso esercitare pressione è molto utile: utilizzare una spugnetta in lattice, magari leggermente inumidita di fissante, e picchiettare il fondotinta dopo averlo applicato aiuta molto a migliorarne la tenuta. Per quanto riguarda invece il copri occhiaie, ritengo che l'applicazione migliore sia quella fatta con i polpastrelli, poichè il calore delle dita permettono di lavorare bene il prodotto con la pelle ed evitare che rimanga in superficie. Proprio un'applicazione troppo superficiale è spesso la causa di un contorno occhi sciolto nei solchi. Infine il tutto va incipriato, praticamente sempre. Lo specifico perchè molte donne non la usano, ne ignorano l'utilità, mentre per la cipria è un passaggio fondamentale a fissare il tutto e anche ad evitare che sulla pelle umida il fard e la terra si stendano a chiazze. Io non sono amante delle basi molto incipriate, anzi direi che preferisco di gran lunga un pizzico di lucidità diffusa, che è cosa naturale e conferisce freschezza e giovinezza alla pelle, piuttosto che un effetto spento e polveroso. Tuttavia in estate, specie sulle pelli effettivamente grasse, applico spesso la cipria con il piumino, che permette di compattare meglio le polveri con le creme, inoltre sulle pelli più untuose e impure applicare un velo di cipria anche prima della stesura del fondotinta ne migliora molto la tenuta e massimizza la coprenza. Spesso, specie su chi ha un contorno occhi particolarmente complesso, utilizzo la tecnica del fissaggio a base di talco, quello che oggi viene comunemente definito "Baking": sopra strati cremosi ancora umidi, applico in grandi quantità del talco o una cipria a base di talco e la lascio lì, ad amalgamarsi con la pelle, per circa 10 o 15 minuti dopo i quali spolvero via tutto. L'effetto è estremamente levigato e la tenuta è eccellente anche nelle giornate più afose. Infine 3 o 4 vaporizzate di fissante aiutano a far legare il tutto e anche a prevenire la lucidità.

Infine, per quel che riguarda le labbra, il discorso è abbastanza soggettivo. Io di solito, per realizzare un trucco da sfoggiare durante un evento lungo e importante, preferisco che le mie clienti portino uno dei loro rossetti preferiti, in primis perchè possono portarlo in borsetta e ritoccarlo e poi perchè so per certa che quello avrà una buona tenuta su di loro. Purtroppo l'esperienza mi ha insegnato che ciò che è ottimo su una persona magari su un'altra sbava o secca. Sicuramente anche qui rispettare dei passaggi è buona norma:
- scrub labbra
- matita da applicare sia di contorno che di riempimento
- rossetto, da stendere bene strofinandosi più volte le labbra
- stringere una velina fra le labbra e sopra di questa spolverare un po' di cipra
- aggiungere un altro pochino di rossetto
Questo gioco di strati e pressioni permetterà al rossetto di resistere decisamente più a lungo.







Risultati immagini per l'oreal eyeliner gel
Non tutte sanno che l'eyeliner in gel può essere usato nella rima interna e assicura una tenuta da record. Questo di L'Oreal è di buona qualità ed è dotato di un ottimo pennellino.
Risultati immagini per mac fix plus
Il Fix + di Mac è uno spray a base di aqua, glicerina e sali minerali. Permette di rimuovere gli eccessi di polvere e di far si che il tutto si compatti alla base ma è ottimo anche da usare come primer. Utilissimo per bagnare ombretti glitterati.
Risultati immagini per urban decay de slick
Questo invece, a differenza del Fix +, è un vero e proprio fissatore, da utilizzare alla fine del trucco per renderlo a prova di sudore e sfregamenti.
Risultati immagini per smashbox lid primer
I Photo Finish Lid Primer di Smashbox permettono un'ottima tenuta e sono disponibili in più clorazioni.

Risultati immagini per clinique clarifying lotion 3
Le Clarifying Lotion di Clinique sono utilissime a rimuovere delicatamente le cellule morte dal viso, che spesso danno al fondotinta un aspetto sgradevolmente disomogeneo e crepato.
Risultati immagini per energie de vie
L'Energie de Vie di Lancome è una crema viso molto leggera, di facile assorbimento, che lascia però la pelle molto morbida e facilita la stesura del fondotinta. Consigliatissima.
Risultati immagini per avene acqua termale
L'acqua termale è utilissima a lenire la pelle aggredita dai raggi solari, dagli agenti esterni e dalle temperature. Vaporizzarne abbondantemente prima del trucco aiuta molto a preparare la pelle in maniera ottimale.
Risultati immagini per charlotte tilbury bedroom black
Il mio rapporto con le matite waterproof non è dei migliori, spesso scrivono poco o hanno un tratto gessoso. Quando scrivono bene però tendono facilmente a sgretolarsi sugli zigomi. Questa di Charlotte Tilbury è invece eccellente, vale il suo costo un po' elevato.
Immagine correlata
La cipria di Mac prep + prime può essere utilizzata anche sotto il fondotinta, un'idea per chi ha la pelle molto grassa.
Insomma pur dovendo ammettere che esistono davvero casi complessi, di pelli che in nessun modo permettono al trucco di resistere più a lungo di un'ora o due, nella grande maggioranza dei casi si tratta solo di curarsi di più, trovare il prodotto giusto e applicarlo nella maniera ottimale.

Spero che il post vi possa essere utile, a presto ^_^                                         
                                         

Continua...


mercoledì 25 ottobre 2017

Le stagioni dell'armocromia.

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Recentemente ho spiegato, anche se a grandi linee perchè il discorso è molto lungo e complesso, che cos'è l'Armocromia e su cosa si basa realmente. Oggi cerchiamo insieme di capire un po' più nel dettaglio come funziona il sistema più conosciuto, quello a 16 sottostagioni, e come si distinguono le stagioni l'una dall'altra.
Innanzitutto chiariamo che usare i nomi delle stagioni per definire i macro gruppi cromatici è puramente di comodo. Ho provato a capire chi e dove ha parlato per la prima volta di persone Inverno o Primavera ma non sono ancora riuscita a darmi una risposta, lo stesso Itten nomina le categorie in modo  affrettato, come se l'argomento dovesse essere già noto al lettore. Carol Jackson, a sua volta, riprende l'argomento mantenendo i nomi delle stagioni rifacendosi a quanto letto da Itten ma ad essere onesti la tavolozza cromatica di una stagione dipende molto dalle condizioni metereologiche, dall'area geografica, dalle tradizioni...Io se penso all'Inverno non mi vengono in mente solo colori freddi ma anche l'oro, il verde pino e il rosso caldo del Natale; l'Autunno per me non ha i colori ricchi e infuocati come in certi paesaggi americani perchè nella città in cui sono cresciuta gli alberi perdono tutte le loro foglie nell'arco di un giorno o due, piuttosto ha i colori delle prime nebbie, delle lunghe giornate di pioggia e lo identifico con il grigio; la primavera per me ha i toni del bianco e del rosa che vedo sugli alberi in fiore, perciò la percepisco come fredda; L'estate per me è luce oro riflessa dalla sabbia, dai campi di grano e girasole, dalle colline verdeggianti...
Insomma si, prendete queste definizioni solo come nomi che identificano quattro gruppi cromatici suddivisibili, a due a due, per caratteristiche opposte:  freddi scuri (Inverno), freddi chiari (Estate), caldi scuri (Autunno), caldi chiari (Primavera), smorzati (Estate e Autunno), saturi (Inverno e Primavera). Ciò può essere sintetizzato visivamente con questo schema:



Se noi osserviamo le quattro figure di questo schema ci accorgiamo che queste, nonostante non siano altro che confusi colpi di mouse fatti con il pennello virtuale di un programma di grafica, risultano armoniche. Ognuno ha i suoi gusti e naturalmente può preferire una combinazione piuttosto che l'altra, ma indubbiamente tutte e quattro risultano bilanciate. Ciò è dovuto al fatto che i colori, apparentemente messi a caso, in realtà sono abbinati per analogia di profondità, croma e temperatura e per questo nel complesso creano armonia e contrasti gradevoli, bilanciati. Ognuno di questi riquadri rappresenta le quattro stagioni armocromatiche così come erano state inizialmente pensate:

AUTUNNO
Toni caldi, ricchi, densi, pastosi, e avvolgenti. E' una stagione che raccoglie colori vibranti come il rosso pomodoro, il verde vescica, l'arancio zucca, o profondi come il marrone caffè, il verde pino e il borgogna, o delicati come il beige, il cipria a base calda e il verde oliva. Insomma racchiude in se una certa vivacità attenuata da un velo di morbidezza, una luce color oro antico che smorza i contrasti e crea un filtro tonale. Le persone definite Autunno sono, a grandi linee, quelle caratterizzate da capelli dalle sfumature calde (dorate o rosse), gli occhi screziati di ambra e di oro e la pelle caratterizzata da un tono mielato.

INVERNO
I colori dell'inverno rispecchiano un certo ideale che si ha della stagione: freddi, drammatici, vividi e profondi. Abbiamo i toni glaciali del blu e del bianco, quelli squillanti del magenta e del verde smeraldo, e poi le nuance scure come il nero e il prugna. Era quindi considerata una stagione caratterizzata da colori e abbinamenti che non passano inosservati, perchè a differenza dell'autunno non ha quel velo tonale che lo addolcisce ma è dominato colori puri messi a forte contrasto con colori scuri. Le persone definite Inverno, secondo un criterio astratto, hanno i capelli scuri (dal castano cenere scuro fino al nero), gli occhi scuri o di un azzurro freddo e intenso e la pelle caratterizzata da un sottotono blu che la rende in superficie rosea o olivastra.

PRIMAVERA
La Primavera, stagione dei germogli, dei boccioli e dei prati inondati dai primi tiepidi raggi di sole, è connotata da colori chiari: delicati, luminosi, caldi, tendenzialmente pastello come il giallino, il pesca, il panna e il verde acqua, ma anche non privi di brio e vivacità come il corallo, l'arancio e il verde mela. I colori sono puri, non velati come quelli autunnali, per questo risultano piuttosto brillanti ma allo stesso tempo è una stagione che, a differenza dell'Inverno, risulta come addolcita dal basso contrasto. Lo stereotipo della donna primavera ha capelli chiari con riflessi caldi (biondo dorato o rossi), occhi verdi o azzurri screziati d'oro e la pelle diafana dal sottotono caldo.

ESTATE
L'estate, un po' come la primavera, è una stagione piuttosto chiara ma a differenza di questa i colori sono freddini e leggermente attenuati come da una fresca e umida nebbiolina, sono colori che complessivamente trasmettono relax, tranquillità e pacatezza. Le tonalità tipiche sono tutta la gamma dei blu delicati (ne troppo scuri ne troppo brillanti), i grigi, i rosa, i violetti e i verdi a base blu. La persona che incarna l'aspetto tipo di un' Estate di solito ha capelli biondi o castano chiaro con riflesso cenere, occhi celesti o verde acqua, incarnato chiaro dal sottotono bluastro.


Le consulenti dell'immagine ancora oggi utilizzano questo sistema a quattro stagioni perchè, essendo molto generico, permette loro di creare palette personalizzate e studiare il caso specifico della cliente offrendo consigli ad hoc. E in effetti così il sistema senza il sostegno di una consulenza più minuziosa rimane sin troppo generico. Ad esempio non tutte le Autunno portano bene sia colori ricchi che delicati; molte Inverno non sono poi realmente gelide e alcune hanno anche una carica di drammaticità meno spiccata; Le Estati, pur rimanendo non molto profonde, non per forza sono eteree e alcune hanno bisogno di scurire il loro guardaroba. Questi sono solo una parte delle osservazioni che hanno portato alla nascita di sistemi più ampi e precisi, prima quello a 12 e poi a 16 stagioni, che è sinteticamente descritto nella tabella a seguire.


Quindi in sostanza cosa significa questa tabella? che le quattro stagioni sono diventate dei macro gruppi che contengono ciascuno quattro micro gruppi che si distinguono per dominanti: ogni macro gruppo ha una stagione assoluta (quindi caldissima o freddissima), una stagione a croma più alto, una a croma basso, una profonda e l'altra chiara.

INVERNO
Inverno profondo: La dominante di questa stagione è la profondità, ed è contornata da colori ricchi e intensi: alcuni saranno molto scuri, altri invece brillanti ma leggermente scuriti da un tocco di nero da abbinare insieme per creare vibranti contrasti. Le dominanti secondarie sono il croma piuttosto alto, che permette all’IP di mantenere un aspetto d’insieme vivace, e una temperatura neutro fredda, ovvero la possibilità di gestire colori freddi stemperati da un’impercettibile nota di calore.

Inverno Profondo Soft: Simile all’Inverno Profondo, ha sempre la profondità come dominante ma con il croma un po’ più basso, colori sono meno accesi e attenuati da un tocco di grigio scuro o di nero. I colori dell’IPS sono quindi piuttosto vicini a quelli IP ma risultano leggermente velati e quindi le tinte più sature risultano meno squillanti e i contrasti più moderati.

Inverno Assoluto: Vengono classificate come inverno assoluto le persone con una dominante assolutamente fredda, poichè non reggono alcuna traccia di calore: le IA a contatto con colori anche solo tiepidi risultano stanche e invecchiate. Inoltre le persone IA sono connotate da un croma molto alto che le rende valorizzate al massimo con colori limpidi e vivaci.

Inverno Brillante
: Le inverno brillante sono caratterizzate da una tavolozza gioiello: Occhi chiari e scintillanti, carnagione luminosissima, capelli in colori freddi e intensi. La loro dominante è quindi il croma elevato, che viene esaltato utilizzando colori accesi e a forte contrasto.


PRIMAVERA
Primavera Brillante: come per l'Inverno Brillane, anche qui siamo di fronte ad una tavolozza gioiello ma tendenzialmente calda e leggermente più chiara. Anche qui la dominante è quindi il croma elevato.

Primavera Assoluta: la dominante di questa stagione è il calore assoluto, le PA risultano pallide e ingrigite a contatto con colori freddi. La dominante secondaria è il croma molto elevato, che fa in modo sia valorizzata al top con colori piuttosto chiari ma vivaci e limpidi.

Primavera Chiara:  La dominante qui è la bassa profondità, quindi il valore chiaro. Come le altre Primavere viste fino ad ora, anche le PC indossano colori vivaci ma più delicati e acquerellati, stemperati da un tocco di bianco/panna.

Primavera Chiara Soft: Anche qui la dominante è il valore chiaro, ma la PCS rispetto alle altre Primavere ha un tocco mielato che rende i toni meno limpidi, più morbidi e attenuati.



ESTATE
Estate Chiara: stagione sorella alla Primavera Chiara, con la quale condivide un croma medio alto e la dominante, ovvero la profondità bassa. I colori sono quindi vivaci ma comunque resi più tenui dalla componente bianca che li accomuna.

Estate Assoluta: l'EA è la stagione più fredda fra le estati, quindi la sua dominante e la temperatura totalmente fredda. Come per le Inverno Assoluto, le Estati assolute risultano molto penalizzate dai colori che presentano una componente calda, anche poco accennata, ma a differenza di queste hanno meno croma, meno contrasto e meno profondità.

Estate Soft Profonda: la dominante di questa stagione è la spiccata componente soft, che smorza sia i colori che i contrasti con un velo di grigio. Condivide una serie di colori con l'Inverno Profondo Soft ma nel complesso è una stagione più chiara e meno drammatica.

Estate Soft Chara: sorella di Estate Soft Profonda, condivide la stessa dominante ma si differenzia per un valore più chiaro ed etereo.




AUTUNNO
Autunno Profondo: L'AP è il corrispettivo neutro caldo dell'Inverno Profondo. La sua dominante quindi è la profondità elevata, affiancata ad un certo livello di croma e di contrasto. I colori risultano sempre intensi, ricchi e vibranti ma appena attenuati da un tocco marrone scuro che li scurisce e li scalda

Autunno Soft Profondo: l'ASP è la terza delle quattro stagioni soft dell'armocromia. E' paragonabile all'Estate Soft Profonda, in quanto condivide con essa la dominante, ovvero la desaturazione (soft) dei colori, e la seconda caratteristica ovvero la profondità di grado medio. La differenza è nella temperatura, in quanto i colori, pur rimanendo piuttosto neutri, sono tutti scaldati da una velatura dorata.

Autunno Soft Chiaro:
la quarta stagione soft è simile all'Autunno Soft Profondo in quando ne condivide la dominante (soft) e la temperatura, ma i colori sono tutti leggermente più chiari.

Autunno Assoluto: l'AA è la stagione assoluta dell'autunno, per cui la sua dominante è la temperatura totalmente calda. Rispetto alla Primavera Assoluta presenta un tocco di profondità in più e risulta valorizzata con colori leggermente meno brillanti.


Ora voi vi starete domandando: come capisco a quale stagione appartengo? Solo con l'analisi.

Noi possiamo dire che, a grandi linee:
- una persona con occhi scuri nel 99% dei casi appartiene ad una stagione profonda o soft profonda
- le bionde chiare naturali, salvo forse eccezioni che ancora non ho incontrato nella mia vita, non sono mai Inverno.
- le rosse naturali sono sempre calde
- le olivastre sono sempre neutre

Per il resto una regola non c'è ed è impossibile darvi risposte senza aver fatto l'analisi.

Molte a grandi linee riescono a capire la propria macrostagione, ho conosciuto donne con un'ottima consapevolezza di sè. Ma spesso invece si incontrano difficoltà, perchè spesso le donne si vedono bene con i colori che sono abituate ad indossare da sempre, o con quelli che vanno di moda al momento. O ancora sono tratte in confusione da alcune caratteristiche che possono sembrare similari: gli occhi azzurri di un'Estate Assoluta possono spesso erroneamente far pensare ad un Inverno Brillante, fra more a sovratono giallo non sempre è facile distinguere un Inverno da un Autunno e in generale anche le stagioni chiare possono rivelarsi estremamente neutre. Inoltre anche chi individua la stagione giusta è facile che non la interpreti bene: ho visto donne Inverno Profondo truccate troppo cariche, o Estati Soft troppo ingrigite, o Autunno Profondo che utilizzano toni eccessivamente caldi, o Primavere Chiare che non capiscono che, per quanto siano eteree, hanno bisogno di dare definizione al loro trucco. Per questo l'autoanalisi a mio avviso non è consigliabile, vi suggerisco piuttosto di entrare nel mio gruppo, Armocromia e Trucco Correttivo, e chiedere una consulenza gratuita come indicato dal Regolamento.

Le descrizioni che ho fatto di ogni stagione vi aiuteranno a capire le caratteristiche principali, a entrare nell'ottica del sistema. Tuttavia è innegabile che dietro ogni singola stagione c'è un mondo più complesso, e seppure tutte sono fra loro "sorelle", nel senso che sono collegate fra loro da caratteristiche che determinano la condivisione di una grossa parte dei colori nelle loro palette, sono caratterizzate da differenze importanti che meritano di essere studiate e approfondite. Inoltre ritengo che l'armocromia, soprattutto alla luce del fatto che oggi non esistono più solo 4 stagioni ma molte di più a seconda del sistema utilizzato, vada rivista rispetto a come era stata definita alle sue origini, ovvero negli anni 80, quando ancora era una novità e molto influenzata dalla moda del tempo. Oggi l'armocromia è una disciplina più ampia e che si basa su un concetto di semplicità, sia come impatto visivo sia come realizzazione e gestione del look che prima era poco considerato. Ma questo lo approfondiremo in futuro.
Il prossimo post sarà dedicato alle Inverno, non perdetevelo ;)

A presto ^_^
Continua...

lunedì 21 agosto 2017

Soluzioni personalizzate di make up: Camilla

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Disse Stefano Anselmo che ogni donna nasconde 4 o 5 volti diversi, attraverso il trucco è possibile tirarli fuori e ognuno di questi mostrerà una sfaccettatura della sua morfologia, del suo sguardo, della sua essenza. Saranno trucchi diversi ma tutti comunque estetizzanti, ovvero mirati a rendere bello e armonioso il soggetto, perchè il trucco, come tutte le illusioni ottiche, può abbellire ma anche imbruttire o tirare fuori aspetti sgradevoli del viso, basta pensare al teatro: con trucchi studiati ad hoc si può invecchiare un soggetto, o indurirlo, o incattivirlo, o renderlo buffo. Anche se in grado minore, anche nel loro trucco quotidiano le donne inavvertitamente con il trucco qualche volta si induriscono i lineamenti, ed è per questo che è importante assumere la consapevolezza di cosa si sta usando e dei propri gesti.




E' un po' il caso di Camilla, che con il trucco qualche volta si indurisce un po' il viso.
Camilla è una ragazza molto bella, forse fra i visi più belli che io abbia mai truccato: labbra perfette, occhioni da gazzella, ricorda la Sophia Loren dei tempi d'oro. Tuttavia, come capita spesso con i volti molto particolari, per truccarla è necessario seguire alcune linee guida.

Camilla ha occhi grandi ed è molto mora e intensa, ragioni per cui ha bisogno di definire bene il suo sguardo. Ma allo stesso tempo il suo occhio è leggermente infossato e ha una palpebra fissa ridotta, quindi facilmente su di lei il trucco passa da troppo poco a troppo marcato. Le sue labbra sono bellissime, non hanno bisogno di correzione e rappresentano il punto forte del suo viso, ma una volta truccate di rosso sembrano togliere un po' di respiro al suo viso minuto, soprattutto se mantiene la rima inferiore truccata come nella foto.
L'obiettivo è quello di mettere in mostra la sua bellezza e i suoi punti forti ma senza indurirle lo sguardo e senza togliere aria e luminosità al suo viso

Sicuramente, come dicevo in apertura, è possibile scegliere più opzioni e quella mostrata non è assolutamente l'unica giusta, ma è quella che mi è sembrata al momento più semplice da realizzare e più vicina alla confort zone di Camilla, dato che lei ama usare il kajal e voleva che le mostrassi un trucco che potesse imparare a replicare.

Innanzitutto la base: su di lei ho utilizzato un fondotinta abbastanza coprente (Studiofix Fluid di Mac) perchè pur avendo una bellissima pelle quel giorno aveva un bel po' di rossori da nascondere, per ottenere comunque un effetto luminoso ho miscelato il fondotinta con una goccina di olio. Ho realizzato chiaroscuri in crema usando un correttore di colore chiaro al centro del viso, messo verticalmente, e un marrone freddo posizionato di lato, in modo da renderle il viso più ovale.
Gli occhi sono al quanto minimal, nel senso che ho utilizzato pochi prodotti e la tecnica impiegata è decisamente semplice: base grassa in un colore chiaro, per schiarirgli le palpebre, eyeliner applicato molto sottile e una leggera sfumatura nocciola che si allunga verso l'esterno, per rendere lo sguardo più felino. La rima inferiore è stata truccata con un Kajal nero ma ben sfumato lungo il bordo, in modo da ottenere un effetto definito ma morbido. Per impreziosire il tutto ho applicato un ombretto trasparente glitterato (Waterdream di Nabla) su tutto l'occhio.
La sopracciglia sono state depilate, schiarite e ridisegnate seguendo la forma più adatta al suo viso, quindi un po' più sottili per dare luminosità alla zona oculare e leggermente più arcuate per allungarle il viso.
Infine per le labbra ho optato per un nude naturale, ovvero un colore chiaro ma che rende le labbra fresche e rosee, in modo da conferire al suo viso maggiore morbidezza e verticalità. Camilla è un Inverno Profondo, ma ciò nonostante sta benissimo con il rossetto nude, ennesima dimostrazione che l'armocromia serve poco se non si prendono in considerazione anche altri elementi che caratterizzano la persona.

   

Questo è il risultato.
Sicuramente ci sono altre possibilità, ritengo ad esempio che le si poteva lasciare la rima inferiore chiara, non truccata, e poi metterle un bel rossetto rosso amarena. Oppure si poteva realizzare un trucco più scuro (ma non eccessivamente scuro) mantenendo però un gioco di iridescenze al centro della palpebra. O ancora scegliere del colore da applicare lungo le rime, come il verde petrolio e il blu zaffiro.

Spero l'articolo vi sia stato utile, a presto ^_^
Continua...

mercoledì 9 agosto 2017

Armocromia: cos'è e come usufruirne nel modo giusto

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L'armocromia è uno strumento che permette alle persone di scegliere i colori giusti per valorizzarsi: abbigliamento, trucco, accessori, tinte capelli, manicure. E' un concetto teorico di cui si parla molto oggi ma che affonda le sue origini nel secolo scorso. L’armocromia si basa su un concetto scientifico, ovvero le leggi della fisica che determinano le qualità di un colore. Semplificando, come definiamo le qualità di un colore? in base alla percentuale di nero o di bianco stabiliamo quanto è scuro o chiaro un colore (quindi, in armocromia, la profondità del colore), in base al quantitativo di grigio o di complementare si definisce se un colore è puro o smorzato (quindi un croma soft o brillante), a seconda della dose di giallo o di blu presente nella nuance si può affermare se essa è tendenzialmente più fredda o più calda (quindi la temperatura del colore).




Essendo ogni essere umano composto da colori, anch’esso ha una tavolozza che può essere caratterizzata da una dominante profonda piuttosto che chiara, brillante piuttosto che soft, calda piuttosto che fredda. Di conseguenza chi ha profondità risulta slavato se indossa colori pastello, viceversa chi ne ha poca si ritrova appesantito da colori troppo scuri e contrastati. Se il soggetto è caratterizzato da colori vividi e intensi apparirà spento con toni molto smorzati, al contrario chi è caratterizzato da un tonalismo morbido risulterà sovrastato da toni molto vivaci. Un colore caldo su un incarnato freddo - o viceversa - getta una patina grigia sul viso. Quando circa sette anni fa scoprii l'armocromia tutto ciò mi sembrò subito ovvio, chiaro, lampante. Mi chiesi come avevo fatto a non pensarci prima, visto che avevo tante volte avuto esperienza di come alcuni toni mi stessero così bene da farmi apparire fresca e raffinata anche con capi semplici e poco trucco, e altri invece così male da non riuscire a recuperarli neppure con mille attenzioni. Il primo ricordo risale agli anni delle medie: mi innamorai di un maglioncino giallo girasole visto addosso alla mia compagna di banco, le stava così bene che convinsi mia mamma a comprarmene uno uguale. Nonostante lei come colori in apparenza era la mia fotocopia (entrambe castane con pelle chiara e occhi scuri), su di me il maglioncino stava veramente male: apparivo pallida, cianotica e mi si notavano di più le occhiaie e i capillari che ho sul viso. All'epoca la mia insicurezza, tipica di una bambina che si affaccia ormai all'età adulta, mi portò a pensare che la causa stava nel fatto che lei fosse bella e io brutta. Mentre semplicemente quel punto di giallo caldo mai avrebbe potuto star bene ad un Inverno Profondo molto freddo come me, mentre su di lei Autunno Profondo era tutt'altra storia. Non eravamo simili come poteva sembrare. Negli anni ho fatto svariati acquisti errati seguendo le mode: l'arancione, il verde militare e il marrone che andavano tanto di moda durante gli ultimi anni 90 mi facevano apparire stanca e invecchiata, con i beige sembravo nuda, con i toni delicati diventavo scialba, sono arrivata man mano, a suon di acquisti lasciati a far muffa, a selezionare pochi colori nel mio guardaroba, in quanto gli unici con i quali mi sentivo sempre a posto: il nero, il blu, una certa dose di bianco, alcune tipologie di grigio, una certa gamma dei rossi e dei magenta, la parte più fredda dei verdi e alcuni viola. Il resto cercavo di avitarlo. Mi mancava di capirne la ragione, ma ero arrivata da sola all conclusione che non potevo indossare bene alla stessa maniera qualsiasi cosa, anzi.


CENNI STORICI
Il make up è un'invenzione recente, risale agli inizi del 900. Nei secoli antecedenti le donne già utilizzavano cosmetici per abbellire il viso, come i kohl che davano intensità allo sguardo, la polvere di riso che rendeva la pelle più chiara, uniforme e levigata, e i belletti che venivano picchiettati su labbra e guance per dare un effetto salute. Insomma esistevano prodotti di bellezza ma non il concetto di trucco come oggi lo intendiamo. Riguardo l'abbigliamento,  nei due secoli antecedenti al 900 la moda era ancora più condizionante di quanto lo è oggi e in particolare riguardo i colori non c'era libera scelta, anzi alcune tonalità erano considerate inappropriate e disdicevoli: Il nero era solo per contraddistinguere il lutto, il viola era cattivo auspicio (specie nell'ambiente teatrale), il rosso era per le donne volgari e oltre al rosso in generale lo erano tutti i colori molto accattivanti come il corallo e il magenta. La femminilità modesta, aggraziata, casta e delicata del diciannovesimo secolo si esprimeva in toni pastello o comunque delicati come il crema, il cipria, il tortora da abbinare, in inverno, a drappi in colori più scuri come il borgogna, il blu e il verde pino. Verso gli anni 30 la donna comincia gradualmente a liberarsi di questi cliché e punta ad una scelta individuale del colore, sia per quanto riguarda l'abbigliamento sia per il trucco, che proprio in quegli anni ha il suo primo boom di vendite e diventa accessibile anche alle masse. Con la nuova esigenza di una ricerca individuale del bello, a poco a poco si arriva alle prime basi dell'armocromia. Max Factor, storico make up artisti, negli anni 40 propose una serie di schede trucco che mostravano le tecniche per valorizzare per ogni forma di viso e anche i colori ideali: per la donna mora venivano suggeriti i colori forti, come i vinaccia e i rossi; per la castana le varie tonalità del lampone; per la rossa gli arancio e i corallo, per le bionde i rosa e i pesca. Queste schede ebbero enorme successo e furono molto utilizzate sia nel cinema sia nella vita quotidiana delle donne. Naturalmente qui non siamo dinanzi ad un vero e proprio approccio armocromatico in quanto le schede erano molto generiche e si basavano soprattutto sul colore dei capelli senza considerare fattori fondamentali come il sottotono della pelle. 
Il concetto di Armocromia, ovvero di combinazioni di colori comparabili alle stagioni, è molto antico e non è ben chiaro da dove sia nato. Johannes Itten, storico dell'arte, teorico e pittore del celebre Bauhaus, dopo aver passato una vita a riflettere sulla teoria dei colori e in particolare sugli accordi e i contrasti cromatici, nel 1961 pubblica il volume Arte del Colore, dove spiega (soprattutto attraverso quelli che noi oggi conosciamo come i 7 contrasti di Itten) come i colori interagiscono fra loro e in che maniera essi riescono a rendere gradevole ed efficace un dipinto all'occhio umano. In alcune pagine del suo libro usa il termine Armocromia e suddivide i colori degli esseri umani in quattro categorie fondamentali, che egli paragona alle stagioni: L'inverno, caratterizzato da colori freddi e intensi ad alto contrasto; la primavera, distinta per i suoi toni caldi, teneri e luminosi; L'estate, dalle sfumature fresche e ovattate; l'autunno, connotato da colori caldi, ricchi e opulenti. Negli anni 70 Carole Jackson, una consulente americana, approfondì il discorso di Itten nel suo saggio Color me Beauty, dove l’armocromia diventa un vero e proprio metodo per analizzare le sue clienti e offre loro una consulenza che le indirizza verso i colori che le valorizzano di più. 




L'ARMOCROMIA OGGI
Da allora l’armocromia ha preso man mano piede negli ambienti che si occupano di bellezza: da subito L'Arte del Colore diventa testo fondamentale per chi studia la teoria del colore, quindi pittori, storici dell'arte, designer, stilisti, consulenti dell'immagine, truccatori, parrucchieri e quant'altro. E anche il metodo di analisi della Jackson, seppur un po' più lentamente, va diffondendosi, diventando negli anni uno studio man mano sempre più dettagliato: da 4 le stagioni diventano 12, oggi è molto utilizzato un sistema a 16 stagioni ma esistono anche sistemi a 24 che sono ancora più precisi e complessi. Anche i metodi di analisi variano sensibilmente a seconda del sistema di riferimento: c'è chi analizza con drappi e luci specifiche in un ambiente creato ad hoc (metodo sci/art), c'è chi usa i drappi ma rileva semplicemente gli effetti che i colori generano sul viso; c'è chi analizza on line attraverso foto, c'è anche chi addirittura analizza attraverso una foto sola, che semplicemente osservando dettagli come la conformazione dell'iride, il riflesso naturale dei capelli e la trasparenza della pelle riesce a rilevare la stagione armocromatica del soggetto in esame. Non esiste un metodo più autorevole di un altro, chiunque ha ben studiato Itten e ha esercitato il suo occhio, imparando a cogliere dettagli poco evidenti eppur determinanti, entra nell'ottica armocromatica e nell'insieme si raggiungono risultati analoghi pur utilizzando metodologie differenti.

I VANTAGGI DELL'ARMOCROMIA
Innegabilmente l'armocromia è estremamente utile. Io, come accennavo introducendo il discorso, ho per anni fatto acquisti sbagliati prima di arrivare a capire che certi colori mi stavano bene mentre altri proprio no e, probabilmente, se non avessi conosciuto l'armocromia ancora oggi starei a ripetere alcuni sbagli poiché mi sarebbe mancata quella consapevolezza in più che mi fa da guida. Oggi giorno siamo tutti, nel bene e nel male, condizionati dai media, dal marketing, dagli influencer che suggeriscono a seconda del gusto e dei trend cose che sembrano dei must - sia di trucco sia di abbigliamento - ma poi passata la moda non si riesce più ad indossarli perchè non erano stati scelti su misura per noi. L'armocromia quindi permette di risparmiare denaro e anche di evitare piccoli drammi: quante hanno dovuto affrontare i danni ai capelli causati da una tinta scelta in un tono sbagliato? con la giusta consapevolezza anche tingere la propria chioma diventa meno rischioso.  Inoltre quando i capi sono dei colori giusti appaiono belli sulla persona anche se molto semplici ed economici. Il trucco risulta perfetto anche se molto minimal. Insomma i colori giusti permettono di avere un incarnato più fresco, giovane e luminoso con il minimo sforzo.

E GLI SVANTAGGI?
Teoricamente, non ce ne sono. L'armocromia non è un obbligo ma una libera scelta, che possiamo far nostra quotidianamente o a momenti alterni. Posso per tutti i giorni seguire il mio estro ma utilizzare l'armocromia se ho un colloquio, o una serata importante, o un'occasione in cui mi interessa essere al top. Inoltre anche alcuni colori "sbagliati", conoscendo un po' di stratagemmi, possono essere sfruttati e riportati a nuova vita. L'armocromia comporta una serie di inconvenienti solo viene vissuta e interpretata in modo sbagliato, adesso riporto qualche caso frequente.

DIFFIDARE DA:

1 CHI PROPONE UN'ARMOCROMIA SCIENTIFICA.
L'Armocromia, pur basandosi su concetti che hanno fondamento scientifico, non è scienza. E' una piccola, anzi piccolissima, parentesi della teoria del colore che viene utilizzata con metodi empirici, perciò esiste un margine di errore non così basso e la possibilità di opinioni divergenti. Non a caso vi sono numerosi soggetti borderline che finiscono per essere spostati da una categoria all'altra, a volte anche dalla medesima analista che rivede la sua opinione. In quanto basata su una parte della teoria dei colori, ben esposta in molti manuali e saggi  reperibili da tutti, l'armocromia non è e non sarà mai quell'arte divinatoria, nelle mani di pochi adepti speciali, che veniva decantata in alcuni forum italiani. E in quanto materia piccola ed empirica, applicabile con metodi vari e soggettivi, non è altro che uno strumento di chi opera in un campo più vasto: il consulente dell'immagine, lo stilista, il costumista, il truccatore, il parrucchiere, l'estetista e chi più ne ha più ne metta. Non a caso la materia viene studiata, in modo più o meno approfondito, in molte accademie professionali nei settori sopra citati. E invece ci si fa la guerra in modi infantili e diffamatori per portare acqua al proprio mulino in modo scorretto o incrementare un certo fanatismo: tiza che dice a caia di essere truffatrice perchè non ha la certificazione di armocromista (e perchè mai sarebbe necessaria?), o di essere ignorante perchè segue il sistema a 12 stagioni invece di quello a 16 (ognuno, come dicevo, sceglie il suo metodo),  o di fare attività non lecita perchè non iscritta all'albo (lol). Tutto ciò non significa che l'armocromia sia allora uno strumento facile per chiunque e che tutti possono analizzare, mai ho detto questo e anzi ritengo ci voglia una certa predisposizione naturale. Inoltre analizzare richiede un lungo periodo di osservazione, di pratica e di studio del COLORE e delle morfologie del viso umano, non del metodo X o Y. Non a caso l'armocromia è stata ideata da un teorico dell'arte...

2 CHI APPLICA L'ARMOCROMIA IN MODO TROPPO ORTODOSSO
L'armocromia rimane una disciplina seria solo se non la si prende troppo sul serio. L'analisi del colore torna davvero utile solo se si mantiene molto elastica e fa da supporto ad altre tipologie di analisi che nell'insieme formano un quadro estetico più ampio e completo. Più si aggiungono regole e più è probabile che queste funzionino solo sulla carta, rivelandosi inefficaci nella pratica con i singoli casi. Mi spiego meglio prendendo come esempio la stagione Autunno Soft Profondo, che tra l'altro è una delle più fraintese del sistema a 16: alle ASP io normalmente raccomando di non usare gioielli troppo carichi di pietre sfavillanti, ma da qui a suggerire solo metalli molto spazzolati se non addirittura il legno ce ne passa. Alle ASP consiglio di fare attenzione agli abbinamenti a contrasto ma io non riesco ad indicare il tono su tono come strada migliore, dato che nella mia esperienza si è rivelato penalizzante per la maggioranza dei casi e rende scontente le clienti analizzate, e invece molte suggeriscono ciò ponendolo come verità assoluta. E non perchè sei soft allora è scontato che qualsiasi accenno di colore ti imbruttisca per forza o ti faccia sembrare   una "poco di buono" (commento che fra donne del 2017 non dovrebbe proprio uscir fuori). Certi atteggiamenti oltre a condurre in errore, perchè filtrate attraverso una sola prospettiva e distaccate da una realtà che invece è a tutto tondo,  spesso portano anche le persone a non capire l'armocromia e ad allontanarsene.

3 CHI VUOLE ALLARGARE L'ARMOCROMIA SCONFINANDO IN CAMPI CHE NON GLI RIGUARDANO E NON CONOSCE.
Ce ne sono vari a mio avviso di campi che non riguardano l'armocromia ma che ogni tanto vengono tirati in ballo, quello però che viene ogni giorno preso, violentato, snaturato e presentato in una chiave deviante e disinformante è quello del make up. Libri di celebri armocromiste che suggeriscono alle Inverno il rosa perlescente come punto luce sull'arcata sopraccigliare (roba che manco negli anni 80), che consigliano il mascara grigio alle Estati (mi sento male solo a pensarci), che suggeriscono i toni di fondotinta a seconda della stagione senza sapere che il tono della pelle (e di conseguenza del fondo) non c'entra NULLA con l'essere Inverno piuttosto che Autunno. E le povere Inverno Profondo, destinate perennemente a smokey neri abbinati a labbra rosse? al non poter scegliere un nude? a dover indossare fard berry anche se hanno un tono di pelle giallo e abbronzato? Ragazze lo smokey, specie se nero o blu, non è un trucco facile da realizzare e se non si è molto pratiche escono fuori cose immonde! l'armocromia dovrebbe semplificare la vita, non complicarla. Inoltre l'abbinamento alle labbra rosse è decisamente azzardato consigliarlo così alla leggera, pochissime persone riescono a portare bene smokey nero con le labbra rosse senza risultare vistose o appesantite. L'armocromia dovrebbe essere la ricerca della raffinatezza e certe scelte spesso non risultano fini, a prescindere dalla stagione. Poi  all'estremo opposto le Primavere: per loro solo gloss e matite bronzo perlatine. Inoltre il trucco muta sulla pelle per ragioni che prescindono dall'armocromia (abbronzatura, ph, tono superficiale della pelle) e alcuni colori possono magari essere armocromaticamente perfetti in abbigliamento ma inadatti per il trucco a causa dei lineamenti del viso. Un esempio celebre: Penelope Cruz, meravigliosa Inverno Profondo, si trucca quasi sempre allo stesso modo: occhi molto calcati e labbra nude. In molti forum e gruppi di armocromia le persone hanno criticato duramente il fatto che lei, con il contrasto che ha, mortifica i suoi colori con un rossetto nude invece di esaltarli con il rosso. Nessuno comprende che la bella Penelope ha occhi grandi da definire ma un viso corto e minuto, calcando sia gli occhi che le sue carnose labbra il volto perde respiro e diventa ancora più corto e claustrofobico.  E ogni giorno vengono dati consigli di trucco che, siccome basati su un concetto armocromatico del tutto astratto, invece che abbellire imbruttiscono, e si è giunti così alla conclusione che molti truccatori odiano gli armocromisti e si sono allontanati dalla disciplina in quanto considerata poco seria.


4 CHI NON TI SEGUE E NON TI PROPONE UN PERCORSO PERSONALIZZATO
Chi analizza a pagamento non può aspettarsi che i propri clienti comprendano da subito la loro stagione. A chi non ha mai approfondito discorsi riguardo il colore l'armocromia può risultare complessa, sicuramente farà fatica ad applicarla nella sua vita. Sarebbe necessario che chi analizza desse ai suoi clienti un paio di settimane di tempo per fare delle prove (in modo da consacrare il verdetto o rimetterlo in discussione) e per rispondere alle loro domande, in modo da chiarire ogni possibile dubbio o fraintendimento. Chi analizza, dà un pdf standard e poi sparisce lasciando i clienti senza risposte è poco serio. A proposito di pdf standard aggiungo anche che un'analisi armocromatica mai dovrebbe fossilizzarsi sulle proprie stagioni e dovrebbe sempre proporre un percorso personalizzato. Innanzitutto perchè è surreale credere che l'immensa varietà del genere umano possa calzare a perfezione in 12, 16 o 24 categorie. Ogni persona è un caso a sè e alcune si trovano davvero in bilico fra diverse sfumature, solo un'analisi personalizzata potrà dare loro delle risposte credibili. Inoltre solo una consulenza personalizzata ti aiuterà a scegliere i colori in base al tuo fisico, al tuo stile, ai lineamenti del tuo viso e alle esigenze della tua vita, perchè se l'armocromia non viene applicata alla TUA persona vale poco più dei test passatempo sulle riviste rosa.
Infine attenzione alle liste di prodotti divisi per stagione: un rossetto definito IPS non è detto stia davvero bene a tutte le IPS. Giorni fa una cliente a casa mia è venuta piena di prodotti acquistati guardando una vecchia lista che girava sul web, purtroppo per lei ben pochi erano adatti alle sue esigenze.

5 CHI RACCONTA BALLE
Una nota analista, ormai anni fa, raccontava di avere delle certificazioni  e scrisse anche un piccolo manuale sull'armocromia. Si venne poi a sapere che lei non aveva certificazioni, non era iscritta a nessun albo e il suo manuale era un collage di informazioni prese da altri manuali, anche un po' male interpretate. La cosa destò immenso scalpore, molte delle sue affezionate presero le distanze da lei. La cosa mi fece un po' sorridere onestamente perchè, come ho già spiegato prima, l'armocromia non necessita titoli per essere praticata, non è affatto riconosciuta come un mestiere a sè, quindi perchè mentire? mai fidarsi dei bugiardi. E intanto la menzogna è all'ordine del giorno, ho visto in gruppi di armocromia admin spacciarsi per beauty consultant e personal shopper dopo aver acquistato un corso on line con un coupon a pochi spiccioli. Affermare con assoluta serietà di occuparsi di bellezza quando nella vita fa tutt'altro. Tutto questo non solo è ingannevole per chi si rivolge a loro ma è anche profondamente scorretto verso chi nel campo della bellezza ci lavora davvero e ha investito grossi sacrifici in soldi, in tempo e in fatica per conseguire conoscenze e risultati. Su internet in molti sono bravi a fingersi competenti appropriandosi del lavoro degli altri e senza capirlo, perciò prima di affidarvi invece di chiedere eventuali certificazioni, che possono essere fake o specchietti per allodole, informatevi sul suo conto: chi è? cosa fa nella vita? da quanto tempo lo fa? qual è il suo background? e allora avrete gli strumenti per capire se vi stanno offrendo davvero un servizio o è solo un marketing fine a sè stesso. 

QUINDI COME SOPRAVVIVERE A TUTTO CIO'?

Non aspettatevi che l'armocromia risolva tutti e subito i vostri dilemmi di natura estetica. Un abito del colore giusto può comunque essere inadatto alla vostra forma del corpo perchè ingrassa/smagrisce/sbilancia le parti. Rossetti e fard vanno provati, quindi prendete le liste molto con le molle, e la scelta degli ombretti va ponderata in base ai vostri lineamenti, al tono della pelle, alle occasioni e alla manualità. E d'altro canto sforare con colori non pienamente in stagione non significa diventare  per forza brutte o, ancora peggio, trasformarsi in clown e poco di buono come purtroppo a volte leggo in giro, significa soltanto che non si è al top o che per avere un aspetto bello e curato serve più attenzione e più fatica. Poi è chiaro che se prendo un Inverno Profondo e la tingo di biondo, la trucco di colori pastello e la vesto di beige starà malissimo, ma se la stessa Inverno Profondo decide di osare un magenta invece che uno dei suoi soliti rossi non si trasforma improvvisamente in un mostro. Insomma ci vuole elasticità e anche un certo periodo di riflessione. Vi diranno che l'armocromia vi aiuterà a riscuotere tanti complimenti e invece questo non è sempre vero perchè come io non avevo occhio nello scegliere il colore  adatto a me anche chi mi sta intorno è probabile non veda un cambiamento positivo ma noti solo che, ad esempio, prima avevo i capelli rossi, rosso = colore di capelli più figo del castano, stavo meglio rossa che castana anche se con il rosso la mia pelle olivastra era diventata verde. Insomma dovrete imparare a dare il giusto peso a ciò che vi viene detto e mantenere vivo un ottimo spirito di osservazione, anzi vi consiglio caldamente di svilupparlo autonomamente perchè solo così potrete individuare il lato specifico della vostra stagione, quello legato alla vostra individualità unica e irripetibile. Mai dare nulla per scontato, nessuna parola per oro colato prima di aver sperimentato e osservato a lungo, anzi dopo aver ricevuto un'analisi datevi tempo per testare cose e di mostrarle alla vostra armocromista, solo così potete accertarvi che non ci sia stato alcun errore (che ripeto, capita anche ai professionisti più bravi) in sede d'analisi. Insomma l'armocromia è una linea guida che apre nuove visioni e nuovi orizzonti, è un mondo che insegna ad osservare i colori e a capirli, ad ottenere consapevolezze senza chiudersi in una gabbia.

Continua...

giovedì 13 luglio 2017

Trucco pelle nera: perchè se ne parla poco?

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L'Italia è uno di quei paesi antropologicamente classificabile come caucasico/erupoide, ovvero popolato da persone che, fra altri tratti somatici vari, hanno una pigmentazione cutanea limitata (quindi piuttosto chiara e "beige"). Tuttavia ci sono anche italiani di pelle nera, questi possono essere quelli che si sono stabiliti da noi ma provengono da un paese di fascia tropicale, ragazzi che sono stati adottati o anche chi ci nasce con la pelle nera ereditando le caratteristiche di un genitore o un parente. Le donne con la pelle nera sono quindi presenti sul nostro territorio e in aumento, ragione per cui mi sembra più che giusto che anche marchi low cost come Kiko o Nyx  forniscano una gamma di fondotinta e correttori per questo tipo di incarnato. Tuttavia le problematiche legate al trucco per pelli nere in un paese dove la maggioranza delle donne è di pelle bianca rimangono numerose e non facili da risolvere senza la giusta guida e i giusti prodotti.

Recentemente c'è stato un botta e risposta fra le youtuber Loretta Grace e Clio Makeup: Loretta, in seguito ad una serie di domande riguardo la collezione di rossetti lanciata da Clio, ha spiegato con schiettezza che lei non li ha acquistati perchè ritiene che pochi o nessuno dei toni proposti sia adatto ad una carnagione nera come la sua e ha preferito lasciar perdere, anche perchè non le interessa dare sostegno con i suoi acquisti ad una persona (ovvero Clio) che non ha pensato di mostrare swatch su pelle nera o molto scura e ogni volta che ha dato consigli per il trucco non caucasico è scaduta nel luogo comune, denotando poca professionalità. Clio, dopo aver ascoltato ciò, è andata su tutte le furie e prima ha giustificato i suoi errori con il fatto che risalgono a 4 anni fa e poi facendo una lista dei suoi successi professionali, il tutto con toni verbali piuttosto aggressivi. Non entro nel merito della discussione perchè per me hanno un po' torto entrambe: Clio ai tempi di real time aveva già concluso i suoi studi alla MUD da un pezzo e, almeno sulla carta , doveva essere una truccatrice con una certa esperienza e non una novellina che parla a gusto e a sentimento. La risposta giusta sarebbe stata "Mi scuso per la leggerezza di certe affermazioni e di non aver pensato agli incarnati più scuri in questa occasione, ci faremo più attenzione alla prossima" e non una rabbiosa arrampicata sugli specchi. D'altra parte anche Loretta fa parte del grande calderone di appressapochismo, dando spesso nozioni errate (e lei non sempre usa prodotti che realmente donano al suo incarnato), ma tuttavia si pone al di sopra dei truccatori italiani (tutti? sicura di essere stata in mano a professionisti SERI??) affermando che questi sono sprovvisti di prodotti e di fare meglio da sola.

Quello che però mi interessa approfondire è il quadro generale che ne esce fuori, ovvero una scarsissima consapevolezza del fatto che l'italia è un paese multietnico e la conseguente ignoranza sul come trattare le diverse tipologie di incarnato. Una situazione che ho potuto constatare con mano in diverse circostanze: nella mia accademia non è stata dedicata nessuna lezione al make up per pelli molto scure e nere, così ogni volta che durante gli stage capitava di doverne truccare una uscivano fuori volti ingrigiti, anche in stage di un certo rilievo nazionale e generando così la disperazione della povera malcapitata di turno. Nella profumeria in cui lavoravo ogni volta che entrava una persona molto abbronzata o appunto di pelle nera non riuscivo ad accontentare le richieste: fard troppo chiari o troppo sparati, correttori tutti chiari e beige, difficoltà a trovare toni giusti per un effetto nude/mlbb. Ho faticato molto sia per acquisire delle conoscenze, visto che non mi sono state fornite dalla mia scuola, sia per costituirmi un kit, dato che non avevo una guida per scegliere i toni giusti e avevo scarsa possibilità di reperirli. 


Se per un truccatore la strada verso la buona riuscita di un trucco su pelle nera è tutta in salita, immaginate quanto possa essere complicato per chi nella vita si occupa di altro. Sarebbe giusto dare maggiore accessibilità ai prodotti adatti e alle tecniche per utilizzarli, ma in Italia le case cosmetiche ci pensano poco perchè badano a ciò che sembra si possa vendere con più successo, non a caso sono difficili da trovare anche i fondotinta molto chiari. Blogger e Vlogger attraverso i loro canali oggi hanno la possibilità di affrontare un argomento e, in virtù della loro visibilità, renderlo un tema d'interesse senza rimetterci nulla, guadagnandoci anzi una fetta di pubblico in più. Ma non tutti lo fanno e da Clio magari ci si aspettava una maggiore attenzione al riguardo: Sei una truccatrice con un canale youtube? ma mostralo ogni tanto un tutorial su una pelle nera! lanci una linea di rossetti? mettilo in linea un un marrone a base rossiccia, vedi che se lo comprano anche le persone di pelle chiara. Per ora vuoi mantenerti su pochi colori? ok, ma farli swatchare da qualche tua amica e mostarare le foto sui tuoi social non ti costa proprio nulla. Se non lo fai è perchè non ci pensi, ovvero non te ne frega un ciufolo. Oppure hai paura di trattare temi tecnici perchè sai di fare brutte figure come è già capitato in medesime occasioni. Insomma nessuna scusa, nessuna giustificazione e Loretta in questo ha ragione totalmente.





D'altro canto mi rendo conto che non è semplicissimo parlarne perchè sarebbe un po' come dire "buongiorno, oggi parliamo di come si truccano le donne di pelle bianca"...che risposte ci si aspetta? è un tema così ampio che può essere affrontato solo osservando caso per caso. Il trucco varia a seconda dei lineamenti e, a seconda dell'area di provenienza, possono essere molto diversi fra loro. Anche la pelle assolutamente varia molto: un conto è truccare Rihanna, altra cosa è truccare Alek wek. E di conseguenza un tono che risulta splendido sulla prima, può apparire pallido e grigiastro sulla seconda. Se truccare Beyoncè forse non è troppo diverso dal truccare una napoletana abbronzata, truccare Lupita Nyong'o è sicuro un altro mondo. Quindi ora farò un discorso generico che, proprio perchè non potrà mai essere esaustivo, va preso con le pinze e adattato ai casi.




LA PELLE
La pelle nera necessita attenzioni diverse già dalla skin care. Solitamente rispetto ad una pelle bianca risulta più doppia, più compatta, più soda ma anche tendenzialmente più portata a subire un ispessimento corneo e a lucidarsi. Ciò significa che è importante idratarla bene ma con prodotti poco grassi e praticare l'esfoliazione in modo regolare, Per quanto riguarda il trucco della base, quindi la scelta di primer e fondotinta, è importante orientarsi verso prodotti che abbiano una texture ricca, opacizzante ma non secca, con un leggero effetto smoother, ovvero opaco ma soffice e levigante. 


Riguardo le colorazioni dei prodotti, qui c'è il vero scoglio da superare: la pelle nera fa virare i toni, più è scura e più virano. Chi si è dilettato nelle belle arti ha constatato che dipingendo su un supporto bianco i colori risultano brillanti e molto verosimili al tono visto dal tubetto, mentre su supporti scuri i colori si incupiscono e risultano anche meno intensi, pure facendo più strati di prodotto. Lo stesso accade sull'incarnato. Il colore della pelle nera è intensamente pigmentato, può essere considerato una sorta di marrone (più o meno scuro) con una forte componente senape/ambra, questo significa che ha bisogno di prodotti altrettanto pigmentati altrimenti immediatamente risulta pallida e grigia. Quindi solo fondotinta di ottima qualità. Ancora più cruciale è la scelta dei prodotti per il contouring e l'highlighting: le ombre se sono eccessivamente fredde risultano violine e per realizzare punti luce non bastano correttori/fondotinta più chiari, sono necessari toni di giallo, senape, mattone che illuminano senza ingrigire. Spesso il contouring è incentrato più sulla realizzazione delle luci che delle ombre, anzi in realtà se l'incarnato è molto scuro le ombre vengono evitate del tutto.
Anche la pelle nera può avere un sottotono più freddo o più caldo ma a mio avviso questo, rispetto al caso della pelle bianca, influisce relativamente poco sulla scelta dei fard, anzi se la pelle è davvero molto scura decisamente nulla, perchè bisogna considerare più a come le polveri virano sulla pelle che alla temperatura che traspare dalla pelle. Per questo, per ottenere un effetto naturale che si amalgami con l'incarnato, si scelgono tonalità di terra di siena, per un effetto più deciso si possono provare i rossi scuri e, per chi ha il sottotono più freddo, qualche vinaccia virato al prugna. Colori più delicati e luminosi sulla pelle nera ingrigiscono, ma naturalmente tutto è relazionato a quanto la pelle in questione è realmente scura.
Per quanto riguarda le ciprie, è possibile usarne di colorate per fissare i punti luce (tonalità sempre del senape/cammello) oppure di trasparenti da usare su tutto il viso. Attenzione alle traslucide bianche che possono risultare sbiancanti, il viso assume un tono grigiastro polveroso terribile, meglio una traslucida colorata tipo arancio.



GLI OCCHI
La scelta del trucco occhi non ha regole, è condizionata dalla forma dell'occhio e questa cambia sensibilmente a seconda della persona. Naturalmente però anche qui incontriamo gli stessi condizionamenti visti prima,  quindi la scelta degli ombretti deve essere ponderata bene perchè non tutti i toni hanno una buona resa e anche quelli giusti vanno gestiti con precauzioni. Quando la pelle è molto scura le ombre devono essere molto intense, quindi bordature sempre nere e utilizzando matite molto pigmentate se non direttamente eyeliner in crema da sfumare velocemente. Dato che l'ingrigimento, come ormai avrete capito, è il principale errore da evitare in quanto la trappola più facile in cui cadere, bisognerà prendere precauzioni anche in questo caso: I neri vanno sempre sfumati con i terracotta e per utilizzare ombretti chiari o molto accesi è indispensabile applicare una base grassa coprente colorata. Anche il trucco occhi spesso viene realizzato di rovescio: la pelle molto molto scura risplende con il gioco dei punti luce e anche lo sguardo spesso ne trae giovamento. Quindi io consiglio fare qualche prova utilizzando prodotti in crema illuminanti (sempre nei toni dell'ocra, del senape e del terracotta) e realizzare con questi delle sfumature, da fissare poi con polveri opache ed iridescenti. Evitare i bianchi e agli avorio, attenzione anche ai toni sull'argento e ai malva: i colori chiari e freddi sono potenzialmente pericolosi.
Caratteristica molto comune sono le sopracciglia un po' sfolte, da riempire e risagomare. Attenzione ad evitare prodotti sul grigio scuro o ancor peggio neri: sulla pelle nera vanno usati comunque gel e matite di colore marrone più o meno scuro a seconda del caso, altrimenti il sopracciglio diventa grigiastro e innaturale.





LE LABBRA
Di solito chi ha la pelle nera ha labbra abbastanza regolari e dal disegno tondeggiante, poche volte si riscontrano casi di donne con il labbro superiore sottile o a barchetta come invece è molto diffuso fra le popolazioni di pelle bianca. In caso contrario, si procede con il disegno del contorno seguendo le regole base del correttivo che tengono presente la forma delle labbra stesse e più in generale le proporzioni del viso. Spesso le labbra possono presentarsi molto voluminose ma io sono contraria a tecniche mirate a ridurne le dimensioni, in quanto ritengo che sia un tratto somatico caratteristico e non un difetto, non amo l'occidentalizzazione dei tratti, al massimo, se le labbra sono davvero sproporzionate al resto del volto, si può cercare di evitare i finish lucidi a specchio e dare preferenza a toni opachi e leggermente cupi. La scelta dei colori, ancora una volta, è molto condizionata. Sicuramente non si può generalizzare e i concetti di Armocromia valgono anche per chi ha la pelle nera: alcune persone, tipo Gabrielle Union, portano bene colori forti (come i rossi e i vinaccia), altre invece, come Beyoncè, stanno nettamente meglio con toni nude delicati. Ma in linea di principio vale quanto detto fino ad ora: toni altamente pigmentati, colori intensi ma non fluo, vivaci ma profondi, niente colori pastello o grigiati. Si parte dai rossi corposi, passando per i lamponi e i mattoni, fino ad arrivare ai borgogna, ai marroni cioccolato e addirittura al nero. Come mlbb funzionano le varie tonalità di marrone medio e come nude i marroncini a base rossastra o pesca. Must have: delle matite labbra marrone scuro e marrone medio, serviranno tantissimo ad "aggiustare" i rossetti che non calzano del tutto perfetti o virano per la trasparenza.











DOVE COMPRO I PRODOTTI GIUSTI?

O presso brand nati per il mondo professionale o presso chi nasce con un approccio multietnico e ha mantenuto intatta questa filosofia anche nel nostro paese.
Da Mac troverete un'eccellente gamma di rossetti adatti alla pelle scura, da mulatta ad ebano. Penso a rossi corposi come Russian Red, Viva Glam 1 e D for Danger; a vinaccia eccellenti come Sin, Diva, Dark Side; ad ottimi MLBB come Verve, Paramount e Retro e dei bellissimi marroni cioccolato come Film Noir e Antique Velvet, da abbinare alla matita Chestnut. Mac dispone inoltre di belle palette di correttori e ottimi fondotinta sia come colorazioni sia come texture, peccato che le creme ocra illuminanti sono vendute solo nelle palette e non singolarmente. Da Kryolan invece troverete tutte le creme da contouring che potete sognare, ma vanno alleggerite bene con il loro specifico diluente in quanto molto pastose. Bellissima anche la gamma di fard e di ombretti, tutti gli ambra e gli ocra possibili li troverete lì. Molto vasta è anche la gamma di Makeup forever ma, ahimè, in italia la maggior parte dei prodotti pro è reperibile solo nella Sephora di Milano e alla Truccheria di Bologna. In tutti i Sephora troverete invece gli ottimi primer, sia liscianti, sia correttivi, sia per il controllo del sebo. Se avete la possibilità passate assolutamente da Inglot: la gamma di fondotinta è pressoché immensa e ci sono anche quelli color ebano (rarissimi!), inoltre vi è una gamma di polveri per il viso studiata appositamente per le pelli molto scure.  Un'alternativa low cost è NYX, poichè dispone di una gamma soddisfacente di prodotti per la base, anche se la qualità non sempre mi esalta. Peccato solo che la gamma di fard e rossetti punta molto a chi ama uno stile sopra le righe e pochissimo ai toni classici.

Io spero di esservi stata utile, a presto ^_^
Continua...